Governatorato di Dalmazia
| Governatorato di Dalmazia | |||
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| Motto: Fert Fert Fert | |||
| Dati amministrativi | |||
| Lingue ufficiali | Italiano | ||
| Lingue parlate | Italiano, serbocroato | ||
| Inno | Marcia Reale | ||
| Capitale | Zara | ||
| Dipendente da | |||
| Politica | |||
| Forma di governo | Governatorato militare | ||
| Nascita | 17 aprile 1941 con Athos Bartolucci | ||
| Causa | Occupazione della Jugoslavia | ||
| Fine | 10 settembre 1943 con Francesco Giunta | ||
| Causa | Armistizio di Cassibile | ||
| Territorio e popolazione | |||
| Bacino geografico | Penisola Balcanica | ||
| Territorio originale | parte della Dalmazia con alcune isole adiacenti, Pelagosa e Saseno | ||
| Massima estensione | 4.701 km² nel 1941 | ||
| Popolazione | 380.100 ab. nel 1941 | ||
| Economia | |||
| Valuta | Lira italiana | ||
| Commerci con | Asse | ||
| Religione e società | |||
| Religioni preminenti | Cattolicesimo | ||
| Religione di Stato | Cattolicesimo | ||
| Religioni minoritarie | Ebraismo | ||
| Evoluzione storica | |||
| Preceduto da | |||
| Succeduto da | |||
Il Governatorato di Dalmazia fu un territorio unito al Regno d'Italia nell'aprile del 1941, a seguito della conquista militare della Dalmazia jugoslava da parte del generale Vittorio Ambrosio durante la Seconda guerra mondiale.
Il Governatorato di Dalmazia fu istituito secondo il regio decreto legge del 18 maggio 1941 n°452[1] e quanto stabilito dal Regio decreto legge del 7 giugno 1941 n°45,[2] e fu invece soppresso nel 1943 in seguito alla resa dell'Italia agli Alleati.
Indice |
Territorio [modifica]
Il Governatorato fu la riproposizione dell'omonimo ed effimero istituto impiantato dagli italiani in Dalmazia all'indomani della sconfitta austriaca del 4 novembre 1918, e sgomberato in seguito agli accordi italo-jugoslavi sfociati nel Trattato di Rapallo (1920). Come il suo predecessore, aveva la finalità provvisoria di traghettare il territorio verso la piena integrazione nel Regno, importandovi progressivamente la legislazione nazionale in luogo di quella previgente. Era costituito da tre province, Zara, Cattaro e Spalato, che avevano funzione strumentale rispetto al perseguimento degli obiettivi del governatorato. Il capoluogo amministrativo era Zara. Dall'autunno 1941 vi furono annesse anche le isole della Dalmazia date inizialmente alla Croazia di Ante Pavelic: Pago, Brazza e Lesina. Queste isole furono occupate militarmente dall'esercito italiano, assieme ad un'area della Croazia fascista che andava dalla costa di Segna fino al centro della Bosnia (in prossimità di Sarajevo e Banja Luka).
| Provincia | Superficie (km²) | Popolazione | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Zara | 3.179 | 211.900 | ||||
| Spalato | 975 | 128.400 | ||||
| Cattaro | 547 | 39.800 | ||||
| Totale | 4.701 | 380.100 | ||||
| Fonte: Davide Rodogno Il nuovo ordine mediterraneo, ed. Bollati Boringhieri, Torino 2003 | ||||||
Storia [modifica]
Nell'aprile del 1941 il Regno di Jugoslavia fu occupato dalle potenze dell'Asse. Quasi tutta la parte costiera della Dalmazia settentrionale (con tutti i principali centri urbani, come Spalato e Sebenico) fu annessa al Regno d'Italia il 18 maggio con un atto ufficiale[3], mentre il resto venne annesso al neocostituito Regno di Croazia, dominato dagli ustascia di Ante Pavelić. Quest'ultimo offrì il trono del giovane stato a un membro della Casa Savoia, Aimone, il quale, pur senza rifiutarlo, non ne prese mai possesso[4].
Mussolini creò il "Governatorato di Dalmazia", che includeva:
- la Provincia di Zara (o della Dalmazia) che comprendeva il comune di Zara e il suo entroterra ingrandito, più le isole dalmate davanti a Zara che passarono sotto sovranità italiana.
