Provincia di Gorizia
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| Provincia di Gorizia | |||
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| Stato: | |||
| Regione: | |||
| Capoluogo: | Gorizia | ||
| Superficie: | 466 km² | ||
| Abitanti: |
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| Densità: | 292 ab./km² | ||
| Comuni: | Elenco di 25 comuni | ||
| Targa: | GO | ||
| CAP: | 34170, 34070-34079 | ||
| Pref. telefonico: | 0431, 0481 | ||
| Codice ISTAT: | 031 | ||
| Presidente: | Enrico Gherghetta (PD) 07.05.06 | ||
| Sito istituzionale | |||
La Provincia di Gorizia (Provincie di Gurize in friulano, Goriška Pokrajina in sloveno, Provincia de Gorisia in bisiàco) è una provincia della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia di 141.924 abitanti con capoluogo Gorizia.
Indice |
[modifica] Geografia
Confina con la provincia di Udine a ovest, con la provincia di Trieste a sud-est, con la Slovenia (Litorale/Primorska) a nord e est, e con il mar Adriatico a sud.
I comuni con più di 5.000 abitanti (dati 31.03.2008) sono nell'ordine:
| Stemma | Comune | Abitanti |
|---|---|---|
| Gorizia | 36.051 | |
| Monfalcone | 27.897 | |
| Ronchi dei Legionari | 11.937 | |
| Grado | 8.620 | |
| Cormons | 7.738 | |
| Staranzano | 6.994 | |
| Gradisca d'Isonzo | 6.630 | |
| San Canzian d'Isonzo | 6.334 |
il comune più piccolo è Dolegna del Collio con 397 abitanti.
[modifica] Storia
A seguito dell'Armistizio di Villa Giusti del 1918 fu istituita la nuova provincia di Gorizia, che comprendeva oltre a tutta la ex Contea di Gorizia e Gradisca, anche territori già appartenuti alla Carinzia, come la Valcanale, (zona fra Tarvisio e Pontebba) e alla Carniola, come i mandamenti di Idria, Longatico, Circhinizza, Postumia, Vipacco, Senosecchia e Villa del Nevoso, nonchè la località di Fusine in Valromana ora frazione di Tarvisio. A seguito del trattato di Rapallo del 1920 l'esercito italiano abbandonò Longatico e Circhinizza.
L'ex Contea di Gorizia e Gradisca prima della guerra aveva una superficie di kmq 2.915 e 260.700 abitanti. La provincia di Gorizia dopo il 1920 aveva una superficie di 4.470 kmq e 319.300 abitanti.
Nelle elezioni politiche del 1921 la maggioranza slovena degli elettori riuscì a far eleggere i candidati della propria etnia. Nel cercare una soluzione, per evitare che ciò si ripetesse nel futuro, nel 1923 si decise di diluire la concentrazione slovena della popolazione, ricorrendo alla provincia di Udine che allora comprendeva pure quella di Pordenone, perciò si soppresse la provincia di Gorizia, suddividendola in 3 parti:
1 - la parte nord con i mandamenti di Tarvisio, Plezzo, Caporetto, Tolmino, Circhina, Idria, Aidussina, Vipacco, Canale, Gorizia, Cormons, Gradisca, Cervignano (esclusi il comune di Grado e la località di Isola Morosini) e Comeno (esclusa Aurisina e località vicine) fu staccata dalla Venezia Giulia ed inserita nella provincia del Friuli.
2 - la parte centrale comprendente le località di Grado e Isola Morosini, il mandamento di Monfalcone, Aurisina e località vicine, i mandamenti di Sesana, Senosecchia e Postumia fu aggregata al comune di Trieste e ne costituì la nuova provincia, assieme ai comuni di Muggia e San Dorligo della Valle tolti all'Istria.
3 - la parte sud con il mandamento di Villa del Nevoso fu aggregata alla provincia di Pola.
