Patriarcato di Grado

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Grado
Sede patriarcale titolare
Patriarchatus Gradensis
Chiesa latina
Sede titolare di Grado
Interno della Basilica di Sant'Eufemia a Grado
Arcivescovo titolare Diego Causero
Stato Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia
Patriarcato soppresso di Grado
Diocesi suffraganee diocesi della Venezia e dell'Istria
Eretta 607
Soppressa 8 ottobre 1457
originato da un ramo del Patriarcato di Aquileia, dopo la soppressione, il titolo è stato trasferito al Patriarcato di Venezia
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica

Il patriarcato di Grado (in latino: Patriarchatus Gradensis) è una sede metropolitana soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 568 i Longobardi avevano invaso il Friuli e avevano preso possesso di tutta l'Italia settentrionale sottraendola alla dominazione bizantina. L'Impero romano d'Oriente conservava comunque la dominazione dei territori costieri; tra cui Grado, antico porto di Aquileia. Qui Paolino, arcivescovo di Aquileia, in contrasto con Roma a seguito dello Scisma tricapitolino, aveva trasferito provvisoriamente la sede episcopale e le reliquie dei santi ed era stato proclamato Patriarca.

Nel 579, papa Pelagio II, concesse al patriarca Elia la metropolia sulla Venezia e sull'Istria. Lo stesso patriarca avviò, nel 580 la riedificazione della basilica di Sant'Eufemia.

Nel 607, alla morte dello scismatico Severo, si giunse ad una duplicazione del patriarcato di Aquileia con l'elezione di un metropolita a Grado (Candidiano di Rimini, in comunione con la chiesa di Roma e appoggiato dall'esarca bizantino Smaragdo) e di uno ad Aquileia (Giovanni, scismatico e sostenuto dal duca longobardo del Friuli Gisulfo II). I due patriarcati (Aquileia e Grado) non vennero più riuniti, per opportunità politica, neppure dopo la risoluzione dello scisma, avvenuto con il Sinodo di Pavia del 699.

Nel 717 il Patriarcato gradense di Aquileia divenne definitivamente Patriarcato di Grado e nel 731 fu definita la separazione canonica tra le due diocesi: i vescovi dell'Istria e del Ducato di Venezia vennero resi suffraganei di Grado.

Nell'802 l'esercito veneziano assaltò Grado per punire il patriarca dell'appoggio offerto ai Franchi e al loro tentativo di conquistare il Ducato: il presule venne fatto precipitare da una torre.

Nell'827 il concilio di Mantova tentò inutilmente di riunificare i patriarcati di Grado e Aquileia.

A partire dal 1105 i Patriarchi presero a risiedere stabilmente nella città di Venezia e alla loro giurisdizione venne incardinata la chiesa di San Silvestro, quale sede cittadina, e le parrocchie da essa dipendenti.

Il 24 aprile 1198 papa Innocenzo III incaricò il Patriarca di Aquileia, Pellegrino II, di mediare e risolvere la lite tra Ecelo II il Monaco della famiglia degli Ezzelini e il Patriarca di Grado dopo aver assolto Ecelo dalla scomunica emessa da quest'ultimo.

Nel 1440, per volontà del veneziano papa Gregorio XII, alla titolarità di Grado era incorporata la soppressa diocesi di Eraclea.

Nel 1448 al patriarca di Grado fu data in commendam la diocesi di Cittanova.

Il 9 ottobre 1451, però, con la bolla Regis aeterni di papa Niccolò V il titolo gradense veniva soppresso e trasferito al nuovo patriarcato di Venezia.

Cronotassi dei patriarchi[modifica | modifica sorgente]

Patriarchi di Aquileia con sede a Grado[modifica | modifica sorgente]

Cronotassi dei patriarchi[modifica | modifica sorgente]

Cronotassi dei vescovi e degli arcivescovi titolari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dopo Severo, il Dandolo inserisce un vescovo Marciano, che avrebbe governato tre anni, e conseguentemente pone la data d'inizio dello scisma nel 610; Marciano tuttavia non è menzionato da Paolo Diacono e nemmeno da Cappelletti.
  2. ^ Tentò di riunire Grado e Aquileia sotto la fede dei Tre Capitoli. Costretto alla fuga dopo un breve episcopato, di lui non si hanno altre notizie.
  3. ^ Giorno in cui ricevette il pallio; cfr. Daniela Rando, v. Fortunato, nel Dizionario Biografico degli Italiani.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Dati riportati sul sito Catholic Hierarchy alla pagina [1]
  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Tipografia Emiliana, Venezia, 1845.
  • F. Mutinelli, Lessico Veneto, tipografia Giambattista Andreola, Venezia, 1852.
  • S. Romanin, Storia documentata di Venezia, Pietro Naratovich tipografo editore, Venezia, 1853.
  • (LA) Bolla Regis aeterni, in Bullarum diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum pontificum Taurinensis editio, Vol. V, pp. 107-109
  • (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, p. 266; vol. 2, p. 160

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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