Monfalcone

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Monfalcone
comune
Monfalcone – Stemma Monfalcone – Bandiera
La Rocca di Monfalcone
La Rocca di Monfalcone
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Gorizia-Stemma.png Gorizia
Amministrazione
Sindaco Silvia Altran (PD) dal 30-5-2011
Territorio
Coordinate 45°48′00″N 13°32′00″E / 45.8°N 13.533333°E45.8; 13.533333 (Monfalcone)Coordinate: 45°48′00″N 13°32′00″E / 45.8°N 13.533333°E45.8; 13.533333 (Monfalcone)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 19,73 km²
Abitanti 27 843[1] (1-1-2014)
Densità 1 411,2 ab./km²
Comuni confinanti Doberdò del Lago, Duino-Aurisina (TS), Ronchi dei Legionari, Staranzano
Altre informazioni
Lingue veneto, friulano, sloveno
Cod. postale 34074
Prefisso 0481
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 031012
Cod. catastale F356
Targa GO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 213 GG[2]
Nome abitanti monfalconesi
Patrono Madonna della Salute
Giorno festivo 21 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monfalcone
Posizione del comune di Monfalcone nella provincia di Gorizia
Posizione del comune di Monfalcone nella provincia di Gorizia
Sito istituzionale

Monfalcone (Mofalcon in dialetto bisiaco[3], Monfalcon in friulano[4][5], Tržič in sloveno[6], Falkenberg in tedesco, desueto) è un comune italiano di 27.856 abitanti (quinta città per numero di abitanti della regione) della provincia di Gorizia in Friuli-Venezia Giulia, nonché capoluogo della zona dialettale della Bisiacaria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città è posta fra il Carso ed il Mare Adriatico, affacciata al punto più settentrionale del Mar Mediterraneo a pochi chilometri dalla foce dell'Isonzo. Con i comuni contermini (Ronchi dei Legionari, Staranzano, San Canzian d'Isonzo) forma un unico agglomerato urbano di oltre 50.000 abitanti, molte volte citato come "Conurbazione monfalconese".

Rappresentato nelle carte IGM al 25.000: 40A-III-NE / 40A-III-NO.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Trieste Ronchi dei Legionari.

Il clima della città di Monfalcone si può considerare come la cerniera tra il clima della pianura friulana e quello della costiera triestina. Rispetto al primo, infatti, le precipitazioni sono meno consistenti e la ventosità più accentuata (soprattutto nella parte costiero carsica della città, meno in quella pianeggiante). Anche le temperature sono leggermente più alte nei valori minimi. Tuttavia, rispetto al clima della costiera triestina, Monfalcone si presenta meno esposta ai venti dal primo quadrante, fattore, questo, che determina temperature minime anche parecchio più basse rispetto alla città di Trieste.

Va segnalato che nonostante la breve distanza da Ronchi dei Legionari, le statistiche meteorologiche di riferimento per questa città non possono appieno considerarsi adeguate alla città di Monfalcone, specialmente per quanto riguarda la parte costiera (Marina Julia) e carsica (Rione Romana Solvay). Questo è tanto più vero in quanto anche nello stesso limitato territorio comunale di Monfalcone infatti possono esservi differenze anche di 2 o 3 gradi di temperatura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dell'attuale comune di Monfalcone fu sede, in età preromana, di diversi castellieri mentre in tarda epoca repubblicana vennero costruiti, nelle immediate vicinanze dell'attuale centro urbano, degli edifici termali (Insulae clarae). In età medievale appartenne agli Ostrogoti, ai Bizantini, al Ducato longobardo del Friuli, ai Franchi, al Regno d'Italia, al Sacro Romano Impero e a Venezia. Fra l'899 e il 952 subì le incursioni degli Ungari. Nel 967 l'imperatore Ottone I donò Panzano ed altre località al Patriarca di Aquileia, che successivamente ottenne (1077) dall'imperatore Enrico IV anche l'investitura feudale della zona e dell'intero Friuli. Nel 1260 Monfalcone fu citata per la prima volta in un atto con il quale il conte di Gorizia Mainardo II restituiva al Patriarca di Aquileia la località, ricevuta in pegno qualche anno prima. All'epoca era già stata costruita sul monte Falcone, all'interno di un antico castelliere, la Rocca, mentre gli abitanti avevano edificato le proprie case ai piedi di tale monte. A causa delle mire dei conti di Gorizia e dei signori di Duino, la città fu circondata da mura all'interno delle quali sorsero il palazzo patriarcale, il palazzo comunale e il duomo. Il distretto di Monfalcone fu rappresentato nel Parlamento della Patria del Friuli, composto da nobili clero e comunità, in cui occupava il settimo posto fra queste ultime. I patriarchi favorirono l'immigrazione a Monfalcone, mediante la concessione di terre, al fine di stimolare la crescita demografica nel territorio.

