Grado (Italia)

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Grado
comune
Grado – Stemma Grado – Bandiera
Grado – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Gorizia-Stemma.png Gorizia
Amministrazione
Sindaco Edoardo Maricchio (PdL) dal 01/06/2011
Territorio
Coordinate 45°41′00″N 13°24′00″E / 45.683333°N 13.4°E45.683333; 13.4 (Grado)Coordinate: 45°41′00″N 13°24′00″E / 45.683333°N 13.4°E45.683333; 13.4 (Grado)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 111,33 km²
Abitanti 8 611[2] (31-12-2010)
Densità 77,35 ab./km²
Frazioni Boscat, Fossalon[1]
Comuni confinanti Aquileia (UD), Fiumicello (UD), Marano Lagunare (UD), San Canzian d'Isonzo, San Giorgio di Nogaro (UD), Staranzano, Terzo di Aquileia (UD), Torviscosa (UD)
Altre informazioni
Lingue Dialetto Gradese
Cod. postale 34073
Prefisso 0431
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 031009
Cod. catastale E125
Targa GO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti gradesi e graisani
Patrono santi Ermacora e Fortunato
Giorno festivo 12 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grado
Posizione del comune di Grado nella provincia di Gorizia
Posizione del comune di Grado nella provincia di Gorizia
Sito istituzionale

Grado (Gravo in dialetto gradese), è un comune italiano di 8.581 abitanti della provincia di Gorizia in Friuli-Venezia Giulia.

È un importante centro turistico e termale, noto anche come l’Isola del Sole e, per la sua particolare storia, la Prima Venezia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Grado si estende tra la laguna omonima, la foce dell'Isonzo e il mar Adriatico. Il capoluogo si trova sull'isola maggiore ed è diviso in numerose zone e rioni: Gravo vecio (la città antica racchiusa dal perimetro del castrum romano), Borgo de fora, Isola della Schiusa, Colmata, Centro, Squero, Città Giardino, Valle Goppion - ex Valle Cavarera, Grado Pineta, Primero.

La laguna comprende circa 30 isole e copre una superficie di circa 90 chilometri quadri. Oltre all'isola maggiore, sono abitate stabilmente anche l'isola della Schiusa, collegata a Grado con due ponti, e l'isola di Barbana.

Nell'entroterra, rientra nel comune di Grado la frazione di Fossalon, una fertile area agricola ricavata con una bonifica nella prima metà del XX secolo, e Boscat[3]. La Valle Cavanata, presso Fossalon, è dal 1996 una riserva naturale protetta.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è piacevolmente temperato, con medie che variano dai 4 °C di gennaio ai 23 di luglio.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Grado-Bonifica Vittoria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico di notte

Già porto romano a servizio di Aquileia e castrum, Grado si sviluppò attorno al 452 quando molti abitanti si rifugiarono sull'isola per sfuggire alle orde degli Unni guidati da Attila.

Nel 568, in seguito all'invasione dei Longobardi in Friuli, il Patriarca Paolino vi trasferì la sede del Patriarcato di Aquileia. Grado crebbe di popolazione ed acquisì quindi un ruolo politico e religioso di primo piano, testimoniato dalla costruzione delle maestose basiliche di Santa Eufemia e di Santa Maria delle Grazie, entrambe della fine del VI secolo. L'isola lagunare venne fortificata, prese il nome di Nova Aquileia e rimase nell'ambito dei domini bizantini, mentre il resto del Friuli, Aquileia compresa, era sotto il controllo dei Longobardi.

Nell'875 Grado fu minacciata dai pirati della Dalmazia e fu salvata con una battaglia navale che si svolse nelle acque di fronte all'isola e che fu vinta dalla flotta veneziana sotto il comando di Giovanni Partecipazio[4].

L'emergere di Venezia come centro dominante delle lagune venete segnò però il lento declino dell'isola, che fu aggravato dalla ricostruzione della città di Aquileia (a cavallo fra il IX ed il X secolo) e da un rovinoso saccheggio sofferto negli anni venti dell'XI secolo.

