Chiesa ortodossa russa

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Chiesa ortodossa russa
Moscow July 2011-6a.jpg
Cattedrale di Cristo Salvatore, Mosca
Fondatore Sant'Andrea apostolo
San Vladimir I di Kiev
Fondata 988 - Battesimo della Rus'
1448 - Autocefalia de facto
1589 - Autocefalia de iure
Associazione Chiesa ortodossa
Diffusione Russia Russia
Bielorussia Bielorussia
Ucraina Ucraina
Moldavia Moldavia
Estonia Estonia
Lettonia Lettonia
Lituania Lituania
Azerbaigian Azerbaigian
Kazakistan Kazakistan
Kirghizistan Kirghizistan
Tagikistan Tagikistan
Turkmenistan Turkmenistan
Uzbekistan Uzbekistan
Giappone Giappone
Cina Cina
Lingua Slavo ecclesiastico
Rito Bizantino
Primate Patriarca Cirillo I
Sede Monastero Danilov, Mosca
Fedeli 150.000.000
Altri nomi Patriarcato di Mosca
Sito ufficiale www.patriarchia.ru

La Chiesa ortodossa russa (in russo: Русская Православная Церковь), o Patriarcato di Mosca (in russo: Московский Патриархат), è una Chiesa ortodossa autocefala, guidata dal Patriarca di Mosca e di tutte le Russie e in piena comunione con le altre Chiese ortodosse. Occupa il quinto posto nel dittico ortodosso, dopo il Patriarcato di Costantinopoli, il Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria, la Chiesa greco-ortodossa di Antiochia e la Chiesa greco-ortodossa di Gerusalemme.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa russa fa risalire la sua origine al battesimo del principe Vladimir I di Kiev nel 988 (Vedi Conversione al Cristianesimo della Rus' di Kiev).

Sacerdoti di una chiesa ortodossa ucraina

Il Manoscritto Nestoriano riferisce che nel 987, dopo una consultazione con i boiardi, Vladimir inviò dei messi nelle nazioni confinanti, i cui rappresentanti lo avevano invitato ad abbracciare le rispettive fedi, al fine di valutare quale fosse la religione migliore per il proprio regno. Il risultato è descritto nella seguente legenda apocrifa. Gli inviati riferirono che tra i musulmani della Bulgaria del Volga non c'era letizia ma solo tristezza e una grande puzza e che la loro religione era da evitare a causa dei suoi divieti contro il consumo d'alcool e di carne di maiale; a questi Vladimir aveva allora risposto "Bere è la gioia della Rus'".

Le fonti russe descrivono anche l'incontro del Principe con gli inviati ebraici (che potevano essere Cazari). Dopo averli interrogati a fondo sulla loro religione rifiutò di convertirsi alla stessa con il pretesto che la perdita di Gerusalemme evidenziava che i fedeli ebraici erano stati abbandonati da Dio.

Per ultimo Vladimir chiese dei Cristiani. Nelle cupe chiese tedesche i suoi emissari gli riferirono che non c'era bellezza, ma dell'Hagia Sophia di Costantinopoli riferirono: "Noi non sapevamo se fossimo in cielo o sulla terra". Non è possibile sapere quanto Vladimir rimase colpito dalle descrizioni dei suoi messi. Di certo la conversione alla religione cristiana di rito greco ortodosso avrebbe permesso al suo Stato di rafforzare i rapporti economici e diplomatici con l'Impero bizantino. A Kiev fu fondata la Provincia ecclesiastica sotto la giurisdizione del Patriarcato di Costantinopoli.

Nel 1448 a seguito del rifiuto di accettare l'Unione di Firenze da parte del Pomestnij Sobor della Chiesa russa che rappresenta, tramite i delegati, tutto il popolo di Dio inteso come clero e laicato del proprio territorio, prese lo stato di autocefalia. Il vescovo di Rjazan' Iona fu eletto Metropolita di Kiev e di tutta la Russia senza approvazione di Costantinopoli. Solo nel 1589 il Patriarca di Costantinopoli Geremia II Tranos con il suo decreto ha formalizzato la nomina di San Job a patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

Nel 1654 dopo l'ascesa di patriarca Nikon fu riunito un Sobor al fine di ristabilire l'uniformità tra le pratiche liturgiche della Chiesa greca e di quella russa. Un secondo Sobor, tenutosi a Mosca nel 1656, approvò la revisione delle opere così come disposta dal primo concilio e lanciò un anatema sulla minoranza dissidente, che includeva una fazione dei Zelatori della Pietà e il Vescovo Pavel di Kolomna. Le riforme coincisero con la grande peste che sconvolse la Russia nel 1654 e con il periodo di terrore causato dall'approssimarsi del 1666, che molti russi credevano si sarebbe rivelato l'anno dell'apocalisse. Raskol così viene chiamata lo scisma che portò alla divisione della Chiesa russa in Chiesa ortodossa ufficiale e movimento dei vecchi credenti.

