Cattaro

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Cattaro
comune
(me) Kotor
Cattaro – Stemma Cattaro – Bandiera
Vista su Cattaro
Vista su Cattaro
Localizzazione
Stato Montenegro Montenegro
Amministrazione
Lingue ufficiali montenegrino - serbo
Territorio
Coordinate 42°25′40″N 18°46′07″E / 42.427778°N 18.768611°E42.427778; 18.768611 (Cattaro)Coordinate: 42°25′40″N 18°46′07″E / 42.427778°N 18.768611°E42.427778; 18.768611 (Cattaro)
Superficie 335 km²
Abitanti 22 947[1] (2003)
Densità 68,5 ab./km²
Altre informazioni
Lingue montenegrino - serbo - italiano
Cod. postale 85330
Prefisso (+382) 32
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 ME-10
Targa KO
Cartografia
Mappa di localizzazione: Montenegro
Cattaro
Localizzazione del comune di Cattaro nel Montenegro
Localizzazione del comune di Cattaro nel Montenegro
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Regione naturale e storico-culturale delle Bocche di Cattaro
(EN) Natural and Culturo-Historical Region of Kotor
Panorama kotor (Cattaro).jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1979
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Cattaro[2] (in serbo/montenegrino: Котор/Kotor e croato: Kotor, in veneto: Cataro) è una città della repubblica del Montenegro, situata sulla costa adriatica, capoluogo dell'omonimo comune e sede vescovile.

L'antica città marittima di Cattaro, circondata da un'imponente cinta muraria, è ancora ben conservata ed è inclusa nella lista dei Patrimoni dell'umanità protetti dall'Unesco. Tra il 1420 e il 1797 Cattaro e la regione circostante appartenne alla Repubblica di Venezia e l'influenza veneta è ancor oggi visibile nell'architettura della città.

La città si specchia nelle bocche di Cattaro (Boka Kotorska), un'articolata serie di profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, che costituiscono il più grande porto naturale del mar Adriatico e ricordano vagamente, per la loro forma frastagliata, i fiordi norvegesi. Le bocche di Cattaro costituiscono uno dei più incantevoli paesaggi del Mar Mediterraneo e, assieme a Cattaro stessa, garantiscono alla regione un afflusso turistico in costante aumento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le fortificazioni di Cattaro, circondate dal mare
La cattedrale di san Trifone, con alle spalle le brulle Alpi Dinariche
Scorcio cittadino con le incombenti montagne
Il Golfo di Cattaro in un'incisione su rame, acquarellata, di Pierre Mortier (inizio Settecento)

Antichità e Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La città venne fondata durante il periodo romano, quando era conosciuta come Acruvium e faceva parte della provincia romana della Dalmazia, e venne menzionata per la prima volta come Ascrivium o Ascruvium nel 168 a.C.

Cattaro fu poi dotata di fortificazioni fin dal 535, quando l'imperatore Giustiniano fece costruire una fortezza sulla collina sovrastante la città in seguito all'espulsione dei Goti. Con tutta probabilità una seconda città venne edificata negli immediati dintorni, in quanto Costantino Porfirogenito, nel X secolo, allude ad una "Cattaro Bassa". La città fu saccheggiata dai Saraceni nell'840.

Nel 1002 la città fu gravemente danneggiata durante l'occupazione dei Bulgari e l'anno seguente fu ceduta alla Serbia dallo zar bulgaro Samuele, ma i cittadini insorsero spalleggiati da Ragusa. Cattaro si sottomise solamente nel 1184 al protettorato serbo, preservando intatte le sue istituzioni repubblicane ed il suo diritto di concludere trattati e dichiarare guerra.

Cattaro divenne sede vescovile già nel XIII secolo, mentre nel XIII secolo vennero fondati monasteri domenicani e francescani allo scopo di contenere la diffusione del Bogomilismo. È interessante notare che la diocesi locale formava un unico territorio con quella pugliese.

Nel XIV secolo Cattaro rivaleggiò con Ragusa come potenza commerciale e provocò la gelosia della Serenissima, che approfittando della caduta della Serbia nel 1389 la contese all'Ungheria mediante alterni assedi, per impossessarsene infine nel 1420, quando i suoi abitanti fecero liberamente atto di sottomissione.

