Carso

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Coordinate: 45°27′00″N 13°27′36″E / 45.45°N 13.46°E45.45; 13.46

Carso
Carso
Il Carso a Duino (TS).
Continente Europa
Stati Italia Italia
Slovenia Slovenia
Croazia Croazia
Cima più elevata Monte Nevoso (Snežnik) (1.796 m s.l.m)

Il Carso (Kras in sloveno e croato, Cjars in friulano, Karst in tedesco, la Monte in veneto bisiaco), noto anche come Altopiano Carsico o Carsia, è un altopiano roccioso calcareo che si estende nel nord-est dell'Italia, dai piedi delle Alpi Giulie al mare Adriatico, (in provincia di Gorizia e di Trieste), e che, attraverso la Slovenia occidentale e l'Istria settentrionale, prosegue fino al massiccio delle Alpi Bebie (Velebit) all'estremo nord-ovest della Croazia, estendendosi così nell'Italia, nella Slovenia e nella Croazia.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'Altipiano carsico si estende su una anticlinale parzialmente erosa.
Il disegno rappresenta in modo schematico ed approssimativo la disposizione dei diversi strati rocciosi, che compongono il sottosuolo dell'Altipiano carsico, ed indica il periodo geologico della loro formazione

Le rocce calcaree sono solubili dagli agenti atmosferici, in particolare dall'acido carbonico contenuto nella pioggia, e vengono quindi da questi modellate nel tempo in varie forme, causando il fenomeno del carsismo uno degli aspetti più rilevanti sono le doline. Il Carso è ricco di migliaia di grotte di varie dimensioni, per cui nel territorio si sono sviluppate molte società speleologiche. Alcune di queste grotte sono aperte alla visita del pubblico. Le più famose sono la grotta Gigante, le grotte di San Canziano e le grotte di Postumia . Il Carso è attraversato da una ricchissima rete di sentieri, percorribili a piedi o in mountain bike, che si diramano attraverso i vari aspetti del paesaggio: dai colli rimboschiti a pino nero, ai prati, sino alla landa carsica pietrosa, passando per la caratteristica vegetazione carsica, meglio mantenuta nelle le zone meno urbanizzate. Il territorio comprende la Riserva naturale delle Falesie di Duino.

Inquinamento delle grotte[modifica | modifica sorgente]

Per anni, oltre un centinaio delle grotte del carso triestino[1] sono state usate come discariche. Interi ecosistemi sono andati distrutti e la bellezza naturalistica è ormai compromessa. A cavallo tra Italia e Slovenia, nelle Alpi Giulie sono state censite 350 grotte inquinate. In Slovenia la grotta Jeriseva Jama, vicina al paese di Casigliano di Sesana, è piena di automobili, eternit e altri rifiuti. Nonostante tutto, in questa grotta è ancora presente una rara pisolite, la perla di grotta. In Italia la situazione non è migliore: il pozzo Mattioli, vicino alla frazione triestina di Gropada, è stato adibito a centro di smaltimento dei rifiuti ingombranti. Il pozzo dei Colombi, vicino a Basovizza, altra frazione del comune di Trieste, è stato usato per lo sversamento dei rifiuti pericolosi conseguenti all'attentato al terminal petrolifero dell'oleodotto transalpino della val Rosandra dell'agosto 1972; è stato usato come capiente cisterna, oltre 45 metri di pozzo e 100 di caverna, per i liquidi di lavaggio delle caldaie, fanghi industriali e molte altre sostanze chimiche. Sorte simile è toccata al pozzo di Cristo, tra Basovizza e Gropada, usato per lo sversamento di liquidi di derivazione industriale; è stato munito addirittura di un bocchettone per consentire alle autobotti di scaricare direttamente.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Modello di classificazione delle Alpi Dinariche
Zona A1: Montagne dell'Istria e del Carso
Aree della superficie terrestre ricoperte da formazioni di rocce calcaree – Solo il 15% di tali aree presentano i caratteristici fenomeni carsici

Secondo la partizione delle Alpi del 1926 il Carso è considerato facente parte del sistema alpino ed è visto come una delle 26 sezioni delle Alpi. Secondo la SOIUSA il Carso non fa parte delle Alpi ma appartiene alla regione mediterrane.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ CARSO TRIESTINO: INQUINAMENTO IPOGEO

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maurizio Tentor, Giorgio Tunis, Sandro Venturini, "Schema stratigrafico e tettonico del Carso isontino", Natura Nascosta
  • Enrico Halupca, Le Meraviglie del Carso, immagini, storia e cultura di uno dei più affascinanti paesaggi d'Europa, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-8190-209-5
  • Daniela Durissini e Carlo Nicotra, I Sentieri del Carso Triestino, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-8190-176-5
  • Fabio Forti, Carso triestino, Guida alla scoperta dei fenomeni carsici, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-86179-65-0
  • Fabio Forti, Invito alla conoscenza delle Grotte del Carso Triestino, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-8190-064-5
  • AA. VV., Introduzione alla Flora e alla Vegetazione del Carso, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-85083-00-5
  • Dario Blasich e Alfio Scarpa, Il Carso visto da vicino, edizioni LINT Trieste, ISBN 88-8190-053-X
  • Dario Gasparo, La Val Rosandra e l'ambiente circostante, Lint Editoriale, Trieste (2008), ISBN 978-88-8190-240-8
  • Scipio Slataper, Il mio Carso, Mursia ISBN 9788842547341
  • Giulio Angioni, Gabbiani sul Carso, Sellerio, 88-389-2503-8
  • Alessandro Ambrosi, Claudio Oretti, Carso Triestino, Goriziano e Sloveno 1:25.000. Carta Topografica per Escursionisti. Con Indice dei Nomi, dei Sentieri e degli Itinerari, Transalpina Editrice, Trieste (2013), ISBN 978-88-88281-05-6

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