Maya

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El Castillo a Chichen Itza.
Palazzo reale del periodo classico a Palenque.
La Mesoamerica, in evidenza l'area maya

Gli antichi Maya sono stati una civiltà mesoamericana, nota soprattutto per la scrittura Maya, l'unico sistema noto di scrittura pienamente sviluppato nelle Americhe precolombiane, così come per la loro arte, per l'architettura e per i raffinati sistemi matematici e astronomici. La civiltà Maya si sviluppò in una zona che comprende l'odierno sudest messicano, il Guatemala e il Belize, oltre a porzioni occidentali dell'Honduras e di El Salvador. Questa regione è costituita dalle pianure del nord, che comprendono la penisola dello Yucatán, dagli altopiani della Sierra Madre, che si estendono dallo stato messicano del Chiapas verso tutto il sud del Guatemala e poi in El Salvador, e dalle pianure meridionali del litorale del Pacifico.

Durante il periodo preclassico, questa civiltà ha visto la costituzione delle prime comunità stanziali e la coltivazione degli alimenti che stanno alla base della loro alimentazione, tra cui mais, fagioli, zucche e peperoncino. Le prime città Maya si svilupparono intorno al 750 a.C. e del 500 a.C. esse vantavano monumentali architetture, come i grandi templi impreziositi da elaborate facciate in stucco. La scrittura geroglifica è stata utilizzata a partire dal III secolo a.C. Nel tardo periodo preclassico, un certo numero di grandi città crebbero nel Bacino di Petén e Kaminaljuyu diventò un centro molto importante delle alture del Guatemala. Con l'avvento delle costruzioni dei monumenti scolpiti con el date del lungo computo, avvenuto intorno al 250 d.C., si fa coincidere l'inizio del periodo classico. Tale periodo ha visto i Maya fondare numerose città-stato collegate da una fitta rete commerciale. Due città rivali, Tikal e Calakmul, divennero molto potenti. Il periodo classico è stato caratterizzato anche dall'intervento intrusivo della città messicana Teotihuacan nella politica dinastica Maya. Nel IX secolo vi fu un diffuso collasso politico nella regione centrale che sfociò in una guerra civile con un conseguente abbandono delle città e uno spostamento verso nord della popolazione. Il successivo periodo postclassico, vide il sorgere al nord l'insediamento di Chichen Itza e l'espansione dell'aggressivo regno Quiché di Q'umarkaj nelle regioni collinari del Guatemala. Nel XVI secolo, l'impero spagnolo colonizzò la regione mesoamericana e, dopo una lunga serie di campagne militari, l'ultima città Maya cadde definitivamente nel 1697.

La legge del periodo classico era centrata intorno al concetto di "re divinità", che agiva come mediatore tra i mortali e il regno soprannaturale. Il potere sovrano era patrilineare e veniva normalmente passato al figlio maggiore. La politica Maya era caratterizzata da un sistema chiuso di patronato, anche se l'esatto sistema amministrativo variava da città-stato a città-stato. Verso la fine del periodo classico, l'aristocrazia risultava notevolmente aumentata, con una conseguente riduzione del potere esclusivo del re divino. La civiltà Maya sviluppò forme d'arte altamente sofisticate, utilizzando per le loro opere materiali sia deperibili che non deperibili, tra cui legno, la giada, l'ossidiana, la ceramica, la pietra scolpita, gli stucchi e gli affreschi finemente dipinti.

Le città Maya tendevano ad espandersi casualmente e il centro cittadino era occupato da complessi commerciali e amministrativo, circondati da una serie di quartieri residenziali edificati disordinatamente. Spesso, diverse zone della città erano collegate da strade rialzate. Le costruzioni principali erano i palazzi, i templi-piramide, i campi per il gioco della palla e le strutture dedicate all'osservazione astronomica. La classe elitaria Maya era in grado di leggere e scrivere, e sviluppò un complesso sistema di scrittura geroglifica che fu la più avanzata delle Americhe precolombiane. I Maya raccolsero la loro storia e la loro conoscenza in alcuni libri, di cui rimangono solo tre esempi, il resto fu distrutto dagli spagnoli. Tuttavia vi sono anche un gran numero di esempi di trovati su stele e ceramica. I Maya svilupparono un sistema altamente complesso di calendari rituali e la loro matematica comprendeva uno dei primi casi di zero esplicito nel mondo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Massima estensione della civiltà Maya.

La civiltà Maya occupava un ampio territorio che comprendeva il Messico sudorientale e il nord dell'America centrale; questa zona comprende tutta la penisola dello Yucatan e tutto il territorio facente ora parte dei moderno paesi del Guatemala e del Belize, così come le parti occidentali dell'Honduras e dei El Salvador. In Messico, il territorio occupato dai Maya territorio è ora incorporato negli stati messicani di Chiapas, Tabasco, Campeche, Quintana Roo e Yucatán.[1]

La penisola dello Yucatan è delimitata dal Mar dei Caraibi a est e dal Golfo del Messico a nord e ad ovest e comprende i moderni stati messicani di Yucatán, Quintana Roo e Campeche, la parte orientale dello stato di Tabasco, la maggior parte del dipartimento guatemalteco di Petén e tutto il Belize.[2] La maggior parte della penisola è costituita da una vasta pianura con alcune colline o montagne e una riviera costiera generalmente bassa. Le zone nord-occidentale e settentrionali presentano una minore piovosità rispetto al resto della penisola; queste regioni vantano una roccia calcarea altamente porosa con una conseguente minor presenza di acque superficiali.[3] Al contrario, la parte nord-orientale della penisola è caratterizzata da paludi boschive.[3] La parte settentrionale della penisola è priva di fiumi, fatta eccezione per il fiume Champotón, tutti gli altri si trovano nel sud.[4]

Le alture della Sierra Madre

La regione di Petén è composta da fitte foreste, basse pianure[5] ed è attraversata da est a ovest da una serie di rilievi; le fonti d'acqua sono generalmente formate da piccoli fiumi e paludi stagionali, conosciute come bajos.[6] Una serie di quattordici laghi compone il centrale bacino di Petén[7] e il lago più grande è il Petén Itzá. Una vasta savana si estende a sud dei laghi centrali. A sud la pianura sale gradualmente verso le alture del Guatemala.[8] La foresta densa copre il nord di Petén e il Belize, la maggior parte degli stati messicani Quinatana Roo, Campeche e una parte del sud dello stato dello Yucatán.[9]

