Diocesi di Vicenza

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Diocesi di Vicenza
Dioecesis Vicentina
Chiesa latina
Cattedrale Vicenza 17-04-06.jpg
Suffraganea del patriarcato di Venezia
Regione ecclesiastica Triveneto
Vescovo Beniamino Pizziol
Vicario generale Lodovico Furian
Vescovi emeriti Pietro Giacomo Nonis
Sacerdoti 732 di cui 533 secolari e 199 regolari
1.080 battezzati per sacerdote
Religiosi 261 uomini, 1.825 donne
Diaconi 38 permanenti
Abitanti 855.608
Battezzati 790.848 (92,4% del totale)
Superficie 2.200 km² in Italia
Parrocchie 354 (22 vicariati)
Erezione VI secolo[1]
Rito romano
Cattedrale Santa Maria Annunciata
Santi patroni Madonna di Monte Berico
San Vincenzo
San Gaetano
Indirizzo Piazza Duomo 10, 36100 Vicenza, Italia C.P. 833
Sito web www.vicenza.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Vicenza (in latino: Dioecesis Vicentina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea del patriarcato di Venezia appartenente alla regione ecclesiastica Triveneto. Nel 2010 contava 790.848 battezzati su 855.608 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Beniamino Pizziol.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parrocchie della Diocesi di Vicenza.

La diocesi berica comprende gran parte della provincia di Vicenza, con l'esclusione dell'altopiano di Asiago, di alcuni comuni alle sue pendici, di una parte di territorio tra i comuni di Thiene e Marostica (che fanno capo alla diocesi di Padova) e del comune di Mussolente (già in diocesi di Belluno, dal 1818 in diocesi di Treviso). A sua volta la diocesi di Vicenza comprende alcuni comuni situati in provincia di Padova (Campodoro, Carmignano di Brenta, Cittadella, Fontaniva, Gazzo Padovano, Grantorto, Piazzola sul Brenta, San Giorgio in Bosco e San Pietro in Gu) e alcuni comuni della provincia di Verona (Arcole, Cologna Veneta, Montecchia di Crosara, Costalunga e Brognoligo frazioni di Monteforte d'Alpone, Pressana, eccettuata la frazione di Caselle), Roncà, Roveredo di Guà, San Bonifacio, San Giovanni Ilarione, Veronella e Zimella).

Sede vescovile è la città di Vicenza, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Annunciata.

Il territorio è suddiviso in 354 parrocchie, raggruppate in 22 vicariati.

I vicariati[modifica | modifica sorgente]

Le parrocchie sono raggruppate nei seguenti vicariati:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della vita religiosa a Vicenza.
La cattedrale nel lato di piazza Duomo
La basilica dei Santi Felice e Fortunato, ricostruita sulla primitiva chiesa di fine del IV secolo
La chiesa di Santa Corona fatta costruire nel 1260 dal vescovo Bartolomeo di Breganze
Il santuario di Monte Berico, santuario dedicato alla Madonna patrona della diocesi
Il palazzo del vescovado

Epoca antica e medievale[modifica | modifica sorgente]

La presenza di una fiorente comunità cristiana a Vicenza e la contemporanea costruzione verso la fine del IV secolo di due chiese, una fuori delle mura - ove ora sorge la basilica dei Santi Felice e Fortunato - e una all'interno della città - l'attuale cattedrale di Santa Maria Annunciata – è dimostrata da importanti reperti archeologici, rinvenuti presso i due siti.

Questo ha portato alcuni storiografi locali[2] a ritenere che già a quel tempo o all'inizio del secolo successivo questa comunità fosse organizzata in diocesi. Altri invece, argomentando dal fatto che nessun documento scritto sia stato rinvenuto sulla presenza di un vescovo a Vicenza prima del 590 - data alla quale si riferisce Paolo Diacono per registrare la presenza di Oronzio al sinodo di Marano Lagunare[3], mentre mai si parla di vescovi vicentini nei documenti di sinodi precedenti - ritengono che la diocesi sia stata costituita solo dopo la creazione del Ducato longobardo. Fino a quel momento la comunità di Vicenza avrebbe fatto riferimento al vescovo di Padova, che rimase per circa 35 anni ancora sotto il dominio bizantino[4].

