Adria
| Adria comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Massimo Barbujani (centrodestra) dal 30/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°3′0″N 12°3′0″E / 45.05°N 12.05°ECoordinate: 45°3′0″N 12°3′0″E / 45.05°N 12.05°E | ||||
| Altitudine | 4 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 113,51 km² | ||||
| Abitanti | 20 363[1] (01-09-2011) | ||||
| Densità | 179,39 ab./km² | ||||
| Frazioni | Baricetta, Bellombra, Bottrighe, Ca' Emo, Cavanella Po, Fasana, Mazzorno, Valliera | ||||
| Comuni confinanti | Cavarzere (VE), Ceregnano, Corbola, Gavello, Loreo, Papozze, Pettorazza Grimani, San Martino di Venezze, Taglio di Po, Villadose, Villanova Marchesana | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 45011 | ||||
| Prefisso | 0426 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 029001 | ||||
| Cod. catastale | A059 | ||||
| Targa | RO | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 466 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | adriesi | ||||
| Patrono | san Bellino | ||||
| Giorno festivo | 26 novembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Adria nella provincia di Rovigo |
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| Sito istituzionale | |||||
Adria (Adria in veneto) è un comune italiano di 20.363 abitanti della provincia di Rovigo nel Veneto.
È il secondo comune più popolato della provincia.
Nell'ambito della Chiesa cattolica, Adria è sede della cattedrale della diocesi di Adria-Rovigo (nome così mutato il 30 settembre 1986 a seguito di una riorganizzazione delle diocesi italiane).
Indice |
[modifica] Storia
Le prime tracce di un insediamento nella zona dell'attuale città di Adria (anticamente Hatria o Atria), risalgono al periodo tra il X ed il VI secolo a.C., quando i Veneti costruirono palafitte sul terreno paludoso che, all'epoca, si affacciava sul mare.
Altrettanto antica è la frequentazione greca del delta del Po (XII-XI secolo a.C.). La serie di lagune presenti anticamente lungo tutta la costa settentrionale, dalle foci del Po fino a Grado, rendeva sicura la navigazione delle navi. L'interesse dei greci era dato dal fatto che nel Delta del Po veniva commerciata l'ambra che proveniva dal Baltico, di qualità pregiata.
All'inizio del VI secolo a.C. Adria era un semplice insediamento etrusco posto sul Mincio, che all'epoca sfociava nel mare e seguiva quello che oggi è il corso del Canal Bianco, allora chiamato Po di Adria. I greci, che rivendevano l'ambra in tutto il Mediterraneo, vi fondarono un emporion, per gestirne direttamente l'importazione. Adria divenne così famosa da dare il suo nome prima al ramo del Po su cui sorgeva, indi al golfo tra la foce del Po e l'Istria (Adrias Kolpos) e poi all'intero mare fino al Golfo Jonio (che per i greci si chiamava Ionios Kolpos).
Per la sua posizione strategica, Adria venne rifondata nel 385 a.C. come colonia della potente Siracusa, nel quadro dell'espansione commerciale in Adriatico promossa dal tiranno siracusano Dionisio il grande. Le nuove colonie sorsero ad opera degli avversari politici del tiranno, che vi stabilirono il regime democratico che era stato cancellato nella madrepatria. Insieme ad Adria vennero fondate Ancona e Issa.
Divenne poi preda dei Galli, alleati della città greca.
Il progressivo interramento del delta del Po dalla Rotta di Sermide (VIII secolo a.C.), che modificò il corso del Po che allora arrivava fino all'attuale Ficarolo e poi piegava verso sud, allontanò la città dal mare rendendo sempre più problematica la prosecuzione dell'attività portuale.
Al passaggio delle invasioni barbariche, il porto di Adria aveva già perso la gran parte della sua importanza, ma assunse il nuovo ruolo di importante bastione militare, all'interno dei territori amministrati dalla Chiesa di Roma. Il definitivo declino del porto di Adria avvenne in seguito alla rotta della Cucca del 589, che sconvolse l'intera idrografia del territorio circostante.
Tra il VII e l'VIII secolo Adria divenne un feudo vescovile indipendente da quello di Ravenna. Dopo una parentesi in forma di comune, divenne un possedimento estense e tale rimase anche di fronte all'espansione della Repubblica di Venezia.
Solo nel XVI secolo Venezia ne assunse il controllo, quando ormai era poco più di un villaggio in mezzo a una palude malarica.
Quando nel Seicento iniziò l'opera di bonifica della valle polesana, Adria cominciò ad assumere nuovamente importanza.
L'invasione di Napoleone Bonaparte del 1796 portò tra l'altro Adria a far parte del Distretto di Padova.
