Diocesi di Città di Castello

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Diocesi di Città di Castello
Dioecesis Civitatis Castelli o Tifernatensis
Chiesa latina
Città di Castello-La Cathédrale-.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve
Regione ecclesiastica Umbria
Vescovo Domenico Cancian, F.A.M.
Vicario generale Giovanni Cappelli
Vescovi emeriti Pellegrino Tomaso Ronchi, O.F.M.Cap.
Sacerdoti 73 di cui 58 secolari e 15 regolari
858 battezzati per sacerdote
Religiosi 15 uomini, 126 donne
Diaconi 11 permanenti
Abitanti 62.683
Battezzati 61.483 (98,1% del totale)
Superficie 820 km² in Italia
Parrocchie 60 (3 vicariati)
Erezione VII secolo[1]
Rito romano
Cattedrale Santi Florido e Amanzio
Santi patroni San Florido
Indirizzo Piazza V, Gabriotti 10, 06012 Città di Castello [Perugia], Italia
Sito web www.cittadicastello.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Città di Castello (in latino: Dioecesis Civitatis Castelli o Tifernatensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2007 contava 61.483 battezzati su 62.683 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Domenico Cancian, F.A.M.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La diocesi comprende sei comuni dell'Alta Valle del Tevere, tutti in provincia di Perugia: Città di Castello, Citerna, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga e San Giustino.

Sede vescovile è Città di Castello, dove si trova la cattedrale dei Santi Florido e Amanzio.

Il territorio è suddiviso in 60 parrocchie, tra le quali la più popolosa è quella di San Giustino Martire, nel comune di San Giustino, che conta circa 7.000 fedeli. La parrocchia meno popolosa è quella di Pieve de' Saddi, con un centinaio di abitanti, legata all'origine del cristianesimo in Alta Valle del Tevere. Le parrocchie sono raggruppate in tre zone pastorali: Nord, Centro e Sud. Il 15 giugno 2011 il vescovo Domenico Cancian ha costituito 11 unità pastorali che raggruppano tutte le parrocchie, nell'ambito delle tre zone pastorali.

Il territorio diocesano è particolarmente ricco di santuari mariani, così diffusi nelle varie zone pastorali: Santa Maria in Petriolo, Santa Maria di Fatima in Renzetti (Zona Pastorale Nord), Santa Maria delle Grazie in Città di Castello, Santa Maria di Belvedere (Zona Pastorale Centro), S, Maria Assunta (Monte Santa Maria Tiberina), Santa Maria del Transito in Canoscio, Madonna dei Rimedi in Pietralunga, Madonna dei Confini a Montone (PG).

Struttura ecclesiale[modifica | modifica sorgente]

Il vescovo viene coadiuvato dal consiglio pastorale, dal consiglio presbiterale e dal collegio dei consultori. Gli uffici e gli altri organismi della curia vescovile sono ripartiti in quattro ambiti: Evangelizzazione e annuncio, Liturgia, Carità, Cultura e comunicazioni sociali. Ogni ufficio e centro pastorale della curia diocesana fa riferimento ad uno di questi quattro ambiti. Il vicrio generale svolge anche funzioni di moderatore della curia vescovile. A livello di partecipazione sono attive da tempo la Consulta Diocesana di Pastorale Giovanile e la Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'evangelizzazione dell'Alta Valle del Tevere[modifica | modifica sorgente]

L'evangelizzazione dell'alta valle del Tevere è attribuita al martire romano san Crescenziano, morto durante la persecuzione di Diocleziano nel 303. Primo vescovo storicamente accertato di Città di Castello è Eubodio, episcopus Tifernas, presente al sinodo romano convocato da papa Ilario nel 465.

Il medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda metà del VI secolo la città è riorganizzata dal vescovo san Florido che alla morte (avvenuta nell'anno 599 o nell'anno 600) sarà venerato come patrono[2]. Tra i secoli VII e VIII si verifica un ampliamento oltre il crinale appenninico, comprendendo territori già appartenuti alla diocesi di Tifernum Metaurense (oggi Sant'Angelo in Vado).