La Rocca

Nel 1420 la Repubblica di Venezia invase il Friuli e pose fine al potere temporale del Patriarcato di Aquileia. Monfalcone fu presa il 14 luglio di quell'anno, dopo 3 giorni di assedio. Rimase sotto la Serenissima dal 1420 al 1511. Nel 1472, 1477 e 1499 il territorio subì tre incursioni dei Turchi ma la Rocca e la città murata non furono toccate. Nel 1511 fu occupata per breve tempo dai francesi in funzione anti-veneziana. Ripresa dai veneziani, nel 1514 fu espugnata dall'imperatore Massimiliano I d'Asburgo, che occupò la città murata e distrusse la Rocca. Nel 1521, con la dieta di Worms, il territorio tornò a Venezia, che ricostruì la Rocca. Con la costruzione della fortezza di Palmanova (1593), il territorio di Monfalcone perse parte della primitiva importanza e non fu più potenziato. Fra il 1615 e il 1617, durante la guerra di Gradisca fra Venezia e l'Austria (detta anche degli Uscocchi), il territorio fu saccheggiato e incendiato ma la città murata fu salvata dalle artiglierie della Rocca.

Nel 1751 fu soppresso il Patriarcato di Aquileia e furono create al suo posto le due arcidiocesi di Udine e Gorizia. Il territorio di Monfalcone fu aggregato ad Udine come tutta la parte veneta, mentre quella austriaca fu assegnata a Gorizia. Nel 1797 i francesi occuparono il monfalconese. Col trattato di Campoformido gran parte della Repubblica di Venezia fu ceduta all'Austria, ma i francesi rimasero a Monfalcone fino al gennaio 1798, commettendo numerosi soprusi. Con la pace di Presburgo del 1805 la quasi totalità delle terre ex venete fra cui Monfalcone l'Istria e la Dalmazia furono cedute al Regno d'Italia. Con il trattato di Fontainebleau del 1807 fu deciso il nuovo confine fra Regno d'Italia e Impero d'Austria sul fiume Isonzo. Monfalcone divenne di nuovo austriaca anche se i francesi si riservarono il diritto di attraversarla per raggiungere l'Istria. Ma da questo momento, per la prima volta nella storia, Monfalcone fu staccata dall'area di Aquileia-Udine-Cividale ed entrò a far parte del Circolo di Gorizia. Con il successivo trattato di Schönbrunn del 1809 Monfalcone fu unita, insieme ai territori a sinistra dell'Isonzo, alle appena costituite Province Illiriche poste sotto controllo francese. Nel 1813 l'Austria riconquistò le Province Illiriche e, con esse, Monfalcone. Successivamente (1825) il distretto di Monfalcone (comprendente i mandamenti di Monastero, Monfalcone, Duino e Sesana) fu incorporato definitivamente nella Contea Principesca di Gorizia e Gradisca e ne seguì le sorti (fra cui l'integrazione al Litorale Austriaco, nel 1849) fino alla prima guerra mondiale. Il 9 giugno 1915 la città venne presa dall'esercito italiano, ma a seguito della battaglia di Caporetto tornò in mano austro-ungarica (1917). Al termine del conflitto Monfalcone fu riunita all'Italia.

