Carso
| Carso | |
|---|---|
| Il Carso a Duino (TS). | |
| Paesi | |
| Regione | Goriziano sloveno Carsico-litoranea |
| Altezza | Monte Nevoso (Snežnik) 1796 m s.l.m. |
| Coordinate | 45°27′N 13°28′E / 45.4500°N 13.4600°E |
| Altri nomi e significati | Kras (sloveno e croato), Cjars (friulano), Karst (tedesco) |
| Mappa di localizzazione | |
Coordinate: 45°27′N 13°28′E / 45.4500°N 13.4600°E
Il Carso (Kras in sloveno e croato, Cjars in friulano, Karst in tedesco), noto anche come Altopiano Carsico o Carsia, è un altopiano roccioso calcareo che si estende nel nord-est dell'Italia dai piedi delle Alpi Giulie al mare Adriatico (in provincia di Gorizia e Trieste), attraverso la Slovenia occidentale e l'Istria settentrionale prosegue fino al massiccio delle Alpi Bebie (Velebit) all'estremo nordovest della Croazia, estendendosi così nell'Italia, nella Slovenia e nella Croazia.
In particolare, il monte Carso è una modesta altura di 456 m, che si trova all'imboccatura della Val Rosandra, in provincia di Trieste.
Indice |
[modifica] Etimologia
All'origine è un termine 'normale', utilizzato correntemente tra di loro dai montanari delle Alpi orientali per indicare che una certa zona è nuda, senza pascoli né vegetazione.
Il toponimo è una specie di commentario con cui si accompagna il viandante per avvertirlo del pericolo che corre in queste zone disseminate da profondi imbuti, spesso nascosti tra le pietre. Una parola locale che, verso il 1870 i geologi cominciano ad utilizzare, trasformandolo in termine tecnico.
Se ne serviranno per designare un territorio di mezzamontagna costituito da calcari cristallini degradati dall'azione (in gran parte sotterranea) di acque dissolventi. Per la sua etimologia il toponimo va messo in parallelo con una base pre-indoeuropea Kar 'luogo roccioso', ma bisogna riflettere sul fatto che i parlanti della zona con carso e carsadelo, designano il 'secchio' e nello stesso tempo il 'crepaccio che penetra profondamente nel suolo'. In seguito si utilizzerà questa immagine per designare il risultato dell'erosione sulle rocce [...]. L'uso applicato ai crepacci che si aprono nella zona appare in molte inchieste condotte negli anni 1970 e 1988.
Il carselo era per il montanaro il crepaccio che si trovava sul suo cammino e che doveva accuratamente evitare. Si riflette sul fatto che nelle medesime zone esistono due altri termini per indicare il crepaccio in montagna, ossia foiba (dal latino fovea) e trabucco (pure lui una metafora e derivato da una parola latina). Ci si chiede per quale ragione i Romani e i loro discendenti sarebbero rimasti insensibili nei confronti di queste fosse pericolose e avrebbero rinunciato a dar loro un nome, limitandosi a ripetere un termine antico (e che inoltre non significava altro che roccia, senza sottolineare tutte le implicazioni di pericolo cui si è fatto allusione).
Si sa che molti termini per secchio sono stati impiegati dai montanari per indicare il crepaccio in montagna. Forse, ci troviamo per Cars, Carst, Krast in presenza non di un nome arcaico ma piuttosto d'una metafora che era radicata nell'immaginario popolare. Da questi tipo lessicale cars-, cras- deriva l'italiano carso, lo sloveno Karst (con t secondario). Anche nelle zone dell'ex Iugoslavia si usa questo termine veneto e si parla, per esempio, in Slovenia di kras per indicare un 'abisso che si apre nella montagna' e, in seguito, 'roccia di poca consistenza, luogo pietroso, zona di pietrume'.
Si noterà che in trabucco vive la medesima connotazione di fondo che si trova in Carso, Krst: l'idea dell'imbuto in cui il pastore rischia spesso di cadere. Trattasi di un derivato di trabocco, trabocchetto, trappola.[1],
[modifica] Caratteristiche
Le rocce calcaree sono solubili dagli agenti atmosferici, in particolare dall'acido carbonico contenuto nella pioggia, e vengono quindi da questi modellate nel tempo in varie forme, dando origine al fenomeno del carsismo, del quale uno degli aspetti più rilevanti sono le doline.
Il Carso è ricco di migliaia di grotte di varie dimensioni, per cui nel territorio si sono sviluppate un numero considerevole di società speleologiche. Alcune di queste grotte sono aperte alla visita del pubblico, e le più famose sono la grotta Gigante, le grotte di San Canziano e le grotte di Postumia.