Come gli altri vescovi dell'Austria longobarda, anche Oronzio e i suoi successori aderirono allo scisma tricapitolino fino al sinodo di Pavia del 698, convocato dal cattolico re Cuniperto, in cui i vescovi cattolici e tricapitolini ricomposero "nello spirito di Calcedonia" la loro comunione dottrinaria e gerarchica. A partire dal VII secolo, la sede vescovile fu sempre quella urbana della Cattedrale di Santa Maria Annunciata.

Durante il Regno dei Longobardi l'ambito della diocesi coincideva sostanzialmente con quello del Ducato di Vicenza, compresi i territori della diocesi di Padova rimasti nel 569 fuori dalla sovranità bizantina, ovvero l'area posta alla sinistra del Brenta (attuali Cittadella, Piazzola, Limena, Selvazzano, Teolo e Lozzo) e una parte del basso veronese (attuali San Bonifacio, Arcole, Veronella, Cologna Veneta e Pressana).

Successivamente, l'estensione e i confini della diocesi si delinearono a mano a mano che gli imperatori attribuivano ai vescovi giurisdizioni e diritti signorili. Subirono numerose modifiche già prima dell'anno Mille. Con l'istituzione dell'Impero carolingio la diocesi di Padova riottenne una parte dei territori, a scapito delle sedi confinanti. Nel 917 l'imperatore Berengario I trasferì da Vicenza a Padova tutta la regione prealpina compresa tra l'Astico e il Brenta e la sottostante zona pedemontana tra Thiene e Marostica. Per compensarla di queste mutilazioni, a Vicenza fu successivamente assegnata la zona di Bassano, già parte della soppressa diocesi di Asolo. Nonostante le ulteriori modificazioni territoriali avvenute in ambito civile nel corso dei secoli successivi, questo assetto dal punto di vista ecclesiastico fu mantenuto sino ai primi dell'Ottocento[5].

Nella seconda metà del XII secolo sedette sulla cattedra vicentina il beato Giovanni Cacciafronte, ucciso dai suoi vassalli; nel XIII secolo resse la diocesi il beato domenicano Bartolomeo di Breganze, che costruì la chiesa di Santa Corona per custodire la reliquia di una spina della corona di Cristo.

Fino al XIII secolo la cattedrale fu l'unica parrocchia della città, ma in questo secolo il privilegio di amministrare i sacramenti fu condiviso con altre chiese urbane, che erano sorte verso l'XI secolo con funzioni di cappelle. Inizialmente vi si celebrava solo l'eucaristia, ma non i battesimi. Un ruolo nel decentramento delle funzioni parrocchiali lo ebbero anche le chiese affidate agli ordini religiosi, meno vincolati al potere vescovile.

Epoca moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nella prima metà del XV secolo in seguito a due apparizioni mariane fu costruito il Santuario di Monte Berico: la Madonna di Monte Berico è la patrona principale della città e della diocesi di Vicenza.

Il 30 agosto 1464 il vescovo di Vicenza Pietro Barbo fu eletto papa con il nome di Paolo II.

Nella prima metà del XVI secolo la diocesi fu data in commenda a numerosi amministratori apostolici.

Il seminario diocesano fu istituito nel 1566, durante l'episcopato di Matteo Priuli.

Il 6 luglio 1751 il patriarcato di Aquileia fu soppresso e Vicenza entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Udine.

Al periodo della Restaurazione (1º maggio 1818) risale la bolla De Dominici gregis di papa Pio VII con la quale le diocesi del Triveneto subirono una profonda riorganizzazione. Vicenza perse così il vicariato di Cittadella (escluse le parrocchie di Paviola, San Giorgio in Bosco, San Giorgio in Brenta, Lobia, Santa Croce Bigolina) e la parrocchia di Selvazzano che passarono a Padova; viceversa, acquisì da quest'ultima i vicariati di Marostica e Breganze. Al contempo, Udine fu retrocessa a semplice diocesi e Vicenza divenne suffraganea del patriarcato di Venezia[5].

Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo la diocesi ebbe la presenza di esempi di santità: un vescovo, il beato Giovanni Antonio Farina, e varie religiose: santa Giuseppina Bakhita, santa Maria Bertilla Boscardin, la beata Eurosia Fabris Barban e la serva di Dio Giovanna Meneghini.