Nel 1012 fu incominciato il restauro della cattedrale, terminato nel 1032. In quest'epoca la cattedrale era officiata dai canonici regolari, che seguono la regola di sant'Agostino. L'archivio capitolare di Città di Castello conserva un importante manoscritto del XII secolo, oggi esposto al Museo del Duomo, che descrive il funzionamento del capitolo della cattedrale. Nel 1143 il cardinale Guido da Città di Castello è eletto papa con il nome di Celestino II (1143-1144). Significativa la presenza monastica maschile (nel 1126 i monasteri sono dodici); tra XII e XIII secolo sorgono alcuni monasteri femminili.

Con il vescovo Giovanni II (1206/1207-1226) si apre un periodo di grande vitalità, proseguito con i vescovi Matteo (1229-1234) e Niccolò (1265-1279). Dagli anni '30 del XIII secolo sono presenti vari ordini mendicanti e in ambito femminile si diffondono monasteri damianiti, agostiniani e benedettini. Nel corso del XIII secolo sorgono le prime confraternite laicali; significativa anche la presenza di comunità di penitenti. Nei secoli XIII e XIV si sviluppano l'eremitismo rurale e la reclusione volontaria. In questo tessuto ecclesiale si inseriscono, nel XIV secolo, i Gesuati e i frati dell'Osservanza minoritica; nel secolo successivo questi ultimi si insediano anche a Sansepolcro. Nel 1325 due pievi sono aggregate alla nuova diocesi di Cortona[3].

Verso la fine del XIII secolo Città di Castello è colpita dall'interdetto per essersi rifiutata di pagare il censo alla Santa Sede: nel maggio del 1279 il capitolo deve eleggere il nuovo vescovo a un miglio fuori della città. La città è in preda alle contese tra le avverse fazioni dei guelfi e dei ghibellini, che causano incendi, rapine e distruzioni, anche ai danni dei beni della diocesi. Il 13 marzo 1292 si addiviene a una pace e l'interdetto è rimosso.

Nel 1283 scoppia un conflitto di giurisdizione tra l'abate di Sansepolcro, Zeno, e il vescovo di Città di Castello, Giacomo Cavalcanti, che si era recato a Sansepolcro per celebrarvi la Pasqua, visto l'interdetto che gravava su Città di Castello. Il podestà, Rosso da San Michele, spinge il popolo a gridare minacce di morte contro il vescovo e la sua famiglia, così che anche Sansepolcro viene colpita dall'interdetto da parte del vescovo. L'abate Zeno, non riconoscendo la giurisdizione vescovile, ignora l'intedetto e celebra solennemente i riti liturgici, incappando così nella scomunica del vescovo. Il conflitto termina momentaneamente quando a Zeno succede l'abate Bindo; tuttavia le pretese di indipendenza degli abati di Sansepolcro saranno reiterate per tutto il XIV secolo e il successivo.

A partire dal 1356 la cattedrale è sottoposta a nuovi restauri, che si protraggono per lungo tempo. Parte delle fabbriche viene compiuta all'inizio del XVI secolo essendo vescovo Giulio Vitelli.

L'età moderna[modifica | modifica sorgente]

Il 18 settembre 1520 la diocesi cede una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Sansepolcro.

Tra i secoli XV e XVII l'accumulo di cariche da parte dei vescovi determina alcuni periodi di non residenza in diocesi. Una prima opera di attuazione dei decreti tridentini è condotta dal vescovo Costantino Bonelli (1560-1572), che celebra due sinodi (1564 e 1568). Abbastanza rapida l'evoluzione tridentina dei monasteri femminili. Nel 1540 è riconsacrata la cattedrale, dove nel 1542 si inizia la pratica delle Quarantore; nel 1578 viene secolarizzato il capitolo dei canonici[4].

Il nuovo edificio del seminario venne poi ampliato e completato nel 1752.

Nel 1758 durante la sede vacante seguita alla morte di papa Benedetto XIV la popolazione proruppe in tumulti contro lo Stato Pontificio. Nell'anno successivo le condanne dei sediziosi furono gravi, ma il vescovo Giovanni Battista Lattanzi seppe insistere a tal punto che ottenne grazie sempre più ampie, fino all'assoluzione generale, che fu festeggiata in città insieme con il suo promotore.

L'età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Il 15 agosto 1972 la diocesi, fino ad allora immediatamente soggetta alla Santa Sede, è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Perugia (oggi arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve).