Il Carso è attraversato da una ricchissima rete di sentieri, percorribili a piedi o in mountain bike, che si diramano attraverso i vari aspetti del paesaggio: dai colli rimboschiti a pino nero, ai prati, sino alla landa carsica pietrosa, passando per la caratteristica vegetazione carsica, meglio mantenuta nelle le zone meno urbanizzate.
Il territorio comprende la riserva naturale delle falesie di Duino.
[modifica] Inquinamento delle grotte
Per anni, alcune delle grotte del carso triestino[2] sono state usate come discariche. Interi ecosistemi sono andati distrutti e la bellezza naturalistica è ormai compromessa. A cavallo tra Italia e Slovenia, nelle Alpi Giulie sono state censite 350 grotte inquinate. In Slovenia la grotta Jeriseva Jama, vicina al paese di Kazlje, è piena di automobili, eternit e altri rifiuti. Nonostante tutto, in questa grotta è ancora presente una rara pisolite, la perla di grotta.
In Italia la situazione non è migliore: il Pozzo Mattioli, vicino alla frazione triestina di Gropada, è stato adibito a centro di smaltimento dei rifiuti ingombranti. Il Pozzo dei colombi, vicino a Basovizza, altra frazione del comune di Trieste, è stato usato per lo sversamento dei rifiuti pericolosi conseguenti all'attentato al terminal petrolifero dell'oleodotto transalpino della Val Rosandra dell'agosto 1972; è stato usato come capiente cisterna, oltre 45 metri di pozzo e 100 di caverna, per i liquidi di lavaggio delle caldaie, fanghi industriali e molte altre sostanze chimiche. Sorte simile è toccata al Pozzo di Cristo, tra Basovizza e Gropada, usato per lo sversamento di liquidi di derivazione industriale; è stato munito addirittura di un bocchettone per consentire alle autobotti di scaricare direttamente.
[modifica] Classificazione
Secondo la partizione delle Alpi del 1926 il Carso è considerato facente parte del sistema alpino ed è visto come una delle 26 sezioni delle Alpi. Secondo la SOIUSA il Carso non fa parte delle Alpi ma appartiene alla regione mediterranea.
[modifica] Elenco dei comuni del Carso
Gorizia:
- Savogna d'Isonzo (parzialmente)
- Doberdò del Lago
- Sagrado (parzialmente)
- Monfalcone (parzialmente)
- Fogliano Redipuglia (parzialmente)
- Ronchi dei Legionari (parzialmente)
Trieste:
- Duino-Aurisina
- Sgonico
- Monrupino
- Trieste (parzialmente)
- San Dorligo della Valle (parzialmente)
[modifica] Galleria fotografica
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L'altopiano del Carso visto dalla chiesetta di Monrupino (TS) - (parte italiana)
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Il ciglione carsico con sullo sfondo il golfo di Trieste
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Il Carso che si getta in mare in corrispondenza della riserva naturale delle falesie di Duino
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Pietraia vicino a Monfalcone
[modifica] Note
- ^ Cfr.: Ottavio Lurati, Toponymie et géologie, in Quaderni di semantica, anno XXIX, numero 2, dicembre 2008, 440.
- ^ CARSO TRIESTINO: INQUINAMENTO IPOGEO
[modifica] Bibliografia
- Maurizio Tentor, Giorgio Tunis, Sandro Venturini, "Schema stratigrafico e tettonico del Carso isontino", Natura Nascosta
- Enrico Halupca, Le Meraviglie del Carso, immagini, storia e cultura di uno dei più affascinanti paesaggi d'Europa, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-8190-209-5
- Daniela Durissini e Carlo Nicotra, I Sentieri del Carso Triestino, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-8190-176-5
- Fabio Forti, Carso triestino, Guida alla scoperta dei fenomeni carsici, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-86179-65-0
- Fabio Forti, Invito alla conoscenza delle Grotte del Carso Triestino, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-8190-064-5
- AA. VV., Introduzione alla Flora e alla Vegetazione del Carso, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-85083-00-5
- Dario Blasich e Alfio Scarpa, Il Carso visto da vicino, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-8190-053-X
- Dario Gasparo, La Val Rosandra e l'ambiente circostante, Lint Editoriale, Trieste (2008), ISBN 978-88-8190-240-8
romanzi
- Scipio Slataper Il mio Carso Mursia ISBN 9788842547341
[modifica] Voci correlate
- Carsismo
- Foibe
- Timavo
- Giardino botanico Carsiana
- Val Rosandra
- Vedette del Carso triestino
- Museo della Rocca
- Il mio Carso romanzo di Scipio Slataper
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Carso
[modifica] Collegamenti esterni
- Mappe dei Sentieri del Carso di Trieste
- Guida turistica al Carso triestino su Wikivoyage
- Portale di informazione turistica del Carso triestino e sloveno