Dominio veneziano[modifica | modifica wikitesto]

La città di Cattaro, dopo la caduta del Regno di Serbia temendo di cadere in mano all'impero ottomano, decise di chiedere protezione ad una potenza vicina, perciò chiese ripetutamente alla Repubblica Veneta, a partire dal 1392[3], di entrare nei domini Veneziani ma quest'ultima per ben sette volte declinò l'invito, in considerazione dei gravosi oneri che avrebbe comportato. All'ottava richiesta, dopo aver ponderato a lungo l'impegno, nel 1420 il Senato Veneziano accolse Cattaro tra i suoi domini investendo un patrimonio ingente nella costruzione della poderosa fortificazione, ancora perfettamente conservata. Ancora oggi a Venezia si usa dire di un'amante troppo pretenziosa “Te me costi come i muri de Cattaro[4].

La Repubblica di Venezia confermò gli antichi privilegi della città e ne fece sede di un Rettore e un Provveditore, incaricato dell'amministrazione della giustizia civile e criminale, nonché di un Camarlengo e Capitano, cui era affidata la riscossione delle entrate e la gestione delle finanze pubbliche. Entrambi questi ufficiali, nobili veneziani eletti dal Senato per un anno, dipendevano dall'autorità del Provveditore generale e ordinario di Dalmazia e Albania, avente sede a Zara. Dopo la caduta di Scutari in mano ai Turchi, Cattaro divenne il capoluogo della cosiddetta Albania veneta comprendente i tre distretti o reggimenti di Risano, Castelnuovo di Cattaro e Budua e la comunità autonoma di Pastrovichi.

Cattaro era governata da propri statuti, i più antichi dei quali risalgono al 1301 e furono pubblicati a Venezia nel 1606 con il titolo di Statuta et leges civitatis Cathari. Il governo della città era di tipo aristocratico e si ispirava al modello veneto, con un Maggior consiglio composto di soli nobili, un Minor e segreto consiglio di sei membri e un Senato (o Consiglio dei Pregati) di quindici. Dalla riunione comune del maggiore e minore consiglio erano eletti tutti i vari ufficiali del comune, tra cui i provveditori alla sanità, i tre giudici della corte del Rettore e i provveditori alla zecca dove anche sotto il dominio veneto continuarono ad essere coniati vari tipi di moneta diffusi nel basso Adriatico e in Albania. La giustizia era amministrata dal Rettore, ma nelle cause civili i tre giudici locali avevano voto deliberativo e alle loro decisioni, in virtù di un decreto del Senato veneto del 1433 era ammesso interporre appello davanti a uno dei collegi di dottori di Padova, Vicenza, Verona o Treviso.

Il territorio del comune di Cattaro confinava con l'Impero ottomano e con il Montenegro e comprendeva le terre di Perasto, Dobrota (Bonintro) e Perzagno, ognuna delle quali aveva un proprio consiglio che eleggeva le varie autorità locali.

In epoca veneziana su Cattaro si abbatterono numerose disgrazie: la città venne assediata dall'Impero ottomano nel 1538 e 1657, flagellata dalla peste nel 1572 e semidistrutta dal terremoto nel 1563 e soprattutto da quello devastante del 1667, nel corso del quale crollarono la facciata della cattedrale con il campanile e il palazzo del Rettore.

Il dominio veneto lasciò comunque una profonda impronta nella struttura urbana di Cattaro e nei suoi costumi, l'italiano fu la lingua usata in tutti gli atti pubblici e nell'insegnamento, soprattutto per la spinta del ceto nobiliare e della potente classe dei mercanti e capitani marittimi. Tra i letterati più famosi furono Bernardo Pima, Nicola Chierlo, Luca Bisanti, Alberto de Gliricis, Domenico e Vincenzo Burchia, Vin­cenzo Ceci, Antonio Zambella, Francesco Morandi. Ancora oggi la popolazione di Cattaro parla un dialetto misto tra veneto e slavo.

Ottocento e Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Col trattato di Campoformio del 1797 passò all'Austria, ma nel 1805, con la pace di Presburgo, fu assegnata al Regno d'Italia, ed infine annessa nel 1810 alle Province Illiriche dell'Impero Francese, dove divenne capoluogo di un dipartimento. La città fu restituita all'Austria in seguito al Congresso di Vienna (1815).

