Provincia del Carnaro

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Provincia di Fiume
Provincia del Carnaro-Stemma.png
Informazioni generali
Nome completo Provincia del Carnaro
Capoluogo Fiume
Superficie 1.121 kmq (1938)
Popolazione 109.018 (1938)
Dipendente da Flag of Italy (1861-1946).svg Italia
Suddiviso in 19 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Provincia
Prefetto elenco
Evoluzione storica
Inizio 1924
Causa Trattato di Roma
Fine 1945
Causa Trattato di Parigi
Preceduto da Succeduto da
Stato Libero di Fiume Contea litoraneo-montana
Cartografia
Italian province of fiume.JPG

La provincia di Fiume o provincia del Carnaro era una provincia italiana esistita dal 1924 al 1945. Aveva come capoluogo la città di Fiume, e prendeva nome dal golfo del Carnaro o Quarnaro.

Nel 1938 era divisa in 13 comuni e aveva una superficie di 1.121 km² con una popolazione di 109.018 abitanti e una densità di 109 ab./km².[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impresa di Fiume, Reggenza Italiana del Carnaro, Natale di sangue e Prefetti della provincia di Fiume.
Stato libero di Fiume, costituito nel 1920 in base al trattato di Rapallo e formato dal distretto di Fiume e dalla ulteriore striscia di territorio (area in colore giallo), che consentiva la contiguità territoriale con l'Italia.

Con il trattato di Rapallo del 12 novembre 1920 Fiume, che contava circa 50.000 abitanti di madre lingua italiana e 13.000 abitanti di madre lingua croata[2] e dal settembre del 1919 era occupata militarmente da un manipolo di militari italiani al comando del poeta Gabriele D'Annunzio, venne dichiarata città stato indipendente.

D'Annunzio si ribellò alle decisioni della diplomazia, disconoscendo la validità degli accordi italo-jugoslavi ed arrivando addirittura a dichiarare guerra all'Italia. A seguito dell'attacco italiano del Natale del 1920, il poeta fu costretto a partire da Fiume il 18 gennaio 1921, ritirandosi in una villa di Gardone Riviera, successivamente acquistata e ribattezzata Vittoriale. Le forze nazionaliste e fasciste italiane continuarono ad adoperarsi per l'annessione di Fiume all'Italia, fino ad organizzare un golpe nel 1922, provocando l'occupazione militare della città da parte del Regio Esercito nel 1923 per manifesta incapacità a mantenere l'ordine pubblico. A questi eventi fece seguito il Trattato di Roma del 27 gennaio 1924 fra l'Italia e la Jugoslavia, che suddivise l'ex Stato libero di Fiume fra le due nazioni confinanti.

Gonfalone provinciale

La Provincia di Fiume venne istituita il 22 febbraio 1924[3] sulla parte costiera del territorio dell'ex Stato libero, che divenne il circondario di Fiume; alla provincia fu assegnato anche il circondario di Volosca-Abbazia, già parte della provincia di Pola. Nel 1928, sciolti circondari e mandamenti, vennero aggregati alla provincia i due comuni già istriani di Matteria e Castelnuovo d'Istria.[4]

La provincia di Fiume tra aprile 1941 e settembre 1943, quando includeva le isole di Veglia ed Arbe

Dall'aprile 1941 al settembre 1943, a seguito dell'aggressione delle Potenze dell'Asse alla Jugoslavia e al trattato di Roma del 18 maggio 1941, la provincia di Fiume fu ingrandita: furono annessi l'entroterra orientale di Fiume e le isole quarnerine di Veglia ed Arbe[5][6]. Tali ingrandimenti furono annullati l'8 settembre 1943, quando la provincia tornò nel suo territorio originale.

Monumento alle vittime dell'eccidio di Podhum - Il 12 luglio 1942 nel villaggio di Podhum, per rappresaglia furono fucilati da reparti militari italiani per ordine del prefetto della provincia di Fiume Temistocle Testa tutti gli uomini del villaggio di età compresa tra i 16 ed i 64 anni.
Sul monumento che oggi sorge nei pressi del villaggio sono indicati i nomi delle 91 vittime dell'eccidio. Il resto della popolazione fu deportata nei campi di internamento italiani e le abitazioni furono incendiate.[7][8]

L'aggressione alla Jugoslavia determinò nelle zone annesse dall'Italia la nascita di un movimento di resistenza partigiana, che le autorità militari italiane cercarono di reprimere con estrema ferocia.

