Mainardo II di Tirolo-Gorizia

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Mainardo II
Il conte Mainardo II (Castel Tirolo, scultura lignea)
Il conte Mainardo II
(Castel Tirolo, scultura lignea)
Conte del Tirolo
Heraldic Crown of Spanish Count.svg
In carica 1271-1295
Altri titoli Conte di Gorizia (IV o V)
Duca di Carinzia e Carniola
Nascita 1238
Morte Greifenburg
1º novembre1295
Sepoltura Abbazia di Stams
Dinastia
Tyrol Arms.svg

Tirolo-Gorizia

Padre Mainardo I di Tirolo-Gorizia
Madre Adelaide del Tirolo
Consorte Elisabetta di Wittelsbach
Figli Otto, Alberto
Enrico, Elisabetta
Luigi, Agnese

Mainardo II di Tirolo-Gorizia (già Mainardo IV di Gorizia) (1238Greifenburg, 1º novembre 1295) fu conte del Tirolo, duca di Carinzia e di Carniola, conte di Gorizia; considerato il fondatore della contea del Tirolo[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mainardo II

La famiglia dei Gorizia è segnalata, dagli inizi del secolo XII sia nella zona del Tirolo orientale, sia nella regione dell'Isonzo. I Gorizia esercitano, dal 1125, l'avvocazia del patriarca di Aquileia: Per via dei loro possedimenti tra Lienz e Villach, nel secolo XII numerosi sono i rapporti tra loro e i conti di Tirolo. Mainardo III di Gorizia, (che poi sarà conosciuto come Mainardo I di Tirolo-Gorizia) sposò la figlia dell'ultimo conte di Tirolo, ereditando la parte meridionale dei loro possedimenti. Nel 1271, alla morte di Mainardo I, i possedimenti dei Tirolo-Gorizia vennero divisi tra i due figli, Mainardo II e Alberto I, avuti da Adelaide erede del Tirolo. Ad Alberto andarono i possedimenti in Istria, Friuli, Carinzia e in Val Pusteria, a Mainardo i possedimenti occidentali. La politica di Mainardo II perseguì tre obiettivi principali.

La riduzione del potere dei principi – vescovi di Bressanone e di Trento, attraverso lo strumento dell'avvocazia, fino a renderli in tutto e per tutto dipendenti dai conti del Tirolo. Il superamento del regime feudale, sulla scorta dell'esempio dei Comuni dell'Italia settentrionale. Tale obiettivo venne perseguito tentando di indebolire in qualsiasi modo la nobiltà locale, sia favorendo l'attribuzione delle terre ai contadini per mezzo di un contratto d'affitto perpetuo a canone invariabile (Erbleihe), sia affidando incarichi amministrativi e giudiziari preferibilmente a persone non nobili. Per rafforzare ulteriormente il proprio potere, istituì inoltre un apparato amministrativo unitario e centralizzato, con uffici e tribunali locali. È da leggere nella stessa ottica la politica economica di Mainardo, volta a sviluppare le rendite terziarie (zecca, dazi) a discapito delle rendite fondiarie, che erano la base della ricchezza - e quindi della potenza - della nobiltà locale. L'ampliamento del proprio territorio, soprattutto attraverso un'astuta politica matrimoniale, confische e l'assorbimento dei feudi che rimanevano senza eredi.

Abbazia di Stams
tomba di Mainardo II e di Elisabetta

Mainardo II, che aveva sposato Elisabetta di Baviera, vedova dell'imperatore Corrado IV e madre di Corradino, fu un principe di assoluto rilievo nel panorama europeo della seconda metà del secolo XIII. Durante il suo regno per la prima volta si impiega la denominazione “Tirolo” nel senso geografico di "regione comprendente parte del bacino dell'Inn e dell'Adige", e per questo è considerato il fondatore del Tirolo. Usando a seconda dei casi l'astuzia o la forza, egli seppe approfittare della temporanea debolezza del potere imperiale.[1]

Tra le iniziative di maggiore rilievo di Mainardo si segnala la decisione di potenziare l'attività della zecca, aperta dal padre attorno alla metà del secolo XIII a Merano, allora capitale del Tirolo. Tali monete, denominate i "grossi aquilini", erano molto apprezzate nell'Italia settentrionale.[1] I Tirolo-Gorizia, che potevano sì coniare monete, ma solo nella città di Lienz, usurpavano così un diritto che era dei Principi-Vescovi di Trento, i quali avrebbero dato il loro assenso solamente nel 1274. Per realizzare il suo intento Mainardo II si servì di mastri monetieri fiorentini. Le monete più importanti battute a Merano furono il Grosso aquilino e il Grosso tirolino. Furono le prime monete d'argento di grosso taglio coniate nell'area tedesca. Mainardo II diede inoltre impulso all'estrazione mineraria e rinnovò le miniere di sale di Hall. Argento e sale erano tra le principali fonti delle entrate della contea, che negli anni di Mainardo conobbe una fioritura fino ad allora sconosciuta.

Mainardo II si schierò con Rodolfo I d'Asburgo nella sua lotta contro re Ottocaro II di Boemia, e per questo, nel 1286, venne elevato alla dignità di principe imperiale, e ricompensato con il ducato di Carinzia. Sua figlia Elisabetta sposò Alberto I di Asburgo.

Alla sua morte il Tirolo passò, indiviso, ai figli e dal 1310 unico sovrano fu Enrico di Carinzia e Tirolo. Fu sepolto nell'abbazia di Stams (Tirolo austriaco) con la consorte.

Matrimonio ed eredi[2][modifica | modifica wikitesto]

Mainardo sposò nel 1258 Elisabetta di Baviera, dalla quale ebbe i seguenti figli:

Da Anna Reichenberg (forse sposata)

  • Federico che fu rettore di Bressanone († 13 marzo 1333)
  • Enrico, Graf von Eschenloch († 1349)

Da Floridiana (Siguna) von Schlandersberg (che era sposata)

  • Alberto von Camian und Forst visconte di Tirolo († 1335-1336)
  • Forse una figlia morta infante.

È probabile che Mainardo abbia avuto altri 9 o 10 figli da donne sconosciute di cui non si sa nulla. Forse una figlia si fece monaca nel monastero di Sabiona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Euregio, Tirolo Alto Adige Trentino - Uno sguardo storico. Trento 2013, ISBN 978-88-907860-2-0
  2. ^ Il sogno di un principe, pp. 80-82

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il sogno di un principe, Milano 1995.
  • W. Baum, I Conti di Gorizia, Gorizia 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Duca di Carinzia Successore
Rodolfo I 1286-1295 Ottone III
Predecessore Conte del Tirolo Successore Wappen Gefürstete Grafschaft Tirol.png
Mainardo I 1257-1295 Ottone III

Controllo di autorità VIAF: 3266919 LCCN: no95059632

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