Chiapas occupa l'estremo sud-est del Messico e possiede 260 chilometri di costa del Pacifico. Chiapas è caratterizzata da due regioni montuose principali; a sud si trova la Sierra Madre de Chiapas mente al centro vi è la Montañas Centraarate dalla depressione centrale, contenente il bacino idrografico del fiume Grijalva, ove è presente un clima caldo con piogge moderate.[10] Gli altopiani della Sierra Madre guadagnano quota da ovest a est, con le più alte cime che svettano vicino al confine guatemalteco.[11] Gli altipiani centrali del Chiapas virano bruscamente a nord del Grijalva, ad un'altitudine massima di 2.400 metri per poi scendere gradualmente verso la penisola dello Yucatan. Essi vengono tagliati da profonde valli che si estendono parallele alla costa del Pacifico, e dispongono di un sistema complesso di affluenti che alimentano sia il Grijalva che il fiume Lacantun.[12] Alla fine orientale degli altopiani centrali vi è la selva Lacandona, questa regione è in gran parte montuosa con pianure tropicali al loro estremo orientale.[13] La zona litorale di Soconusco si trova a sud della Sierra Madre de Chiapas,[14] ed è costituita da una stretta pianura costiera ai piedi della Sierra Madre.[15] Gli altipiani Maya si estendono verso est dal Chiapas verso il Guatemala, raggiungendo il più alto punto nella Sierra de los Cuchumatanes. I principali centri abitati precolombiani erano situati nelle più grandi valli dell'altopiano, come la Valle del Guatemala e la Valle Quetzaltenango. Gli altopiani meridionali sono una cintura di coni e altipiani vulcanici che corre parallela alla costa del Pacifico del Chiapas, in tutta la parte meridionale del Guatemala e poi in El Salvador. Gli altopiani si estendono verso nord a Verapaz e gradualmente scendono verso est.[16]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente la storia della civiltà Maya viene divisa in tre periodi principali: preclassico, classico, e postclassico.[17] Gli studiosi moderni considerano questi periodi come divisioni arbitrarie della cronistoria Maya, piuttosto che indicativi dell'evoluzione culturale o della decadenza.[18] Le date di inizio o di fine di una dato periodo, possono variare anche di un secolo a seconda dell'autore.[19] Il periodo preclassico si estende circa tra il 2000 a.C. e il 250 d.C., a cui segue il periodo classico, circa dal 250 d.C. al 950 d.C. e il postclassico dal 950 d.C. alla metà del XVI secolo.[20] Ogni periodo è ulteriormente suddiviso:

Cronologia Maya[20]
Periodo Divisione Date
Preclassico Primo preclassico 2000–1000 a.C.
Medio preclassico Primo medio preclassico 1000–600 a.C.
Tardo medio preclassico 600–350 a.C.
Tardo preclassico Primo tardo preclassico 350–1 a.C.
Tardo tardo preclassico 1 a.C. – 159 d.C.
Ultimo preclassico AD 159 – 250 d.C.
Classico Primo classico 250–550 d.C.
Tardo classico 550–830 d.C.
Ultimo classico 830–950 d.C.
Postclassico Primo postclassico 950–1200 d.C.
Ultimo postclassico 1200–1539 d.C.
Periodo di contatto 1511–1697 d.C.[21]

Periodo preclassico[modifica | modifica wikitesto]

Edifici costruiti a Takalik Abaj durante il periodo medio preclassico.[22]

Il periodo preclassico è quello in cui i Maya svilupparono la loro civiltà.[23] Tra gli studiosi è un continuo dibattito circa la data di inzio di questa era. Le datazioni effettuate tramite carbonio-14 dei reperti scoperti a Cuello, nel Belize li pongono intorno al 2600 a.C.[24] Gli studi sugli insediamenti databili intorno al 1800 a.C. della regione Soconusco della costa del Pacifico, hanno rivelato che i Maya già coltivavano le colture di base della loro alimentazione, tra cui mais, fagioli, squash e peperoncino.[25] Questo periodo, noto come il primo preclassico,[25] fu caratterizzato da comunità sedentarie e l'introduzione della ceramica e piccole sculture in argilla.[26]

Durante il periodo medio preclassico, i piccoli villaggi cominciarono a crescere andando a formare le prime città.[27] Nel 500 a.C. queste città già possedevano grandi strutture templari decorate con maschere di stucco raffiguranti divinità.[28]Nakbe del Dipartimento di Petén in Guatemala è il primo esempio ben documentato di città Maya edificata in pianura,[29] in cui le grandi strutture sono state datate intorno al 750 a.C.[27] Le pianure del nord dello Yucatán furono ampiamente abitate in questo periodo.[30] Circa nel 400 a.C., verso la fine del periodo medio preclassico, i primi sovrani Maya alzarono stele per celebrare i risultati e validare il loro diritto a governare.[31]

Murali ritrovati nel 2005 hanno permesso di collocare temporalmente più indietro, rispetto a quanto ritenuto, l'origine della scrittura Maya per diversi secoli, dimostrando che una certa capacità fu già in uso a San Bartolo nel Petén a partire dal III secolo a.C., ed è ormai assodato che furono fondamentali per il più ampio sviluppo della scrittura mesoamericana nel periodo preclassico.[32] Nel tardo periodo preclassico, l'enorme città di El Mirador crebbe fino ad arrivare a coprire circa 16 chilometri quadrati.[33] Essa vantava viali pavimentati, enormi complessi piramidali datati intorno al 150 a.C., stele e altari eretti nelle sue piazze.[33] El Mirador è considerata una delle prime capitali della civiltà Maya[33] e le paludi del bacino del Mirador sembrano essere state un fonte di grande attrazione per i primi abitanti della zona, come lo dimostrano gli insoliti e numerosi insediamenti intorno ad esso.[34] Circa nel 350 d.C., la ​​città di Tikal, destinata a diventare in seguito una delle più importanti del periodo classico Maya, rivestiva già il ruolo di importante centro urbano anche se inferiore a El Mirador.[35] La fioritura culturale dell'era tardo preclassica, crollò nel I secolo d.C. e molte delle grandi città dell'epoca furono abbandonate dai Maya; il motivo di questo crollo, al 2015, è ancora sconosciuto.[28]

Kaminaljuyu 7.jpg El Mirador 5.jpg
Kaminaljuyu, sugli altopiano, e El Mirador, in pianura, erano entrambe importanti città del tardo preclassico