Per colpire la resistenza jugoslava le autorità italiane puntarono sulla deportazione di intere zone popolate da civili sospettati di aver concesso sostegno alla resistenza o in grado di parentela con i partigiani.

In data 30 maggio 1942 il prefetto della provincia di Fiume Temistocle Testa ha firmato il proclama prot. n. 2796, emesso, in cui rende nota la punizione inflitta alle famiglie di presunti aderenti alle formazioni partigiane:

« . . . Si informano le popolazioni dei territori annessi che con provvedimento odierno sono stati internati i componenti delle suddette famiglie, sono state rase al suolo le loro case, confiscati i beni e fucilati 20 componenti di dette famiglie estratti a sorte, per rappresaglia contro gli atti criminali da parte dei ribelli che turbano le laboriose popolazioni di questi territori . . . »
(Dalla copia del proclama riportata a pagina 327 del libro di Boris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale (op. cit.))

Lo stesso prefetto di Fiume fu anche il destinatario della seguente relazione resa dal commissario prefettizio di Primano:

« Il giorno 4/6/1942/XX alle ore 13.30 furono incendiati da parte degli squadristi del II Battaglione di stanza a Cosale le case delle seguenti frazioni del Comune di Primano: Bittigne di Sotto...,Bittigne di Sopra..., Monte Chilovi..., Rattecievo in Monte... [...] Durante le operazioni di distruzione ... è stata fatta una esecuzione in massa di n. 24 persone appartenenti alle frazioni di Monte Chilovi e Rattecevo in Monte. [...] poiché è da temersi una immediata rappresaglia, si prega vivamente di voler inviare con tutta sollecitudine dei rinforzi. »
(IL COMMISSARIO PREFETTIZIO Attilio Orsarri, 5 giugno 1942[9][10])

Dal 1943 al 1945, quando la provincia fu sottoposta all'occupazione militare della Wehrmacht (Zona d'operazioni del Litorale adriatico, OZAK), si susseguirono le repressioni che portarono la provincia di Fiume ad essere la quarta in Italia per numero di morti nei campi di sterminio nazisti dopo quelle di Gorizia, Firenze e Genova.[11] Anche il questore italiano di Fiume, Giovanni Palatucci, fu arrestato dai nazisti per essersi opposto alla campagna antiebraica nonché per aver istituito un Comitato Multinazionale Indipendente allo scopo di trattare la resa di Fiume con gli Alleati e l'indipendenza dell'Alpeadria in una terra che sarebbe stata assegnata d'ufficio alla nuova Jugoslavia. Scoperto il programma politico indipendentista venne deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì di stenti il 10 febbraio 1945. Il Comitato Multinazionale Indipendente di Fiume era formato da fascisti, partigiani italiani, partigiani titini, ebrei ed altre minoranze.

Bombardamento di Fiume da parte degli aerei della RAF (1944)

In seguito alla destituzione di Palatucci, i suoi poteri furono assunti direttamente dalla Gestapo, con grave danno per la sovranità italiana sulla provincia, che fu di fatto già annullata quando, nell'aprile del 1945, i titini invasero senza difficoltà la provincia, proclamandone l'annessione alla Jugoslavia senza attendere i dovuti atti di diritto internazionale.

Nel 1947 la provincia di Fiume fu ufficialmente annullata secondo il diritto internazionale ed italiano, che riconobbero il suo ingresso a fare parte della Jugoslavia di Tito come provincia croata di Rijeka.

Comuni della provincia[modifica | modifica wikitesto]

Il capoluogo della provincia, la città di Fiume, fu annessa all'Italia col Trattato di Roma (27 gennaio 1924), e la formale annessione italiana si ebbe il 22 febbraio 1924.

