Regno del Montenegro (1941-1944)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Regno del Montenegro
Regno del Montenegro – Bandiera
Regno del Montenegro - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Краљевина Црна Гора
Nome ufficiale Kraljevina Crna Gora
Lingue ufficiali montenegrino
Lingue parlate serbo, italiano, tedesco
Capitale Cettigne
Dipendente da bandiera Regno d'Italia (1941-1943)
Germania Germania (1943-1944)
Politica
Forma di Stato Monarchia costituzionale
Forma di governo
Nascita 1941 con Vittorio Emanuele III (de facto)
Causa Invasione della Jugoslavia
Fine 1944 con Adolf Hitler (de facto)
Causa Invasione dell'Armata popolare di liberazione della Iugoslavia
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa
Territorio originale Montenegro
Economia
Valuta lira italiana (1941-1943)
Reichsmark (1943-1944)
Commerci con Italia, Germania
Religione e società
Religioni preminenti serbo-ortodossa
Evoluzione storica
Preceduto da Jugoslavia Jugoslavia
Succeduto da Jugoslavia Jugoslavia

Il Regno del Montenegro conosciuto anche come Stato Indipendente del Montenegro è esistito come stato fantoccio del Regno d'Italia dal 1941 al 1943, parte del progetto fascista di creare la Grande Italia. Il progetto della Grande Italia, voluto dal regime fascista, comprendeva il Montenegro che ne costituiva una parte del confine orientale nei Balcani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Occupazione italiana del Montenegro.

A seguito dell'invasione della Jugoslavia da parte della Germania e dell'Italia del 6 aprile del 1941, e della conseguente resa dell'Armata Reale Jugoslava del 17 aprile del 1941, Sekula Drljević, il leader dei federalisti montenegrini nel Regno di Jugoslavia, formò il Comitato Amministrativo Provvisorio del Montenegro, che collaborò con il governo fascista italiano. Il comitato fu sciolto il 5 maggio del 1941 e si formò un Consiglio Montenegrino per sovraintendere all'occupazione italiana. Nel frattempo l'Italia aveva creato il Governatorato del Montenegro, governatore Serafino Mazzolini.

Il governo fascista italiano era incerto se ricostituire uno Stato montenegrino o se ricomprendere il Montenegro nel progetto della Grande Italia, che doveva inglobare l'Adriatico fino alle coste dell'Albania. Prevalse l'idea di ricostituire il Regno del Montenegro ma non con un sovrano montenegrino, bensì in Unione personale col Re d'Italia, soluzione questa adottata per l'Albania.

Vittorio Emanuele III, forse per l'influenza della moglie, la regina Elena di Montenegro, figlia del re Nicola I del Montenegro, sosteneva la creazione del Regno indipendente del Montenegro (e in tal senso convinse Mussolini) contro il parere dei seguaci croati di Ante Pavelić e degli Albanesi, che avrebbero voluto dividere il Montenegro tra i rispettivi Stati. Il Regno sarebbe stato comunque posto sotto il controllo del governo fascista e Krsto Zrnov Popović ritornò in patria dal suo esilio a Roma nel tentativo di guidare gli Zelenaši nella ricostituzione di una monarchia indipendente del Montenegro.

Sotto pressioni della regina Elena la corona fu offerta a suo nipote Michele Petrović, nipote anche dell'ex re Nicola, ma costui, il principe Michele I del Montenegro rifiutò la corona, dichiarando agli emissari italiani che riteneva che il Montenegro fosse una regione della Serbia e che una nazione montenegrina non esistesse e che lui aveva giurato la sua fedeltà al defunto Alessandro. Nel dopoguerra affermò invece che lo aveva spinto al rifiuto la propria lealtà per suo nipote, Pietro II di Jugoslavia. Vennero contattati allora i principi Roman e Nicola Romanoff, rispettivamente figlio e nipote di Milica Petrović Romanoff, sorella della regina Elena, ma anch'essi rifiutarono la Corona. Sorse allora la candidatura della regina d'Italia Elena, gradita al Ministro degli Esteri Galeazzo Ciano e sostenuta dalla popolazione montenegrina presso la quale Elena era popolare, ma Elena assolutamente non accettò, forse perché aliena dalla politica.

Il 12 luglio 1941 si riuniva solennemente a Cettigne l'Assemblea nazionale costituente, presieduta da Sekula Drljević, che proclamò l'indipendenza e la ricostituzione del Regno del Montenegro. In assenza di un Sovrano, l'Assemblea creava una Reggenza e demandava a Vittorio Emanuele III la nomina del Reggente del Montenegro.

