Budua
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| Budua | |
|---|---|
| Nome ufficiale: | Budva |
| Stato: | |
| Municipalità: | Budua |
| Popolazione: - Totale - Densità |
(2003) 10.918 ab. ab./km² |
| Pref. telefonico: | +382 86 |
Budua [Bùdua] (in serbo: Budva) è una cittadina costiera del Montenegro di circa 11.000 abitanti, nonché capoluogo della municipalità omonima.
Budua è situata in una zona ad alta densità turistica, denominata Budvanska rivijera. Rinomata per le spiagge sabbiose, il gradevole clima mediterraneo e la vita notturna, Budua è anche una graziosa cittadina ricca di memorie della sua lunga storia.
[modifica] Storia
La città venne menzionata per la prima volta nel V secolo a.C. come insediamento illirico, anche se probabilmente era già una colonia greca fin dal X secolo a.C. Budua fu poi conquistata dai Romani e nel medioevo fu soggetta, con alterne vicende, a varie dominazioni. In seguito divenne sede vescovile col nome di Butua. A partire dal 1442 la città fu dominio della Repubblica di Venezia e parte della cosiddetta Albania veneta.
Nell'agosto 1571 la città fu presa dal corsaro Occhiali per viltà del podestà Agostino Pasqualigo. Ritornata sotto il governo della Serenissima, la città venne potentemente fortificata, così che poté sempre opporre una valida resistenza ai numerosi tentativi turchi di impossessarsene (tra gli altri, nel 1686, nonostante le devastazioni del terremoto del 1667). Dal 1442 al 1797 Budua fu residenza di un Podestà veneziano, dapprima dipendente dal Conte e capitano di Scutari e, dopo la caduta di questa città in mano agli Ottomani, dal Rettore e provveditore di Cattaro. La città era retta da un governo di tipo aristocratico, con un maggior consiglio composto di soli nobili, dal quale si eleggevano i tre giudici che assistevano il Podestà nelle cause civili, il più anziano dei quali ne faceva le veci in caso di assenza. Allo stesso consiglio spettava nominare poi gli altri ufficiali del comune: i due Procuratori, i quattro Deputati alla Sanità e i due Signori di notte.
Con la caduta della Repubblica di Venezia, Budua fu occupata dagli Austriaci nell'estate del 1797 con il resto della Dalmazia, in seguito conobbe un'effimera appartenenza al Montenegro dal 1813 al 1814, ma dopo il Congresso di Vienna la città passò all'Impero Austriaco, sotto il quale rimase fino al 1918, quando fu inglobata nel Regno di Jugoslavia. La maggior parte della sua popolazione parlava il veneto fino all'inizio del XIX secolo, secondo lo storico Luigi Paulucci nel suo libro "Le Bocche di Cattaro nel 1810". Durante la seconda guerra mondiale la città fu occupata dagli italiani prima e dai tedeschi poi; nel secondo dopoguerra Budua è entrata a far parte della repubblica federata jugoslava del Montenegro, di cui ha seguito le sorti fino alla recente indipendenza.
Budua fu gravemente danneggiata da un terremoto nel 1979.
A Budua nacque Ramiro Bujas, allievo di Vittorio Benussi, che importò in Croazia la psicologia.