Dal 1972 al 1981 la diocesi fu unita in persona episcopi a quella di Gubbio con il vescovo Cesare Pagani.

Il 27 maggio 2007 è stato beatificato il vescovo di Città di Castello Carlo Liviero (1866-1932), la cui memoria liturgica è stata fissata al 30 maggio.

Il 15 giugno 2011 il vescovo Domenico Cancian ha presentato il piano di riorganizzazione della diocesi basato sulla costituzione di 11 unità pastorali nell'ambito delle 3 zone pastorali.

Attualmente è in atto la causa di canonizzazione della beata Margherita di Città di Castello, o della Metola (nata a Mercatello sul Metauro), laica vissuta tra il 1287 e il 1320 e legata all'Ordine dei Domenicani.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

  • Eubodio † (menzionato nel 465)
  • Mario † (menzionato nel 499)[5]
  • Innocenzo † (prima del 501 - dopo il 502)[6]
  • San Florido † (circa 580 - 599 o 600 deceduto)
  • Luminoso † (menzionato nel 649)
  • Alberto ? (? - 711 deceduto)[7]
  • Teodoro † (menzionato nel 714 o 715)
  • Taciperto † (menzionato nel 752)
  • Bonifacio † (menzionato nel 761)
  • Leone † (menzionato nel 769)
  • Stabile † (menzionato nell'826)
  • Roderico † (menzionato nell'853 e nell'861)
  • Rainaldo † (872 - circa 875)
  • Marino † (menzionato nell'877)
  • Pietro † (menzionato nel 900 circa)
  • Ingizo † (menzionato nel 969 e nel 998)
  • Pietro II † (circa 1023 - 1048)[8]
  • Pietro III † (menzionato nel luglio 1048)
  • Ermanno † (prima del 1050 - dopo il 1059)
  • Fulcone † (menzionato nel 1068)
  • Tebaldo † (2 ottobre 1071 - 4 novembre 1101 deceduto)
  • Rodolfo I † (1102 - 28 settembre circa 1105 deceduto)
  • Giovanni I † (1105 - 12 settembre 1124 deceduto)
  • Ranieri I † (1124 - 15 giugno 1129 deceduto)
  • Guido † (1135 - 14 maggio 1137 deceduto)
  • Da Vizzo o Divizzo † (1141 - 1146)
  • Ubaldo ? † (menzionato nel 1150)[9]
  • Pietro IV (10 ottobre 1153 - 1167)
    • Corbello † (1159 - ?) (illegittimo)
  • Tedelmanno † (menzionato nel 1167)
  • Pietro IV (1172 - 28 luglio 1178 deceduto) (per la seconda volta ?)[10]
  • Ranieri II † (1178 - 7 giugno 1204 deceduto)
  • Rolando † (dopo marzo 1205 - dopo gennaio 1206 dimesso)
  • Giovanni II † (prima del 5 febbraio 1207 - dopo il 10 ottobre 1226 deceduto)
  • Cortosonno † (1227 - 1228)
  • Matteo Suppolini † (prima del 5 agosto 1229 - 1233 o 1234 deceduto)
  • Azzo † (prima del 30 novembre 1234 - dopo il 12 aprile 1251)
  • Pietro V † (29 luglio 1252 - prima del 14 marzo 1264 deceduto)
  • Niccolò, O.Praem. † (25 agosto 1265 - prima del 5 marzo 1279 deceduto)
  • Giacomo Cavalcanti † (7 maggio 1280 - ottobre 1301 deceduto)
  • Ugolino Gualterotti † (6 novembre 1301 - dopo il 17 maggio 1319 deceduto)
  • Ugolino della Branca, O.S.B. † (16 marzo 1320 - circa febbraio 1346 deceduto)
    • Orlando Albizzini † (1328 - 8 gennaio 1329 nominato vescovo di Volterra) (antivescovo)
  • Pietro Riccardi (Pierre Richard) † (19 febbraio 1347 - 1358 ? deceduto)
  • Beato Buccio Bonori † (4 maggio 1358 - 26 agosto 1374 deceduto)
  • Niccolò Marciari † (4 dicembre 1374 - 1379 nominato vescovo di Orvieto)
  • Ettore Orsini † (7 ottobre 1379 - 17 luglio 1387 deceduto)
  • Bandello Bandelli † (16 settembre 1387 - 14 maggio 1407 nominato vescovo di Rimini)
  • Giovanni del Pozzo † (3 giugno 1407 - 9 agosto 1409 deposto)
  • Bernardo Bartolomei, O.S.M. † (9 agosto 1409 - novembre 1423 deceduto)
  • Sirobaldo degli Ubaldi † (10 gennaio 1424 - 1441 deposto)
  • Rodolfo, O.E.S.A. † (8 marzo 1441 - 9 giugno 1460 deceduto)
