Stele

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Stele n. 25 della necropoli del Petit-Chasseur (Sion, Svizzera)
Lato retrostante della stele C di Tres Zapotes (Messico)

Per stele si intende genericamente un monolito, di altezza solitamente inferiore al metro, che reca scolpita una delle facce con raffigurazione più o meno schematica della persona umana. L'azione di scolpire il monolito è di solito suggerita dalla originaria forma piatta.[1] Spesso le stele erano usate come pietra di confine e avevano in generale scopo commemorativo.

Largo utilizzo di stele è riscontrabile in culture e luoghi diversissimi: ne realizzarono gli Egizi, così come altre popolazioni del Vicino Oriente antico, e se ne trovano nell'antica Grecia, in Etiopia, in Cina (e in generale nell'Estremo Oriente, forse con qualche relazione con quelle d'Occidente). Del tutto indipendenti culturalmente risultano quelle mesoamericane (Olmechi e Maya).

Stele preistoriche[modifica | modifica sorgente]

Le stele preistoriche più significative sono quelle della valle del fiume Durance (Vaucluse) e sono ascrivibili alla cultura chasseana (neolitico pieno europeo, diffuso nella Francia meridionale): in queste, lo stile è fortemente geometrico e le linee del volto si associano ad altre linee di valore non figurativo. A quelle della Vaucluse vengono spesso associate quelle dell'Hérault, che hanno una forma più tondeggiante e, presumibilmente, sono più tarde.[1]

Esistono esemplari di stele in Spagna e Portogallo, ma un'associazione unica è quella di Sion, dove sono state recuperate stele con decorazione geometrica e stele-menhir[1].

Il termine "stele" viene usato anche per riferirsi ai menhir antropomorfi armoricani e ai megaliti della seconda età del ferro in Armorica[1].

Stele etrusche[modifica | modifica sorgente]

Nella civiltà etrusca le numerose stele, da non confondere con i cippi, erano sostanzialmente usate come segnacoli. Quelle poste generalmente all'esterno delle tombe erano decorate ed ornate con epigrafi. Le stele erano anche utilizzate nell'agrimensura dove i confini dei terreni erano sacri ed inviolabili, tanto che chi le rimuoveva era passibile della pena di morte.

Stele puniche[modifica | modifica sorgente]

Nella civiltà punica, le stele erano di carattere votivo poste nei tofet ed accanto alle urne. Erano costituite da monoliti in pietra, con varie misure e decorazioni. Presentavano una base, un coronamento in alto a chiusura ed una nicchia ove era rappresentato spesso un idolo.

Stele fenicie[modifica | modifica sorgente]

Nella civiltà fenicia venivano usate nei tofet ed erano quindi di tipo votivo. Le stele pervenuteci sono poche e presentano la caratteristica dei prototipi rispetto alla vasta testimonianza di stele cartaginesi come dimostrato dai recenti ritrovamenti nell'isola di Cipro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Dizionario di preistoria, cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dizionario di preistoria, a cura di André Leroi-Gourhan, ed. Einaudi, Torino, 1991, ISBN 88-06-12544-3, vol. I, p. 590.
  • Maurizio Martinelli e AA.VV., Le città degli Etruschi, Bonechi 1990
  • Werner Keller, La civiltà etrusca, Aldo Garzanti Editore 1971
  • AA.VV., Le grandi scoperte dell'archeologia, Vol. III, Istituto geografico De Agostini

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]