A partire dal XII secolo lo stesso Patriarca di Grado (che nel 1451 diverrà, anche nel nome, Patriarca di Venezia) trasferì la sua residenza alla Basilica di San Pietro di Castello, a Venezia. Grado divenne quindi un povero paese di pescatori, e tale rimase nei secoli successivi, appartenendo al Dogado, la stretta lingua di terra che si estendeva dal delta del Po a Grado e sin quasi a Monfalcone: un insieme di lagune, barene, canali e corsi d'acqua direttamente amministrati dalla città di Venezia e che assicuravano alla Serenissima il diretto controllo di buona parte del litorale alto-adriatico, ma senza quasi penetrare nella terraferma.

Con il Trattato di Campoformio (1797) e la fine della millenaria Repubblica Veneta, Grado entrò a far parte dei domini di casa d'Austria che, eccettuata la breve parentesi napoleonica, ne mantenne il possesso fino al 1918.

A questo periodo risalgono le origini di Grado come stazione balneare che, avviate alla fine dell'Ottocento, portarono l'isola ad ospitare, già agli inizi del Novecento, personalità come Freud e Pirandello. In quegli anni Grado, che dipendeva amministrativamente da Gorizia, venne dotata dell'attuale diga con passeggiata a mare e del caratteristico porto interno.

Al termine della prima guerra mondiale l'isola, che nonostante la prossimità del fronte fu sostanzialmente risparmiata dalle vicende belliche, venne annessa al Regno d'Italia.

Nel 1936 Grado fu collegata alla terraferma con un ponte che pose fine al secolare isolamento dell'isola. Una rapida espansione urbanistica, accompagnata da opere di bonifica e di contenimento delle acque, ha quindi notevolmente ampliato le dimensioni dell'abitato, che ora si estende anche sulla vicina Isola della Schiusa.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica di Sant'Eufemia e Battistero[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica di Sant'Eufemia (Grado) e Battistero (Grado).
La Basilica di Santa Eufemia

La basilica paleocristiana di Sant'Eufemia venne costruita su di una chiesa preesistente, la Basilichetta di Petrus, di cui si possono osservare alcuni resti all'interno dell'edificio. I lavori di costruzione iniziarono all'inizio del V secolo per interessamento del vescovo Niceta e vennero portati a termine nel 579 ad opera del vescovo Elia che dedicò la basilica a Santa Eufemia, martire di Calcedonia. Lo stile semplice, lineare e severo della costruzione viene esaltato dai mattoni chiari a vista che la ricoprono.

L'interno della chiesa è suddiviso in tre navate da due file di colonne, tutte diverse tra di loro. Notevoli sono i mosaici della pavimentazione, che per il prevalere dei motivi geometrici testimoniano l'influenza bizantina su Grado.

Una volta nella Basilica era conservata una stupenda cattedra vescovile in avorio molto probabilmente donata alla città da Alessandria d'Egitto per ordine di Eraclio II, e le cui tavolette eburnee, note come Avori di Grado, andarono disperse nel XV secolo; le poche rimaste sono oggi divise tra alcuni importanti musei, italiani e non.

Sul lato destro della chiesa si eleva il campanile, visibile a distanza, sormontato dall’anzolo, una statua in rame di San Michele Arcangelo che i veneziani donarono alla città nel 1462.

A sinistra, staccato dal corpo della chiesa, sorge il Battistero (V secolo), a pianta ottagonale, al cui interno è collocata una vasca battesimale esagonale. Davanti al Battistero, in un piccolo giardino, sono conservati alcuni sarcofagi romani risalenti al II e III secolo d.C.

A breve distanza dalla basilica, al limite meridionale del castrum romano, sono visibili tramite un sistema di passarelle i mosaici e i resti di muratura della più antica Basilica della Corte, la cui prima costruzione risale alla metà del IV secolo.

Basilica di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica di Santa Maria delle Grazie (Grado).
Santa Maria delle Grazie: interno

La Basilica paleocristiana di Santa Maria delle Grazie si affaccia sul campo dei Patriarichi, a pochi passi dal Battistero e dalla Basilica di Santa Eufemia. La prima edificazione risale alla metà del V secolo ed è oggi testimoniata dal pavimento musivo della navata destra e dell'abside, decorato con motivi geometrici. La chiesa è stata quindi riedificata, a un livello rialzato di circa un metro, alla fine del VI secolo dal Patriarca Elia.