Negli altopiani, Kaminaljuyu emerse come centro principale del tardo periodo preclassico, svolgendo il ruolo di collegamento tra le rotte commerciali della costiera del Pacifico, con il fiume Motagua[36] La città di trovava ad un bivio che gli permise di controllare i commerci verso ovest fino alla costa del Golfo, a nord verso gli altipiani e lungo la pianura costiera del Pacifico per l'istmo di Tehuantepec e El Salvador; ciò gi permise di avere il dominio sulla distribuzione di beni importanti come la giada, l'ossidiana e il cinabro.[37] Il primo stile scultoreo Maya si diffuse in tutta la rete commerciale.[38] Durante il periodo tardo preclassico, Takalik Abaj e Chocolá erano due delle più importanti città della pianura costiera del Pacifico,[39] e Komchen crebbe fino a diventare un luogo importante dello Yucatán settentrionale.[40]

Periodo classico[modifica | modifica wikitesto]

Stele, rinvenuta a Quiriguá, che rappresenta il re K'ak' Tiliw Chan Yopaat.[41]

Il periodo classico (circa 250-900 d.C.) è in gran parte correlato al periodo durante il quale i Maya edificarono i monumenti datati utilizzando il calendario del Lungo Computo,[42] costituendo il picco della fioritura di costruzione su larga scala e dell'urbanistica. Le iscrizioni monumentali comportarono un significativo sviluppo intellettuale e artistico, in particolare nelle regioni della pianura del sud.[42] Il panorama politico, in questo periodo, è stato paragonato a quello dell'Italia rinascimentale o della Grecia classica, con la presenza di più città-stato impegnate in una complessa rete di alleanze e inimicizie.[43]

Durante il periodo classico, la civiltà Maya raggiunse il suo massimo splendore.[28] Nei i primi anni di questo arco temporale, le città Maya di tutta la regione furono influenzate dalla grande metropoli messicana di Teotihuacan.[44] Nel 378 a.D., Teotihuacan fu protagonista di un decisivo intervenuto presso Tikal e altre città vicine, deponendo il loro sovrano e instaurando una nuova dinastia a loro asservita.[45] I Maya svilupparono una civiltà città centrata sull'agricoltura intensiva costituita da numerose città-stato indipendenti, anche se alcune erano sottoposte ad altre.[46]

Al suo apice, coincidente il tardo classico, Tikal contava una popolazione di oltre 100.000 abitanti.[47] La sua grande rivale era Calakmul, un'altra potente città potente nel bacino di Petén.[48] Tikal e Calakmul svilupparono estesi sistemi di alleanze e vassalli: le città minori che entrarono a farne parte guadagnavano prestigio e mantenevano rapporti pacifici con gli altri membri degli stessi accordi.[49] Tuttavia, Tikal e Calakmul impegnarono tutte le città a loro alleate per combattersi tra di loro con risultati alterini che segnarono i rispettivi periodi di fioritura e di declino.[50]

Nel sud-est, Copán fu la città più importante[48] mentre Palenque e Yaxchilan primeggiarono nella regione Usumacinta.[48] Negli altopiani, Kaminaljuyu, posta nella valle del Guatemala, fu un grande insediamento umano già dal 300 a.D.[51] Nel nord, Coba era il capitale più importante.[52] Le città più importanti comandavano sui piccoli centri pretendendo tributi sotto forma di lavoro o merci, come il cacao, tessuti e piume.[53]

Calakmul fu una delle più importanti città del periodo classico

La base sociale della civiltà classica Maya era costituita da una rete politica ed economica estesa che ha raggiunse tutta l'area e parte della grande regione mesoamericana.[54] I sistemi politici predominanti del periodo classico erano situati nelle pianure centrali; durante questo periodo, gli altopiani del sud e le pianure del nord, possono essere considerati culturalmente, economicamente e politicamente periferici rispetto a questa zona centrale.[55]

I monumenti più importanti, a testimonianza di questo periodo storico, sono le piramidi mesoamericane e i palazzi che furono edificati nel centro delle grandi città.[56] In questi anni l'uso della scrittura geroglifica sui monumenti si diffuse, lasciando una grande quantità di informazioni comprese le registrazioni delle dinastie, delle alleanze e degli altri avvenimenti politici del tempo.[57] La scultura sulle steli di pietra si diffuse in tutta l'area durante il periodo classico,[58] e l'abbinamento di stele scolpite e di altari circolari sono considerati un segno distintivo della civiltà classica Maya.[59] Durante il periodo classico quasi ogni regno delle pianure meridionali sollevò steli nel suo centro cerimoniale.[60] L'epigrafista David Stuart dapprima propose che i Maya considerassero le loro stele come "alberi di pietra", anche se poi rivide la sua interpretazione in "manifesti di pietra".[61] Il principale obiettivo di una stele era quello di glorificare il re.[62]

La civiltà Maya intraprese attività commerciali su lunga distanza, e importanti vie correvano dal fiume Motagua al Mar dei Caraibi, poi a nord fino alla costa dello Yucatán. Un altro itinerario percorso si estendeva dal Verapaz lungo il Río de la Pasión verso il porto commerciale di Cancun; da lì, alcune rotte commerciali portavano all'est dell'attuale Belize, a nord del centro-settentrionale di Petén, e poi verso il Golfo del Messico e la costa occidentale della penisola dello Yucatán.[63] I prodotti di elite più frequentemente commerciati furono la giada, ceramiche pregiate e piume di quetzal,[64] mentre quelli più semplici furono l'ossidiana, il sale e il cacao.[65]

Fine del periodo classico[modifica | modifica wikitesto]

Chichen Itza fu la città più importante della regione settentrionale Maya.

Nel corso del IX secolo d.C., i Maya della regione centrale andarono incontro ad un grave collasso politico, segnato dall'abbandono delle città, dalla fine delle dinastie e da uno spostamento verso nord delle attività.[44] Questo declino fu accompagnato da una cessazione delle iscrizioni sui monumenti e delle costruzioni su larga scala. Non vi è nessuna teoria universalmente accettata che spieghi questo crollo, ma si suppone che sia il risultato di una combinazione di cause, tra cui le frequenti guerre civili, la sovrappopolazione con conseguente grave degrado ambientale e la siccità.[66] In questo periodo le città più a nord, come Chichen Itza e Uxmal, mostrarono una maggiore attività e i principali insediamenti dello settentrionale continuarono ad essere abitate a lungo dopo che le città delle pianure del sud andarono incontro al declino.[67]

