Aquileia

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Aquileia
Panorama di Aquileia
Aquileia - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Friuli-Venezia Giulia
Provincia: stemma Udine
Coordinate: 45°46′0″N 13°22′0″E / 45.76667, 13.36667Coordinate: 45°46′0″N 13°22′0″E / 45.76667, 13.36667
Altitudine: m s.l.m.
Superficie: 36 km²
Abitanti:
3.494 2008
Densità: 96,4 ab./km²
Frazioni: Beligna, Belvedere, Monastero, Viola 
Comuni contigui: Fiumicello, Grado (GO), Terzo d'Aquileia, Villa Vicentina
CAP: 33051
Pref. telefonico: 0431
Codice ISTAT: 030004
Codice catasto: A346 
Nome abitanti: aquileiesi 
Santo patrono: Santi Ermacora e Fortunato 
Giorno festivo: 12 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Aquileia (Aquilee in friulano, Aquilea nel dialetto locale) è un comune italiano di 3.494 abitanti della provincia di Udine in Friuli Venezia Giulia. Colonia romana fondata nel 181 a.C., fu capitale della X regione augustea e metropoli della chiesa cristiana. Insieme a Ravenna è il più importante e prestigioso sito archeologico di tutta l'Italia settentrionale, e con Cividale del Friuli e Udine è stata una delle capitali storiche del Friuli.

Indice

[modifica] Geografia fisica

L'abitato si sviluppa attorno alla basilica patriarcale per un raggio di circa un chilometro, inglobando anche i resti dell'antica città romana, ed è attraversato dal fiume Natissa. La parte sud del territorio comunale, retrostante alla laguna di Grado, è invece costituita da territorio coltivato (derivante da bonifiche) o piccole macchie di bosco planiziale. La frazione di Belvedere, prospiciente la laguna, ospita due tipici esempi di pinete (Pineta di S. Marc e Pineta di Bielvedè).

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi le voci Patriarcato di Aquileia e Patria del Friuli.
Mosaico del Buon pastore, particolare del pavimento della Basilica di Aquileia
Questa voce è parte della serie
Storia del Friuli
Categoria: Storia del Friuli

Fondata nel 181 a.C. come colonia di diritto latino da parte dei triumviri romani Lucio Manlio Acidino, Publio Scipione Nasica e Gaio Flaminio mandati dal senato di Roma a sbarrare la strada ai barbari che minacciavano i confini orientali d'Italia, la città dapprima crebbe quale base militare per le campagne contro gli Istri, e contro vari popoli, fra cui i Carni e poi per l'espansione romana verso il Danubio.

I primi coloni furono 3000 fanti seguiti dalle rispettive famiglie provenienti dal Sannio a cui hanno fatto seguito dei gruppi di Veneteci.

Dall'origine di base militare deriva la forma quadrilatera del presidio, divisa dal cardine massimo, l'attuale via Giulia Augusta, e dal decumano massimo. Pacificata e romanizzata la regione, la città, municipio dopo l'89a.C. si ingrandì in fasi successive, come attestano le diverse cinte murarie. Divenne centro politico-amministrativo (capitale della X Regione augustea, Venetia et Histria) e prospero emporio, avvantaggiata dal lungo sistema portuale e dalla raggiera di importanti strade che se ne dipartivano sia verso il Nord, oltre le Alpi e fino al Baltico ("via dell'ambra"), sia in senso latitudinale, dalle Gallie all'Oriente. Fin da tarda età repubblicana e durante quasi tutta l'epoca imperiale Aquileia costituì uno dei grandi centri nevralgici dell'Impero Romano.

Notevole fu la vita artistica, sostenuta dalla ricchezza dei committenti e dall'intensità dei traffici e dei contatti.