Il 7 e 8 settembre 1991, in occasione della festa della santa patrona, Vicenza ha accolto papa Giovanni Paolo II in visita pastorale. È la prima volta di un papa in terra berica.

L'8 novembre 2005, per la prima volta, viene proclamata una beata nella cattedrale di Vicenza; si tratta della serva di Dio Eurosia Fabris Barban.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Attuale vescovo[modifica | modifica sorgente]

Beniamino Pizziol (Ca' Vio di Cavallino-Treporti, 15 giugno 1947), già vescovo ausiliare del patriarcato di Venezia dal 2008, è stato nominato vescovo della diocesi berica da papa Benedetto XVI il 16 aprile 2011, dopo sei mesi di sede vacante.
Ha preso possesso canonico della diocesi il 19 giugno 2011.

Vescovo emerito[modifica | modifica sorgente]

Pietro Giacomo Nonis (Fossalta di Portogruaro, 24 aprile 1927), nominato vescovo della diocesi da papa Giovanni Paolo II il 20 febbraio 1988, ne prende possesso l'8 maggio.
Durante gli anni alla guida della chiesa vicentina accoglie papa Giovanni Paolo II in visita ufficiale nel settembre del 1991, apre il processo diocesano per la beatificazione di Giovanna Meneghini delle suore Orsoline nel 1997, segue l'intera fase diocesana della causa di beatificazione del vescovo Giovanni Antonio Farina, fondatore delle Suore Dorotee, proclamato beato da papa Giovanni Paolo II il 4 novembre 2001, approva il progetto per la completa ristrutturazione della cattedrale di Vicenza. Durante il suo incarico riesce ad effettuare la visita pastorale a tutte le 354 parrocchie della diocesi.

Lascia la guida della diocesi il 6 ottobre 2003 (per raggiunti limiti di età) divenendone vescovo emerito. Attualmente continua a prestare il suo servizio per la diocesi amministrando le cresime e officiando alcune celebrazioni di rilievo.

Prelati viventi originari della diocesi[modifica | modifica sorgente]

È indicato l'attuale incarico:

Prelati deceduti originari della diocesi[modifica | modifica sorgente]

È indicato l' incarico ricoperto al momento del decesso:

Altre persone legate alla diocesi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 855.608 persone contava 790.848 battezzati, corrispondenti al 92,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 602.600 602.788 100,0 899 705 194 670 325 2.238 307
1969 617.670 617.993 99,9 961 731 230 642 7 381 2.747 345
1980 701.723 703.129 99,8 971 725 246 722 10 399 2.852 349
1990 737.820 739.501 99,8 927 687 240 795 24 409 2.290 354
1999 753.409 764.924 98,5 852 613 239 884 21 318 2.257 354
2000 753.474 766.118 98,3 842 600 242 894 21 318 2.289 354
2001 754.069 768.464 98,1 815 586 229 925 26 286 2.502 354
2002 753.045 768.391 98,0 828 594 234 909 26 289 2.235 354
2003 753.150 768.928 97,9 798 589 209 943 33 262 1.809 354
2004 753.556 769.817 97,9 794 580 214 949 32 295 2.162 354
2010 790.848 855.608 92,4 732 533 199 1.080 38 261 1.825 354