La facciata in pietra e mattoni è ingentilita da una trifora. L'interno a tre navate ha un forte slancio verticale ed è diviso da due file di cinque colonne marmoree di provenienza diversa. Nella navata sinistra è custodita una statua lignea della Madonna delle Grazie.

Santuario della Madonna di Barbana[modifica | modifica wikitesto]

Barbana, il Santuario
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Barbana (isola).

La nascita del santuario della Madonna di Barbana risale al 582, quando una violenta mareggiata minacciò la città di Grado: il patriarca del tempo, Elia (571-588), come ringraziamento per aver salvato la città dalla mareggiata, fece erigere una prima chiesa nel luogo dove un'immagine della Madonna era stata trasportata dalle acque. Da allora il santuario, più volte distrutto e ricostruito, è stato continuamente officiato.

L'attuale santuario, che sorge su un'isola posta all'estremità orientale della laguna, è stato costruito in stile neoromanico e custodisce numerose vestigia degli edifici succedutisi nei secoli, comprese due colonne che risalgono probabilmente alla chiesa originaria.

L'isola di Barbana, che è meta ogni anno di un pellegrinaggio da Grado, è abitata in modo stabile da una comunità di frati minori francescani.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Laguna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Laguna di Grado.
Porto Buso, sull'isola di Anfora

La laguna si è formata dopo il V secolo ed è divisa in un settore occidentale (la palù de soto), più esteso e ricco di isole, ed in uno orientale (la palù de sora), che si estende a nord dell'isola di Grado.

Caratteristica della laguna è la presenza dei casoni, semplici abitazioni con tetto di paglia utilizzate in passato dai pescatori gradesi. L'imbarcazione tipica degli abitanti della laguna è la batela, a fondo piatto e manovrata a remi.

La laguna è ricca di essenze arboree (tamerici, olmi, pioppi, ginepri e pini), mentre la fauna presenta una notevole varietà di volatili, tra i quali gabbiani, garzette, aironi cinerini, germani reali e rondini di mare.

Alcune isole sono abitate in modo stabile: tra queste, Barbana ospita da 1500 anni un santuario mariano.

Spiagge e fondali[modifica | modifica wikitesto]

Spiaggia a Grado Pineta.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trezza e Julia Felix.

L'isola di Grado offre numerosi chilometri di spiagge sabbiose, orientate prevalentemente verso mezzogiorno e lentamente digradanti verso il mare. La spiaggia più occidentale è denominata Costa Azzurra e prosegue idealmente con il lungomare della diga, che protegge il centro storico dalle mareggiate. Dopo la diga inizia la spiaggia principale, che prosegue con quella di Grado Pineta e, quindi, con i litorali più orientali.

I fondali sono generalmente bassi ma ospitano, ad alcuni chilometri dalla costa, numerose trezze, affioramenti rocciosi a circa 8-20 metri di profondità caratterizzati dalla ricchezza e dalla biodiversità degli ambienti marini. Nel 1987, nei fondali di fronte a Grado è stato inoltre ritrovato il relitto della Julia Felix, un'imbarcazione romana naufragata nel III secolo.

La mareggiata del 27 ottobre 2012 ha abbattuto lo storico trampolino costruito nei primi decenni del Novecento di fronte alla spiaggia principale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 532 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto gradese.

A Grado, accanto all'italiano, è parlato il gradese (graisán), un dialetto della lingua veneta che risente di influenze della lingua friulana e di altre parlate di ceppo veneto geograficamente vicine.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

El Perdòn de Barbana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Perdon de Barbana.
Processione di barche in occasione del Perdon de Barbana

La principale tradizione religiosa della comunità è il Perdòn de Barbana, celebrata la mattina della prima domenica di luglio. Si tratta di una processione votiva durante la quale una statua della Madonna degli Angeli viene trasportata con un suggestivo corteo di barche dalla Basilica di Sant'Eufemia all'isola di Barbana, dove sorge un antico santuario mariano, attraversando la laguna.

