Adria

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Adria
comune
Adria – Stemma Adria – Bandiera
Adria – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Amministrazione
Sindaco Massimo Barbujani (centrodestra) dal 30 maggio 2011
Territorio
Coordinate 45°03′00″N 12°03′00″E / 45.05°N 12.05°E45.05; 12.05 (Adria)Coordinate: 45°03′00″N 12°03′00″E / 45.05°N 12.05°E45.05; 12.05 (Adria)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 113,51 km²
Abitanti 20 233[1] (31.12.2011)
Densità 178,25 ab./km²
Frazioni Baricetta, Bellombra, Bottrighe, Ca' Emo, Cavanella Po, Fasana, Mazzorno, Valliera
Comuni confinanti Cavarzere (VE), Ceregnano, Corbola, Gavello, Loreo, Papozze, Pettorazza Grimani, San Martino di Venezze, Taglio di Po, Villadose, Villanova Marchesana
Altre informazioni
Cod. postale 45011
Prefisso 0426
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 029001
Cod. catastale A059
Targa RO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 466 GG[2]
Nome abitanti adriesi
Patrono san Bellino
Giorno festivo 26 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Adria
Posizione del comune di Adria nella provincia di Rovigo
Posizione del comune di Adria nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale

Adria è un comune italiano di 20.269 abitanti della provincia di Rovigo nel Veneto.

È il secondo comune più popolato della provincia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo alcuni storici[3], si tratta della città che diede il nome al Mare Adriatico.

Le prime tracce di un insediamento nella zona dell'attuale città di Adria (anticamente Hatria o Atria), risalgono al periodo tra il X ed il VI secolo a.C., quando i Veneti costruirono palafitte sul terreno paludoso che, all'epoca, si affacciava sul mare.

Altrettanto antica è la frequentazione greca del delta del Po (XII-XI secolo a.C.). La serie di lagune presenti anticamente lungo tutta la costa settentrionale, dalle foci del Po fino a Grado, rendeva sicura la navigazione delle navi. L'interesse dei greci era dato dal fatto che nel Delta del Po veniva commerciata l'ambra che proveniva dal Baltico, di qualità pregiata.

All'inizio del VI secolo a.C. Adria era un semplice insediamento etrusco posto sul Mincio, che all'epoca sfociava nel mare e seguiva quello che oggi è il corso del Canal Bianco, allora chiamato Po di Adria. I greci, che rivendevano l'ambra in tutto il Mediterraneo, vi fondarono un emporion, per gestirne direttamente l'importazione. Adria divenne così famosa da dare il suo nome prima al ramo del Po su cui sorgeva, indi al golfo tra la foce del Po e l'Istria (Adrias Kolpos) e poi all'intero mare fino al Golfo Jonio (che per i greci si chiamava Ionios Kolpos).

Colonie greche in Adriatico (in rosso quelle siracusane

Per la sua posizione strategica, Adria venne rifondata nel 385 a.C. come colonia della potente Siracusa, nel quadro dell'espansione commerciale in Adriatico promossa dal tiranno siracusano Dionisio il grande. Le nuove colonie sorsero ad opera degli avversari politici del tiranno, che vi stabilirono il regime democratico che era stato cancellato nella madrepatria. Insieme ad Adria vennero fondate Ancona, Issa ed altre (vedi carta a fianco).

Divenne poi preda dei Galli, alleati della città greca.

Il progressivo interramento del delta del Po dalla Rotta di Sermide (VIII secolo a.C.), che modificò il corso del Po che allora arrivava fino all'attuale Ficarolo e poi piegava verso sud, allontanò la città dal mare rendendo sempre più problematica la prosecuzione dell'attività portuale.

Al passaggio delle invasioni barbariche, il porto di Adria aveva già perso la gran parte della sua importanza, ma assunse il nuovo ruolo di importante bastione militare, all'interno dei territori amministrati dalla Chiesa di Roma. Il definitivo declino del porto di Adria avvenne in seguito alla rotta della Cucca del 589, che sconvolse l'intera idrografia del territorio circostante.