Gli altri comuni invece erano già italiani a partire dal Trattato di Rapallo (1920), e fino all'istituzione della provincia erano rimasti in quella di di Pola. Matteria e Castelnuovo d'Istria furono invece trasferiti da Pola a Fiume solo nel 1928.

Fra i comuni fiumani il comune con la più alta percentuale di popolazione italiana era Laurana, seguito dalla frazione Volosca del comune di Abbazia. Negli altri comuni non istriani, pur accanto ad una presenza italiana, la maggioranza etnica era croata. Faceva eccezione il già citato comune di Abbazia, dove non esisteva una maggioranza etnica ma erano massicciamente presenti sia italiani, sia croati, sia sloveni, e in piccola parte anche tedeschi.

Il capoluogo provinciale aveva, nel suo nucleo urbano, una maggioranza etnica italiana di circa l'ottanta per cento nel censimento del 1936, mentre nei sobborghi dei dintorni, rimasti però per lo più al Regno di Jugoslavia, la maggioranza etnica era croata.

Città, comuni e villaggi della provincia di Fiume[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiume (Rijeka): Borgomarina, Cosala (Kozala), Drenova (Drenova), Plasse (Plase).
  • Abbazia (Opatija): Apriano (Veprinac), Crissizza (Križevice), Lipovizza (Lipovica), Pogliane (Poljane), Preluca (Preluka), Scherbici (Škrbići), Slatina (Slatina), Vassania (Vašanska), Volosca (Volosko).
  • Castel Iablanizza: Cottésevo, Iasena di Bisterza, Terciane, Verbizza, Verbovo, Villa Podigraie, Zabice Castelvecchio, Zemon di Sopra, Zemon di Sotto.
  • Castelnuovo (Podgrad, Ilirska Bistrica): Crussizza di Castelnuovo, Eriacci, Gabrega, Giavorie, Gradischie di Castelnuovo, Mune Grande, Mune Piccolo, Obrovo Santa Maria, Paulizza, Pobese, Pogliane, Pregara, Prelose Sant'Egidio, Racizze, Rittomece, Sabogna, Seiane, Starada, Studena in Monte, Zaielse.
  • Clana (Klana): Isera, San Rocco, Scalnizza, Studena, Zidovje.
  • Draga di Moschiena (Mošćenička Draga): Bersezio (Brseč), Cala (Kalac), Obers (Obrš), Riva Mošćenička (Krai), Ruins (Ruins), San Pietro (St. Peter), St. Antonio (St. Anton), Selza (Flint), Trebisca (Trebišća), Monte Maggiore (Učka), Valsantamarina (Moscenicka Draga).
  • Elsane (Jelšane): Berdo di Elsane, Berze, Cracinanova, Dolegne di Elsane, Fabice, Lippa di Elsane, Passiaco, Ruppa, Sappiane, Sussa, Villanova.
  • Fontana del Conte (Knežak): Baccia di Bisterza, Coritenza di Bisterza, Drescozze, Parie, Sagòria San Martino, San Giorgio (Giursi), Sémbie, Taborgrande, Tabor Sémbie.
  • Laurana (Lovran): Bacova, Cali, Cosuli, Dobrecchi, Draga Laurana, Giagnetici, Ica, Monte, Oprino, Carnaro di San Francesco, San Rocco Ligani, Smarici, Tuliano, Visozze, Ucovazzi.
  • Matteria (Materija): Artuise, Bresovizza Marenzi, Bresovoberdo, Calcizza, Cosiane, Coticcina, Gelovizza, Golazzo, Gradiscizza, Loccegrande, Marcossina, Mersane, Orecca, Ostrovizza, Pusane, Rosizze, Scandaussina, Slivia di Castelnuovo, Tow, Tatre, Tublie, Vodizze di Castelnuovo.
  • Mattuglie (Matulji): Bergut Grande, Bergut Piccolo, Biscopi, Bresa, Corsenico, Criva, Cuceli, Cusnici, Ferlania, Francici, Gai, Gerzancici, Ghersetici, Gerzici, Giordani, Giussici Border, Michelici, Fungal, Monte, Mussici, Pereni, Pobri, Possici, Pucari, Pussevi, Pusi, Ruccavazzo Alto, Ruccavazzo Basso, Russici, Serapena, Snidari, Suonecchia, Suseni, Tertini, Varlieni, Vissici.
  • Primano (Primano): Berdo San Giovanni, Bittigne di Sopra, Bittigne di Sotto, Ceglie, Monte Chilovi, Ratecevo in Monte, Sméria.
  • Villa del Nevoso (Ilirska Bistrica): Torrenova, Bucovizza Grande, Bucovizza Piccola, Càrie, Cossese, Merecce, Poglie, Postegna, Postegnesca, Sarecce, Sarecizza Val Timavo, Sose, Tomigna, Topolza, Bisterza di Torrenova.