L'origine del pellegrinaggio risale al 1237, quando la popolazione gradese fece voto di recarsi ogni anno a Barbana come ringraziamento per la fine di una epidemia di peste. La manifestazione, che inizia di prima mattina ed è preceduta da una giornata di raccoglimento e festa (il Sabo grando), richiama oggi numerosi pellegrini e turisti.

Il nome Perdòn deriva invece dalla tradizione di accostarsi, in occasione del pellegrinaggio, al sacramento della riconciliazione.

Grado Giallo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 si tiene il festival letterario Grado Giallo, rassegna di conferenze, spettacoli e incontri con autori del mondo del thriller, poliziesco, noir, spy story e horror. Interessanti anche le iniziative gastronomiche di A cena con il delitto.

Festival della Canzone Gradese[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione popolare che si svolge dal 1946: appuntamento celebrativo di grande rilievo per la comunità gradese, da sempre contraddistinta da notevole sensibilità nel perpetuare le proprie tradizioni canore-musicali.

Teatro Dialettale[modifica | modifica wikitesto]

Contraddistinta da un sempre più vasto seguito di pubblico e con una fama che nel corso del tempo ha varcato i confini dell'isola, l'associazione Grado Teatro, animata da Tullio Svettini fin dai primi anni '60, propone testi di autori locali (Giovanni Marchesan - "Stiata", Alberto Corbatto, Onorio Dissette ed altri) con tematiche che richiamano alla storia e alla cultura di Grado.

Persone legate a Grado[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Biagio Marin.
  • Biagio Marin nasce a Grado nel 1891. È uno fra i più celebri poeti italiani contemporanei e il massimo cantore dell'isola. Il poeta si è sempre espresso nel dialetto locale, il graisán. Ha esordito nel 1912 con la raccolta Fiuri de tapo e ha continuato a scrivere e pubblicare poesie fino alla morte, avvenuta nel 1985. Nella sua poesia, legata alle radici isolane e alla cultura marinara, trovano espressione ricordi, dolori e gioie dell'esistenza, facendo esprimere alla parlata gradese una profonda verità morale e religiosa. Ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Bagutta, il Cittadella e il Viareggio. Nel 1981 è stato proposto per il Premio Nobel[6].
  • Vigilio De Grassi nasce a Grado nel 1889. Professionista di formazione viennese, laureato in architettura e ingegneria all’Università di Torino nel 1920, fu l’artefice principale di quella trasformazione che rinnovò in un breve tempo il millenario aspetto dell’isola di Grado. Dagli albori del Novecento, lasciò un’impronta indelebile nella morfologia e nel rapporto della città con il suo territorio arrivato a raddoppiare la sua estensione in poco più di trent’anni. Architetto, ingegnere, archeologo dilettante, geologo, urbanista, pittore, umanista per vocazione: tra i principali progetti di Vigilio De Grassi troviamo il ponte Littorio (oggi Ponte Matteotti), prima infrastruttura a collegare l'isola alla terraferma; il Municipio; la Casa del Balilla (oggi Auditorium Biagio Marin); Villa Grazia; l'Hotel Adria; il risanamento del Centro Storico; bonifica delle zone paludose di San Vito, della Sacca dei Moreri (oggi "città Giardino"), e dell’area adiacente al Canale della Schiusa (oggi "Isola della Schiusa")[7].
  • Mario David, calciatore.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Grado, ad oggi (2013), non dispone di una propria Stazione ferroviaria. In passato il comune era servito dalla stazione Pontile per Grado, della Ferrovia Cervignano-Aquileia-Pontile per Grado, chiusa nel 1937.

Servizi marittimi[modifica | modifica wikitesto]

Grado dispone di un servizio di traghetti che la collegano con la città di Trieste e, nella laguna, con Barbana.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti urbani e interurbani di Grado vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da APT.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Grado annovera circoli di golf e tennis, e molte associazioni sportive. La più antica di queste è la Società Canottieri Ausonia i cui atleti hanno conseguito e conseguono numerosi riconoscimenti anche a livello mondiale.

