Antipapa Alessandro V
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Alessandro V, nato Pietro Filargo e detto anche Pietro di Candia (Neapoli di Creta, ca. 1339 – Bologna, 3 maggio 1410), è stato un vescovo cattolico greco, venne eletto papa il 26 giugno 1409 dal Concilio di Pisa. Se Alessandro V fu un papa o un antipapa rimane materia di dibattito. Fino a tempi recenti era compreso nella lista dei papi. Inoltre, il papa successivo che prese il nome di Alessandro, venne numerato come VI (Alessandro VI), segno che il nostro era riconosciuto come papa legittimo. Non così invece per l'altro papa dell'obbedienza pisana, Giovanni XXIII.
[modifica] Biografia
Nacque a Neapoli di Creta (secondo fonti incerte sarebbe nato a Candia), da genitori ignoti (una antica epigrafe dipinta nell'atrio della sacrestia della Basilica di San Giulio di Orta lo collega alla famiglia dei Conti signori di Crusinallo) ed entrò nell'Ordine Francescano. Le sue capacità erano tali che venne mandato a studiare nelle università di Oxford e Parigi (Sorbona). Mentre si trovava a Parigi si verificò lo Scisma d'Occidente (1378 - 1417). Filargo era un sostenitore di Papa Urbano V; si stabilì in Lombardia, dove, grazie al favore di Giangaleazzo Visconti, il Duca di Milano, divenne vescovo: prima di Piacenza (1386), quindi di Vicenza (1387), quindi di Novara (1389), e infine arcivescovo di Milano (1402).
Dopo la nomina a cardinale da parte di Papa Innocenzo VII, nel 1405, dedicò tutte le sue energie alla riunificazione della Chiesa, nonostante i due Papi rivali. Fu uno dei promotori del Concilio di Pisa e la sua politica incorse nello sgradimento di Gregorio XII, che tolse a Filargo sia la dignità di arcivescovo che quella di cardinale.
Al Concilio di Pisa (dal 25 marzo 1409) i cardinali riuniti lo scelsero come nuovo Papa, considerando decaduti i due rivali Gregorio XII e Benedetto XIII. Venne incoronato il 26 giugno 1409, con il nome di Alessandro V, diventando in realtà un terzo pontefice rivale.
Durante i dieci mesi del suo regno, il suo scopo fu di ampliare il suo riconoscimento con l'aiuto della Francia, in particolare del Duca Luigi II d'Angiò, al quale conferì l'investitura del Regno di Sicilia, che aveva tolto a Ladislao di Napoli. Alessandro proclamò e promise, più che effettuare, un certo numero di riforme, tra cui l'abbandono dei diritti di "indulgenza" e lo ristabilimento del sistema di elezione canonica nelle cattedrali e nei monasteri principali. Egli concesse inoltre i favori papali con munificenza, cosa di cui beneficiarono in modo particolare gli ordini mendicanti.
La morte lo colse all'improvviso, mentre era con il Cardinale Baldassare Cossa a Bologna, nella notte tra il 3 e il 4 maggio 1410. I suoi resti vennero posti nella chiesa di San Francesco a Bologna. Ci furono voci secondo le quali sarebbe stato avvelenato dal Cossa, che gli successe come Giovanni XXIII.
| Predecessore: | Vescovo di Piacenza | Successore: | |
|---|---|---|---|
| ? | 1386-1387 | ? |
| Predecessore: | Vescovo di Vicenza | Successore: | |
|---|---|---|---|
| ? | 1387-1389 | ? |
| Predecessore: | Vescovo di Novara | Successore: | |
|---|---|---|---|
| ? | 1389-1402 | ? |
| Predecessore: | Arcivescovo di Milano | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Antonio de' Saluzzi | 1402-1410 | Francesco II Crippa |

