Ronchi dei Legionari

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Ronchi dei Legionari
comune
Ronchi dei Legionari – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Gorizia-Stemma.png Gorizia
Amministrazione
Sindaco Roberto Fontanot (Partito Democratico) dal 17/05/2011
Territorio
Coordinate 45°50′00″N 13°30′00″E / 45.833333°N 13.5°E45.833333; 13.5 (Ronchi dei Legionari)Coordinate: 45°50′00″N 13°30′00″E / 45.833333°N 13.5°E45.833333; 13.5 (Ronchi dei Legionari)
Altitudine 11 m s.l.m.
Superficie 17,11 km²
Abitanti 12 130[1] (31-12-2010)
Densità 708,94 ab./km²
Frazioni San Vito, Selz, Soleschiano, Vermegliano
Comuni confinanti Doberdò del Lago, Fogliano Redipuglia, Monfalcone, San Canzian d'Isonzo, San Pier d'Isonzo, Staranzano
Altre informazioni
Lingue sloveno, veneto
Cod. postale 34077
Prefisso 0481
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 031016
Cod. catastale H531
Targa GO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti ronchesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ronchi dei Legionari
Posizione del comune di Ronchi dei Legionari nella provincia di Gorizia
Posizione del comune di Ronchi dei Legionari nella provincia di Gorizia
Sito istituzionale

Ronchi dei Legionari (Ronchi in dialetto bisiaco, Roncjis di Monfalcon in friulano[2], Ronke in sloveno[3]) è un comune italiano di 12.147 abitanti della provincia di Gorizia in Friuli-Venezia Giulia.

Nel territorio comunale si trova l'aeroporto del Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città è uno dei comuni collocati nella zona dialettale della Bisiacaria, ed è situata fra il Carso e l'Adriatico, a breve distanza dalla città di Monfalcone, con la quale forma un'unica agglomerazione urbana, pur mantenendo la sua autonomia sotto tutti i profili.

Rappresentato nelle carte IGM al 25.000: 40A-III-NO / 40A-IV-SO

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima della città è di tipo subcontinentale, con inverni freddi, ma non rigidi (temperatura media di gennaio, 3,5 °C) ed estati non eccessivamente calde, temperate dalla vicinanza del mare (23,5 °C circa di media nel mese di luglio). La temperatura media annua è di poco inferiore ai 14 °C[4]. Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Ronchi dei Legionari, ufficialmente riconosciuta dell'organizzazione meteorologica mondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome sono documentate fin dal 1229 nella forma Ronches (pl. friulano di Ronco, terreno coltivato). Fino al 1925 si chiamava Ronchi di Monfalcone. Deve il suo nome attuale ai legionari di Gabriele d'Annunzio, che proprio da qui partirono, il 12 settembre 1919 (marcia di Ronchi), dando il via all'impresa di Fiume.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Sede di un insediamento già in epoca pre-romana, come attesta la necropoli scoperta accanto all’aeroporto, il suo territorio fu colonizzato dai Romani che qui si stabilirono verso il II secolo a.C. La sua importanza come crocevia, vi transitava la via Gemina, e come luogo strategico per la difesa dell'entroterra aquileiese, è confermata dai numerosi reperti archeologici ritrovati. La città è citata per la prima volta nella donazione del 967 d.C. dell'imperatore Ottone I a favore del Patriarca di Aquileia, sotto la cui giurisdizione rimarrà fino al 1420. Per la sua collocazione è esposta, nel corso dei secoli, alle devastanti incursioni delle popolazioni dell'est, ungari nel X secolo e turchi nel XV secolo. Passata tra i domini della Serenissima, tra i secoli XVI e XVII la città è duramente provata dalle contese fra la Repubblica di Venezia e gli Asburgo: la Guerra Gradiscana, cominciata nel 1615 in terra "bisiaca", comporta l'incendio devastante di Selz e Ronchi.

Nell'impero austro-ungarico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una breve parentesi francese (1797), a seguito del trattato di Campoformio, Ronchi diventa parte della regione dell'impero austro-ungarico denominata Kustenland, ossia Litorale dal 1798 al 1805 e successivamente con la pace di Presburgo, il territorio viene aggregato al Regno d'Italia napoleonico fino al 1807. Dal 1809 al 1813 fece parte delle "Province Illiriche" a seguito della pace di Vienna. Nel 1850 Ronchi divenne comune autonomo assorbendo i nuclei abitati di Vermegliano, Selz e Soleschiano con Decreto Imperiale. A Ronchi fu arrestato il 16 settembre 1882 Guglielmo Oberdan.