Con il trattato di Campoformio del 1797 fece parte dell'Impero austriaco[3] in seguito agli accordi di pace stipulati con Napoleone con lo scioglimento della prima coalizione antifrancese.
Con un decreto del 27.2.1798 gli austriaci restituirono i diritti in precedenza avuti dalla Serenissima e istituirono la Provincia di Adria.
Dopo la vittoria di Marengo del 14 giugno 1800 i francesi tornarono. Dal 1802 al 1813 entrò a far parte della Repubblica Italiana, trasformata nel 1805 in Regno d'Italia, amministrativamente incorporata nel Dipartimento dell'Adriatico con capoluogo Venezia. L'invasione napoleonica non venne accolta positivamente; maggior favore incontrarono gli Asburgo quando conquistarono il Veneto.
Sconfitto Napoleone, in conseguenza della restaurazione operata dal Congresso di Vienna, Adria dal 1815 fu inclusa nel regno Lombardo Veneto, sotto la Prefettura di Rovigo. Gli austriaci, pur non essendo sempre benvoluti dai veneti, migliorarono notevolmente le infrastrutture e la qualità delle città, Adria inclusa, ma spesso sostituirono nelle posizioni gestionali di importanza i veneti con amministratori austriaci.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Cattedrale Nuova dei Santi Pietro e Paolo
| Per approfondire, vedi la voce Duomo di Adria. |
L'edificio sacro è da sempre sede della cattedra della diocesi di Adria-Rovigo. Tuttavia il Vescovo risiede a Rovigo, dove si trova la concattedrale di Santo Stefano.
[modifica] Chiesa di Santa Maria Assunta della Tomba
Venne modificata più volte nel tempo fino ad assumere l'attuale aspetto nel 1718 ed il cui nome sembra provenire dalla vicinanza di una tomba romana e citata in antichi documenti ritrovati con ad tumbam (latino vicino alla tomba). La tradizione popolare vuole che il vecchio campanile, abbattuto nel 1928 per far posto a quello odierno, sorgesse su un faro di segnalazione dell'antico porto romano, deducibile dalla presenza della lapide risalente al III secolo murata sullo zoccolo. All'interno è conservata una fonte battesimale di forma ottagonale, risalente al VII o VIII secolo, sulla quale è inciso il nome del 3º vescovo, vescovo Bono, il terzo della diocesi di Adria. Oltre a dipinti del XV e XVI secolo, nella cappella è presente un altorilievo in terracotta raffigurante una Dormitio Virginis ed attribuito a Michele da Firenze.
[modifica] Cattedrale Vecchia di San Giovanni
Risale al XI sec. c.a, e si eleva a destra dell'edificio della nuova Cattedrale. Il suo attuale orientamento con abside ad ovest, risulta capovolto rispetto all'originale, in seguito alla costruzione al suo ridosso dell'edificio della Cattedrale nuova, dal cui interno sulla destra vi si accede. Sul lato sud si apre verso Piazzetta Campanile, mentre sulla zona retrostante fu edificata negli anni 30 c.a una pregevole e suggestiva riproduzione della Grotta di Lourdes. All'interno della vecchia Cattedrale si ritrova un bassorilievo in gesso riproducente il battesimo di Gesù e i medaglioni degli evangelisti, tutti realizzati del Samoggia. Interessante è la serie dei nomi (cronotassi) dei Vescovi di Adria, con i rispettivi stemmi, disposti longo il perimetro interno delle mura laterali. Sotto la Cattedrale Vecchia di San Giovanni, l'alto Medioevo ha lasciato un significativo segno della presenza cristiana in città, con i resti ancora visibili di ad una cripta di forma semicircolare, per alcuni risalente al V-VI sec., con affreschi pittorici di chiaro stile bizantino, che rappresentano gli apostoli. L'area circostante nasconde sicuramente ulteriori tracce del passato paleocristiano, risultando nel contempo di non agevole indagine, in quanto nel tempo numerosi sono gli edifici costruiti in zona, tali così da averla coperta quasi integralmente.
[modifica] Architetture civili
- Villa Brusemini-Colognesi-Marotto
- Villa Emo, Cavallari
- Villa Grassi, Baroni
- Villa Tretti
- Villa Papadopoli
- Villa Mecenati (sede del Conservatorio "A.Buzzolla")
- Palazzo Bocchi (sede della Fondazione Scolastica "Dr. Nob. Carlo Bocchi")
- Palazzo Casellati
- Palazzo del Vescovado
- Palazzo Tassoni (Sede municipale)
[modifica] Teatri
- Teatro Comunale del Popolo (già "del Littorio"): sorge prospiciente il ramo cittadino del Canalbianco, in linea con i canoni della scuola architettonica degli anni trenta, e tuttora molto attivo, realizzato su progetto dell'architetto G.B. Scarpari, ed inaugurato il 24 settembre 1935 con Mefistofele di Arrigo Boito, diretto da Tullio Serafin (Interpreti furono per l'occasione Tancredi Pasero, Giovanni Malipiero, Rosetta Pampanini, Giulietta Simionato, Lamberto Bergamini, Sara Scuderi e Serafina Di Leo.