Elenco dei comuni[modifica | modifica wikitesto]

La provincia venne creata con 21 comuni già ricompresi nella provincia di Pola, ridotti a 13[12] per effetto di 8 soppressioni avvenute nel 1924-1928 e 1931. Nel 1941 furono annessi alla provincia di Fiume le isole di Veglia ed Arbe, insieme ad alcuni comuni a nordest di Fiume, previamente appartenuti alla Jugoslavia, e che confinavano con la neocostituita provincia di Lubiana. In tutto erano 24 comuni dalla regione della Kupa fino al Canale della Morlacca; a Sussak, Castua, Veglia ed Arbe vi era una piccola minoranza italiana.[13]. Con questi 24 centri comunali, annessi e istituiti durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale dal 1941 al 1943, la provincia ebbe un totale di 37 comuni. Nel 1947 a seguito del trattato di pace di Parigi la provincia fu interamente trasferita alla Jugoslavia; i comuni sono stati ridotti a 7 tramite aggregazioni ed oggì è divisa tra Slovenia (1 comune[14] più parti di altri tre[15]) e Croazia (6 comuni[16] più parti di un altro[17]).

N. Nome italiano Nome sloveno/croato Codice catastale Stato attuale Comune attuale Eventi accaduti durante il periodo di appartenenza all'Italia
1 Abbazia Opatija A009 Croazia Croazia Opatija Comune istituito il 22 dicembre 1931[18] dalla fusione di Apriano e Volosca-Abbazia
2 Apriano Veprinac A336 Croazia Croazia Opatija Comune soppresso e annesso a Abbazia il 22 dicembre 1931[18]
3 Arbe Rab Croazia Croazia Rab Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompresi nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, vennero compresi nella provincia del Carnaro
4 Berdo San Giovanni Janeževo Brdo A790 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Comune soppresso e annesso a Primano il 3 dicembre 1924[19]
5 Bersez Brseč A824 Croazia Croazia Mošćenička Draga Ridenominato Bersezio del Quarnaro il 12 maggio 1923[20]

Comune soppresso e annesso a Moschiena il 7 maggio1929[21]