Vi sono prove che la popolazione Maya abbia superato la capacità dell'ambiente a supportarne fabbisogni; i fattori che contribuirono a ciò furono, tra gli altri, l'esaurimento del potenziale agricolo, la deforestazione e la caccia eccessiva. I cambiamenti climatici sembrano che abbiano comportato un periodo di siccità lungo 200 anni.[68] L'organizzazione sociale dei Maya del periodo classico era basata sull'autorità del sovrano sui riti, piuttosto che sul controllo centrale del commercio e della distribuzione alimentare. Questo modello di sovranità appare mal strutturato per rispondere ai cambiamenti, con la libertà di azione del sovrano limitato agli interventi tradizionali. I governanti reagirono alla crisi intensificando le attività come l'edilizia, i riti e la guerra; azioni controproducenti che ebbero come unico risultato quello di esacerbare i problemi sistemici.[69]

Nei secoli IX e X si verificò il collasso del sistema di dominio, basata soprattutto sulla potenza divina del re. Nel nord dello Yucatan, il singolo potere regio fu sostituito da un consiglio di governo formato da appartenenti all'elite. Nel sud dello Yucatán e nel Petén centrale, i regni andarono incontro ad una diminuzione, e si assistette ad un rapido e profondo spopolamento delle città.[70] Nel giro di un paio di generazioni, ampie fasce della zona centrale furono totalmente abbandonate.[71] Il collasso influenzò una porzione relativamente ampia della zona sud, che comprendeva la penisola meridionale dello Yucatan, nel nord del Chiapas e il Guatemala, e la zona intorno Copán in Honduras. Le più grandi città avevano popolazioni che contavano dai 50.000 ai 120.000 abitanti. Entrambe le capitali e i loro annessi centri secondari furono abbandonati in un periodo tra i 50 e i 100 anni.[72]

Alla fine dell'VIII secolo, le continue guerre avevano messo a ferro e fuoco la regione Petexbatún di Petén, con un conseguente spopolamento di Dos Pilas e Aguateca.[73] Uno dopo l'altra, molti città scomparirono; ultimi monumenti edificati a Palenque, Piedras Negras e Yaxchilan sono stati datati tra il 795 e l'810, nel corso dei decenni successivi, Calakmul, Naranjo, Copán, Caracol e Tikal caddero nell'oblio. L'ultima data del Lungo Computo fu iscritta a Toniná in 909. Le stele, elemento che aveva caratterizzato questo periodo, non furono più sollevate e vagabondi abusivi si insediarono nei palazzi reali oramai abbandonati. Le rotte commerciali mesoamericane si spostarono tralasciando Petén.[74]

Periodo postclassico[modifica | modifica wikitesto]

Zaculeu fu una capitale Maya del periodo postclassico[75]

Le grandi città dominarono Petén caddero in rovina intorno al X secolo d.C. con l'inizio del crollo del periodo classico Maya.[76] Tuttavia, anche se ridotta di molto, una significativa presenza Maya vi rimase durante il periodo postclassico dopo l'abbandono delle principali città; la popolazione si concentrò particolarmente in prossimità delle fonti d'acqua permanenti[77] e, a differenza di quello che avveniva precedentemente, nel periodo postclassico le terre abbandonate non venivano rapidamente occupate.[72] Le attività si spostarono verso le pianure del nord e gli altopiani probabilmente sfruttando una certa immigrazione dalle pianure del sud.[78] La città di Chichen Itza, a partire dall'VIII secolo d.C, iniziò a crescere di prestigio,[72] diventando quella che probabilmente fu la più grande, la più potente e la più cosmopolita di tutte le città maya.[79] Chichen Itza e i suoi vicini insediamenti, andarono incontro ad un rapido declino durante l'XI secolo e ciò può rappresentare l'episodio finale del crollo del periodo classico. A questo punto, la regione Maya non disponeva di alcuna potenza dominante, e ciò si protrasse fino alla nascita della città di Mayapan nel XII secolo. Nuove città sorsero in prossimità delle coste del mare dei Caraibi e del Golfo e vennero a crearsi nuove reti commerciali.[80]

Il periodo postclassico fu caratterizzato da una serie di cambiamenti che contraddistinsero le nuove città da quelle del periodo classico precedente.[81] Esse furono edificate in zone più facilmente difendibili, come località collinari circondate da profondi burroni, con mura e fossi artificiali che completavano la protezione offerta dal terreno naturale. Difese murate sono state identificate in un certo numero di siti nel nord, tra cui Chacchob, Chichen Itza, Cuca, Ek Balam, Mayapan, Muna, Tulum, Uxmal e Yaxuná.[82] Una delle città che crebbe in questo periodo di importanza fu Q'umarkaj, conosciuta anche come Utatlán, la capitale dell'aggressivo regno k'iche'.[81] Il potere dei Maya si affermò dallo Yucatán agli altopiani del Guatemala e fu organizzato da un consiglio comune. Tuttavia, in pratica uno dei membri del consiglio fungeva da capo supremo, con gli altri membri che si limitavano al ruolo di consulenti.[83]

Mayapan fu un'importante città dell'epoca postclassica nella penisola nord dello Yucatan

Mayapan fu abbandonata intorno al 1448, dopo un periodo forti turbolenze politica, sociali e ambientali che per molti aspetti ricordarono il crollo del periodo classico avvenuto nella regione meridionale. L'abbandono delle città fu seguito, nella penisola dello Yucatan, da un periodo di guerra prolungato, che si concluse solo poco prima dell'incontro con gli spagnoli nel 1511. Anche senza vi era una capitale regionale dominante, i primi esploratori spagnoli hanno descritto città costiere ricche e fiorenti mercati.[80]

Durante il tardo postclassico, la penisola dello Yucatan era suddivisa in una serie di province autonome caratterizzate da una cultura comune ma che variavano nella loro organizzazione socio-politica interna.[84] Due delle province più importanti erano Mani e Sotuta, reciprocamente ostili.[85] All'arrivo degli spagnoli, i regni della penisola dello Yucatan settentrionale più importanti comprendevano Mani, Cehpech, Chakan, Ah Kin Chel, Cupul, Chikinchel. Ecab, Uaymil, Chetumal, Cochuah, Tases, Hocaba, Sotuta, Chanputun e Acalan.[86] Vi erano anche un certo numero di regni che occupavano la parte meridionale della penisola e che, tra gli altri, comprendevano Kejache, Itza,[87] Kowoj, [88] Yalain, [89] Chinamita, Icaiche, Manche Ch'ol e Mopan. Cholan Maya, di lingua Lakandon (da non confondere con i moderni abitanti del Chiapas), controllavano il territorio che si estendeva lungo gli affluenti del fiume Usumacinta nel Chiapas orientale e nel Petén sud-occidentale.[87]

Alla vigilia della conquista spagnola, gli altopiani del Guatemala vantavano la presenza di diversi potenti stati Maya.[90] Nei secoli precedenti all'arrivo dei colonizzatori, il K'iche' possedeva un piccolo impero che copriva gran parte delle alture occidentali e la vicina pianura costiera del Pacifico. Tuttavia, alla fine del XV secolo Kaqchikel si ribellò contro i loro ex alleati K'iche' fondando un nuovo regno a sud-est con Iximche come capitale.[91]

Periodo di Contatto e conquista spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Pagina tratta dal Lienzo de Tlaxcala che mostra la conquista spagnola di Iximche
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Conquista spagnola dello Yucatán, Colonizzazione spagnola delle Americhe e Conquista dell'impero azteco.

