Arcidiocesi di Ravenna-Cervia

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Arcidiocesi di Ravenna-Cervia
Archidioecesis Ravennatensis-Cerviensis
Chiesa latina
Esterno del Duomo di Ravenna.JPG
Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
Diocesi suffraganee
Cesena-Sarsina, Forlì-Bertinoro, Rimini,
San Marino-Montefeltro
Arcivescovo metropolita Giuseppe Verucchi
Arcivescovi emeriti cardinale Ersilio Tonini
Sacerdoti 121 di cui 91 secolari e 30 regolari
1.652 battezzati per sacerdote
Religiosi 35 uomini, 164 donne
Diaconi 6 permanenti
Abitanti 223.121
Battezzati 200.000 (89,6% del totale)
Superficie 1.185 km² in Italia
Parrocchie 89
Eretta I secolo
Rito romano
Cattedrale Cattedrale Metropolitana della Resurrezione del Signore
Concattedrali Concattedrale di Santa Maria Assunta
Santi patroni Sant'Apollinare
(23 agosto)
San Paterniano
(13 novembre)
Indirizzo Piazza Arcivescovado 1, 48100 Ravenna, Italia
Sito web Www.ravenna-cervia.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia
Soffitto cappella della basilica ursiana, cattedrale di Ravenna

L'arcidiocesi di Ravenna-Cervia (in latino: Archidioecesis Ravennatensis-Cerviensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2010 contava 200.000 battezzati su 223.121 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Giuseppe Verucchi.

I patroni sono sant'Apollinare e san Paterniano.

Indice

[modifica] Territorio

L'arcidiocesi si estende per due terzi della sua superficie in provincia di Ravenna e per un terzo in provincia di Ferrara. Nella provincia di Ravenna comprende il territorio corrispondente ai comuni di Ravenna e Cervia e la frazione di Lavezzola (comune di Conselice); nella provincia di Ferrara comprende il territorio dei comuni di Argenta e Portomaggiore. Le frazioni di Filo e Longastrino, che nell'amministrazione dello Stato sono divise a metà tra le province di Ravenna e Ferrara, appartengono interamente all'arcidiocesi di Ravenna.

Sede arcivescovile è la città di Ravenna, dove si trova la cattedrale della Resurrezione del Signore. A Cervia sorge la concattedrale di Santa Maria Assunta.

Il territorio è suddiviso in otto vicariati, in cui si contano in totale 89 parrocchie:

[modifica] Provincia ecclesiastica

La provincia ecclesiastica di Ravenna-Cervia comprende le seguenti diocesi suffraganee:

[modifica] Storia

[modifica] Sede di Ravenna

[modifica] Origini ed età antica

L'origine della diocesi di Ravenna è verosimilmente molto antica. Il più antico reperto che testimonia la presenza del credo cristiano nell'area ravennate è un'iscrizione su una stele funeraria ritrovata a Classe e risalente alla fine del II secolo. Una datazione così bassa può essere spiegata se si considera che a Classe, l'antico porto di Ravenna, era di stanza una flotta dell'esercito romano che aveva il compito di sorvegliare la parte orientale del Mediterraneo. Probabilmente una cospicua parte del personale fu reclutato nei Paesi del Vicino Oriente.

San Pietro Crisologo (V secolo) afferma che sant'Apollinare, uno dei discepoli di San Pietro, giunse a Ravenna da Antiochia di Siria e qui fondò la prima comunità cristiana locale; lo stesso episodio è presente in Andrea Agnello e negli scritti dei cronachisti ravennati a partire dal IX secolo. La maggioranza degli storici ritiene tuttavia che tali testimonianze non siano affidabili e che la datazione tramandata sia stata ottenuta dilatando la durata dei primi episcopati. Il primo vescovo di cui è certa l'esistenza è Severo, che partecipò a un concilio nel 343.
Si può ipotizzare che la diocesi di Ravenna sia stata istituita all'inizio del III secolo.