6 Bescanuova Baška Croazia Croazia Baška Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
7 Bisterza Ilirska Bistrica A890 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Comune soppresso e annesso a Villa del Nevoso il 2 dicembre 1927[22]
8 Bosconero di Fiume Crni Lug Croazia Croazia Crni Lug Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
9 Buccari Bakar Croazia Croazia Bakar Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
10 Iablanizza Jablanica C124 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Ridenominato Castel Iablanizza il 12 maggio 1923[20]
11 Castelmuschio Omišalj Croazia Croazia Omišalj Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
12 Castelnuovo d'Istria Podgrad C238 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Trasferito dalla provincia di Pola alla provincia del Carnaro l'8 novembre 1928[23]
13 Castua Kastav Croazia Croazia Kastav Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
14 Ceglie Čelje C425 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Comune soppresso e annesso a Primano il 3 dicembre 1924[19]
15 Cervi Jelenje Croazia Croazia Jelenje Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compresa nella provincia del Carnaro
16 Clana Klana C788 Croazia Croazia Klana Comune staccato da Mattuglie, istituito il 15 ottobre 1925[24]
17 Concanera Čabar Croazia Croazia Čabar Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
18 Feliciano Dobrinj Croazia Croazia Dobrinj Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
19 Fiume Rijeka D620 Croazia Croazia Rijeka Nel 1936 aveva l'80% di popolazione italiana, il 3% slovena e il 16% croata.
20 Fontana del Conte Knežak D669 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica
21 Gelsane Jelšane D400 Slovenia Slovenia
Croazia Croazia
Ilirska Bistrica
Matulji
Ridenominato Elsane il 12 maggio 1923[20]
22 Gerovo Gerovo Croazia Croazia Gerovo Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
23 Grobnico Grobnik Croazia Croazia Grobnik Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
24 Laurana Lovran E478 Croazia Croazia Lovran
25 Malinsca-Dobasnizza Dubašnica Croazia Croazia Malinska-Dubašnica Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
26 Matteria Materija F057 Croazia Croazia Slovenia Slovenia Lanišće, Divača Hrpelje-Kozina Trasferito dalla provincia di Pola alla provincia del Carnaro l'8 novembre 1928[25]
27 Mattuglie Matulji F060 Croazia Croazia Matulji
28 Montefreddo Kilovče N/A[26] Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Ridenominato Monte Chilovi il 12 maggio 1923[20]; Comune soppresso e annesso a Primano il 3 dicembre 1924[19]
29 Moschienizze Mošćenička Draga F763 / M254[27] Croazia Croazia Mošćenička Draga Ridenominato Moschiena il 12 maggio 1923[20]; Ridenominato Val Santamarina il 29 agosto 1941[28]
30 Plezze Plešće Croazia Croazia Plešće Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
31 Ponte Punat Croazia Croazia Punat Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro (N.B.: dal 1921 al 1943 Ponte era denominato Aleksandrovo)
32 Pratalto Trava Slovenia Slovenia Trava Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
33 Primano Prem H064 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica
34 Ratecevo in Monte Ratečevo Brdo H193 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Comune soppresso e annesso a Primano il 3 dicembre 1924[19]
35 Sagoria San Martino Zagorje H664 Slovenia Slovenia Pivka Comune soppresso e annesso a Fontana del Conte il 22 ottobre 1927[29]
36 San Giuseppe o Feletto Praputnjak Croazia Croazia Praputnjak Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
37 Smeria Smrje I773 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Comune soppresso e annesso a Primano il 3 dicembre 1924[19]
38 Sussa Sušak Croazia Croazia Sušak Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
39 Ternovo Trnovo L128 Slovenia Slovenia Ilirska Bistrica Ridenominato Torrenova di Bisterza il 12 maggio 1923[20]; Comune soppresso e annesso a Villa del Nevoso il 2 dicembre 1927[30]
40 Valle Draga Croazia Croazia Draga Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
41 Vallogiulio Prezid Croazia Croazia Prezid Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
42 Vallombrosa del Carnaro Osilnica Croazia Croazia Osilnica Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
43 Veglia Krk M293[31] Croazia Croazia Krk Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompresi nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, vennero compresi nella provincia del Carnaro
44 Verbenico Vrbenik Croazia Croazia Vrbenik Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
45 Villacarsia Krašćica Croazia Croazia Krašćica Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro
46 Volosca-Abbazia Volosko M117 Croazia Croazia Opatija Comune soppresso e annesso a Abbazia il 22 dicembre 1931[18]
47 Zaule Črnik Zavle Croazia Croazia Črnik Zavle Comune annesso alla provincia durante l'occupazione italiana della Jugoslavia occidentale, dal 1941 al 1943, ricompreso nei “Territori annessi del Fiumano e della Kupa”, venne compreso nella provincia del Carnaro

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Monti[modifica | modifica wikitesto]

Monti oltre i 1000 m

Denominazione Altezza (m) Luogo
Monte Nevoso 1.796 m Alpi Giulie
Monte Zatreppo 1.454 m Alpi Giulie
Monte Maggiore 1.396 m Monti della Vena
Monte Trestenico 1.243 m Alpi Giulie
Alpe Grande 1.271 m Monti della Vena
Monte Sega 1.234 m Monti della Vena
Monte Aquila 1.106 m Monti della Vena
Monte Taiano 1.028 m Monti della Vena
Monte Sabni 1.024 m Monti della Vena

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La provincia era percorsa dalle seguenti strade statali:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Quasi tutta la popolazione professava il cattolicesimo e dipendendeva dalla Diocesi di Fiume, all'epoca suffraganea dell'Arcidiocesi di Gorizia.