Nel 1511, una caravella spagnola naufragò nei Caraibi, e circa una dozzina di sopravvissuti approdarono sulla costa dello Yucatán dove vennero fatti prigionieri da un signore Maya e la maggior parte furono sacrificati, anche se in due riuscirono a fuggire. Dal 1517 al 1519, tre spedizioni spagnole separate esplorarono la costa dello Yucatán impegnandosi in una serie di battaglie con gli abitanti autoctoni.[92] Dopo che la capitale azteca Tenochtitlan cadde in mano degli spagnoli nel 1521, Hernán Cortés inviò Pedro de Alvarado, dal Messico centrale in Guatemala, con 180 cavalli, 300 fanti, 4 cannoni e migliaia di guerrieri alleati.[93] La ​​capitale del k'iche', Q'umarkaj, si arrese a Alvarado nel 1524.[94][95] Poco dopo, gli spagnoli furono inviati a Iximche, la capitale del Kaqchikel.[96] Le buone relazioni non durano e la città fu abbandonata dopo pochi mesi.[97] A ciò seguì, nel 1525, la caduta di Zaculeu e la capitale Mam Maya.[98] A partire dal 1527 Francisco de Montejo e suo figlio, Francisco de Montejo il Giovane, intrapresero una lunga serie di campagne contro i regni della Penisola dello Yucatán e ne completarono la conquista della parte settentrionale nel 1546.[99] Nel 1697, Martín de Ursua lanciò un assalto contro la capitale Itza Tayasal, l'ultima rimanente città indipendente Maya, che capitolò ben presto.[100]

Sistema politico[modifica | modifica wikitesto]

A differenza degli Aztechi e degli Incas, il sistema politico dei Maya non riuscì mai ad integrare tutta l'area culturale in un singolo stato o impero, in tutta la sua storia, infatti, vi furono un insieme di stati e piccoli regni. Queste unità furono spesso correlate tra di loro in complesse reti di rivalità, vassallaggi e alleanze. Talvolta, i diversi sistemi politici raggiunseero domini di dimensioni regionali, come ad esempio Calakmul, Caracol, Mayapan, e Tikal. Le prime unità di potere consolidate si formarono intorno al IX secolo a.C. nelle basse pianure.[101] Durante il tardo periodo preclassico. il sistema politico assunse i connotati di una teocrazia, dove l'ideologia elitaria giustificava l'autorità del sovrano che era rafforzata dalle apparizioni pubbliche, dai rituali e dalle pratiche religiose.[102] Il re, considerato di natura divina, era il centro del potere, esercitando il massimo controllo sulle funzioni amministrative, economiche, giudiziarie e militari. Tale era la sua autorità che era in grado di mobilitare sia l'aristocrazia che la gente comune nella realizzazione di progetti infrastrutturali enormi, senza aver bisogno, a quanto pare, né di una forza di polizia né di un esercito permanente.[103] Alcuni sistemi politici prevedevano che le cariche ammministrative fossero attribuite a fedeli sostenitori del re, piuttosto che parenti di sangue.[104]

La gestione del potere tra i Maya fu materia altamente complessa, caratterizzata da intrighi politici atti ad ottenere un vantaggio economico e sociale sui loro vicini.[105] Nel tardo classico, alcune città instaurarono un lungo periodo di dominio su altre grandi città, in altri casi reti di libere allenze si formarono intorno ad una città importate.[106] Le capitali dominanti esigevano tributi sotto forma di beni di lusso dai centri abitati soggiogati;[107] il potere politico Maya si rafforzava grazie alla predominanza militare e alla cattura e all'umiliazione di guerrieri vinti. Si ritiene che un forte senso di orgoglio e onore serpeggiante fra l'aristocrazia guerriera avrebbe portato a faide ed estese vendette, tanto da provocato l'instabilità politica e la frammentazione dei sistemi di potere.[108]

La cultura maya[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dei Maya e Cronologie mesoamericane.

La civiltà maya fiorì nella zona del Centro America che si estende dal sud della Penisola dello Yucatán fino all'Honduras e El Salvador passando per Guatemala e Belize. Gli archeologi dividono quest'area in due regioni: la regione del sud, le "terre alte", costituita dal sistema montuoso guatemalteco e la regione del nord, o "terre basse", che comprende la foresta tropicale sia del Guatemala che del Belize del nord e le zone più aride della penisola dello Yucatán.

I tre periodi principali in cui è suddivisa la storia dei Maya sono:

  • il Periodo Preclassico, che va dal 1500 a.C. al 317 d.C. secondo alcuni, e dal 1000 a.C. o dal 1800 a.C. secondo altri;
  • il Periodo Classico, che va dal 317 d.C. (anno corrispondente all'anno più antico del calendario maya) al 987 d.C., suddiviso a sua volta in tre periodi:
    • il Periodo Classico Arcaico, che va fino al 500 circa, in cui si assistette allo stanziarsi dei Maya e alla bonifica della giungla;
    • il Periodo Medio Classico, con una pausa a cui segue una ripresa con rinnovata lena;
    • il Periodo Classico Finale, a partire dall'800, in cui avviene il declino e l'inspiegabile abbandono di tutto quanto s'era creato;
  • il Periodo Postclassico.

La scrittura[modifica | modifica wikitesto]

La civiltà precolombiana dei Maya ha lasciato numerose ed estese iscrizioni. La scrittura maya era una scrittura logo sillabica che si sviluppò in un complesso sistema glifico, nel quale una singola parola poteva essere scritta in tre diverse modalità: in modo ideografico, con un sistema misto fonetico-ideografico, oppure in modo fonetico. Il sistema di scrittura dei Maya fu decifrato soltanto nella seconda metà del Novecento, poiché ci sono pervenute pochissime fonti scritte: quattro codici geroglifici (i codici di Madrid, Dresda, Parigi e il codice Grolier), due libri in lingua maya scritti in caratteri latini (il Popol Vuh, ed i Libri di Chilam Balam) e le stele e monumenti in pietra del periodo classico[109]. L'inizio dell'uso della lingua scritta Maya si può far risalire all'inizio dell'era cristiana. Una grande quantità di iscrizioni maya sono incise su stele, e contengono riferimenti alle date principali della loro storia. La comprensione di questi testi era peraltro limitata alla casta sacerdotale e ai dignitari dell'aldilà dei Maya.