Il 7 agosto del 1912 il Comune venne elevato al rango di "Borgata" con decreto di Francesco Giuseppe.

Nel maggio del 1915 l'Italia dichiarò guerra all'Impero austro-ungarico, e gran parte della popolazione di Ronchi e del Carso monfalconese (zone situate sulla linea del fronte e nelle immediate vicinaze) fu evacuata e trasferita nel Campo profughi di Wagna in Stiria.[5] I ronchesi poterono rientrare un po' alla volta nelle loro case solo dopo la disfatta di Caporetto nell'autunno del 1917.[6]

Nel Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla vittoria italiana nella Prima guerra mondiale e al successivo trattato di Rapallo, Ronchi entrò a far parte del Regno d'Italia con il nome di Ronchi di Monfalcone. Il Comune face parte della Provincia di Trieste dal 1923 al 1947. Il nome attuale della cittadina deriva dal fatto che subito dopo la fine della grande guerra da qui i legionari guidati da Gabriele D'Annunzio iniziarono l'impresa fiumana. La decisione di unire il nome storico di Ronchi alla dicitura “dei Legionari” fu presa dal Consiglio Comunale il 9 ottobre del 1923.[7] Il 17 maggio 1924 il Consiglio deliberò l'attribuzione a Benito Mussolini della cittadinanza onoraria di Ronchi "di Oberdan e dei Legionari".[8] Il Regio decreto del 2 novembre 1925 ufficializzò il nome "Ronchi dei Legionari".[9] La cittadinanza onoraria a Mussolini è stata revocata dal Consiglio comunale il 14 aprile 2014.[10]

Durante il ventennio fascista, Ronchi e in generale il Mofalconese, area di forte insediamento operaio, costituirono importanti nuclei di resistenza politica clandestina al fascismo. In queste zone la resistenza si sviluppò prima che nel resto d'Italia, già a partire dal 1942, come supporto alle unità partigiane slovene formatesi in seguito all'invasione italiana della Jugoslavia nell'aprile del 1941.[11]

Durante il secondo conflitto mondiale la popolazione di Ronchi partecipò massicciamente alla Resistenza: dei 175 ronchesi caduti nel corso della seconda guerra mondiale, 147 erano partigiani.[12] Dal 10 settembre 1943 alla liberazione Ronchi fece parte dell'Adriatisches Küstenland, ma già l'8 settembre, all'avvicinarsi delle truppe tedesche, molti operai dei cantieri monfalconesi, ancora in tuta da lavoro, ma armati, iniziarono a confluire a Cave di Selz, una frazione di Ronchi, per organizzare la difesa del territorio dall'invasione nazista. I convenuti decisero di passare all'azione costituendosi in una Brigata partigiana che battezzarono Brigata Proletaria. Ad essi si unirono anche alcuni ufficiali e soldati dell'ormai dissolto regio esercito italiano. Da Selz i partigiani raggiunsero Gorizia, dove si scontrarono coi tedeschi nella prima importante battaglia combattuta dalla resistenza italiana in Italia settentrionale.[13] Il 16 settembre 1943, il Fronte di Liberazione del Popolo Sloveno (Osvobodilna Fronta ) proclamò l'annessione del Litorale alla Slovenia: all'interno di questo territorio c'era anche Ronchi dei Legionari, che quindi secondo gli sloveni da quel giorno entrava a far parte della Repubblica Slovena all'interno della nuova Jugoslavia socialista di Tito. L'annessione venne sancita anche dall'Consiglio antifascista di liberazione popolare della Jugoslavia (AVNOJ) il 30 novembre 1943, nel corso della sua seconda riunione plenaria tenutasi a Jajce dal 21 al 29 novembre 1943[14].