La città divenne nota agli inizi del Novecento con la costruzione del massimo cantiere navale italiano (attualmente Fincantieri), fondato nel 1908 come Cantiere Navale Triestino dalla famiglia Cosulich, dopo la chiusura dei cantieri navali triestini, trasferiti in Monfalcone, in cui ancor oggi vengono realizzate navi da crociera e di grosso tonnellaggio. Durante la seconda guerra mondiale (dal 1º ottobre 1943) fu aggregata alla zona di operazione del Litorale Adriatico. A partire dal 19 marzo 1944 fu più volte bombardata.

Si organizzò la lotta di resistenza ai nazisti in particolar modo sul Carso cioè nel territorio abitato da sloveni. Per 40 giorni fu in mano alle truppe di Tito. Dal giugno 1945 al settembre 1947, trovandosi ad occidente della cosiddetta linea Morgan, fu sotto occupazione alleata. Con l'entrata in vigore del trattato di Parigi, il 15 settembre 1947 ritornò definitivamente all'Italia. Unita dal 1923 fino al 1947 alla provincia di Trieste, fu restituita, in quello stesso anno, alla Provincia di Gorizia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

I partigiani comunisti accolgono le truppe neozelandesi giunte a Monfalcone inneggiando all'annessione della città alla Jugoslavia

Monfalcone è tra le città decorate al Valor Militare in quanto insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare e della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici della sua popolazione: sia durante la prima guerra mondiale, quando fu quasi completamente rasa al suolo, sia durante la seconda guerra mondiale quando subì sia l'occupazione tedesca sia quella titina.

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Sentinella avanzata di italianità, nelle epiche battaglie del 1915-1918, immolava interamente se stessa; rasa al suolo dagli obici nemici, durante più anni dispersa nei propri figli in lungo penoso esilio, divenne madre adottiva di puri eroi quali Toti e Randaccio e custode di epici ricordi: quota 87, quota 121, Hermada, Monte Sei Busi, che tutti si riassumono e si esaltano nel nome fatidico di Redipuglia. Non permise mai che infiltrazioni straniere potessero comunque alterare la purezza della sua stirpe italica. Durante la guerra 1940-45, diede il proprio contributo di sangue e di rovine subendo sette bombardamenti che la mutilarono gravemente e falcidiarono numerosi suoi figli. Dall'armistizio del 1943 in poi, attraverso duri anni di lotta cruenta, seppe reagire, indomita ai nemici d'Italia che, avvicendandosi nell'invasione e sopraffazione, tentarono, con ogni mezzo, di arretrare all'Isonzo il confine patrio per strappare questo lembo di terra al territorio nazionale. Conseguì la sua seconda redenzione il 18 settembre 1947»
— Monfalcone[7]

Monumenti, musei e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monfalcone vista dal satellite, a destra rispetto alla foce dell'Isonzo

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Sin dall'apertura del cantiere navale, la città ha ricevuto una forte immigrazione di lavoratori provenienti da altre zone del Friuli-Venezia Giulia e d'Italia, oltreché da alcuni paesi esteri, che hanno formato nel corso degli anni comunità relativamente numerose. Le principali zone d'origine sono cambiate nel tempo: inizialmente la Puglia (in particolare Gallipoli, con cui il comune è gemellato), successivamente la Campania. Negli ultimi anni si sono stanziati a Monfalcone immigrati di origini croate e, soprattutto, bengalesi.

Gli stranieri residenti nel comune sono 4.270, ovvero il 15,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[11]:

  1. Bangladesh, 1.455
  2. Romania, 468
  3. Croazia, 384
  4. Bosnia ed Erzegovina, 367
  5. Macedonia, 337
  6. Serbia, 161
  7. Albania, 149
  8. Ucraina, 113
  9. Bulgaria, 80
  10. Algeria, 75

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La parlata tipica di Monfalcone era il bisiacco, una particolare variante del veneto diffusa nella provincia di Gorizia meridionale (Bisiacaria). In tempi recenti questo dialetto ha subito la forte influenza del triestino che, di fatto, ha finito per soppiantarlo[12].