Il tempo[modifica | modifica wikitesto]

La cronologia dei Maya era calcolata da un punto fisso del passato, proprio come il cristiano parte dalla nascita di Gesù, il greco dai primi giochi olimpici e il romano dalla fondazione di Roma. Il loro calendario (il Lungo computo) è ancorato a una data, tradotta dagli archeologi Goodman, Martinez e Thompson come 11 agosto 3113 a.C.[110], data su cui non tutti gli studiosi sono però d'accordo. Dai primi secoli dell'era cristiana, i loro sacerdoti astronomi predissero le eclissi con grande precisione e stabilirono accuratamente il corso di Venere.

Il calendario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calendario maya.

Il giorno era il k'in; 20 kin costituivano un uinal; 18 uinal l'haab, cioè l'anno di 360 giorni, più un 19º brevissimo, di soli 5 giorni uayeb, 5 giorni considerati nefasti durante i quali la gente rimaneva chiusa in casa facendo i debiti scongiuri. I 18 uinal avevano ciascuno il proprio nome, così come i 20 kin, e ognuno era indicato con un proprio glifo.
Vi era inoltre un calendario secondario concatenato al precedente che serviva a scopi rituali e divinatori composto da 260 giorni, 13 mesi di 20 giorni.
Il secolo durava 52 anni. 20 anni di 360 giorni rappresentavano un K'atun, ciclo destinato a ripetersi senza variazioni significative, ed è il katun ad essere rappresentato nelle stele erette nelle città più importanti all'inizio o al termine di un ciclo significativo di 20 anni.
L'eterno ciclico fluire di giorni, mesi e stagioni è un miracolo che spinse i maya ad attribuire ad ogni alba e ogni tramonto una sacralità profonda.
Ogni gesto, ogni attività umana si modella sui segni che il giorno porta con sé, sugli umori del sole che torna ad ogni alba dal regno degli inferi per raggiungere il cielo.

La matematica[modifica | modifica wikitesto]

Numeri maya
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema di numerazione maya.

I Maya utilizzavano un sistema di numerazione a base vigesimale (tipo di numerazione avente per base il numero 20). Un punto "." rappresentava l'unità, una barretta "_" rappresentava il 5; al numero venti entrava in campo lo zero. Il numero zero era concepito come posizione vuota: 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 12, 15, 20.

Per la civiltà maya la matematica faceva parte della sfera religiosa e rappresentava forme di conoscenza e di controllo delle energie sacre emanate principalmente dagli astri, considerate divinità o epifanie dell'essenza divina.


Fonti e temi della cultura maya[modifica | modifica wikitesto]

Chicanna, Campeche.

La scrittura maya, costituita da segni ideografico-fonetici, è stata in parte decifrata dagli studiosi, ma ciò non è bastato fino ad oggi per interpretare tutte le numerose iscrizioni dipinte e scolpite su monumenti, suppellettili e codici. Tra i testi scritti più importanti che ci tramandano alcuni importanti miti, leggende e avvenimenti storici dei Maya Quiché è il Popol Vuh, letteralmente collezione di foglie scritte, è una raccolta di documenti scritti scoperta agli inizi del Settecento da un frate domenicano, questo si fece consegnare dagli indigeni l'originale, lo trascrisse e lo tradusse poi in spagnolo. Popol Vuh è diviso in quattro parti, le prime tre dedicate alle vicende mitiche, il quarto alle vicende storiche Quiché.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Nell'urbanistica generale maya troviamo nel centro delle città i monumenti civici e religiosi, i templi, le residenze di corte e i luoghi d'incontro; alla periferia si sparpagliavano i villaggi e le case dei contadini. Tikal fu una delle più grandi ma sicuramente non la più antica, se si pensa a centri come El Mirador e ai centri preclassici presenti nell'attuale Belize o anche a Kaminaljuyu in Guatemala. Il suo centro civico e religioso aveva una superficie di circa 2 Km², i centri minori erano distribuiti per un raggio di 2 o 3 miglia. La dominavano 5 templi a piramide; il più alto misurava 75 metri. Poi c'era Copán, creduta per molto tempo l'Alessandria del mondo maya a causa di un'erronea lettura di un altare presente nel sito, che fu creduto rappresentasse una riunione di scienziati e degli astronomi, mentre poi venne riconosciuto come l'elenco dei sovrani della città, Chichén Itzá, città sacra dello Yucatán alla quale i pellegrini si avvicinavano con reverenza, aveva un grande pozzo naturale, sede dei sacrifici umani. All'ombra delle città si trovavano i campi di mais, tutto ciò che facevano, tutto ciò in cui credevano i maya, era messo in relazione con il mais. I templi e i sacrifici avevano il compito di assicurare abbondanti raccolti; l'elaborata teologia era uno strumento di propiziazione del potere, ma anche dei frutti della semina; il calendario era suddiviso in funzione dei lavori da compiere nei campi. Nelle città maya nei giorni di festa vi affluiva tutto il contado che assisteva ai riti, sfilava in processione, impiantava le bancarelle, giocava alla palla, pagava le tasse e poi se ne tornava alle proprie comode capanne nell'hinterland. Tornando al discorso riguardante l'architettura maya, essa sembra sia stata del tutto autoctona; ma parecchi studiosi suppongono che possa essere stata influenzata da qualche contatto con la civiltà asiatica, il materiale abbondava. La pietra calcarea veniva estratta ancora fresca dal terreno, la si trattava nelle fornaci per ricavare la calcina. Gli stucchi servivano per correggere gli errori di costruzione, anche se i blocchi di pietra erano finemente tagliati e selezionati. Tratti caratteristici dell'architettura maya furono il tetto sporgente, la volta e l'arco (volta a mensola, arco finto). Frequenti nell'architettura maya sono i grandi mascheroni in stucco che rappresentano generalmente le divinità, che derivano probabilmente dalle maschere di uomo-giaguaro degli Olmechi. La maestosità dell'architettura serviva per impressionare la folla dei fedeli.

TEMPLI:

notevolissime le piramidi triadiche, radiali, le "creste", i gruppi piramidali doppi; i maggiori templi sono:

La Danta (72 m.), El Mirador.