La squadra di calcio è la Gradese Calcio (un tempo U.S. Gradese), squadra che nel passato ha militato ripetutamente nel campionato di "Eccellenza". Nella stagione 2009/2010 la Gradese Calcio ha militato nel campionato di "I Categoria" ma in seguito alla sconfitta nei play-out ad opera del Capriva è stata retrocessa in "II Categoria". Nell'anno 2010 la società ha festeggiato i 60 anni dalla fondazione, ottenendo al termine del campionato la promozione in Prima Categoria.

Uno sport che a Grado è molto seguito è inoltre il calcio a 5: sono presenti tre squadre, l'Advs Gravo, il Tergesteo e la Pentalcor. Da citare anche la partecipazione del Grado 2006 c5 al campionato nazionale di serie B per ben due anni consecutivi (2008/2009 e 2009/2010).

Per ciò che riguarda la pallacanestro, dopo un paio di stagioni in categorie superiori, l'Associazione Dilettantistica Pallacanestro Grado ha ricominciato nella stagione 2007/2008 dalla categoria promozione la sua ascesa nel basket regionale. Attualmente milita in serie D.

Per ciò che riguarda le Arti Marziali e il Tennistavolo, è attiva sin dal 1981 la A.D. Pol.Sakura-Grado (nel settembre 2014 si festeggiano 33 anni di ininterrotta attività). Delle due sezioni della Sakura, la "plurimedagliata" sezione Karate e Arti Marziali della Sakura-Grado, negli ultimi dieci anni ha raggiunto traguardi agonistici di livello internazionale, conquistando a più riprese Titoli Europei e Mondiali sia nel Karate che nel Kobudo di Okinawa. Emblema e portacolori della squadra agonisti è l'atleta Marzio Marocco: Campione Mondiale di Kobudo (nel 2003) Campione Europeo di Karate (nel 2006) e per ben cinque volte Campione Mondiale di Karate (nel 2006, 2007, 2010, 2011 e 2013), davanti a Massimiliano (Max) Pettener mondiale nel 2002, 2003 e nel 2004, Belle Tobia e Francesco Maran iridati nel 2002, Andrea Gallizia mondiale nel 2009 e a Nicola Freschi Campione Mondiale nel 2012. La sezione Tennistavolo, dall'illustre passato (Luca Marchesini e Matteo Thomann che s'affermarono nel settore giovanile del circuito regionale, Gabriele Prosperi più volte campione regionale nonché campione triveneto) illuminato dai fasti di una - Serie C1 Nazionale - conquistata nel 1997 dopo 10 anni di dure lotte e difesa strenuamente per un quinquennio sfiorando persino in due annate la Serie B, nonostante attualmente in fase di ristrutturazione tecnica e logistica, può comunque vantare (ultimo rampollo del Maestro Federale Marzio Tarlao) un giovane talentuoso e promettente atleta Manuel Dean (Campione Triveneto Juniores nel 2009, vincitore nel 2012 dell'Open Italy-Joola Cup e nel 2013 Campione Triveneto Under 21) apripista di una nuova schiera di campioni.

Per quanto riguarda gli sport acquatici Grado Pineta è una meta molto importante per la pratica del Kitesurf. Il fondale basso e l'assenza di onde sono delle caratteristiche molto apprezzate che attirano i praticanti di questo sport da tutta Europa. La particolare posizione geografica prominente verso il mare offre una favorevole esposizione alle correnti ventose quali la locale Bora, i flussi termici estivi ed i venti da perturbazione.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Grado - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Dopo un lungo contenzioso con il comune di Marano Lagunare e la provincia di Udine, il comune di Grado, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato del 31 dicembre 2008, è inoltre rientrato in possesso delle località di Barancole (pezzo di terra nei pressi delle foci dei fiumi Aussa e Corno) e del tratto di laguna di La Làccia (o Comenzara). Cfr. Il Consiglio di Stato boccia Marano: restano a Grado 2 aree della laguna – Il Piccolo, 1º febbraio 2009
  4. ^ Luoghi storici d'Italia - pubblicazione a cura della rivista Storia Illustrata - pag.1140 - Arnoldo Mondadori editore (1972)
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ E. Serra, "Biagio Marin", Ed. Studio Tesi, 1992.
  7. ^ Paola Purga, Vigilio De Grassi e l'epistolario inedito con Giovanni Brusin, in "Archeografo Triestino", IV, LXVI, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]