Nel 1700 dopo la morte del patriarca Adriano il nuovo Patriarca non fu eletto. Il patriarcato fu abolito da Pietro il Grande nel 1721 e sostituito dall'istituzione del Santo Sinodo, di cui il Metropolita di Mosca, era a capo. Il Santo Sinodo fu sciolto nel 1917 in seguito alla rivoluzione d'ottobre e per la restaurazione della figura del Patriarca di Mosca.

Il 28 ottobre (17 novembre) 1917 al Pomestnij Sobor di tutta la Russia fu restaurato il patriarcato. Il primo Patriarca dopo il periodo sinodale fu eletto metropolita di Mosca Tichon (fu canonizzato nell'ottobre 1989).

Dopo la rivoluzione d'ottobre la Chiesa viene perseguitata perché fu considerata parte della fazione anti-bolscevica e molti membri del clero vennero incarcerati o uccisi dal nuovo regime. Dopo la morte di patriarca Tichon avvenuta nel 1925, il posto di Patriarca rimane vacante. Solo nel 1943 fu eletto il nuovo patriarca Sergio I.

Negli anni venti, a seguito della Rivoluzione Bolscevica, la comunità ortodossa russa all'estero si rese protagonista di uno scisma, rifondando la Chiesa Ortodossa Russa all'estero. La Chiesa scismatica ebbe la sua sede a dapprima in Serbia, poi negli USA a Jordanville.

A seguito di un riavvicinamento tra le due Chiese, il 17 maggio 2007 lo scisma si è ricomposto [1], con la firma di un atto di riunificazione da parte del patriarca russo Alessio II e del metropolita Lauro, capo del Sinodo della Chiesa russa all'estero, nella Cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca. A seguito della firma, le due delegazioni hanno celebrato congiuntamente l'Eucaristia.

Nel 2000 è sorto il problema dell'Estonia. Divenuta l'Estonia indipendente, i suoi vescovi avevano chiesto per la loro Chiesa l'autocefalia. Offesi dal diniego moscovita, ed ancor più risentiti poiché il patriarca Alessio II di padre pietroburghese, era nato in Estonia si sono rivolti a Costantinopoli che li ha accontentati. Da allora, nel canone delle Liturgie del clero della Chiesa ortodossa russa, non si è più fatto, per un tempo, memoria del Patriarca di Costantinopoli. Il 27 luglio 2008, i due Patriarchi hanno concelebrato la Divina Liturgia a Kiev a l'occasione del 1020º anniversario del Battesimo della Russia [2], e si sono incontrati in seguito, deludendo in questo i progetti di manomessa sulla Chiesa del governo ucraino.

Il 1º febbraio 2009 dopo la morte del patriarca Alessio II avvenuta nel novembre 2008, il Metropolita di Kaliningrad e Smolensk Cirillo I fu eletto nuovo patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

Patriarca Cirillo I nel giorno della sua intronizzazione, 1º febbraio 2009, Mosca

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Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ufficiali al 12 dicembre 2008, la Chiesa ortodossa russa contava 157 diocesi in vari paesi e 29.263 parrocchie. Nel 1993 le diocesi erano 92. Vi sono 804 monasteri, dei quali in Russia 234 maschili, e 244 femminili e nei paesi ex-URSS 142 maschili, e 153 femminili e negli altri paesi 3 maschili e 3 femminili. Vi sono 30.670 persone di clero tra cui 27.216 preti e 3.454 diaconi. La Chiesa dispone inoltre di 11.051 scuole domenicali, 5 accademie, 3 università ortodosse, 2 università teologiche, 38 seminari, 39 collegi spirituali di totale 87 enti di istruzione. Inoltre vi sono 29 monasteri di tipo stauropegic, 203 podvorije e 65 skita.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eparchie della chiesa ortodossa russa.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]