Tra il VII e l'VIII secolo Adria divenne un feudo vescovile indipendente da quello di Ravenna. Dopo una parentesi in forma di comune, divenne un possedimento estense e tale rimase anche di fronte all'espansione della Repubblica di Venezia.

Solo nel XVI secolo Venezia ne assunse il controllo, quando ormai era poco più di un villaggio in mezzo a una palude malarica.

Quando nel Seicento iniziò l'opera di bonifica della valle polesana, Adria cominciò ad assumere nuovamente importanza.

L'invasione di Napoleone Bonaparte del 1796 portò tra l'altro Adria a far parte del Distretto di Padova.

Con il trattato di Campoformio del 1797 fece parte dell'Impero austriaco[4] in seguito agli accordi di pace stipulati con Napoleone con lo scioglimento della prima coalizione antifrancese.

Con un decreto del 27 febbraio 1798 gli austriaci restituirono i diritti in precedenza avuti dalla Serenissima e istituirono la Provincia di Adria.

Dopo la vittoria di Marengo del 14 giugno 1800 i francesi tornarono. Dal 1802 al 1813 entrò a far parte della Repubblica Italiana, trasformata nel 1805 in Regno d'Italia, amministrativamente incorporata nel Dipartimento dell'Adriatico con capoluogo Venezia. L'invasione napoleonica non venne accolta positivamente; maggior favore incontrarono gli Asburgo quando conquistarono il Veneto.

Sconfitto Napoleone, in conseguenza della restaurazione operata dal Congresso di Vienna, Adria dal 1815 fu inclusa nel regno Lombardo Veneto, sotto la Prefettura di Rovigo. Gli austriaci, pur non essendo sempre benvoluti dagli adriesi, migliorarono notevolmente le infrastrutture e la qualità della città, ma spesso sostituirono nelle posizioni gestionali di importanza gli italiani con amministratori austriaci.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Cattedrale Nuova dei Santi Pietro e Paolo[modifica | modifica sorgente]

Facciata della Cattedrale Nuova dei Santi Pietro e Paolo. Particolare dell'intervento in marmo, unico elemento di rivestimento della facciata.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Adria.

L'edificio sacro è da sempre sede della cattedra della diocesi di Adria-Rovigo. Tuttavia il Vescovo risiede a Rovigo, dove si trova la concattedrale di Santo Stefano.

Chiesa di Santa Maria Assunta della Tomba[modifica | modifica sorgente]

La facciata ed il campanile della Chiesa di Santa Maria Assunta della Tomba.

Venne modificata più volte nel tempo fino ad assumere l'attuale aspetto nel 1718 ed il cui nome sembra provenire dalla vicinanza di una tomba romana e citata in antichi documenti ritrovati con ad tumbam (latino vicino alla tomba). La tradizione popolare vuole che il vecchio campanile, abbattuto nel 1928 per far posto a quello odierno, sorgesse su un faro di segnalazione dell'antico porto romano, deducibile dalla presenza della lapide risalente al III secolo murata sullo zoccolo. La lapide reca la seguente iscrizione: Columna haec magna ex parte calce illita rudus anguli nord-ovest est antiqui romani hadriatici phari vulgo de tumba - 1647 (Questa colonna, per buona parte ricoperta da intonaco, è il rudere dell'angolo nord-ovest dell'antico faro romano dell'adriatico, comunemente detto 'della Tomba'). All'interno è conservata una fonte battesimale di forma ottagonale, risalente al VII o VIII secolo, sulla quale è inciso il nome del 3º vescovo, vescovo Bono, il terzo della diocesi di Adria. Oltre a dipinti del XV e XVI secolo, nella cappella è presente un altorilievo in terracotta raffigurante una Dormitio Virginis ed attribuito a Michele da Firenze.

