Antipapa Alessandro V

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Pietro Filargo O.Min.
cardinale di Santa Romana Chiesa
Antipope Alexander V.jpg
C o a Alexandre V (Pisa).svg
Incarichi ricoperti Vescovo di Piacenza
Vescovo di Brescia
Vescovo di Vicenza
Vescovo di Novara
Arcivescovo di Milano
Cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli
Antipapa della Chiesa cattolica
Nato 1339
Creato cardinale 12 giugno 1405 da papa Innocenzo VII
Deceduto 1410

Alessandro V, nato Pietro Filargo e detto anche Pietro di Candia (Neapoli, 1339 circa – Bologna, 3 maggio 1410), è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano, eletto papa il 26 giugno 1409 dal Concilio di Pisa, ma attualmente considerato un antipapa. Se Alessandro V e Giovanni XXII siano da considerare papi legittimi o antipapi rimane ancora materia di dibattito tra i canonisti. Fino al 1947 Alessandro V era compreso nella lista dei papi: infatti, il papa successivo che prese il nome di Alessandro venne numerato come VI, Alessandro VI (1492-1503), segno che Filargo era riconosciuto come papa legittimo. Invece l'ordinale dell'altro papa dell'obbedienza pisana, Giovanni XXIII, fu poi ripreso da Angelo Roncalli: segno di una mutata sensibilità, maturata soprattutto dopo la proclamazione del dogma dell'infallibilità papale. Alessandro V, con Giovanni XXIII Cossa, per cinque secoli fu riconosciuto come papa a tutti gli effetti; infatti, nella basilica di San Paolo Fuori le Mura vi sono i ritratti di ambedue, tra Gregorio XII (1406-1415), il cui pontificato veniva fatto terminare con la deposizione del 1409, e Martino V (1415-1431).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Monumento sepolcrale del Cardinal Pietro Filargo (Antipapa Alessandro V) nella Basilica di San Francesco a Bologna

Si ritiene comunemente che sia nato a Neapoli di Creta da genitori ignoti, anche se secondo alcune fonti sarebbe nato a Candia Lomellina: il suo stemma e un'antica epigrafe dipinta nell'atrio della sacrestia della Basilica di San Giulio di Orta lo collegano alla famiglia dei Conti signori di Crusinallo, inoltre queste sue origini sarebbero confermate dagli storici Goffredo Casalis[1] e Francesco Bianchini.[2]

Ancora giovane, entrò nell'Ordine francescano. Le sue doti intellettuali erano tali che venne mandato a studiare nelle università di Oxford e di Parigi.

Mentre si trovava a Parigi si verificò lo Scisma d'Occidente (1378 - 1417). Filargo era un sostenitore di papa Urbano VI; si stabilì in Lombardia, dove, grazie al favore di Giangaleazzo Visconti, il Duca di Milano, divenne vescovo: prima di Piacenza (1386), quindi di Brescia (1387), in seguito di Vicenza (23 gennaio 1388), poi ancora di Novara (1389), e infine arcivescovo di Milano (1402).

Dopo la nomina a cardinale da parte di papa Innocenzo VII, nel 1405, dedicò tutte le sue energie alla riunificazione della Chiesa, nonostante i due Papi rivali. Fu uno dei promotori del Concilio di Pisa e la sua politica incorse nella riprovazione di Gregorio XII, che tolse a Filargo sia la dignità di arcivescovo che quella di cardinale.

Al Concilio di Pisa (dal 25 marzo 1409) i cardinali riuniti lo scelsero come nuovo papa il 26 giugno 1409, considerando decaduti i due rivali Gregorio XII e Benedetto XIII. Scelse il nome di Alessandro V. Venne incoronato il 7 luglio 1409, diventando in realtà un terzo pontefice rivale.

Durante i dieci mesi del suo regno, il suo scopo fu di ampliare il suo riconoscimento con l'aiuto della Francia, in particolare del duca Luigi II d'Angiò, al quale conferì l'investitura del Regno di Sicilia, che aveva tolto a Ladislao di Napoli. Alessandro proclamò e promise, più che effettuare, un certo numero di riforme, tra cui l'abbandono dei diritti di "indulgenza" e il ristabilimento del sistema di elezione canonica nelle cattedrali e nei monasteri principali. Egli concesse inoltre i favori papali con munificenza, cosa di cui beneficiarono in modo particolare gli ordini mendicanti.

La morte lo colse all'improvviso, mentre era con il cardinale Baldassare Cossa a Bologna, nella notte tra il 3 e il 4 maggio 1410. I suoi resti vennero posti nella Basilica di San Francesco a Bologna. Ci furono voci, del tutto infondate, secondo le quali sarebbe stato avvelenato dal Cossa, che gli successe come Giovanni XXIII[3].

Nel 1893 papa Leone XIII elargì un rilevante contributo per il restauro della tomba di Alessandro, dato che lo considerava un suo predecessore.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Remigio Ritzler, I cardinali e i papi dei Frati Minori Conventuali, in "Miscellanea francescana", 71 (1971), pp. 43-46

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Goffredo Casalis, Dizionario Geografico Storico-Statistico-Commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna, V vol.
  2. ^ Francesco Bianchini, Le cose rimarchevoli della città di Novara: precedute da un compendio storico.
  3. ^ Armando Petrucci, Alessandro V, antipapa, in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 2 (1960).

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Piacenza Successore BishopCoA PioM.svg
Guglielmo Centuaria 1386-1387 Pietro Maineri
Predecessore Vescovo di Brescia Successore BishopCoA PioM.svg
Andrea Segazeno 1387 - 1388 Tommaso Visconti
Predecessore Vescovo di Vicenza Successore BishopCoA PioM.svg
Nicolò da Verona 1388 - 1389 Giovanni da Castiglione
Predecessore Vescovo di Novara Successore BishopCoA PioM.svg
Oldrado Maineri 1389 - 1402 Giovanni Capogallo
Predecessore Arcivescovo di Milano Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Antonio de' Saluzzi 1402 - 1410 Francesco Crippa
Predecessore Cardinale presbitero dei Santi XII Apostoli Successore Kardinalpallium.png
Fernando Pérez Calvillo 1405 - 1409 Louis de Bar

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