- la Provincia di Spalato (1941-1943), che comprendeva le città di Spalato, Traù e Sebenico con il loro entroterra, più le isole della Solta (meno dunque la Brazza) e le altre Lissa, Curzola, Lagosta, Cazza, Pelagosa (queste ultime tre scorporate dalla Provincia di Zara alla quale appartenevano dal 1920) e Meleda.
- la Provincia di Cattaro (1941-1943), che comprendeva i centri di Cattaro, Perasto, Castelnuovo con un piccolo entroterra (circa 600 km²), seguendo grosso modo i vecchi limiti veneziani ed austriaci, più l'isola di Saseno, di fronte alle coste dell'Albania vicino a Valona, quest'ultima scorporata dalla Provincia di Zara di cui faceva parte dal 1920.
Le isole di Veglia ed Arbe, invece, non ebbero nulla a che fare col Governatorato, entrando invece nella Provincia di Fiume.
Bastianini diede subito via a una massiccia e violenta italianizzazione delle provincie annesse: vennero inviate ad amministrarle i segretari politici del fascio, del dopolavoro, dei consorzi agrari e medici, maestri, impiegati comunali, levatrici subito odiati da coloro ai quali tolsero gli impieghi[5]. L'italiano venne imposto come lingua obbligatoria per i funzionari e gli insegnanti, anche se il croato fu tollerato per le comunicazioni all'interno dell'amministrazione civile[6]. Le insegne scritte in croato vennero sostituite da scritte in italiano, proibiti giornali, manifesti, vessilli croati; sciolte le società culturali e sportive, imposto il saluto romano, ripristinati i cognomi italiani con lo stesso decreto emanato durante l'impresa fiumana[7]. Si procedette pure, come già nella Venezia Giulia e nel Sudtirolo, all'italianizzazione dei nomi geografici, delle vie, delle piazze, ecc[8]. Uno speciale ufficio per le terre adriatiche offriva prestiti e provvidenze a quanti erano disposti a snazionalizzarsi, e intanto acquistava terreni da redistribuire agli ex combattenti italiani[9]. Vennero istituite borse di studio per i dalmati che volessero continuare gli studi in Italia e ne fecero usco 52 italiani dalmati e pur sempre 211 croati e serbi[10].
Alla fine di luglio vennero istituiti i tribunali speciali e militari che colpirono la resistenza con le prime sentenze di morte: 8 a Bencovazzo il 6 agosto; 6 a Sebenico il 13 ottobre; 19 a Spalato il 14 ottobre; 12 a Vodizze il 26 ottobre[11].
Nel settembre 1941 Mussolini propose di annettere al Governatorato di Dalmazia la "Zona II" di occupazione italiana nella Croazia costiera, creando anche la Provincia di Ragusa di Dalmazia, ma l'opposizione di Ante Pavelic bloccò il progetto. [12]
Nel finire del 1941 fu attuato un tentativo di "normalizzazione" della vita civile: a Spalato, per esempio, fu promossa la creazione di attività sportive legate ai campionati italiani. A tale scopo nel 1942 fu ristabilita la squadra Calcio Spalato con il nome Associazione Calcio Spalato, secondo direttiva della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) che riconosceva l’ AC Spalato come nuova società affiliata alla Federcalcio.[13] Comunque, a causa degli eventi bellici lo Spalato non fece alcun campionato.
Già dalla fine del 1941, nella Dalmazia (italiana e croata) si innescò una spaventosa e crudele guerra civile, che raggiunse livelli di massacro dopo l'estate 1942. Contro le atrocità commesse dal regime ustascia, tanto contro i serbi e gli ebrei che contro gli oppositori (o presunti oppositori) croati, si sollevò sia la resistenza partigiana a guida di Tito, plurietnica e comunista, sia varie fazioni nazionalistiche e monarchiche serbe (i cetnici). [14]
A loro volta i Titini ed i cetnici perpetrarono crimini contro la popolazione civile croata che appoggiava i fascisti croati di Ante Pavelic. Numerosi crimini di guerra furono commessi da tutte le parti in causa, dai tedeschi ai partigiani comunisti. [15]
A causa dell'annessione della Dalmazia costiera al Regno d'Italia, cominciarono a crescere le tensioni tra il regime ustascia e le forze d'ocupazione italiane. Venne perciò a formarsi, a partire dal 1942, un'alleanza tattica tra le forze italiane e i vari gruppi cetnici. Gli italiani incorporarono i cetnici nella Milizia volontaria anticomunista (MVAC) per combattere la resistenza titoista, provocando fortissime tensioni con il regime ustascia.