  • Giovanni Gianderoni, O.S.A. † (15 luglio 1460 - 15 luglio 1474 nominato vescovo di Massa Marittima e Populonia)
  • Bartolomeo Maraschi † (15 luglio 1474 - settembre 1487 deceduto)
  • Giovanni Battista Lagni † (24 settembre 1487 - 18 gennaio 1493 nominato arcivescovo di Rossano)
  • Nicola Ippoliti † (18 gennaio 1493 - 10 gennaio 1498 nominato vescovo di Ariano Irpino)
  • Ventura Bufalini † (10 gennaio 1498 - 17 aprile 1499 nominato vescovo di Terni)
  • Giulio Vitelli † (17 aprile 1499 - 4 agosto 1503 deposto)
  • Antonio Maria Ciocchi del Monte † (4 agosto 1503 - 6 febbraio 1506 nominato vescovo di Manfredonia)
  • Achille de Grassi † (14 febbraio 1506 - 1515 dimesso)[11]
  • Baldassarre Grassi † (1515 - 17 febbraio 1534 dimesso)
    • Marino Grimano † (19 aprile 1534 - 4 marzo 1539 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Alessandro Stefano Filodori, O.P. † (5 marzo 1539 - 1554 dimesso)
  • Vitellozzo Vitelli † (20 marzo 1554 - 7 febbraio 1560 dimesso)
  • Costantino Bonelli † (7 febbraio 1560 - 4 aprile 1572 deceduto)
  • Antimo Marchesani † (2 giugno 1572 - 27 ottobre 1581 deceduto)
  • Ludovico Bentivoglio † (26 novembre 1581 - 19 settembre 1602 deceduto)
  • Valeriano Muti † (15 novembre 1602 - 19 marzo 1610 deceduto)
  • Luca Semproni † (26 aprile 1610 - 15 gennaio 1616 deceduto)
  • Evangelista Tornioli, O.S.B.Oliv. † (23 marzo 1616 - 27 novembre 1630 deceduto)
  • Cesare Raccagna † (5 luglio 1632 - 24 dicembre 1646 deceduto)
  • Francesco Boccapaduli † (6 maggio 1647 - 1º ottobre 1672 dimesso)
  • Giuseppe Maria Sebastiani, O.C.D. † (3 ottobre 1672 - 15 ottobre 1689 deceduto)
  • Giuseppe Musotti † (17 aprile 1690 - agosto 1692 dimesso)
  • Luca Antonio Eustachi † (9 marzo 1693 - 4 novembre 1715 deceduto)
  • Alessandro Francesco Codebò † (8 giugno 1716 - 30 aprile 1733 deceduto)
  • Ottavio Gasparini † (20 gennaio 1734 - 12 settembre 1749 deceduto)
  • Giovanni Battista Lattanzi † (23 febbraio 1750 - 23 febbraio 1782 dimesso)
  • Pietro Boscarini † (23 settembre 1782 - 9 settembre 1801 deceduto)
  • Paolo Bartoli † (23 dicembre 1801 - 19 gennaio 1810 deceduto)
    • Sede vacante (1810-1814)
  • Francesco Antonio Mondelli † (26 settembre 1814 - 2 marzo 1825 deceduto)
  • Giovanni Muzi † (19 dicembre 1825 - 30 novembre 1849 deceduto)
  • Letterio Turchi † (20 maggio 1850 - 8 novembre 1861 deceduto)
    • Sede vacante (1861-1863)
  • Paolo Micallef, O.E.S.A. † (21 dicembre 1863 - 27 ottobre 1871 nominato arcivescovo di Pisa)
  • Giuseppe Moreschi † (24 novembre 1871 - 9 novembre 1887 deceduto)
  • Domenico Fegatelli † (1º giugno 1888 - 1º giugno 1891 nominato vescovo di Rimini)
  • Dario Mattei-Gentili † (1º giugno 1891 - 29 novembre 1895 nominato arcivescovo di Perugia)
  • Aristide Golfieri † (29 novembre 1895 - 1º maggio 1909 deceduto)
  • Beato Carlo Liviero † (8 gennaio 1910 - 7 luglio 1932 deceduto)
  • Maurizio Francesco Crotti, O.F.M.Cap. † (20 marzo 1933 - 25 luglio 1934 deceduto)
  • Filippo Maria Cipriani † (29 settembre 1934 - 8 ottobre 1956 deceduto)
  • Luigi Cicuttini † (30 novembre 1956 - 7 settembre 1966 dimesso)
    • Sede vacante (1966-1972)
  • Cesare Pagani † (22 gennaio 1972 - 21 novembre 1981 nominato arcivescovo di Perugia e vescovo di Città della Pieve)
  • Carlo Urru † (21 aprile 1982 - 7 febbraio 1991 ritirato)
  • Pellegrino Tomaso Ronchi, O.F.M.Cap. (7 febbraio 1991 - 16 giugno 2007 ritirato)
  • Domenico Cancian, F.A.M., dal 16 giugno 2007

