Diocesi di Adria-Rovigo

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Diocesi di Adria-Rovigo
Dioecesis Adriensis-Rhodigiensis
Chiesa latina
Duomoadria.jpg
Suffraganea del patriarcato di Venezia
Regione ecclesiastica Triveneto
Vescovo Lucio Soravito De Franceschi
Sacerdoti 169 di cui 138 secolari e 31 regolari
1.195 battezzati per sacerdote
Religiosi 48 uomini, 185 donne
Abitanti 204.179
Battezzati 202.069 (99,0% del totale)
Superficie 1.193 km² in Italia
Parrocchie 109 (13 vicariati)
Eretta VII secolo
Rito romano
Cattedrale Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo
Indirizzo Via Giacomo Sichirollo 18, 45100 Rovigo, Italia
Sito web www.diocesi.rovigo.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 riferiti al 2006 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Adria-Rovigo (in latino: Dioecesis Adriensis-Rhodigiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea del patriarcato di Venezia appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2006 contava 200.128 battezzati su 202.878 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Lucio Soravito De Franceschi.

Indice

[modifica] Territorio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Parrocchie della Diocesi di Adria-Rovigo.

La diocesi comprende i territori di tutti i 44 comuni dell'alto e medio Polesine, ad eccezione dei territori di Ca' Emo, Fasana Polesine, Mazzorno Sinistro e Cavanella Po, frazioni di Adria, e di Villa d'Adige, frazione di Badia Polesine; include la frazione Lusia del comune di Barbona, in provincia di Padova.[1]

Il palazzo vescovile di Adria.

Sede vescovile è la città di Rovigo, dove si trova la concattedrale di Santo Stefano papa. Ad Adria sorgono la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo e l'adiacente cattedrale vecchia di San Giovanni.

Il territorio è suddiviso in 13 vicariati e 109 parrocchie.

[modifica] Storia

Non è possibile determinare la data di fondazione della diocesi di Adria, la tradizione pone come fondatore sant'Apollinare, vescovo di Ravenna alla fine del II secolo, ma anche se l'influenza dell'esarcato di Ravenna sulla diocesi di Adria è certa nessun documento conferma questa tradizione. Per lungo tempo si è considerato autentico il privilegio di Valentiniano III (419-455) che dichiarava Giovanni Angeloptes metropolita di Ravenna concedendogli la giurisdizione di 14 chiese suffraganee tra le quali Adria. Cesare Baronio nel suo Annales ad annum 432 dimostrò che il documento era falso ed era stato composto tra il VII e l'VIII secolo.

Gli atti del Concilio Lateranense svoltosi nel 649 indetto da papa Martino I, sono il primo documento certo in cui si parla della diocesi di Adria. Infatti nell'elenco dei vescovi partecipanti è nominato: Gallinostius Hadrianensis Episcopus.

Nell'iscrizione posta sulla fonte battesimale di Santa Maria della Tomba ad Adria, risalente al VII o VIII secolo, c'è il nome del terzo vescovo, Bono, mentre nel battistero di San Giovanni c'era una iscrizione, posta ora sull'architrave della porta di sinistra della facciata di Santa Maria della Tomba, nella quale è nominato il quarto vescovo, Giovanni I. Da questo momento le notizie sui vescovi e sulla diocesi di Adria si basano su documenti sicuri.

Il 14 marzo 863 papa Niccolò III, affidando un diploma al vescovo Leone, in pratica aggiunse il potere temporale alla giurisdizione spirituale sulla diocesi, dando inizio a quello che alcuni storici chiamano il Feudo vescovile. Inizialmente furono concessi dei poteri sulla contea di Gavello, a cui seguirono altri beni ed altre terre.