Dal dopoguerra a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º maggio 1945 le truppe neozelandesi entrarono a Ronchi dove si incontrarono coi partigiani Jugoslavi del IX Korpus.[15] Il 12 giugno, in seguito agli accordi tra Tito e Alexander, Ronchi passò sotto l'aministrazione alleata.[16]

Manifestazione pro Jugoslavia a Monfalcone nell'agosto del 1946

Fra il 9 marzo e il 5 aprile del 1946 una commissione interalleata - insediatasi a Trieste il giorno 7 - visitò la Venezia Giulia per stabilire quale dovesse essere la futura appartenenza statuale delle città e delle provincie contese tra Italia e Jugoslavia: anche Ronchi dei Legionari faceva parte del territorio reclamato dagli jugoslavi. La visita della commissione fu accolta nella regione da manifestazioni a sostegno dell'italianità a cui si contrapposero manifestazioni a favore della Jugoslavia, con violenti scontri tra le due parti. Il 22 marzo un imponente corteo filoitaliano di oltre 20.000 persone si snodò lungo le vie di Pola, con alla testa i partigiani italiani della città e un cospicuo numero di bandiere rosse: la manifestazione venne bollata come «fascista» dal quotidiano polesano filojugoslavo in lingua italiana «Il nostro giornale»[17]. A Gorizia il 26 e 27 marzo a circa 20.000 filoitaliani si contrapposero alcune migliaia di filojugoslavi, per lo più provenienti dai sobborghi[18]. Negli stessi giorni, oltre centocinquantamila triestini scesero in piazza per manifestare a favore dell'Italia: ci furono scontri con i manifestanti filojugoslavi - in parte operai dei cantieri di Monfalcone - che causarono diversi feriti. A stento la polizia alleata riuscì a frenare i disordini con delle cariche di cavalleria e l'uso di idranti, operando decine di arresti[19].

Nel settembre 1947, con il trattato di Parigi e la definizione del confine italo-jugoslavo, gran parte del territorio della provincia di Gorizia passò alla Jugoslavia, mentre Ronchi, che fino al 1947 faceva parte della provincia di Trieste, restò in Italia e fu inserita nella provincia di Gorizia.

Ronchi dei Legionari fu una delle località interessate dal cosiddetto esodo dei cantierini monfalconesi. Circa 2.500 operai dei cantieri fra il 1946 e il 1948 scelsero di trasferirsi in Jugoslavia con l'obiettivo di contribuire all'edificazione di una società socialista. La gran parte di essi fuggirà dal paese a seguito della rottura fra Tito e Stalin, che porterà i cantierini a parteggiare in assoluta prevalenza per il secondo e - di conseguenza - a subire la persecuzione del regime jugoslavo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1993 Ronchi dei Legionari è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione:

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Già duramente provato dalle operazioni nel primo conflitto mondiale e, forte delle sue tradizioni di dignità civile e politica, reagendo con indomito coraggio alla lunga e crudele dittatura fascista, il popolo di Ronchi dei Legionari, pur se in condizioni di grave inferiorità tecnica e numerica, dopo l'8 settembre 1943, organizzò la Resistenza contro l'occupatore, impegnandolo in numerosi e cruenti scontri. Nel corso di venti mesi di lotta partigiana, malgrado persecuzioni, deportazioni nei campi di sterminio, distruzioni e torture, i Ronchesi furono tra i protagonisti della rinascita della Patria, lasciando alle future generazioni un patrimonio di elette virtù civili, di coraggio e di fedeltà agli ideali di giustizia.[20]»
— settembre 1943-aprile 1945

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[21]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 667 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 149 1,23%

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto locale è detto bisiàco, un idioma veneto con alcune influenze della lingua friulana, della lingua slovena e della lingua tedesca. Nel comune è riconosciuta anche la lingua Slovena ed i cartelli di indicazione stradale sono bilingui.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno verso fine maggio si tiene la Sagra del Gal nel rione di Selz.

Durante il mese di agosto la Pro Loco organizza il tradizionale Agosto Ronchese.

Durante l'estate si svolgono gli "Incontri d'estate in biblioteca" presso la biblioteca comunale "Sandro Pertini".

Ad ottobre va in scena la manifestazione "100%Ronchi" curata da Ronchi Live.

Da ottobre a dicembre la biblioteca comunale propone all'auditorium "Incontri da ascoltare e da sfogliare"

A dicembre si sviluppa la manifestazione "Ronchi Natale".

Il rione di Vermegliano celebra il 26 dicembre il proprio patrono Santo Stefano con varie manifestazioni, tra le quali, a mezzogiorno, la tradizionale "cantada" e l'apertura di simpatici chioschi in case e cortili di privati residenti.

Tradizionale, il giorno precedente all'Epifania, l'accensione dei fuochi epifanici, detti seime.