All'arrivo della notizia della concessione austriaca della Costituzione, il 23 marzo 1848 la popolazione si riversò per le strade acclamando all'Italia mentre lo stesso giorno la municipalità votava l'unione con Venezia. Il vladika del Montenegro, preoccupato per queste sollevazioni, si rivolse ai bocchesi e ai ragusei (pur cittadini austriaci) affermando che qualora fosse stata dimostrata qualunque altra esaltazione per la rivoluzione italiana egli avrebbe ridotto "in cenere" e cosparso "di sangue" l'intera Dalmazia meridionale. Contemporaneamente inviava un battaglione che con le armi allontanava l'eventualità che l'iniziale sollevazione si tramutasse in una vera e propria insurrezione. Gli abitanti però continuarono a seguire gli eventi risorgimentali tanto che tra gli originari Mille, che con Garibaldi salparono da Quarto alla volta della Sicilia, v'era anche Marco Cossovich, nativo di Venezia ma di famiglia e sentimento bocchese, il quale viene anche nominato, tra i pochi, dall'eroe nizzardo nella sua opera I Mille.

Il tentativo di istituire la coscrizione obbligatoria, effettuato e fallito nel 1869 ed infine riuscito nel 1881, causò due brevi rivolte popolari.

Durante la prima guerra mondiale Cattaro fu teatro di alcune delle più aspre battaglie combattute tra il Montenegro e l'Austria-Ungheria. Dopo il 1918, assieme all'intero Montenegro, la città venne inglobata nella neonata Jugoslavia. Nell'aprile 1941, a seguito dell'occupazione italiana della costa adriatica e dello smembramento dello stato jugoslavo, Cattaro e il suo retroterra (circa 600 km².) e l'isolotto albanese di Saseno (già parte della provincia di Zara) vennero annessi all'Italia e furono costituiti in provincia omonima, nel quadro del governatorato generale di Dalmazia (con Zara, Spalato e Sebenico). Occupata dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943, Cattaro costituì una sorta di staterello autonomo a predominanza serbo-montenegrina, finché non fu riunita alla Jugoslavia di Tito, quale parte della Repubblica socialista del Montenegro.

Il 15 aprile 1979 un altro terremoto danneggiò la città, che venne prontamente restaurata. Dalla disgregazione della Jugoslavia ha seguito le sorti del Montenegro, e dal maggio 2006 è pienamente parte della nuova repubblica indipendente.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune

Nel 2003 la popolazione del comune era pari a 22.947 abitanti, il 59% della popolazione è concentrata nel capoluogo e nel contiguo abitato di Dobrota (8.169 ab.), mentre nessun'altra località supera il migliaio di abitanti.

Il comune è situata in parte lungo le Bocche di Cattaro ed in parte sul mare aperto, e comprende graziose cittadine di importanza storica come Risano e Perasto. Nel complesso il comune comprende 62 località:

  • Bratessici o San Niccolò delle Traste (Bratešići)
  • Bunovich o Rubedo (Bunovići)
  • Cana di Cattaro (Han)
  • Castagnizza (Kostanjica)
  • Càttaro (Kotor)
  • Cavach o Vescovà (Kavač)
  • Cheslaz (Knežlaz)
  • Chiavori o Ciavori (Čavori)
  • Colle Damidrana o Forte Vermaz (Pod Vrmac)
  • Colusugni o Cassione (Kolužunj)
  • Covaci (Kovači)
  • Crimovizza o Roppo (Krimovica)
  • Cubassi o Gàrbole (Kubasi)
  • Dobrota o Bonentro o Sant'Eustachio (Dobrota)
  • Dragagli (Dragalj)
  • Drasina o Bonòl(Dražin Vrt)
  • Dub o Pùsido (Dub)
  • Glavati o Glavatti (Glavati)
  • Glavaticich o Montecarpinetto(Glavatičići)
  • Gordicchio o Gurdita (Gurdić)
  • Gorovich o Gorre (Gorovići)
  • In Crepis (Pod Krš)
  • Làstua di Zuppa (Lastva Grbaljska)
  • Ledenizze (Ledenice)
  • Lippa (Lipci)
  • Lessevich o Il Prato (Lješevići)
  • Malodò (Malov Do)
  • Mirza (Mirac)
  • Morigno Inferiore (Donji Morinj)
  • Morigno Superiore (Gornji Morinj)
  • Mulla (Muo)
  • Nagliessich o San Nicola in Larùn (Nalježići)
  • Oracovaz Inferiore (Donji Orahovac)
  • Oracovaz Superiore o Santa Veneranda (Gornji Orahovac)
  • Pedemonte di Càttaro (Podbrđe) o (Podbrđe)
  • Pellinovo o San Giorgio (Pelinovo)
  • Perasto (Perast)
  • Perzagno (Prčanj)
  • Pistetto (Pištet)
  • Preradi (Prijeradi)
  • Radanovich o Santa Barbara (Radanovići)
  • Risano (Risan)
  • Santa Barbara di Cattaro (Sutvara)
  • Scagliari o Calme (Škaljari)
  • Scorda o Fiumera (Škurda)
  • Sissici o Sissetti (Šišići)
  • Spigliari o Caravelle (Špiljari)
  • Sterpo (Strp)
  • Stolivo Inferiore (Donji Stoliv)
  • Stolivo Superiore o Angosce (Gornji Stoliv)
  • Sueciava (Zvečava)
  • Surana (Šuranj)
  • Traste (Bigova) o (Bigovo)
  • Tresgnizza (Trešnjica)
  • Ucròpezi (Ukropci)
  • Unirine (Unijerina)
  • Visgnieva (Višnjeva)
  • Vranovich o San Cosimano (Vranovići)
  • Zagora o Leno (Zagora)
  • Zalesi Grande o Tat Grande (Veliki Zalazi)
  • Zalesi Piccolo o Montezalesi (Mali Zalazi)