[modifica] Altro
- Pietra miliare romana riferita alla Via Popilia-Annia fatta realizzare dal console Publius Poppilius Laenas nel 132 a.C., rinvenuta nei pressi della Chiesa di Santa Maria Assunta della Tomba ed attualmente conservata nella struttura del Museo Archeologico Nazionale.
- Monumento dedicato ad Alberto Maddalena.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti
Adria è il secondo comune più popolato della provincia. Come si può notare dal grafico, la città contava sino al 1951 oltre 34000 abitanti, poi, dopo l'alluvione nel novembre di quell'anno, parte della popolazione si spostò verso le zone più interne del Polesine non colpite dall'alluvione, oppure emigrò prevalentemente nei distretti industriali della Lombardia e del Piemonte. Numerosi furono anche gli adriesi che scelsero Paesi stranieri, come il Canada e l'Australia. È però da evidenziare che l'aumento del numero anagrafico dei residenti, molto evidente nella prima metà del '900, dev'essere letto alla luce delle soppressioni e degli accorpamenti amministrativi degli anni "20" (ex Comuni di Bottrighe e Ca' Emo, mentre Bellombra fu Comune autonomo solo per circa due anni).
[modifica] Cultura
[modifica] Musei
- Museo Archeologico Nazionale di Adria: il nucleo originario di quanto attualmente esposto nel Museo di Adria, proviene dal reperti collezionati negli anni da alcuni membri della famiglia Bocchi, a partire a fine 700, ed in particolare da Francesco Girolamo Bocchi. Sono attualmente conservati importanti reperti di epoca etrusca e romana, testimonianza del fiorente commercio portuale che aveva la città situata sul mare e nelle vicinanze di uno dei principali rami del Po. Da segnalare la presenza di numerosi oggetti di vetro provenienti sia dai vicini insediamenti che di importazione orientale, e di perticolare interesse risulta una biga in ferro ritrovata insieme agli scheletri di tre cavalli nella tomba di un guerriero celtico del IV secolo a.C.
Il Museo ospita una sezione dedicata ai reperti di epoca etrusca e romana rinvenuti nella località San Basilio in Comune di Ariano nel Polesine. Il Museo Nazionale di Adria è sede di esposizioni e convegni di rilevanza internazionale.
- Biblioteca Comunale: in precedenza ubicata presso il Palazzo donato al Comune dalla Famiglia Cordella, è stata ricollocata recentemente nel Palazzo "Luigi Groto", sito in piazza Bocchi; assicura la possibilità di effettuare valide ricerche in molteplici ambiti,e raccoglie documenti sulla comunità adriese a partire dal X sec. oltre a numerosi lasciti da parte di privati.
[modifica] Scuole
- Conservatorio Statale di Musica "Antonio Buzzolla": tra le istituzioni culturali ricopre un ruolo eminente. È stato diretto ed ha formato illustri musicisti, e promuove con buoni esiti numerose iniziative, anche in collaborazione con altre istituzioni culturali, italiane ed estere.
Originariamente era collocato presso un edificio donato al Comune dalla famiglia Goffrè,attualmente destinato a Biblioteca Comunale; poi, dal 1977 ad oggi, ha sede in Villa Mecenati, di proprietà dell'omonima Fondazione assieme ad altri beni lasciati alla città di Adria, per lo studio e la valorizzazione delle arti musicali.
[modifica] Altro
- Fondazione Scolastica "Dr. Nob. Carlo Bocchi": Ente pubblico non economico, fondato nell'anno 1874, eroga contributi alle scuole della città e conferisce borse di studio ai migliori studenti delle scuole superiori.
I numerosi istituti scolastici presenti, inoltre, conferiscono alla città un ruolo di riferimento per gli studenti del medio e basso Polesine.
[modifica] Personalità legate ad Adria
- Guido Barbujani, genetista e scrittore
- Angelo Bellettato, poeta ed editore (1941-2004)
- Gino Casellati, ingegnere, musicista.
- Luigi Groto o Grotto, chiamato il Cieco di Adria, scrittore e poeta.
- Carlo Checchinato, rugbysta
- Umberto Maddalena, aviatore (Bottrighe, Adria 1894-Marina di Pisa 1931)
- Tommaso Marani, garibaldino
- Giovanni Marinelli, politico(Adria, 18 ottobre 1879 – Verona, 11 gennaio 1944)
- Mons. Livio Melina, presbitero e teologo italiano (Adria, 18 agosto 1952)
- Lina Merlin (Pozzonovo, 15 ottobre 1887 – Padova, 16 agosto 1979), senatrice della Repubblica eletta nel Collegio Senatoriale di Adria.