A Monfalcone sono inoltre presenti due rilevanti minoranze linguistiche che godono di riconoscimenti a livello ufficiale: lo sloveno[6], di antica presenza, e il friulano, portato dalla recente immigrazione[13]. Entrambe le comunità possono usufruire di appositi "sportelli della lingua" presso gli uffici comunali[14]. In città ha sede inoltre un fogolâr furlan, riferimento sociale e culturale per la minoranza friulanofona[13].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale monfalconese[15], manifestazione piena di eventi che inizia quasi 3 settimane prima del martedì grasso, quando però la manifestazione raggiunge il momento "clou", in particolare con la cerimonia de "La Cantada", che si svolge alle ore 12:00 in Piazza della Repubblica con il notaio Toio Gratariol (interpretato da Gian Carlo Blasini, già Presidente[16] della Pro Loco e del Consorzio Isontino-Giuliano delle Pro Loco premiato dal Comune nel 2010 con i sigilli della Città) e Sior Anzoleto Postier (Orlando Manfrini), tutto in bisiaco, seguita alle ore 14:00 dalla grande sfilata dei carri con 3000 figuranti alla presenza di oltre 30.000 persone. Organizzazione Pro Loco Monfalcone.
  • "Ridendo la Cantada" Spettacolo teatrale comico dialettale della Compagnia “Quelli di Ridendo la Cantada” ideato e diretto da Gian Carlo Blasini, in scena da oltre 20 anni al Teatro Comunale il Giovedì Grasso e Venerdì. Organizzazione Pro Loco Monfalcone.
  • Festeggiamenti di S. Antonio: "Mostra del Vino e del Pesce", nella settimana che comprende il 13 giugno (S. Antonio), con mostra e degustazione di vini regionali, italiani ed esteri, chioschi gastronomici, spettacoli e concerti in piazza. Organizzazione Pro Loco Monfalcone.
  • Absolute Poetry - Cantieri Internazionali di Poesia, (giugno) festival di poesia che si svolge dal 2006.
  • Scimmie in gabbia - Festival dei nuovi linguaggi urbani. Manifestazione che si svolge dal 2002 promuove la cultura Hip-Hop, la musica balcanica, elettronica, rock e reggae. Ad agosto-settembre , organizzato dall'Associazione Culturale Scimmie Bisiache.
  • CantaFestival de la Bisiacarìa, concorso canoro dialettale. Organizzazione Pro Loco Monfalcone.
  • Festa del bosco in occasione della festa patronale della Madonna della salute il 21 novembre. Organizzazione Pro Loco Monfalcone.
  • Fiera di San Nicolò il 5 dicembre.

Persone legate a Monfalcone[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Monfalcone è diviso in quindici località : Archi, Aris (in sloveno Darež), Crociera (in bisiaco "crosera"), Lisert, Marina Julia, Marina Vecchia, Panzano (in sloveno Pancan), Pietrarossa, La Rocca, San Michele (in sloveno Sveti Mihael), San Polo, Schiavetti, Cima di Pietrarossa, Bagni e Serraglio.

Rioni[modifica | modifica wikitesto]

La città di Monfalcone è divisa in 5 rioni: Aris-San Polo-Anconetta, Largo Isonzo-Crociera, Centro, Panzano e Romana-Solvay.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Monfalcone gravita quasi interamente sulla cantieristica navale e sul porto, i cui traffici sono in ascesa (con un aumento di circa il 50% in volume fra il 2001 e il 2007). La città è infatti sede geograficamente del più settentrionale porto dell'Adriatico e del Mediterraneo e dei più importanti cantieri navali d'Italia e d'Europa, specializzati in particolare nella produzione di navi da crociera ad elevato tonnellaggio, fra le più grandi al mondo. Sono insediate inoltre sul territorio comunale numerose imprese, soprattutto meccaniche, quali Ansaldo, Mangiarotti (sul sito dell'ex Solvay Group), Terex, A2A, Sbe.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città di Monfalcone è facilmente raggiungibile sfruttando le numerose vie di comunicazione presenti.