Cattedrale Vecchia di San Giovanni[modifica | modifica sorgente]

Risale al XI sec. ca. e si eleva a destra dell'edificio della nuova Cattedrale. Il suo attuale orientamento con abside ad ovest, risulta capovolto rispetto all'originale, in seguito alla costruzione al suo ridosso dell'edificio della Cattedrale nuova, dal cui interno sulla destra vi si accede. Sul lato sud si apre verso Piazzetta Campanile, mentre sulla zona retrostante fu edificata negli anni 30 c.a una pregevole e suggestiva riproduzione della Grotta di Lourdes. All'interno della vecchia Cattedrale si ritrova un bassorilievo in gesso riproducente il battesimo di Gesù e i medaglioni degli evangelisti, tutti realizzati del Samoggia. Interessante è la serie dei nomi (cronotassi) dei Vescovi di Adria, con i rispettivi stemmi, disposti longo il perimetro interno delle mura laterali. Sotto la Cattedrale Vecchia di San Giovanni, l'alto Medioevo ha lasciato un significativo segno della presenza cristiana in città, con i resti ancora visibili di ad una cripta di forma semicircolare, per alcuni risalente al V-VI sec., con affreschi pittorici di chiaro stile bizantino, che rappresentano gli apostoli. L'area circostante nasconde sicuramente ulteriori tracce del passato paleocristiano, risultando nel contempo di non agevole indagine, in quanto nel tempo numerosi sono gli edifici costruiti in zona, tali così da averla coperta quasi integralmente.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Brusemini-Colognesi-Marotto
  • Villa Emo, Cavallari
  • Villa Grassi, Baroni
  • Villa Tretti
  • Villa Papadopoli
  • Villa Mecenati (sede del Conservatorio "A.Buzzolla")
  • Palazzo Bocchi (sede della Fondazione Scolastica "Dr. Nob. Carlo Bocchi")
  • Palazzo Casellati
  • Palazzo del Vescovado
  • Palazzo Tassoni (Sede municipale)

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Facciata del Teatro Comunale del Popolo di Adria
  • Teatro Comunale del Popolo (già "del Littorio"): sorge prospiciente il ramo cittadino del Canalbianco, in linea con i canoni della scuola architettonica degli anni trenta, e tuttora molto attivo, realizzato su progetto dell'architetto G.B. Scarpari, ed inaugurato il 24 settembre 1935 con Mefistofele di Arrigo Boito, diretto da Tullio Serafin (Interpreti furono per l'occasione Tancredi Pasero, Giovanni Malipiero, Rosetta Pampanini, Giulietta Simionato, Lamberto Bergamini, Sara Scuderi e Serafina Di Leo.

Altro[modifica | modifica sorgente]

La pietra miliare conservata nel Museo archeologico nazionale di Adria.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Adria è il secondo comune più popolato della provincia. Come si può notare dal grafico, la città contava sino al 1951 oltre 34000 abitanti, poi, dopo l'alluvione nel novembre di quell'anno, parte della popolazione si spostò verso le zone più interne del Polesine non colpite dall'alluvione, oppure emigrò prevalentemente nei distretti industriali della Lombardia e del Piemonte. Numerosi furono anche gli adriesi che scelsero Paesi stranieri, come il Canada e l'Australia. È però da evidenziare che l'aumento del numero anagrafico dei residenti, molto evidente nella prima metà del Novecento, dev'essere letto alla luce delle soppressioni e degli accorpamenti amministrativi degli anni "20" (ex Comuni di Bottrighe e Ca' Emo, mentre Bellombra fu Comune autonomo solo per circa due anni).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo archeologico nazionale di Adria: il nucleo originario di quanto attualmente esposto nel Museo di Adria, proviene dal reperti collezionati negli anni da alcuni membri della famiglia Bocchi, a partire a fine 700, ed in particolare da Francesco Girolamo Bocchi. Sono attualmente conservati importanti reperti di epoca etrusca e romana, testimonianza del fiorente commercio portuale che aveva la città situata sul mare e nelle vicinanze di uno dei principali rami del Po. Da segnalare la presenza di numerosi oggetti di vetro provenienti sia dai vicini insediamenti che di importazione orientale, e di perticolare interesse risulta una biga in ferro ritrovata insieme agli scheletri di tre cavalli nella tomba di un guerriero celtico del IV secolo a.C.