Persone legate a Ronchi dei Legionari[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza economica del comune è data dalla presenza sul suo territorio dell'aeroporto del Friuli-Venezia Giulia con collegamenti giornalieri con alcune città italiane ed europee. Insistono inoltre diverse attività produttive nelle due aree artigianali-industriali poste ad ovest (refrigerazione, scambiatori di calore, edilizia ecc.) e nord-est (aeronautica, elettronica, refrigerazione) dell'aeroporto stesso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni amministrative 2011 il buon risultato delle liste a sostegno del progetto Città Comune ha rilanciato il processo di fusione dei comuni del mandamento monfalconese, processo che dovrebbe portare, negli anni, alla cancellazione dei comuni di Staranzano e di Ronchi dei Legionari con conseguente annessione dei rispettivi territori da parte di Monfalcone.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

In via di approvazione definitiva il gemellaggio con Godollo, in Ungheria.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è rappresentato dalla squadra omonima di baseball, militante in IBL. La squadra di calcio è l'ASD Ronchi Calcio che partecipa al campionato regionale di Promozione (2013/14) ed ha tesserati circa 190 calciatori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dizionario toponomastico fiul.net. URL consultato il 30 novembre 2011.
  3. ^ Ministero dell'interno, servizi legislazioni minoranze etniche; DPR 12/09/2007 - Comuni slovenofoni del Friuli-Venezia Giulia, Ministero dell'Interno. URL consultato l'8 novembre 2011.
  4. ^ Sito: Worldclimate
  5. ^ http://www.grandeguerra.ccm.it/scheda_archivio.php?goto_id=1160
  6. ^ http://www.grandeguerra.ccm.it/scheda_archivio.php?goto_id=1190
  7. ^ http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2013/12/09/news/ronchi-rinnega-il-cittadino-mussolini-1.8268891
  8. ^ http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2013/12/09/news/ronchi-rinnega-il-cittadino-mussolini-1.8268891
  9. ^ http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2013/12/09/news/ronchi-rinnega-il-cittadino-mussolini-1.8268891
  10. ^ http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/04/15/news/solo-12-in-aula-revocata-la-cittadinanza-al-duce-1.9054888
  11. ^ G. De Martis, Ondina Peteani, prima staffetta partigiana d'Italia: da Trieste ad Auschwitz, dal sito OLOKAUSTOS
  12. ^ http://www.comuneronchi.it/fileadmin/user_ronchi/storia_di_ronchi/Medaglia_d_argento.pdf
  13. ^ Galliano Fogar, Dalla cospirazione antifascista alla Brigata Proletaria, Udine, Arti grafiche G. Fulvio, 1973
  14. ^ L'AVNOJ in quell'occasione creò un governo provvisorio della Jugoslavia e nominò il maresciallo Tito primo ministro del nuovo stato socialista e federale. I decreti annessionistici divennero conseguentemente atti legislativi veri e propri, e come tali vengono tuttora ricordati in Slovenia e in Croazia. In merito si veda Cristiana Columni, Guerra, occupazione nazista e resistenza, in AA.VV., Storia di un esodo. Istria 1945-1956, IRSML Friuli-Venezia Giulia, Trieste 1980, p. 17. L'autrice sbaglia la data del decreto annessionistico dell'AVNOJ, ponendolo ad ottobre. Data corretta invece in Galliano Fogar, Sotto l'occupazione nazista nelle province orientali, Del Bianco, Udine 1968, p. 74.
  15. ^ C.A. Borioli, Il governo militare alleato della Venezia Giulia, Il Territorio (periodico del Consorzio Culturale del Monfalconese) n.2 (1979) p.73
  16. ^ C.A. Borioli, Il governo militare alleato della Venezia Giulia, Il Territorio (periodico del Consorzio Culturale del Monfalconese) n.2 (1979)
  17. ^ Liliana Ferrari, L'esodo da Pola, in AA.VV., Storia di un esodo. Istria 1945-1956, IRSML Friuli-Venezia Giulia, Trieste 1980, pp. 182 ss.
  18. ^ Manifestazioni a Gorizia all'arrivo della Commissione alleata, in l'Unità, 27 marzo 1946, p. 1
  19. ^ La Stampa [1].
  20. ^ http://www.comuneronchi.it/fileadmin/user_ronchi/storia_di_ronchi/Medaglia_d_argento.pdf
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]