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Per raggiungere Monfalcone, imboccare l'autostrada A4[17] (Serenissima) e uscire presso i caselli:

  • Casello di Monfalcone Ovest - Redipuglia
  • Casello di Monfalcone Est - Trieste Lisert

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Per giungere a Monfalcone, ci si può servire dell'Aeroporto del FVG, servito da Alitalia, Lufthansa, Ryanair e, stagionalmente, da Meridiana, che collegano l'aeroporto a numerose città d'Italia e d'Europa, come Londra, Parigi e molte altre.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Monfalcone, posta immediatamente prima del bivio di San Polo, biforcazione tra le linee Venezia-Trieste e Udine-Trieste, serve l'intera città di Monfalcone ed è affermata anche nelle zone limitrofe, essendo fermata di molti treni a percorrenza regionale e nazionale.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Come già sopra descritto, Monfalcone è sede del porto più settentrionale dell'Adriatico, del Mediterraneo e d'Italia, rendendolo così teatro di sbarco di merci destinate a tutta Europa. Il Porto di Monfalcone risulta così essere un porto molto vario; per questo i suoi traffici sono in ascesa.

Trasporti Urbani ed Extraurbani[modifica | modifica wikitesto]

Monfalcone è seguita da una fitta rete di autobus urbani e corriere extraurbane. Tutti i trasporti sono gestiti dalla società APT.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Unione Fincantieri Monfalcone che milita nel campionato regionale di Eccellenza.

Hockey su Prato[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni l'hockey su prato ha suscitato discreto interesse nella città. La squadra presente a Monfalcone è la Fincantieri Hockey[18] dell'AR Fincantieri.

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

Anche l'atletica ha un notevole successo. L'A.S.D Atletica Fincantieri Monfalcone[19] è la squadra cittadina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Tiziana Carpinelli, Gorisia e Mofalcon, in arrivo i cartelli in "lingua" bisiaca in Il Piccolo, 4 maggio 2012. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  4. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana
  5. ^ Delibera del consiglio provinciale di Gorizia sull'inserimento di Monfalcone tra i comuni friulanofoni
  6. ^ a b DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia.
  7. ^ Monfalcone Origini e vicende, di Silvano Del Missier - Edito a cura dell'Amministrazione comunale di Monfalcone nell'anno 1960)
  8. ^ Sito Ufficiale "Santuario B.V. della Marcelliana".
  9. ^ "Corriere della Sera", 21 settembre 1997.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 26 novembre 2012.
  12. ^ Vincenzo Orioles, Composizione plurilingue del territorio del Friuli Venezia Giulia (PDF). URL consultato il 29 gennaio 2013.
  13. ^ a b Franco Braida, Il Fogolar di Monfalcone (PDF), Fogolâr Furlan di Monfalcone. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  14. ^ Sportelli, Comune di Monfalcone. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  15. ^ ProLoco Carnevale Monfalconese.
  16. ^ Organi ProLoco Monfalcone.
  17. ^ Autostrade.
  18. ^ Fincantieri Hockey.
  19. ^ A.S.D. Atletica Fincantieri Monfalcone.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barbara Sturmar, GORIZIA NASCOSTA raccolta illustrata di curiosità di Gorizia e della sua provincia, Lint Editoriale Trieste, ISBN 978-88-8190-266-8
  • Marco Mantini, Silvo Stok: "I tracciati delle trincee sul fronte dell'Isonzo. III. Le alture di Monfalcone" parte 1a, Gaspari editore Udine, 2009; ISBN 88-7541-153-0; parte 2a, Gaspari editore Udine, 2010; ISBN 88-7541-182-4
  • Elio Varutti, Il monumento a D’Annunzio, in Ferruccio Tassin (cur), Monfalcon, LXXXIII congresso, Monfalcon 24 settembre 2006, Udine, Societât Filologjiche Furlane, pp. 231-237. ISBN 978-88-7636-071-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]