Negli anni tra il 430 e il 440, Giovanni, detto Angelopte perché avrebbe avuto il privilegio di poter vedere il proprio angelo custode, ottenne da Galla Placidia l'elevazione a sede metropolitana con giurisdizione su quattordici città. Sappiamo anche che l'arcivescovo riceveva la consacrazione direttamente dal vescovo di Roma.

Gli arcivescovi ravennati ebbero nei secoli seguenti grande potere, non alieno da uno spirito di autonomia rispetto all'autorità romana, tanto che a più riprese i papi intervennero per limitarne le prerogative: papa Simplicio minacciò Giovanni III della privazione del diritto di consacrare i vescovi suoi suffraganei, Gregorio Magno richiese di ridurre lo sfarzo dell'arcivescovo Giovanni V e del suo clero.

[modifica] Età bizantina

Alla fine del VI secolo tutta l'arcidiocesi di Ravenna fu recuperata al dominio romano (d'Oriente), sottraendola al regno degli Ostrogoti. Da quel momento Ravenna cominciò a stringere rapporti sempre più stretti con l'Impero romano d'Oriente, rivendicando una larga autonomia da Roma. Nel 666 l'imperatore bizantino Costante II concesse alla Chiesa di Ravenna l'autocefalia: Ravenna non rientrò più nella giurisdizione della Chiesa di Roma. Era arcivescovo Mauro. Successivamente Mauro, appoggiato da Costante II, aderì all'eresia monotelita. Mauro ottenne dal clero ravennate la non sottomissione all'autorità di Roma; il suo successore Reparato non si recò all'Urbe per la consacrazione [1]. Teodoro invece partecipò al Concilio romano indetto da papa Agatone e limitò molto i privilegi del suo clero. In seguito Ravenna e Costantinopoli continuarono ad avere stretti rapporti e ad influenzarsi reciprocamente. Ravenna cercò anche di esercitare pressioni sulla sede imperiale. All'inizio dell'VIII secolo l'arcivescovo Felice fu coinvolto in una congiura contro Giustiniano II che, tornato sul trono, lo fece accecare e deportare nel Ponto.

L'Esarcato bizantino tramontò nel 751 con la conquista longobarda. Successivamente papa Stefano II chiamò in aiuto il re di Francia Pipino il Breve, che sconfisse i longobardi. Pipino donò i territori riconquistati alla "sede dell'Apostolo Pietro" con la Promissio Carisiaca. L' ex Esarcato passò così alla Chiesa di Roma, insieme ai possedimenti bizantini nell'Italia settentrionale e centrale. Ma l'arcivescovo di Ravenna non riconobbe il dominio dell'Urbe sul suo territorio e si proclamò diretto erede del potere esarcale. I rapporti tra il pontefice ed il presule ravennate furono particolarmente tesi negli anni 774-775: l'arcivescovo Leone, che si considerava il successore dell'esarca bizantino, non si sottomise al pontefice né riconobbe i diritti della Santa Sede sulla vicina Pentapoli.

Per tutto l'VIII secolo e fino alla metà del successivo, gli arcivescovi cercarono appoggio presso gli imperatori bizantini e successivamente anche in Francia, dove l'arcivescovo Giorgio fu però imprigionato dall'esercito di Carlo Magno. Dopo l'850 l'arcivescovo Giovanni inasprì ancor più la politica autocefala e giunse al punto di vessare le diocesi suffraganee (Modena, Reggio, Parma e Piacenza), imponendo loro pesanti tributi e vietando loro di comunicare direttamente con la Chiesa di Roma. La disputa fu chiusa da papa Niccolò I (858-867), che convocò a Roma l'arcivescovo e, visto il suo rifiuto, si recò a Ravenna dove constatò la generale avversione del clero e del popolo per Giovanni, che dovette comparire nell'861 davanti al Concilio che lo redarguì.