Vescovi originari del clero diocesano[modifica | modifica sorgente]

Vescovi viventi[modifica | modifica sorgente]

  • Ivo Baldi Gaburri, vescovo di Huarí

Vescovi deceduti[modifica | modifica sorgente]

Altri vescovi nati in diocesi[modifica | modifica sorgente]

Calendario liturgico proprio[modifica | modifica sorgente]

L'attuale calendario liturgico proprio della diocesi di Città di Castello è stato approvato dalla Congregazione per i Sacramenti e il Culto Divino il 29 agosto 1981 e successivamente integrato nel 1993 e nel 2007.

  • 4 maggio, Beata Margherita di Città di Castello, vergine - Memoria
  • 30 maggio, Beato Carlo Liviero, vescovo - Memoria
  • 2 giugno, Santi Crescenziano e compagni, martiri - Memoria
  • 12 giugno, Beata Florida Cevoli, vergine - Memoria
  • 9 luglio, Santa Veronica Giuliani, vergine; patrona secondaria di Città di Castello - Memoria
  • 23 agosto, Anniversario della dedicazione della Basilica Cattedrale - Solennità in Cattedrale, festa in diocesi
  • 26 agosto, B. V. Maria, Madre della grazia divina; patrona principale di Città di Castello e patrona secondaria della diocesi - Solennità in città, memoria in diocesi
  • 2 settembre, Sant’Albertino da Montone, abate - Memoria
  • 5 settembre, San Ventura, sacerdote e martire - Memoria
  • 29 settembre, San Gaudenzio, vescovo e martire - Solennità in Pietralunga
  • 12 ottobre, San Donino, laico ed eremita - Memoria
  • 22 ottobre, Beato Pietro da Città di Castello, sacerdote - Memoria
  • 25 ottobre, Anniversario della dedicazione delle chiese consacrate di cui si ignora in giorno della consacrazione - Solennità in dette chiese
  • 5 novembre, Memoria dei santi dei quali si conservano le reliquie in diocesi - Memoria
  • 13 novembre, Santi Florido, vescovo e Amanzio, sacerdote; patroni principali della diocesi - Solennità

Processi di canonizzazione e riconoscimenti di santità in corso[modifica | modifica sorgente]

La diocesi di Città di Castello attualmente sta portando avanti i processi di canonizzazione della beata Margherita di Città di Castello e del beato Carlo Liviero presso la Congregazione per le cause dei santi e il riconoscimento del titolo di dottore della Chiesa per santa Veronica Giuliani presso la Congregazione per la dottrina della fede.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

La diocesi al termine dell'anno 2007 su una popolazione di 62.683 persone contava 61.483 battezzati, corrispondenti al 98% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 66.618 66.710 99,9 130 120 10 512 11 249 156
1970 63.640 63.730 99,9 111 102 9 573 9 251 156
1980 59.713 60.075 99,4 94 85 9 635 9 225 158
1990 58.695 58.745 99,9 76 69 7 772 4 9 208 60
1999 58.700 59.472 98,7 73 59 14 804 8 14 188 60
2000 58.700 59.472 98,7 75 62 13 782 10 13 185 60
2001 58.710 59.463 98,7 74 61 13 793 10 16 178 60
2002 58.720 59.472 98,7 79 66 13 743 10 16 170 60
2003 58.830 60.356 97,5 77 64 13 764 10 14 165 60
2004 58.840 60.370 97,5 75 64 11 784 10 13 160 60
2006 58.900 60.060 98,1 71 60 11 829 9 11 131 60
2007 61.483 62.683 98,0 73 58 15 858 11 18 126 60