Il Museo ospita una sezione dedicata ai reperti di epoca etrusca e romana rinvenuti nella località San Basilio in Comune di Ariano nel Polesine. Il Museo Nazionale di Adria è sede di esposizioni e convegni di rilevanza internazionale.

  • Biblioteca Comunale: in precedenza ubicata presso il Palazzo donato al Comune dalla Famiglia Cordella, è stata ricollocata recentemente nel Palazzo "Luigi Groto", sito in piazza Bocchi; assicura la possibilità di effettuare valide ricerche in molteplici ambiti, e raccoglie documenti sulla comunità adriese a partire dal X sec. oltre a numerosi lasciti da parte di privati.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Conservatorio Statale di Musica "Antonio Buzzolla": tra le istituzioni culturali ricopre un ruolo eminente. È stato diretto ed ha formato illustri musicisti, e promuove con buoni esiti numerose iniziative, anche in collaborazione con altre istituzioni culturali, italiane ed estere.

Originariamente era collocato presso un edificio donato al Comune dalla famiglia Goffrè, attualmente destinato a Biblioteca Comunale; poi, dal 1977 ad oggi, ha sede in Villa Mecenati, di proprietà dell'omonima Fondazione assieme ad altri beni lasciati alla città di Adria, per lo studio e la valorizzazione delle arti musicali.

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Fondazione Scolastica "Carlo Bocchi": Ente non commerciale, fondato nell'anno 1874, eroga contributi alle scuole della città e conferisce borse di studio ai migliori studenti delle scuole superiori.

I numerosi istituti scolastici presenti, inoltre, conferiscono alla città un ruolo di riferimento per gli studenti del medio e basso Polesine.

Persone legate ad Adria[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista imprenditoriale, ha inventato la "Ciabatta Polesana" poi "Ciabatta Italia", nonché lo "zoccoletto", pani ad oggi famosi e prodotti in tutto il mondo.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il Comune fa parte della zona climatica E.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Bottrighe, Bellombra, Fasana, Ca' Emo, già Comuni autonomi, seppur per brevi stagioni, ed aggregati ad Adria a seguito delle riforme amministrative susseguitesi dall'unità d'Italia agli anni 1920-30;
  • Baricetta, Valliera.
  • Mazzorno Sinistro: si affaccia sul fiume Po; vi è un'antica chiesa recentemente restaurata e valorizzata;
  • Cavanella Po: in anni passati era attivo un importante zuccherificio, del quale però oggi non restano che alcuni fatiscenti residui murali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Adria è lambita dalla SS 309 Romea, è raggiunta dalla SR 443 per Rovigo, la SR 516 Piovese per Padova, la SP 45 per Rosolina, e la SR 495 per Ariano nel Polesine.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il sistema del trasporto pubblico della città è servito da una linea extraurbana gestita da Busitalia che la collega con il capoluogo Rovigo e con le principali località sulla direttiva ovest-est verso il delta del Po e nord-sud verso la provincia di Venezia e di Ferrara; inoltre vi sono dei collegamenti con Cavarzere gestiti dall'Actv.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Adria, Stazione di Baricetta e Stazione di Cavanella Po.

Ad Adria è presente una stazione ferroviaria a 5 binari collegata alle linee ferroviarie non elettrificate Rovigo-Chioggia e Adria-Mestre, inoltre ci si può recare a Verona e a Schio (Vi).

L'automotrice ALn 663.905 SI, nella vecchia livrea della Sistemi Territoriali, in sosta sul binario 2 del piazzale della stazione di Adria.
L'automotrice ALn 663.908 SI della Sistemi Territoriali in sosta alla stazione di Adria

Trasporto fluviale[modifica | modifica sorgente]

In città è presente un porto turistico, ed ospita la "Cantiere Navale Vittoria SpA" gestito dalla famiglia Duò, un'attività cantieristica di altissimo rilievo, specializzata dal 1927 nella costruzione di: navi da carico, draghe, rimorchiatori, motopescherecci, imbarcazioni militari, pattugliatori veloci ed imbarcazioni per interventi anti incendio e S.A.R.