[modifica] L'assedio dell' imperatore Massimino il Trace

Gli apprestamenti difensivi, potenziati fra il II e il III secolo, le permisero di superare gli assedi dei Quadi e dei Marcomanni (170), e dell'imperatore Massimino il Trace, che in seguito all'elezione a suo discapito da parte del Senato romano degli imperatori Pupieno e Balbino che accettarono Gordiano come cesare, scese in Italia dalla Pannonia con l'esercito ma la città di Aquileia dove cotava di fare approvigionamenti gli chiuse le porte, costringendolo all'assedio; Rutilio Crispino e Tullio Menofilo furono incaricati dal Senato di organizzare la difesa (bellum Aquileiensis), cosa che fecero egregiamente rinforzando le mura e accumulando cibo e acqua in quantità. Massimino mandò sotto le mura degli inviati per invitare la popolazione ad arrendersi; Crispino arringò il popolo (il discorso è riportato da Erodiano, invitandolo a confidare nel Senato romano e a guadagnarsi il titolo di liberatori d'Italia dalla tirannia di Massimino. Persi d'animo dal protrarsi dell'assedio, i soldati di Massiminio lo uccisero. Menofilo e l'altro comandante della guarnigione, Tullio Menofilo, si recarono a Cervignano del Friuli dove era accampato l'esercito di Massimino recando le effigi di Pupieno, Balbino e Gordiano coronate con alloro; dopo aver acclamato da soli gli imperatori, si voltarono e chiesero all'esercito di riconoscere per acclamazione gli imperatori scelti dal Senato e dal popolo di Roma.

[modifica] Metropoli del mondo antico

Nel 300 l'Imperatore Massimiano si stabilì nei palazzi imperiali di Mediolanum e Aquileia ed in queste città fece erigere costruzioni di enormi proporzioni tanto da farle apparire come una sorta di seconda capitale. Nonostante la Crisi del III secolo vi si ripercuotesse dolorosamente, la città, sede di numerosi uffici e istituzioni autorevoli, risultava ancora, alla morte dell'Imperatore Teodosio I (395), la 9° città dell'Impero e la quarta d'Italia, celebre per le sue mura e per il porto. Nel IV-V secolo d.C. si intensificarono le presenze imperiali e molti scontri sanguinosi risolsero contese fratricide (Costantino II, 339; Magnenzio, 350) o episodi di usurpazione: Teodosio I vi sconfisse Magno Massimo (388); Valentiniano III vi uccise Giovanni Primicerio (425).

Aquileia esercitò una nuova funzione morale e culturale con l'avvento del cristianesimo, che si disse predicato da san Marco, ed il cui sviluppo fu in ogni caso fondato su una serie di vescovi, diaconi e presbiteri che subirono il martirio (Ermagora e Fortunato, Ilario e Canziano, Crisogono). Nativo di Aquileia dovrebbe essere stato papa Pio I. Col vescovo Teodoro (m. 319 circa) la Chiesa si espresse pubblicamente con aule di culto splendidamente mosaicate. I vescovi di Aquileia crebbero di importanza nei secoli seguenti dando un vigoroso contributo allo sviluppo del cristianesimo occidentale sia sotto il profilo dottrinario (celebre e decisivo per la lotta contro l'arianesimo il concilio del 381, che interessò tutte le chiese d'Occidente) sia per l'autorità esercitata (fu metropoli per una ventina di diocesi in Italia e una decina oltre le Alpi). Si veda in proposito la lista dei Patriarchi di Aquileia.

[modifica] La distruzione da parte di Attila

Aquileia resistette alle ripetute incursioni di Alarico (401, 408) ma non ad Attila che in seguito ad un incidentale crollo di un muro di fortificazione riuscì a penetrare nella città devastandola (452) e, si dice, facendo spargere sale sulle sue rovine. Sopravvissero l'autorità della sua chiesa e il mito di una città che era stata potente, benché ormai il suo dominio diretto si limitasse ad un territorio di mediocre estensione che aveva i suoi punti di forza nell'area urbana con lo scalo marittimo e nel borgo di Grado. Quest'ultimo si sviluppò ed acquistò un'importanza sempre maggiore a seguito dell'invasione Longobarda del 568. Da quel momento la regione di Aquileia venne suddivisa fra romano-bizantini (che ne occuparono la zona litoranea) ed i Longobardi (la parte interna). La città tuttavia continuò a dare il suo nome al patriarcato omonimo, anche quando, nel XV secolo fu occupata dai Veneziani. Nel 1509 fu annessa al Sacro Romano Impero, seguendo successivamente le sorti degli Asburgo (salvo una breve parentesi napoleonica), fino alla sua definitiva riunione al resto del Friuli ed all'Italia immediatamente dopo la Prima guerra mondiale.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] La Basilica e i suoi mosaici