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'Annuario Pontificio riporta il II secolo come data di fondazione della diocesi.
  2. ^ Mantese, 1952, op. cit., p. 45. M. Mirabella Roberti, in AA.VV., 1979, 2002, op. cit., Gli edifici, p. 15-355, ritiene che san Felice fosse già sede vescovile fin dalla prima costruzione.
  3. ^ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, III, 26
  4. ^ Cracco Ruggini, 1988, op. cit., pp. 286-287, 302 e anche Cracco, 2009, op. cit., Religione, Chiesa, Pietà, p. 455
  5. ^ a b Diocesi di Vicenza, Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 29 giugno 2011.
  6. ^ Secondo Germano Gualdo (op. cit., p. 7, nota 18) i precedenti vescovi Attaldo, Andrea I, Pietro e Feliciano sono riportati dalle cronotassi tradizionali, ma senza precisi fondamenti storici: di Attaldo non esistono notizie; Andrea avrebbe partecipato al sinodo romano del 680, ma negli atti di quel sinodo non appare nessun vescovo vicentino; Pietro è dedotto da una iscrizione spuria; Feliciano è del tutto sconosciuto. Lo stesso Reginaldo, secondo il medesimo autore, è dubbio, in quanto il documento che lo menziona è un falso.
  7. ^ Di questo vescovo, secondo Gualdo e Mantese, manca ogni notizia.
  8. ^ Mantese, 1952, op. cit., pp. 270-71. Il vescovo Giraldo è menzionato in un documento falso (Gualdo, op. cit., p. 10, nota 24). Gli storici riportano date diverse per questo documento: 961, 966 o 967.
  9. ^ Mantese, 1952, op. cit., pp.271-76, riporta come data quella del 983; Gualdo quella del 977 (Gualdo, op. cit., p. 11, nota 26).
  10. ^ Così Mantese, 1952, op. cit., pp.276-77. Gualdo riporta come date estreme in cui il vescovo Lamberto è documentato il 995 e il 996.
  11. ^ Mantese, 1954, op. cit., pp.17-38.
  12. ^ Mantese, 1954, op. cit., p.39.
  13. ^ Mantese, 1954, op. cit., pp.43-45.
  14. ^ Mantese, 1954, op. cit., pp.46-52.
  15. ^ Mantese, 1954, op. cit., pp.277-288
  16. ^ Mantese, 1954, op. cit., pp.306-307
  17. ^ Mantese, 1954, op. cit., pp.308-314
  18. ^ Mantese, 1954, op. cit., pp.314-315
  19. ^ Mantese, 1958, op. cit., pp. 143-147
  20. ^ Mantese, 1958, op. cit., pp. 147-150
  21. ^ Mantese, 1958, op. cit., pp. 150-158. Il 24 ottobre 1347 è nominato vescovo di Rieti.
  22. ^ Mantese, 1958, op. cit., pp. 159-167
  23. ^ Mantese, 1958, op. cit., pp. 167-173
  24. ^ Mantese, 1958, op. cit., pp. 173-175. Nicolò da Verona ebbe come antivescovo, seguace di Clemente VII, Giovanni di Piacenza, nominato il 2 dicembre 1388.
  25. ^ Nel 1402 è nominato arcivescovo di Milano e in seguito eletto antipapa dal concilio di Pisa, con il nome di Alessandro V. Cfr. Mantese, 1958, op. cit., pp. 175-179.
  26. ^ Mantese, 1958, op. cit., pp. 179-181. Secondo Eubel, Giorgio de Tortis era già morto il 25 aprile 1389 e non può essere stato vescovo di Vicenza; infatti nella bolla di nomina di Giovanni da Castiglione non si fa menzione al decesso di Giorgio, ma a quello di Pietro Filargo.
  27. ^ Mantese, 1958, op. cit., pp. 181-186.
  28. ^ Eubel e Gams riportano come data di morte il 20 gennaio.
  29. ^ Servo di Dio e Giusto tra le Nazioni.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., La Basilica dei Santi Felice e Fortunato in Vicenza, Vicenza, ed. Banca Popolare, 1979
  • Franco Barbieri e Renato Cevese, Vicenza, ritratto di una città, Vicenza, Angelo Colla editore, 2004, ISBN 88-900990-7-0
  • Giorgio Cracco, Tra Venezia e Terraferma, Roma, Viella editore, 2009, ISBN 978-88-8334-396-4
  • Lelia Cracco Ruggini, Storia totale di una piccola città: Vicenza romana, in Storia di Vicenza, Vol. I, Vicenza, Neri Pozza editore, 1988
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, I, Dalle origini al Mille, Vicenza, Accademia Olimpica, 1952
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, II, Dal Mille al Milletrecento, IVicenza, Accademia Olimpica, 1954
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, III/1, Il Trecento Vicenza, Accademia Olimpica, 1958
  • Giovanni Mantese, Memorie storiche della Chiesa vicentina, III/2, Dal 1404 al 1563 Vicenza, Accademia Olimpica, 1964
  • Giovanni Mantese, Organizzazione ecclesiastica e strutture religiose: dall'età tardo-romana al secolo XIX, in Storia di Vicenza, III, L'Età della Repubblica Veneta,Vicenza, Neri Pozza editore, 1988

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]