Serpente Bicefalo (65 m.), Tikal.

Tempio 5 (58 m.), Tikal.

El Tigre (55 m.), El Mirador.

Gran Sacerdote (55 m.), Tikal.

Catzin (50 m.), El Tintal.

Struttura 1 (50 m.) Calakmul.

El Henequén (48–49 m.) El Tintal.

Los Monos (48 m.) El Mirador.

Gran Giaguaro (48 m.), Tikal.

Struttura 1 (45 m.), Nakbé.

Struttura 2 (45 m.) Calakmul.

El Pavo (44 m.), El Tintal.

Caana (43 m.) Caracol.

Nohoch Mul (42 m.) Coba.

Particolarmente grandiosi erano i complessi monumentali di El Mirador che presentavano straordinarie piramidi triadiche. Linee slanciate con alte "creste" nel vertiginoso stile di Tikal.

La pittura[modifica | modifica wikitesto]

Al pari di molte civiltà del passato, i maya come altri popoli dell'America Centrale erano soliti caratterizzare sculture ed edifici mediante il colore, sia che questi ultimi avessero pareti lisce o fossero decorati a rilievo. Decorazione policrome all'interno di tombe di templi e palazzi come in rosso indio puro, azzurro di fondo. Temi: musicisti, danzatori, servitori con parasoli ricoperti di piume, personaggi con maschere di animali acquatici, sacerdoti e maestri di cerimonie, i signori e i nobili detentori del potere delle città, donne che si acconciano e si struccano, processioni di cortigiani, mascheroni di divinità, battaglie, il trapasso dalla vita alla morte, celebrazioni della vittoria, rituali scene di violenza e sacrifici umani, serpenti, giaguari. Una delle più spiccate doti artistiche dei maya è dunque, senza dubbio, l'inclinazione particolare per il disegno, una sensibilità sotto molti aspetti a quella dell'arte asiatica. La scultura si sviluppò senza influenze esterne nel periodo classico tra 550-900 d.C., e fu molto fiorente.

Arti minori[modifica | modifica wikitesto]

La sensibilità artistica di un popolo si riflette sempre fedelmente nella produzione di quelle che vengono chiamate arti minori. Esempio nella ceramica, vasi in onice e alabastro, sculture in legno, osso e pietra; inoltre usavano una lega speciale per la scultura e le armi, composta da oro puro e diversi materiali(tra cui l'argento). La maggior produzione di statuette in ceramica proviene dall'isola di Jaina, sono una serie di personaggi molti dei quali intenti ad attività quotidiane come la tessitura con il caratteristico telaio appeso per una estremità della cintura. Vi sono rappresentati sacerdoti o capi militari, sacerdotesse scrivani, maghi, stregoni, giullari e buffoni, ballerini, attori, giocatori di palla, suonatori, mercanti, servi, storpi e vecchi che amoreggiano. S'avverte in queste figurine la preoccupazione costante di riprodurre fedelmente i dettagli dell'abbigliamento e degli ornamenti del corpo cercando di rappresentare il più realisticamente gli atteggiamenti più significativi, il carattere e i sentimenti.

L'aldilà e gli dei[modifica | modifica wikitesto]

Una maschera in giada dei Maya

I Maya, come ovunque i loro contemporanei, diedero una spiegazione all'origine del mondo. C'erano stati parecchi mondi: ognuno era perito in un diluvio e si attendeva un altro diluvio. L'universo maya, come quello manicheo, era travagliato dalla perenne lotta fra le potenze del male e del bene. Il bene portava la pioggia, la fertilità e l'abbondanza; il male portava la siccità, gli uragani e le guerre. Sopra la terra esistevano 13 cieli di beatitudine e dietro di essi 9 d'inferno. Nel paradiso finale non esistevano più né dolore né povertà, né pesanti carichi da sopportare.

Nell'inferno finale c'erano fame, freddo e miseria. I Maya credevano in una copiosa rosa di divinità che sembra avesse origine da un culto più antico, la fede in una suprema divinità pantocratica. Ma questo Dio era troppo remoto dalla vita, cosicché i Maya immaginarono anche degli intermediari, in grado di curare ogni aspetto e fase della vita: il figlio di un dio vero divenne il capitano della corte degli Dei con cui gli uomini dovevano trattare. C'erano gli dei del mais e della morte, c'era un dio onnipresente della stella del nord che vigilava sui viaggi dei mercanti. A parecchie divinità era attribuito il compito di vegliare sulla guerra, sul sacrificio umano e sulla morte violenta. C'era poi il dio del vento e le dee che presiedevano alle inondazioni, alla gravidanza e alla tessitura; c'era anche la dea dei suicidi, tenuta in alta considerazione poiché i suicidi erano favoriti nella rapida ascesa al più alto dei cieli. Altre divinità avevano una speciale giurisdizione sui periodi cronologici in cui era diviso il tempo, altre ancora erano riservate a ciascun giorno separatamente, e, per buona misura, ogni numerale aveva il suo dio. C'era un dio per ogni emergenza, un dio per ogni necessità, un dio per ogni periodo di tempo. Il dio a cui il semplice coltivatore di mais si rivolgeva con la più sincera devozione era Chac, il dio della pioggia, la cui benevolenza arrecava vita e felicità, la cui ira era portatrice di morte.

Le divinità maya[modifica | modifica wikitesto]

Tulum, Quintana Roo.

Quelle che possiamo definire come le divinità della religione maya, sono rappresentazioni plastiche di esseri sovrannaturali composte in tratti altamente stilizzati di svariati animali ed elementi vegetali, talvolta combinati con forme umane. Gli dei per i maya erano capaci di manifestarsi, a seconda delle circostanze, sia attraverso fenomeni naturali e tramite animali, sia nei simulacri eretti dagli uomini che permettevano la materializzazione delle energie sacre durante i rituali, al fine di ricevere le offerte degli uomini. Li veneravano per ciò che essi rappresentavano e il loro significato glielo avevano dato loro stessi, per questo non potevano essere considerati semplici idoli. Erano entità imperfette che nascevano e morivano, quindi bisognose d'essere alimentate per sopravvivere. Per i maya non esistono esseri immutabili, di conseguenza gli dei erano costantemente soggetti a cambiamenti in un'iconografia vastissima. Per distinguerli però vi sono elementi simbolici costanti nel tempo. Tra le divinità più rappresentate v'è il Drago che simboleggia: il creatore del mondo, l'energia sacra suprema presente nell'intero cosmo. Sotto forma di serpente-uccello (il 1º simboleggia la terra ed è un serpente a sonagli, il 2º è il quetzal e simboleggia l'incarnazione del cielo). Inoltre è in relazione con il sole, l'acqua, il sangue, e il mais; s'arricchisce con elementi del giaguaro, del caimano e del cervo per dare vita al Drago Celeste. Diviene Drago bicefalo, serpente piumato e alato, serpente bicefalo, mascherone serpentiforme. Nel Postclassico Kukulcàn assunse il nome di Quetzalcoatl e venne rappresentato come serpente piumato o con sembianze di uomo-uccello-serpente; o come un anziano dagli occhi serpentiformi, grandi, rotondi o quadrangolari, bocca con un solo dente, o con tratti femminili.