Bene protetto dall'UNESCO
Patrimonio dell'umanità
Zona archeologica e Basilica Patriarcale di Aquileia
Archaeological Area and the Patriarchal Basilica of Aquileia
Tipologia storico
Criterio C(iii) (iv) (vi)
Pericolo nessuna indicazione
Anno 1998
Scheda UNESCO inglese
francese
Patrimoni dell'umanità in Italia

Nonostante i vari interventi posteriori, la Basilica di Aquileia mantiene le forme del XI secolo.

La prima parte venne edificata nell'anno 313, successivamente all'editto di Milano, per volontà del Vescovo Teodoro. Essa era costituita da due aule parallele, connesse da una trasversale. Tra il 1021 ed il 1031 venne realizzata una quasi totale ricostruzione, per desiderio del Patriarca Popone, e venne edificato il campanile isolato, alto 73 metri, a cuspide, che costituì prototipo per le costruzioni friulane ed istriane.

In seguito al terremoto del 1348, la Basilica venne ulteriormente restaurata, acquisendo interventi in stile gotico, tra il 1350 e il 1381. Infine, accolse sovrapposizioni di matrice rinascimentale,soprattutto per quanto concerne le decorazioni della zona del presbiterio, nel periodo della dominazione veneziana.

La facciata a doppio spiovente, si apre allo spazio antistante attraverso una bifora ed un portico. L'interno è a croce latina, a tre navate e presenta il presbiterio rialzato.

Tra le antiche mura, si è conservato uno straordinario pavimento a mosaico di inizio del IV secolo, con scene dell'antico testamento, che è particolarmente interessante perché, se nella contemporanea pittura nelle catacombe a Roma si iniziava ad assistere a una semplificazione dello stile usato, a fronte di una maggior immediatezza della raffigurazione e un marcato simbolismo, ad Aquileia si notano ancora uno stile naturalistico di matrice ellenistica, sebbene già pienamente adeguato alla nuova simbologia cristiana.

Si nota quindi il "pesce", ictus in greco, acronimo di "Iesus Cristos Teu Uios Soter" (Gesù Cristo Salvatore figlio di Dio), le storie di Giona, esempio dell'Antico Testamento allusivo alla morte e resurrezione in tre giorni, il buon pastore eccetera.

I mosaici, in uno stato di conservazione eccezionale sia per ampiezza, che per completezza delle scene e interesse iconografico, si trova nell'antica basilica di Aquileia, quella dei "battezzati", poiché ad Aquileia esisteva anche una seconda chiesa, accanto alla prima, per i catecumeni, coloro cioè che non avevano ancora ricevuto il battesimo, secondo l'usanza di allora di battezzarsi solo in età adulta, che quindi erano spesso la maggioranza dei fedeli.

All'inizio della navata sinistra, si può accedere alla Cripta degli Scavi dove sono visibili i resti della Basilica Paleocristiana.

Alla fine della navata destra si incontra la cappella di Sant'Ambrogio o cappella della famiglia milanese dei Della Torre con all'interno i sepolcri di 5 membri di quella famiglia dei quali 3 Patriarchi di Aquileia tra cui Raimondo della Torre.

Il 26 ottobre 1921 nella Basilica di Aquileia fu scelta la salma del Milite Ignoto, poi trasportata a Roma e deposta nella tomba del complesso monumentale del Vittoriano, a piazza Venezia, il 4 novembre successivo.

[modifica] Da vedere

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate ad Aquileia

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Ferrovie

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Cervignano-Aquileia-Grado ubicata in territorio cervignanese sulla Venezia – Trieste.

Fino al 1937 era attiva la ferrovia Cervignano-Aquileia-Pontile per Grado che si dipartiva dalla stazione sopracitata e che raggiungeva la località Belvedere e l'imbarco dei traghetti diretti a Grado.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Alviano Scarel (Lista civica Aquileia per tutti) dal 8/06/2009 (2º mandato)
Centralino del comune: 0431 916911
Posta elettronica: segretario@com-aquileia.regione.fvg.it

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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