Il Comune di Adria, confina a sud con il fiume Po, ed è attraversato da ovest ad est dal "Tartaro - Canal Bianco - Po di Levante" entrambi navigabili. Il Canal Bianco è un canale artificiale, tratto intermedio del Tartaro-Canalbianco-Po di Levante, via navigabile lunga 135 km che collega Mantova con il mare, attraversando tutta la provincia di Rovigo. Il tratto iniziale, della lunghezza di 52 km, è naturale e prende il nome di "Tartaro"; il tratto intermedio, lungo 78 km, è il canale artificiale che prende il nome di "Canalbianco" e arriva fino alla conca di Volta Grimana, il tratto finale, di 17 km, arriva fino alla foce e prende il nome di "Po di Levante". La lunghezza totale del fiume dalle sorgenti al mare è di 147 km. Il Canal bianco infine, si collega alla linea navigabile "Po-Brondolo" che dalla laguna di Chioggia permette di raggiungere Venezia. Attualmente si sta concludendo l'adeguamento dell'intera asta navigabile, permettendo così il passaggio di bettoline "Classe V Europea". A corredo di questi imponenti lavori, è già attivo l'interporto di Rovigo, area di scambio per il trasporto fluviale-gomma-ferro, che si propone in virtù della sua equidistanza tra Padova e Ferrara, l'adiacenza alla S.S. Transpolesana ed autostrada A13.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Facilmente raggiungibili da Adria, grazie ai treni e alle autostrade sono gli aeroporti di Bologna, Venezia e di Verona.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Ballotta Aurelio (PSI), Zen Cesare(CLN-PRI), Tugnolo Sante(PSI), Cester Guido (DC), (Commissario Straordinario) Badio Mario Leo (DC), Rossi Renzo (DC), Cavallari Valerio (PSI), Grotto Franco (PSI), Spinello Gino Sandro (PDS-DS-DC-PD), Lodo Antonio (indip.), Barbujani Massimo detto Bobo (Lista Civica - Centro Destra), Carmine Fruncillo Vice Prefetto Vicario (Commissario Straordinario), Barbujani Massimo detto Bobo (Lista Civica - Centro Destra)

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è lU.S.D. Adriese 1906, che milita nel girone A del campionato di Eccellenza. Le altre tre squadre di calcio della città sono: lA.C. San Vigilio Adria, lASD Baricetta Calcio e lASD Ca' Emo Calcio che militano rispettivamente in Seconda Categoria la prima e in Terza Categoria le seconde.

Nella frazione di Cavanella Po è presente un importante circuito automobilistico internazionale, l'autodromo: Adria International Raceway.

Inoltre per anni la cittadina è stata sede organizzatrice prima del "Rally del Pane", poi del "Rally città di Adria".

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Lorenzo Braccesi, Grecità adriatica, edito da L'Erma di Bretschneider, 2001 (la citazione è consultabile su Google ricerca libri a pagina 12)
  4. ^ Napoleone pretese la rinuncia al titolo di Sacro Romano Impero.
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.
  • AA.VV. Guida Turistico Stradale del Parco Regionale Veneto del Delta del Po - Lugo (RA), 2006.
  • AAVV, Enciclopedia del Polesine. Il Basso Polesine: Atlante polesano del Delta del Po - Rovigo, 2007.
  • Rondina Aldo, L'ultimo Interdetto (Nel contesto religioso e civile del Polesine fra '800 e '900), Apogeo editore, Adria, 2007, ISBN 978-88-88786-38-4
  • Carlo Silvestri, Istorica e geografica descrizione delle antiche paludi adriane ora chiamate Laguna di Venezia, Bologna, Forni, 1973, ristampa di un più antico volume intitolato Istorica e geografica descrizione delle antiche paludi adriane ora chiamate Laguna di Venezia e del corso di que' fiumi che in varj tempi hanno contribuito al loro interramento, con le principali notizie dell'antichissime città di Adria e Gavello, editore Domenico Occhi, in Venezia, 1736.
  • Sparapan Gianni, Adria Partigiana, Ediz. Minelliana, Rovigo, 1986

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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