Epigrafe

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Epigrafe (disambigua).
bussola Disambiguazione – "Epigrafico" rimanda qui. Se stai cercando l'argomento di analisi matematica, vedi Epigrafico (matematica).

L'epigrafe (dal greco antico ἐπιγραφή, epigraphè, "scritto sopra") o iscrizione è un testo esposto pubblicamente su un supporto di materiale non deperibile (principalmente marmo o pietra, più raramente metallo).

L'intento del testo è solitamente quello di tramandare la memoria di un evento storico, di un personaggio o di un atto; le parole possono essere incise, oppure dipinte o eseguite a mosaico; l'epigrafe si può trovare sia in un luogo chiuso (chiesa, cappella, palazzo) sia all'aperto (piazza, via, cimitero), oppure può essere apposta su un oggetto.

Generalmente le iscrizioni sono realizzate in lettere maiuscole. A caratterizzarle però non è solo lo stile della scrittura ma anche l'adozione di particolari registri linguistici, improntati generalmente a concisione e solennità, in funzione del contenuto, del contesto e dello scopo comunicativo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La tradizione epigrafica è caratteristica della civiltà classica greca e romana e testimonia il diffuso grado di alfabetizzazione raggiunto da queste società: senza un tale presupposto le epigrafi non avrebbero potuto assolvere la funzione di comunicazione pubblica cui erano destinate.

Sono giunte a noi circa trecentomila iscrizioni romane, solo una piccola parte dell'insieme originario che, distribuito sul vasto territorio dell'Impero romano, è invece valutato dagli studiosi in diversi milioni di esemplari.

Nel Medioevo il declino dell'alfabetizzazione e delle istituzioni pubbliche si accompagna a quello delle epigrafi che, svuotate della loro funzione, diminuiscono in numero fino quasi a scomparire.

L'uso delle epigrafi fa la sua graduale ricomparsa a partire dall'XI secolo e si diffonde con l'Umanesimo e il diretto recupero della forma epigrafica di Roma. A partire dal 1471 l'epigrafia pubblica per le strade di Roma riceve un fortissimo impulso dall'opera di papa Sisto IV. Il trattato De Divina Proportione, pubblicato nel 1509 dal matematico Luca Pacioli, detta le regole matematiche per l'imitazione dei modelli antichi.

Studio delle epigrafi[modifica | modifica sorgente]

Lo studio delle epigrafi ha assunto col tempo un'importanza sempre maggiore vista la loro rilevanza quali fonti storiche. Il complesso lavoro di interpretazione e datazione ha portato alla maturazione di un'autonoma disciplina scientifica che prende il nome di Epigrafia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]