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Datazione riportata dall'Annuario Pontificio.
  2. ^ P. Licciardello, La Vita sancti Floridi di Arnolfo diacono (BHL 3062), in «Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria», CI/1, 2004, pp. 141-209
  3. ^ A. Czortek, Città di Castello, in Le Diocesi d'Italia, II, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2008, pp. 361-362
  4. ^ A. Czortek, Città di Castello, in Le Diocesi d'Italia, II, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2008, pp. 362-363
  5. ^ Potrebbe appartenere anche alla sede di Tifernum Metaurum, ossia Sant'Angelo in Vado.
  6. ^ Tra Innocenzo e Florido è probabile la presenza di un vescovo di nome ignoto.
  7. ^ Non è storicamente documentata la figura del vescovo Alberto.
  8. ^ Alcuni autori ipotizzano la presenza di un vescovo, anonimo, tra Pietro II e Pietro III, mentre altri ritengono che i due Pietro siano in realtà un unico e medesimo vescovo.
  9. ^ Si tratta più probabilmente del vescovo di Gubbio.
  10. ^ Potrebbe trattarsi dello stesso vescovo Pietro IV, o di un nuovo e distinto vescovo (Pietro V?).
  11. ^ Dal 1511 è anche arcivescovo di Bologna, mantenendo entrambe le cariche.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sintesi generali: G. Muzi, Memorie ecclesiastiche di Città di Castello, I-V, Città di Castello 1842-1843; G. Magherini Graziani, Storia di Città di Castello, I-III, Città di Castello 1890-1912; S. Prete, Città di Castello, in Enciclopedia Cattolica, III, Città del Vaticano 1949, coll. 1751-1752; R. Van Doren, Città di Castello, in Dictionnaire d’histoire et de géographie ecclésiastiques, XII, Paris 1953, coll. 1001-1002; A. Czortek, Le istituzioni ecclesiastiche in una terra di frontiera, in Identità storica e sociale dell’Alta Valle del Tevere come area di frontiera, a cura di V. Nocchi, Città di Castello 2003, pp. 109–137
  • Sulle origini: A. Czortek, Primi appunti per lo studio della cristianizzazione dell’Alta Valle del Tevere (secoli V-XI), in L’Appennino dall’età romana al medioevo. Società, territorio, cultura. Atti del convegno (Montefiorentino 1994), a cura di G. Renzi, San Leo 1997, pp. 83–106
  • Sui vescovi: F. Barni, Giovanni II «restauratore del vescovato di Città di Castello» (1206-1226), Napoli 1991; S. Merli, «Qui seminat spiritualia debet recipere temporalia». L'episcopato di Città di Castello nella prima metà del Duecento, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Moyen Age», 199/2, 1997, pp. 269–301; A. Mandrelli, Giuseppe Sebastiani vescovo di Bisignano (1667-1672) e di Città di Castello (1672-1689), a cura di L. Falcone, Cosenza 2009
  • Sui santi: P. Licciardello, La Vita sancti Floridi di Arnolfo diacono (BHL 3062), in «Bollettino della Deputazione di storia patria per l’Umbria», CI/1, 2004, pp. 141–209
  • Sulle presenze monastiche e religiose: G. Casagrande – A. Czortek, I vallombrosani in Umbria: i monasteri di Città di Castello, in L’Ordo Vallisumbrosæ tra XII e XIII secolo. Gli sviluppi istituzionali e culturali e l’espansione geografica (1101-1293). Atti del secondo colloquio vallombrosano (Vallombrosa 1996), a cura di G. Monzio Compagnoni, 1999, II, pp. 841–883; Chiese e conventi degli ordini mendicanti in Umbria nei secoli XIII-XIV. Gli archivi ecclesiastici di Città di Castello, a cura di G. Casagrande, Perugia 1990

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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