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del XX secolo la popolazione croata, che costituiva una volta la maggioranza, è calata drasticamente ed oggi i montenegrini sono maggioritari in tutta la regione.

Gli Italiani a Cattaro[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIX secolo, la cittadina di Càttaro presentava una realtà multietnica, divisa quasi perfettamente tra Italiani, Croati e Serbo-montenegrini.[senza fonte] Nel 1895, gli italiani locali si riunirono attorno alla locale sede della Lega Nazionale. Nel discusso[senza fonte] censimento del 1910 si annoveravano solo 538 italiani in tutto il circondario di Cattaro. Ma scuole italiane sorsero, nello stesso periodo, a Morigno[5], Perasto[5], Petrera, Combur[5] e La Bianca[5]. Tuttavia, nel censimento iugoslavo del 1927, gli italiani risultavano solo 240. Attualmente la piccola comunità italiana, denominata ufficialmente Comunità Nazionale Italiana del Montenegro, dovrebbe contare circa 500 persone nel territorio bocchese[6]. Dal punto di vista linguistico il veneto da mar sta regredendo a favore dell'italiano standard. Dall'autunno del 2004 è presente a Cattaro la Società Dante Alighieri.

Monumenti e luoghi d'interesse

I principali monumenti di Cattaro sono i seguenti:[modifica | modifica wikitesto]

[7]

  • Cattedrale di San Trifone
  • la chiesa di Santa Maria della Collegiata
  • la chiesa di Santa Chiara
  • la chiesa di San Giuseppe
  • la chiesa ortodossa di San Luca
  • il palazzo Gregorina (Grgurina)
  • il palazzo Pima
  • il palazzo Bisanti (Bizanti)
  • il palazzo Jacogna (Jakonja)
  • il palazzo Wrachien
  • il palazzo Pasquali (Paskvali)
  • il palazzo Drago
  • il bastione Gordicchio (Gurdić)
  • la Piazza d'Armi

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 5.341 la sola città
  2. ^ Cattaro (1912) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 36 - KOL XIX
  3. ^ http://www.arcipelagoadriatico.it/libri.php?id_libro=00050
  4. ^ Le Tre Venezie on-line - IL VENETO A CATTARO
  5. ^ a b c d Cfr. alle pp. 324-327 in Istituto Idrografico della Marina Portolano del Mediterraneo, volume 6, Adriatico Orientale (edizione 1994, nuova tiratura febbraio 2002), Genova. (Pubblicazione annessa alla cartografia ufficiale dello Stato - legge 2 febbraio 1960, n. 68).
  6. ^ La voce del popolo
  7. ^ T. Zipper: CATTARO esposta alla curiosità del visitatore nella descrizione dei suoi più cospicui monumenti sacri e profani nonché della sua mura marittime e della fortezza, accresciuta da nozioni storiche e da aneddoti con particolare riguardo all’età veneta (1420-1797), Venezia 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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