Timavo

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Timavo
Timavo
Il Timavo poco dopo le risorgive. Sullo sfondo la chiesa di San Giovanni in Tuba
Stati Slovenia Slovenia
Croazia Croazia
Italia Italia
Suddivisioni Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Lunghezza 89 km
Bacino idrografico 480 km²in territorio italiano
Altitudine sorgente 720 m s.l.m.
Nasce Monte Nevoso Turkove škulje
Sfocia San Giovanni di Duino, Golfo di Trieste a Monfalcone

Il fiume Timavo o Recca (Timavus in latino, Reka e anche Timava o Timav in sloveno, Rekka Fluss in tedesco, Timâf in friulano) è un fiume che scorre tra Croazia, Slovenia e Italia.
Nasce (con il nome Reka, che significa semplicemente "(il) fiume") come sorgente valchiusana dal Turkove škulje nella Val Malacca (Mlake) nella Contea Litoraneo Montana della Croazia, solo un paio di chilometri prima del confine con la Slovenia. Nel suo percorso attraversa il Carso per quasi novanta chilometri e sfocia infine in mare nei pressi di San Giovanni di Duino, in provincia di Trieste.

È famoso per via del suo lungo percorso sotterraneo di circa 40 chilometri che, dalle grotte di San Canziano-Škocjan in Slovenia, passando per l'Abisso di Trebiciano, raggiunge il paese di San Giovanni di Duino. Qui ricompare in superficie per poi sfociare nel Golfo di Trieste dopo un paio di chilometri. Tale percorso viene considerato come uno dei più interessanti fenomeni carsici. Dal nome del fiume Timavo, deriva il nome della omonima società di canottieri sita in Monfalcone.

Con i suoi 2 km di percorso in superficie in territorio italiano, il Timavo può essere considerato il fiume più corto della penisola[1] che sfoci in mare.
Lo scazzone del Timavo (Cottus scaturigo) è una specie ittica endemica della sorgente di questo fiume; è in pericolo d'estinzione.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Indicazione delle risorgive del Timavo sulla Tavola Peutingeriana

L'area delle risorgive, posta nel comune di Duino-Aurisina, fin dall'antichità fu importante luogo di culto. La presenza di un fiume che sgorgava dalla terra aveva incuriosito e impaurito le popolazioni primitive. Si veneravano Diomede[2], Ercole, Saturno, la Spes Augusta, Libero Augusto e il dio Temavus.

Virgilio ne era rimasto così impressionato da menzionarlo per ben tre volte: Ecl. 8, 6, Georg. III, 475 e Aen. I, 244.

Nel IV secolo, con l'avvento del Cristianesimo, venne edificata la prima cappella, che, con successive modificazioni, divenne la basilica di San Giovanni in Tuba. Il cenobio dei Benedettini venne distrutto dagli Avari nel 611. Ricostruito, fu poi il turno degli Ungari che lo abbatterono nel 902. Ricostruito nuovamente grazie all'interessamento del patriarca di Aquileia Ulrico I, venne definitivamente distrutto da un'incursione turca.

Nel 1284, durante una guerra con il Patriarcato di Aquileia i veneziani costruirono su un'isola artificiale, davanti alla sua foce, il castello di Belforte.

Durante il dominio asburgico, parte del corso del Timavo fungeva da confine amministrativo tra il litorale austriaco e la Carniola[3].

Dopo la Prima guerra mondiale alle Bocche del Timavo fu eretto il monumento ai Lupi di Toscana, opera dell'architetto Guido Cirilli[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sandro Toniolo, I perché e i nomi della geografia, Istituto Geografico Militare, Firenze 2005, p. 106, n. 204.
  2. ^ Valerio Massimo Manfredi (con Lorenzo Braccesi) Mare greco. Eroi ed esploratori nel Mediterraneo antico, 1992 Arnoldo Mondadori Editore, Milano, Seconda ristampa 1998
  3. ^ Il Timavo (Recca Fluss) presso Famie – Catasto austriaco franceschino
  4. ^ [1]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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