Arcidiocesi di Calcedonia

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Calcedonia
Sede arcivescovile titolare
Archidioecesis Chalcedonensis
Patriarcato di Costantinopoli
Sede titolare di Calcedonia
Mappa della diocesi civile del Ponto (V secolo)
Arcivescovo titolare sede vacante
Istituita XVI secolo
Stato Turchia
Arcidiocesi soppressa di Calcedonia
Eretta  ?
Soppressa  ?
Dati dall'annuario pontificio
Lista delle sedi titolari della Chiesa cattolica

L'arcidiocesi di Calcedonia (in latino: Archidioecesis Chalcedonensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Calcedonia, identificabile con Kadıköy nell'odierna Turchia, è un'antica sede metropolitana della provincia romana di Bitinia nella diocesi civile del Ponto. Essa faceva parte del patriarcato di Costantinopoli.

Calcedonia ebbe una comunità cristiana fin dagli inizi del cristianesimo. Secondo la tradizione, furono i santi Crescente e Tichico, discepoli di san Paolo, ad annunciare per primi il vangelo nella città. Il primo vescovo storicamente documentato è Teocrito, vissuto tra la fine del II e l'inizio del III secolo. Originariamente la diocesi dipendeva dal metropolita di Nicomedia, capitale della provincia.

Nel 451 si svolse a Calcedonia un concilio ecumenico, che stabilì il dogma delle due nature nell'unica persona del Cristo e condannò il monofisismo. In questa occasione, la sede episcopale fu elevata al rango di sede metropolitana senza suffraganee, istituzione all'epoca anomala. Già nel 459 Eleuterio si avvalse del suo nuovo titolo di metropolita autocefalo. Nelle successive Notitiae Episcopatuum, Calcedonia occupò stabilmente il nono posto tra le metropolie del patriarcato di Costantinopoli.

Il territorio di Calcedonia fu nel corso dei secoli una terra ricca di monasteri e di vocazioni monastiche. Nel concilio del 536, furono almeno quaranta i monasteri che dipendevano dall'autorità del metropolita Fotino; i più importanti erano quelli di Sant'Ipazio e di Sant'Aussenzio. Oggi non ne esiste più alcuno e solo dodici hanno restituito dei reperti archeologici.

Oggi Calcedonia sopravvive come sede arcivescovile titolare; la sede è vacante dal 26 giugno 1967.

Cronotassi degli arcivescovi greci[modifica | modifica sorgente]

  • Teocrito † (tra II e III secolo)
  • Sant'Adriano † (tra II e IV secolo)
  • Maris † (prima del 325 - dopo il 362)
  • Teodolo † (menzionato nel 381)
  • Cirino † (prima del 403 - prima di giugno 405 deceduto)
  • Filoteo † (menzionato in giugno 405)
  • Eulalio † (prima del 430 - dopo maggio 450 deceduto)
  • Eleuterio † (prima di ottobre 451 - dopo il 459)
  • Eraclio † (prima del 500 - prima di luglio 518 deceduto)
  • Marziano † (prima di luglio 518 - dopo il 520)
  • Fotino † (menzionato nel 536)
  • Costantino † (menzionato nel 553)
  • Pietro † (fine VI secolo - inizio VII secolo)
  • Probo † (inizio VII secolo)
  • Giovanni I † (prima del 680 - dopo il 692)
  • San Niceta † (metà dell'VIII secolo)
  • Andrea † (dopo il 780 - prima del 787 deceduto)
  • Staurazio † (menzionato nel 787)
  • San Cosma †
  • San Giovanni II di Camuliana † (prima dell'820 circa - 824 deceduto)
  • Damiano † (collocazione incerta)[1]
  • Basilio † (? - 858 deposto)
  • Zaccaria † (858 - 870 deposto)
  • Basilio † (870 - 877 deceduto) (per la seconda volta)
  • Zaccaria † (877 - 879 deceduto) (per la seconda volta)
    • Nicone † (877) (vescovo eletto)
  • Stefano † (fine del IX secolo)
  • Michele † (prima metà del X secolo)
  • Giovanni III † (X secolo)
  • Daniele † (menzionato nel 997)
  • Teodoro † (prima del 1023 - dopo il 1027)
  • Niceta † (all'epoca di Michele Cerulario)

Cronotassi degli arcivescovi titolari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ VIII o IX secolo secondo Gustave Léon Schlumberger, Sigillographie de l'empire byzantin, 1884, p. 246.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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