Poppone di Carinzia

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Poppone di Carinzia
vescovo della Chiesa cattolica
Incarichi ricoperti Patriarca di Aquileia dal 1019 fino alla morte
Nato  ?
Deceduto 1042

Poppone di Carinzia, o Poppo, al secolo Wolfgang von Treffen (... – 1042), fu patriarca di Aquileia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di nazionalità germanica, venne nominato Patriarca di Aquileia nel 1019 da Enrico II, che accompagnò durante la spedizione nell'Italia meridionale - e in particolare nel fallito assedio di Troia, la nuova fortezza del catapano bizantino d'Italia Basilio Boioannes - nel 1022.

Nipote putativo del conte di Pordenone, era più probabilmente nipote naturale dell'Imperatore Corrado II, il quale concesse al Patriarca un vasto territorio, che andava dall'Isonzo al Livenza, creando di fatto lo Stato Patriarcale. L'Imperatore gli concesse anche il diritto di riscuotere le tasse e la facoltà di battere moneta, che era il denaro d'argento, di uguale valore della lira veronese.

Poppone si adoperò per la ricostruzione di Aquileia e di Cividale, commissionando la costruzione di grandi opere per dare lustro al proprio patriarcato, si impegnò anche nella fortificazione dei valichi e nella riapertura del traffico delle mercanzie. Contribuì allo sviluppo in Friuli del sistema feudale, aumentando i feudi ed i castelli, e favorì la vita spirituale e la ricostruzione di chiese e monasteri. Si deve a Poppone la ricostruzione della Basilica di Aquileia (1031) e la costruzione dell'imponente campanile.

Alla guida del suo esercito, accrebbe il proprio dominio temporale e cercò di accrescere il prestigio del proprio episcopato a danno del patriarca di Grado, che tentò di sottomettere assalendo l'isola di Grado nel 1024, espugnandone le fortificazioni, depredandola di ogni ricchezza ed installandovisi fino a che Venezia riuscì a cacciarlo facendo pressioni su Corrado II. Le conseguenze di questo atto portarono Poppone a commettere crimini feroci, attaccare nuovamente Grado, incendiandone case e chiese, depredandone il poco che aveva lasciato nelle incursioni precedenti e rompendone in segno sacrilego gli altari. Poppone ottenne comunque dal papa Giovanni XIX la dipendenza di Grado dalla sede episcopale di Aquileia, anche se solo momentaneamente, dato che papa Benedetto IX nel 1044 revocherà tale diritto.

Per conto di Corrado II tenne prigioniero Ariberto da Intimiano, arcivescovo di Milano, che si era ribellato all'autorità imperiale.

Morì di idropisia nel 1042.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvia Blason Scarel, Poppone-L'età d'oro del patriarcato di Aquileia, ed. L'Erma di Bretschneider, Roma, 1997 ISBN 88-7062-954-6

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Patriarcato di Aquileia Successore
Giovanni IV di Ravenna 1019 - 1045 Eberardo
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