Ma il giorno successivo, 13 luglio 1942, parte della popolazione insorgeva cogliendo di sorpresa le truppe italiane di occupazione, impadronendosi di tutto il territorio centrosettentrionale tranne delle città di Podgorizza e di Cettigne. Ristabilitasi la situazione anteriore, dopo scontri sanguinosi e a volte efferati fra ribelli e truppe italiane, il Governo italiano costituiva un Governatorato militare, governatore Alessandro Pirzio Biroli; la proclamazione d'indipendenza non veniva revocata, ma ogni decisione dell'Assemblea Costituente sospesa. Il Montenegro rimaneva in una situazione giuridica assai incerta, in quanto il Governatore militare emetteva varie leggi e venivano anche stampati dei francobolli montenegrini, la moneta era invece quella italiana.

Grazie all'azione decisa di Biroli fino all'inizio del 1942 praticamente non vi fu guerriglia nel Montenegro. Nella costa montenegrina addirittura i cetnici ottennero il totale appoggio dei civili (in parte anche albanesi) e non vi fu guerriglia vera e propria fino all'estate del 1943.

Inoltre nell'autunno 1941 Biroli iniziò la costruzione di ospedali, fogne e strade a Cettigne e nella costa montenegrina, nel tentativo (riuscito nei primi mesi) di normalizzare la vita nel Regno del Montenegro.

Nell'estate 1942 il paese fu investito dallo scoppio della guerra civile, quando i partigiani jugoslavi e i Cetnici iniziarono a combattere contro i separatisti montenegrini e le forze dell'Asse. Con il passar del tempo il conflitto in Montenegro divenne estremamente caotico e feroce, anche perché si formarono e si ruppero quasi ogni combinazione di alleanze tra le diverse fazioni in guerra. In questo quadro, nel paese fu attivo anche il secondo corpo di volontari serbi.

La crisi del 1943[modifica | modifica wikitesto]

I confini nazionali esistevano solo sulla carta all'inizio del 1943. In particolare dopo la fine della primavera del 1942, gran parte della regione del Sangiaccato inclusa "nominalmente" nello stato del Montenegro, di fatto non era quasi controllata dalle truppe italiane.

Inoltre l'area delle Bocche di Cattaro erano annesse fin dalla primavera 1941 alla provincia dalmata del Regno d'Italia (detta Provincia di Cattaro, facente parte del Governatorato di Dalmazia) e lo furono fino al settembre del 1943, quando lo Stato Indipendente di Croazia di Ante Pavelić si annetté l'area. Nell'ottobre dello stesso anno Drljević fu esiliato dal Montenegro.

Nel 1944, nello Stato Indipendente di Croazia, Drljević promuoveva il Consiglio di Stato del Montenegro, che avrebbe dovuto agire come governo in esilio. In seguito Ante Pavelić e Drljević crearono l'Armata Popolare del Montenegro, distinta dalle forze cetniche di Pavle Đurišić.

Nel frattempo, il 21 luglio 1943, Pirzio Biroli era stato sostituito dal generale Curio Barbassetti, conte di Prun. Il successivo 8 settembre, con l'armistizio fra l'Italia e gli Alleati, le truppe italiane si sbandavano, parte cercando di rientrare in Italia, parte fatte prigioniere dei tedeschi e parte aderivano alla resistenza montenegrina.

Dopo la partenza del governatore italiano, il Montenegro rimase sotto il diretto controllo delle truppe tedesche, mentre una terribile e sanguinaria guerriglia interessava tutta la regione. Nominalmente il Regno del Montenegro restava funzionante anche nel 1944, ma praticamente lo era solo dal punto di vista burocratico-amministrativo: tutto era controllato dalla Germania nazista.

È a questo periodo di occupazione nazista che risalgono le uccisioni operate dalle truppe naziste di decine di migliaia di civili. Nel dicembre del 1944 le truppe tedesche si ritiravano dal Montenegro e i partigiani di Tito assumevano il controllo, ponendo fine all'esistenza del Regno del Montenegro.

Governatori[modifica | modifica wikitesto]

Nominativi Governatori Inizio incarico Fine incarico
Mihajlo Ivanović (nominale) 17 maggio 1941 23 luglio 1941
Conte Serafino Mazzolini 19 aprile 1941 23 luglio 1941
Principe Alessandro Pirzio Biroli 23 luglio 1941 13 luglio 1943
Conte Curio Barbasetti di Prun 13 luglio 1943 10 settembre 1943
Theodor Geib 10 settembre 1943 1 giugno 1944
Wilhelm Keiper 1 giugno 1944 15 dicembre 1944

Comandanti militari[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'amministrazione italiana del Monetnegro, le forze armate d'occupazione erano le seguenti:

Comando Truppe Montenegro: XIV Corpo d'Armata al comando del Generale Mentasti
Unità militare Comandante
1 Divisione alpina Taurinense: Generale Vivalda
151 Divisione di fanteria Perugia Generale Pentimalli

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Galeazzo Ciano, Diario, Rizzoli, Milano, 1963, annotazioni dei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio 1941.
  • Giulio Vignoli, La vicenda italo-montenegrina. L'inesistente indipendenza del Montenegro nel 1941 (Dalla documentazione reperita in Montenegro), ECIG, Genova, III ed. 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

storia Portale Storia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di storia