La popolazione parlava diverse lingue e dialetti:

  • italiano, lingua ufficiale
  • veneto, parlato in tutta la costa
  • sloveno, parlata nel dialetto istrsko all'interno dell'Istria del nord interna
  • croato, parlato nel dialetto chakaviansko all'interno dell'Istria orientale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Boris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale, Bandecchi & Vivaldi Editori, Pontedera 2007
  • Rodogno, Davide. Il nuovo ordine mediterraneo. Ed. Bollati Boringhieri. Torino, 2003

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario Generale 1938-XVI, Milano, Consociazione Turistica Italiana, 1938, p. 661.
  2. ^ Boris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale, op.cit.
  3. ^ Regio Decreto Legge 22 febbraio 1924, n. 213
  4. ^ R.D.L. 4 ottobre 1928, n. 2370
  5. ^ R.D.L. 18 maggio 1941, n. 452, art. 2
  6. ^ Documenti sull'inclusione di territorio dell'ex Regno di Jugoslavia nel Regno d'Italia
  7. ^ Sull'eccidio di Podhum: Dino Messina Crimini di guerra italiani, il giudice indaga. Le stragi di civili durante l'occupazione dei Balcani. I retroscena dei processi insabbiati (articolo sul Corriere della Sera, del 7 agosto 2008); Alessandra Kersevan, Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento per civili jugoslavi 1941-1943, Nutrimenti editore, 2008, p.61; Giacomo Scotti
  8. ^ "Quando i soldati italiani fucilarono tutti gli abitanti di Podhum" sul sito Anpi.it (PDF).
  9. ^ Dalla copia della relazione resa dal commissario prefettizio di Primano al prefetto di Fiume, riportata a pagina 119 del libro di Alojz Zidar, Il popolo sloveno ricorda e accusa (op.cit.)
  10. ^ L'episodio di rappresaglia compiuta nei Birchini dagli squadristi in risposta all'uccisione di 3 soldati per mano di partigiani e nella quale furono uccisi 32 ostaggi, internati 492 abitanti e bruciate 117 case e fattorie viene descritta anche da Pavel Stranj nel libro La comunità sommersa (op.cit.)
  11. ^ I dati si riferiscono all'insieme dei detenuti politici ed ebrei. Brunello Mantelli e Nicola Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol 1, tomo 3, p. 2533. ISBN 978-88-425-4228-5
  12. ^ Vedi cartina
  13. ^ La Provincia del Carnaro: Territorio e popolazione p. 28
  14. ^ Ilirska Bistrica
  15. ^ Divača, Hrpelje-Kozina e Pivka
  16. ^ Klana, Lovran, Matulji, Mošćenička Draga, Opatija e Rijeka
  17. ^ Lanišće
  18. ^ a b c R.D. n. 1470 del 13/11/1931 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 282 del 07/12/1931
  19. ^ a b c d e R.D. n. 1797 del 16/10/1924 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18/11/1924
  20. ^ a b c d e f R.D. n. 800 del 29/03/1923 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 27/04/1923
  21. ^ R.D. n. 614 del 28/03/1929 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 del 06/05/1929
  22. ^ R.D. n. 2140 del 11/11/1927 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 278 del 01/12/1927
  23. ^ R.D.L. n. 2370 del 4/10/1928 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 07/11/1928
  24. ^ R.D. n. 1715 del 11/09/1925 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 239 del 14/10/1925
  25. ^ R.D.L. n. 2370 del 4/10/1928 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 07/11/1928
  26. ^ Non ha Codice Catastale.
  27. ^ Al comune di Val Santamarina è insolitamente attribuito un codice catastale (M254) diverso da quello attribuito al comune di Moschienizza/Moschiena (F763)
  28. ^ R.D. n. 853 del 04/07/1941 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 28/08/1941
  29. ^ R.D. n. 1794 dell'8/09/1927 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 232 del 07/10/1927
  30. ^ R.D. n. 2140 del 11/11/1927 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 278 del 01/12/1927
  31. ^ Al comune di Veglia è insolitamente attribuito un codice catastale

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