Nel 1927 fu ricostituita la provincia di Gorizia con i territori che erano stati ceduti alla provincia del Friuli, esclusi i mandamenti di Tarvisio e Cervignano nonchè il comune di Chiopris-Viscone, che rimasero a Udine. La provincia ricostituita ebbe una superficie di 2.730 kmq e 209.700 abitanti.
Dal 1943 al 1945 essa fece parte del land tedesco del Litorale Adriatico. In tale periodo si susseguirono le repressioni nazifasciste che portarno la provincia di Gorizia ad essere la prima in Italia per numero di morti nei campi di sterminio nazisti, seguita dalle province di Firenze, Genova e Fiume.[1]
Dal 1945 al 1947 fu divisa in 2 dalla linea Morgan. La zona A ad ovest, amministrata dagli anglo-americani, comprendeva fra l'altro Plezzo, Caporetto, Canale, Cormons, Gradisca, Gorizia e Comeno. La zona B ad est, amministata dagli jugoslavi comprendeva fra l'altro Tolmino, Santa Lucia, Idria, Aidussina e Vipacco.
Nel 1947 a seguito del trattato di pace di Parigi fu tracciato il nuovo confine. Dei 2.730 kmq che aveva avuto la provincia dal 1927 in poi rimasero all'Italia solo circa 215 kmq, cioè meno di 1/12, con 9 comuni. Per quanto riguarda la provincia di Trieste, fu creato il territorio libero di Trieste con questa città ed altre località della sua provincia, nonchè alcuni paesi già appartenuti alla provincia di Pola, mentre rimase all'Italia il mandamento di Monfalcone (esclusa Duino) e il comune di Grado, circa 245 km2 con 9 comuni, che furono riaggregati alla provincia di Gorizia, com'era stato fino al 1923.[2] I territori degli attuali comuni di Duino-Aurisina, Sgonico e Monrupino, già parte della contea e poi provincia di Gorizia fino al 1923, furono inseriti nella zona A del territorio libero di Trieste, ora provincia di Trieste. Tutte le altre località che nel 1923 erano passate dalla provincia di Gorizia a quella di Trieste furono cedute alla Jugoslavia. Nel 1975 con il trattato di Osimo furono attuate alcune lievi rettifiche del confine. In particolare sul Monte Sabotino ritornò all'Italia la cresta di cima fra la vetta e i ruderi della chiesa di San Valentino. in cambio l'Italia costruì una strada internazionale per collegare il Collio sloveno a Nova Gorica sulle pendici di quel monte. Nel corso degli anni i comuni passarono da 18 iniziali a 25.
[modifica] Natura
- Riserva naturale dei laghi di Doberdò (Doberdob) e Pietrarossa
- Riserva naturale bosco Plessiva (Plešivo)
- Riserva naturale bosco Piuma (Pevma)
- Riserva naturale regionale della foce dell'Isonzo - Staranzano sito
- Riserva naturale regionale della valle Cavanata - Grado
[modifica] Economia
[modifica] Cultura
[modifica] Turismo
[modifica] Amministrazioni
La provincia di Gorizia è suddivisa in 25 comuni.
La provincia di Gorizia insieme al suo capoluogo, fa parte di diritto del Consiglio delle Autonomie del Friuli Venezia Giulia, la cui sede è a Udine.
Presidente della Provincia di Gorizia è Enrico Gherghetta.
[modifica] Galleria fotografica
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Foce dell'Isonzo dal satellite |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Consorzio turistico Gorizia e Isontino
- Portale dell'Isontino
- I castelli del goriziano
- Osservatorio provinciale sulle politiche sociali
- Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei
- Gorizia oggi: cronaca di Gorizia e dintorni
[modifica] Note
- ^ I dati si riferiscono all'insieme dei detenuti politici ed ebrei. Brunello Mantelli e Nicola Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol 1, tomo 3, p. 2533. ISBN 978-88-425-4228-5
- ^ La Provincia di Gorizia nelle sue vicissitudini. A cura dell'Amministrazione Provinciale di Gorizia - Ufficio Studi, 1966.
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