Fu un incidente di percorso: gli arcivescovi proseguirono la politica di affermazione delle proprie prerogative, rispetto alle prerogative dei papi, operando scelte autonome in fatto di alleanze con i detentori del potere temporale. Nel corso del IX-X secolo la Chiesa di Ravenna si avvicinò ai re germanici, divenendo la "capitale morale" del loro regno [2]. Nell'892, infatti, Lamberto da Spoleto fu incoronato a Ravenna sacro romano imperatore da papa Formoso. Ma tra l'episcopato italiano il prestigio della Chiesa ravennate non venne meno: nel 910 l'arcivescovo Giovanni da Tossignano venne eletto papa con il nome di Giovanni X.

[modifica] Basso Medioevo

Il 25 dicembre 983 l'erede al trono di Germania, Ottone III, ancora infante, fu consacrato ad Aquisgrana dall'arcivescovo ravennate, a conferma del legame speciale che univa la sede di Ravenna alla dinastia degli Ottoni.
I titoli giuridici degli arcivescovi di Ravenna ebbero origine alla fine del X secolo, regnanti l'imperatore Ottone III e il cugino papa Gregorio V e furono confermati dai papi e dagli imperatori successivi. Nel 997 venne nominato a Ravenna il primo vescovo straniero, il francese Gerberto di Aurillac, già precettore di Ottone III. Il papa conferì al presule la giurisdizione civile sulla città e sul portum Volanae usque ad locum qui dicitur Cervia, ovvero tutta la fascia litoranea dalla foce del Po di Primaro fino a Cervia, comprendente le contee (comitatus) di Ferrara, Comacchio, Cervia, Decimano e Trasversara [3].
Nel 999 Gerberto ricevette anche le contee di Forlì, Forlimpopoli, Cesena, Sarsina e Montefeltro, così il dominio temporale dell'arcivescovo di Ravenna venne a comprendere tutto il territorio a mari usque ad Alpes, a fluvio Rheno usque ad Foliam (dal mare alle alture, dal fiume Reno al fiume Foglia), escludendo solo l'enclave di Bertinoro, ancora indipendente. Nello stesso anno Ottone III, in base al Privilegium imperiale, lo scelse come nuovo papa. Egli lasciò quindi Ravenna e salì al soglio pontificio con il nome di Silvestro II. A Ravenna si insediò Leone (aprile 999), al quale il sovrano confermò la giurisdizione sulle sedi episcopali suffraganee e sulle contee già possedute.

All'inizio dell'XI secolo l'arcivescovo Arnoldo di Sassonia ottenne il potere temporale su Ravenna, Cervia, Faenza e Imola. Dopo la seconda metà del secolo l'arcivescovo Enrico sostenne l'antipapa Onorio II che si oppose a papa Gregorio VII riportandone però la scomunica. Il suo successore Guiberto fu eletto antipapa con il nome di Clemente III.

A conferma del prestigio della sede ravennate, sta il fatto che il vescovo Gualtiero († 1144) si firmasse con una formula simile a quella usata da papa Onorio II. Se il vescovo di Roma compariva negli atti ufficiali come "Servo dei Servi di Dio, per grazia divina Papa di Santa Romana Chiesa", Gualtiero era identificato con la formula: "servo dei Servi di Dio, per grazia di Dio arcivescovo della ravennate Chiesa".

Nel XII secolo la sede di Ravenna si avviò verso un lento declino, causato prima dalle incursioni saracene e che si aggravò in seguito con il progressivo insabbiamento del porto, ma continuò ad esercitare un ruolo politico importante, che la vide opporsi nuovamente al papato in occasione dello scisma di Federico Barbarossa. Nei secoli successivi l'orizzonte degli arcivescovi ravennati si restrinse alle lotte fra i signori feudali della Romagna.