Il cazzo è la deità suprema, asse intorno al quale si sviluppava la vita, generatore del tempo, origine del divenire in generale, signore delle 4 stagioni e della quadruplicità del cosmo. È il signore numero quattro e il glifo che gli corrisponde consiste in un fiore con quattro petali. È luce (ossia vita, giorno, ordine, bene) quando sorge, è giaguaro quando è il tramonto. Ha grandi occhi quadrangolari e strabici, dente limato, lingua sporgente, zanne spiraliformi agli angoli della bocca e presenta una forma a 8 sulla fronte rappresentante il corpo di un serpente. Rappresenta gli animali sacri = giaguaro, cervo, colibrì, aquila, gazza, ara.
Il dio Chaac (o Chac) è una variante del dio drago e presenta un naso cascante, pupille a forma di spirale, zanne ricurve e serpentine, impugna un'ascia o una torcia (da lui dipende la pioggia o la siccità). Nello Yucatán lo troviamo sotto forma di mascherone geometrico.
Dio K e Dio del Mais; dai loro occhi nasce una serie di foglie della suddetta pianta, privi di tratti animali e la testa che termina in una pannocchia. Signore del numero otto, senza attributi zoomorfi visto che l'uomo nasce da un impasto di granoturco.
Vi sono varie dee: la dea lunare, forza propizia della fertilità, la dea della pittura e della tessitura. Quando è giovane la dea della luna rappresenta la medicina e il parto, quando è vecchia la terra, la vegetazione e la tessitura.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Religione maya, Mitologia maya e Astrologia maya.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Siti archeologici maya.
Tessuti tipici dei Maya contemporanei (vedi Arte maya)

Le popolazioni di lingua maya[modifica | modifica wikitesto]

« Non siamo un mito del passato, rovine nella giungla o negli zoo. Siamo persone e vogliamo essere rispettate, non essere vittime dell'intolleranza e del razzismo. »
(Rigoberta Menchú)

Si stima che ci siano 6 milioni di Maya viventi in questa regione all'inizio del XXI secolo; alcuni sono abbastanza integrati nella cultura moderna delle nazioni nelle quali risiedono, altri conservano uno stile di vita differente e più legato alle proprie tradizioni, spesso parlando i linguaggi maya.

Le più vaste popolazioni maya sono negli stati messicani di Yucatán, Campeche, Quintana Roo, Tabasco e Chiapas, nonché nelle nazioni centroamericane di Belize, Guatemala e a occidente in Honduras e in El Salvador.

Yucatán[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo più vasto di Maya moderni si trova nello stato messicano dello Yucatán. Il nome Yucatán si narra derivi da Yectean, esclamazione che significa più o meno "non ho capito". Così rispondevano le popolazioni cui gli spagnoli chiedevano il nome della propria terra: Yectean, non ho capito. Comunemente si identificano come "Maya", senza nominare alcuna tribù (diversamente da quelli che vivono negli altopiani occidentali del Guatemala) e parlano una lingua che gli antropologi definiscono "maya yucateco", ma è chiamato semplicemente "maya" da chi lo parla e dagli altri yucatechi; parlano comunque anche lo spagnolo. Specialmente nelle regioni occidentali, anche quelli che parlano maya in casa spesso si definiscono meticci, il che mostra una certa assimilazione alla cultura dominante messicana.

Storicamente, la popolazione della metà occidentale della penisola era meno integrata con la cultura ispanica e meno assoggettati ai coloni rispetto agli abitanti della metà orientale.

Vi fu una grande rivolta dei maya yucatechi, nel XIX secolo, che fu una delle più riuscite rivolte moderne degli Indios. Essa portò tra l'altro alla temporanea esistenza di uno stato maya di Chan Santa Cruz, riconosciuto come nazione indipendente dall'Impero Britannico.

Lo sviluppo del turismo nel Mar dei Caraibi ha incoraggiato uno spostamento demografico da altre regioni del Messico. Questo fenomeno però, secondo molti critici, è stato motivato almeno in parte dal desiderio del governo centrale messicano di diminuire l'identità maya della regione a favore di una generica "messicanità".

Questo processo ha creato forti scompensi nella identità culturale dei discendenti del popolo maya.

Chiapas[modifica | modifica wikitesto]

Il Chiapas fu lo stato del Messico meno toccato dalle riforme della Rivoluzione messicana. Molti Maya qui supportano l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN).

I maggiori gruppi etnici chiapanechi sono tzotzil e i tzeltal, che si trovano sugli altopiani; i tojolabal, i ch'ol, i lacandoni.

Guatemala[modifica | modifica wikitesto]

In Guatemala le popolazioni maya più vaste e più legate alle antiche tradizioni si trovano negli altopiani occidentali.

In questo stato la politica seguita dai coloni spagnoli è stata quella di mantenere le popolazioni indigene separate e sottomesse e continua ancor oggi nel XXI secolo. Questo ha portato alla conservazione di molti costumi tradizionali, unico stile di vita possibile per i Maya.

Continua ancor oggi una notevole identificazione con le tribù, che spesso corrispondono agli stati-nazione precolombiani. Molte persone indossano tutt'oggi abiti che distinguono i gruppi locali specifici da tutti gli altri. I vestiti delle donne tendono a essere più tradizionali rispetto a quelli maschili, poiché gli uomini hanno avuto una maggior interazione con la cultura ispanica e maggiori rapporti commerciali.

Fra i popoli maya degli altopiani vi sono i quiché, i mam, i pocomam, i caqchikel, gli ixil, i kekchi, i tzutuhil, i jacaltechi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Edward King (Lord Knigsborough), Antiquitates of Mexico, 1830-1848
  • J. Eric S. Thompson, La civiltà Maya, Einaudi, 2006, ISBN 88-06-17764-8.
  • Herbert Wilhelmy, La civiltà dei Maya, Laterza (edito anche da Corriere della Sera come volume 10 della "Storia Universale")

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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