- Francesco Ortore, militante socialista
- Lamberto Pietropoli, compositore e direttore di coro
- Nello Santi, musicista, direttore d'orchesta.
- Carlo Tiengo, (1892-1945) Prefetto e Ministro.
- Mario Tiengo, (1922-2010) medico, docente universitario, pioniere in Italia della terapia del dolore.
- Sante Tugnolo, (Adria 17.03.1929) Sindaco dell'Alluvione-(1951).
- Gaetano Zen (23 febbraio 1822 - 28 maggio 1867), garibaldino e dottore in medicina.
- Carlo Sgobbi, calciatore.
- Florindo Andreolli,Cantante Lirico, Tenore
[modifica] Geografia antropica
Il Comune fa parte della zona climatica E.
[modifica] Frazioni
- Bottrighe, Bellombra, Fasana, Ca' Emo, già Comuni autonomi, seppur per brevi stagioni, ed aggregati ad Adria a seguito delle riforme amministrative susseguitesi dall'unità d'Italia agli anni 20-30;
- Baricetta, Valliera.
- Mazzorno Sinistro: si affaccia sul fiume Po; vi è un'antica chiesa recentemente restaurata e valorizzata;
- Cavanella Po: in anni passati era attivo un importante zuccherificio, del quale però oggi non restano che alcuni fatiscenti residui murali.
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
Adria è lambita dalla SS 309 Romea, è raggiunta dalla SR 443 per Rovigo, la SR 516 Piovese per Padova, la SP 45 per Rosolina, e la SR 495 per Ariano nel Polesine.
[modifica] Mobilità urbana
Il sistema del trasporto pubblico della città è servito da una linea extraurbana gestita dalla SITA che la collega con il capoluogo Rovigo e con le principali località sulla direttiva ovest-est verso il delta del Po e nord-sud verso la provincia di Venezia e di Ferrara.
[modifica] Ferrovie
| Per approfondire, vedi la voce Stazione di Adria. |
Ad Adria è presente una stazione ferroviaria a 5 binari collegata alle linee ferroviarie non elettrificate Rovigo-Chioggia e Adria-Mestre, inoltre si può recarsi anche a Verona e a Schio (Vi).
- Ferrovia Rovigo-Chioggia: Il traffico passeggeri è gestito in consorzio da Trenitalia e dalla Sistemi Territoriali. I treni, classificati come regionali, hanno una cadenza di ogni ora.
- Ferrovia Adria-Mestre: Il traffico passeggeri è gestito dalla Sistemi Territoriali. I treni, classificati come regionali, hanno una cadenza di circa ogni ora e mezza.
[modifica] Trasporto fluviale
In città è presente un porto turistico ed un'attività cantieristica di rilievo.
[modifica] Aeroporti
Facilmente raggiungibili da Adria, grazie ai treni e alle autostrade sono gli aeroporti di Bologna, Venezia e di Verona.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Massimo Barbujani (centrodestra) dal 30/05/2011
[modifica] Amministrazioni precedenti
Ballotta Aurelio (PSI), Zen Cesare(CLN-PRI), Tugnolo Sante(PSI), Cester Guido (DC), Badio Mario Leo (DC), Rossi Renzo (DC), Cavallari Valerio (PSI), Grotto Franco (PSI), Spinello Gino Sandro (PDS-DS-PD), Lodo Antonio (indip.), Barbujani Massimo detto Bobo (Lista Civica - Centro Destra), Carmine Fruncillo (Commissario Straordinario), Barbujani Massimo detto Bobo (Lista Civica - Centro Destra)
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Sport
La società sportiva più importante è indubbiamente l'Unione Sportiva Adriese 1906, società calcistica che milita nel Campionato di Eccellenza, nel girone B. Altre società del comune sono lA.C. San Vigilio Adria e lA.C. Bottrighe CMP che militano in Seconda categoria.
Nella frazione di Cavanella Po è presente un importante circuito automobilistico internazionale, l'autodromo: Adria International Raceway.
Inoltre per anni la cittadina è stata sede organizzatrice del Rally del Pane.
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Napoleone pretese la rinuncia al titolo di Sacro Romano Impero.
[modifica] Bibliografia
- AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000. ISBN 88-476-0006-5
- Gianni Sparapan Adria Partigiana Ed. Minelliana - Rovigo - 1986
- autori vari. Guida Turistico Stradale del Parco Regionale Veneto del Delta del Po - Lugo (RA), 2006.
- AAVV, Enciclopedia del Polesine. Il Basso Polesine: Atlante polesano del Delta del Po - Rovigo, 2007.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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