Gisulfo II del Friuli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Gisulfo II (o Gisolfo) (... – 611) è stato un duca longobardo, duca del Friuli dal 590 circa al 610 circa.

Inizialmente oppositore di re Agilulfo, nel 603 si riconciliò con il sovrano. Intervenne nelle questioni relative al patriarcato di Aquileia, allora investito dallo Scisma tricapitolino. Nel 607 il patriarcato fu scisso tra due patriarchi: uno, aderente allo scisma, legato ai Longobardi e l'altro, che risiedeva a Grado, vicino ai Bizantini e fedele a Roma. Gisulfo sostenne l'elezione a patriarca del tricapitolino Giovanni in opposizione al cattolico Candidiano.

Pochi anni dopo, probabilmente nel 610, Gisulfo dovette affrontare un'invasione degli Avari. Nonostante il grande valore mostrato in battaglia, secondo Paolo Diacono, lo scontro volse a favore degli invasori, numericamente superiori.

(LA)

« Gisulfus Foroiulanus dux cum Langobardis, quos habere poterat, audacter occurrit; sed quamvis forti animositate contra inmensam multitudinem bellum cum paucis gereret, undique tamen circumseptus, cum omnibus pene suis extinctus est »

(IT)

« Il duca del Friuli, Gisulfo, lo affrontò audacemente con i Longobardi che poté raccogliere; ma, sebbene combattesse con grande coraggio, in pochi contro un'immensa moltitudine, fu circondato da ogni parte e ucciso con quasi tutti i suoi »

(Paolo Diacono, Historia Langobardorum, IV, 37)

La capitale del ducato, Cividale, tuttavia, resistette, anche se cadde poco più tardi a causa del tradimento della moglie di Gisulfo, Romilda. Da Romilda aveva avuto otto figli: quattro maschi (Caco, Tasone, Radoaldo e Grimoaldo) e quattro femmine (Appa,Gaila,gisulfa ed un'altra della quale nemmeno Paolo Diacono ricorda il nome).


Predecessore Duca del Friuli Successore
Grasulfo I 590 - 610 circa Caco e Tasone

Fonti[modifica | modifica wikitesto]