Nel 920 il vescovo Paolo lasciò Adria a causa delle pressioni delle popolazioni barbariche da nord e delle continue alluvioni per trasferirsi a Rovigo, papa Giovanni X con una bolla gli concesse in feudo la Curtem Bonevigo quae vocatur Rodige. Per lungo tempo si è discusso se questo documento abbia o meno trasferito la sede da Adria a Rovigo. Attorno al 1200 con l'avvento degli Estensi la diocesi perse gli ultimi possedimenti temporali. Dopo gli estensi seguiranno via via i Carraresi, i Veneziani, i francesi e gli austriaci prima dell'annessione all'Italia.

A livello territoriale nel corso dei secoli la diocesi ha subito notevoli variazioni dei suoi confini. Il 7 settembre 1792, dopo la soppressione dell'Abbazia della Vangadizza, il senato veneto aggregò alla diocesi 12 parrocchie corrispondenti alle località di Badia (S. Giovanni), Baruchella, Salvaterra, Crocetta, Villafora, Rasa, Barbuglio, Saguedo, Cavazzana, San Martino di Venezze, Borsea e Fratta.

Papa Pio VII con due bolle, De salute dominici gregis del 1º maggio 1818 e Cum non gravibus del 9 marzo 1819, modificò di nuovo il territorio diocesano. Le parrocchie di Crespino e Sant'Apollinare passarono dalla giurisdizione di Ravenna a quella di Adria, mentre quelle di Cornacervina, Rero con Finale, Guarda Ferrarese, Ro, Ruina, Zocca, Serravalle e Mesola, passarono all'arcidiocesi di Ferrara, in cambio da questa passarono alla diocesi di Adria Melara, Bergantino, Bariano con San Pietro (oggi Castelnovo Bariano e San Pietro Polesine), Massa Superiore (oggi Castelmassa), Ceneselli, Calto, Ficarolo, Gaiba, Stienta, Gurzone, Santa Maria Maddalena, Canaro, Fiesso, Trecenta, Pissatola, Sariano, Salara, Bagnolo, Zelo, Occhiobello e Barbona fu associata alla diocesi di Padova. Dopo queste modifiche la diocesi contava 150.000 abitanti e 78 parrocchie.

Il 7 luglio 1909 con il decreto Ea semper fuit della Sacra Congregazione Concistoriale la Curia vescovile fu traslata da Adria a Rovigo. A seguito di questo trasferimento il popolo di Adria aggredì il vescovo Tommaso Pio Boggiani e contro la città di Adria fu scagliato un interdetto di quindici giorni.

Il 30 settembre 1986 ha assunto l'attuale denominazione e il duomo di Rovigo è stato elevato alla dignità di concattedrale.

[modifica] Cronotassi dei vescovi

[modifica] Statistiche

La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 204.179 persone contava 202.069 battezzati, corrispondenti al 99,0% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per
sacerdote
uomini donne
1950 269.000 270.000 99,6 231 195 36 1.164 50 578 98
1959 251.540 251.569 100,0 212 181 31 1.186 40 785 106
1969 205.968 206.142 99,9 232 210 22 887 46 763 99
1980 207.400 207.600 99,9 240 206 34 864 1 58 484 112
1990 200.151 200.975 99,6 203 173 30 985 1 38 417 109
1999 199.983 201.745 99,1 183 156 27 1.092 40 316 109
2000 199.983 201.745 99,1 186 158 28 1.075 42 296 109
2001 199.990 202.172 98,9 182 154 28 1.098 42 258 109
2002 199.990 202.172 98,9 177 149 28 1.129 42 253 109
2003 200.128 202.864 98,7 175 147 28 1.143 44 195 109
2004 200.128 202.878 98,6 176 145 31 1.137 48 190 109
2006 202.069 204.179 99,0 169 138 31 1.195 48 185 109

[modifica] Note

  1. ^ Gabrielli, op. cit.
  2. ^ È incerto se fosse frate minore o appartenesse agli Umiliati
  3. ^ GigaCatholic Information segna 31 ottobre 1908 - 9 gennaio 1912 come date di inizio e fine.

[modifica] Bibliografia

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