Nel 1357, con il passaggio della Romagna sotto la sovranità pontificia venne creata la Provincia Romandiolæ et Exarchatus Ravennæ. La capitale fu posta a Bologna, mentre Ravenna fu sede della seconda carica, quella di Presidente della Provincia. Il legato pontificio e il rettore assunsero le competenze e i diritti che fino ad allora erano stati esercitati dall'arcivescovo di Ravenna.

[modifica] Età moderna

Benedetto Accolti nel XVI secolo fu l'ultimo arcivescovo ad avere rapporti tormentati con i papi, tanto che papa Clemente VII lo fece imprigionare per la sua amministrazione della Marca d'Ancona. Il cardinale Giulio della Rovere, istituì nel 1568 il seminario arcivescovile. Intanto il declino dell'arcidiocesi di Ravenna fu accelerato dall'elevazione della sede di Bologna, fino ad allora suffraganea di Ravenna, al rango di arcidiocesi metropolitana.

Nel 1779 l'arcivescovo Cantoni trasferì il seminario in un nuovo edificio.

Nel 1860 il cardinale Enrico Orfei fu impedito per due anni a prendere possesso della sua sede dalle autorità civili del nascente Regno d'Italia.

[modifica] Sede di Cervia

La diocesi di Cervia fu eretta all'inizio del VI secolo o forse negli ultimi anni del secolo precedente. Il primo vescovo Geronzio secondo la tradizione avrebbe subito il martirio di ritorno dal Concilio romano del 501. Anticamente il nome di Cervia era Ficocle, la prima traccia del nome attuale risale al 997.

[modifica] L'unione tra Ravenna e Cervia

Il 7 gennaio 1909 le sedi di Ravenna e Cervia furono unite in persona episcopi.

Il 22 febbraio 1947 fu stabilita l'unione aeque principaliter.

Il 30 settembre 1986 l'unione divenne piena e la nuova circoscrizione ecclesiastica assunse l'attuale denominazione.

[modifica] Cronotassi dei vescovi

[modifica] Sede di Ravenna

La cronotassi dei vescovi è incerta per i primi secoli; la tradizione vuole la serie episcopale si apra con l'apostolo Sant'Apollinare, il quale subì il martirio a Classe nel 46. La diocesi ebbe sede a Classe dalla fondazione sino al 378, quando fu trasferita a Ravenna.

[modifica] Sede di Cervia

[modifica] Sedi unite di Ravenna e Cervia

[modifica] Sede di Ravenna-Cervia

[modifica] Statistiche

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 223.121 persone contava 200.000 battezzati, corrispondenti all'89,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per
sacerdote
uomini donne
1950 172.500 173.639 99,3 153 129 24 1.127 24 320 74
1969  ? 200.000  ? 171 132 39  ? 49 503 77
1980 215.900 227.000 95,1 162 114 48 1.332 51 450 88
1990 207.000 210.000 98,6 137 105 32 1.510 4 40 334 86
1999 203.000 210.300 96,5 129 95 34 1.573 5 43 256 89
2000 208.270 215.570 96,6 123 97 26 1.693 5 35 237 89
2001 208.270 211.587 98,4 115 87 28 1.811 5 32 230 89
2002 211.000 211.380 99,8 130 102 28 1.623 5 32 230 89
2003 211.000 230.320 91,6 125 96 29 1.688 3 34 210 89
2004 211.000 230.320 91,6 119 90 29 1.773 4 34 235 89
2010 200.000 223.121 89,6 121 91 30 1.652 6 35 164 89

[modifica] Note

  1. ^ In seguito, forse lo stesso Reparato, forse il suo successore Teodoro ristabilirono rapporti formali con la Chiesa di Roma.
  2. ^ AA. VV., Storia di Ravenna, vol. II2 «Dall'Età bizantina all'Età ottoniana», Marsilio Editori, pag. 358.
  3. ^ Le donazioni sarebbero diventate esecutive solo dopo la morte dell'imperatrice Adelaide (vedova di Ottone I).

[modifica] Fonti

[modifica] Voci correlate

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