Lo stesso Mussolini propose di annettere al Regno d'Italia nell'estate 1942 la zona italiana della Croazia (che si trovava tra il "Governatorato di Dalmazia" e la zona tedesca della Croazia), allo scopo di allontanare gli Ustascia dalle aree italiane e calmare anche i feroci scontri e massacri tra croati, serbi e mussulmani. [16]
Nel settembre del 1943, con la capitolazione dell'Italia, la parte italiana della Dalmazia - ad esclusione di Zara - venne occupata dall'esercito tedesco ed annessa allo Stato Indipendente di Croazia.
Contemporaneamente da parte italiana, accettando l'armistizio di Cassibile che prevedeva l'annullamento di tutti gli atti di annessione successivi all'entrata in guerra, il "Governatorato di Dalmazia" fu soppresso anche dal punto di vista legale, mentre l'area comunale di Zara tornò a costituire territorio provinciale fino all'occupazione titina della città nel 1944.
Governatori della Dalmazia [modifica]
- Athos Bartolucci (17 aprile 1941 - 7 giugno 1941)
- Giuseppe Bastianini (7 giugno 1941 - 14 febbraio 1943)
- Francesco Giunta (14 febbraio - 10 settembre 1943)
Bibliografia [modifica]
- De Castro, Diego. Appunti sul problema della Dalmazia. Roma, 1945
- Praga, Giuseppe. Storia di Dalmazia. Dall'Oglio editore. Varese, 1981
- Rodogno, Davide. Il nuovo ordine mediterraneo. Ed. Bollati Boringhieri. Torino, 2003
Note [modifica]
- ^ Regio Decreto Legge del 18 maggio 1941 n. 452 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale I, 1941, No. 133. p. 2240 f.)
- ^ Regio Decreto Legge del 7 giugno 1941 n. 453 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale I, 1941, No. 133. p. 2240 f.)
- ^ Giorgio Bocca, Storia d'Italia nella guerra fascista 1940-1943, Mondadori; pagina 404
- ^ Davide Rodogno Il nuovo ordine mediterraneo. capitolo secondo
- ^ G. Zanussi, Guerra e catastrofe d'Italia,volume I, pagina 233
- ^ Marina Cattaruzza, L'Italia e il confine orientale, 1866-2006, Bologna, Il Mulino, 2007, pagina 213
- ^ Giorgio Bocca, Storia d'Italia nella guerra fascista 1940-1943, Mondadori; pag. 404
- ^ Marina Cattaruzza, L'Italia e il confine orientale, 1866-2006, Bologna, Il Mulino, 2007, pagina 213
- ^ Giorgio Bocca, Storia d'Italia nella guerra fascista 1940-1943, Mondadori; pagg. 404-405
- ^ Burgwy, Empire on the Adriatic, pag. 116
- ^ E. Collotti, L'occupazione nazista in Europa, Roma, Editori Riuniti, 1964, pagina 209
- ^ Mappa dello smembramento della Yugoslavia nel 1941, con indicata la "Zona II" (puntini tratteggiati)
- ^ Calcio Spalato ricreato nel 1942
- ^ L’Italia in guerra e il Governatorato di Dalmazia. Centro Di Documentazione Della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata, 2007. URL consultato in data 10 novembre 2009.
- ^ Diari di guerra: Il diario di Renzo Pagliani, bersagliere nel battaglione "Zara". digilander.libero.it. URL consultato in data 10 novembre 2009.
- ^ I bersaglieri dello "Zara". digilander.libero.it. URL consultato in data 10 novembre 2009.
Voci correlate [modifica]
- Dalmati italiani
- Dalmazia
- Elenco dei comuni della Venezia Giulia italiana
- Grande Italia
- Operazione 25
- Provincia italiana di Lubiana
- Provincia italiana di Fiume
- Provincia italiana di Pola
- Provincia italiana di Zara
- Provincia italiana di Spalato
- Provincia italiana di Cattaro
- Province italiane soppresse
- Venezia Giulia