Cervia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Cervia
comune
Cervia – Stemma Cervia – Bandiera
Cervia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.png Ravenna
Amministrazione
Sindaco Luca Coffari (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°15′00″N 12°22′00″E / 44.25°N 12.366667°E44.25; 12.366667 (Cervia)Coordinate: 44°15′00″N 12°22′00″E / 44.25°N 12.366667°E44.25; 12.366667 (Cervia)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 82,20 km²
Abitanti 29 180[1] (31-12-2010)
Densità 354,99 ab./km²
Frazioni Cannuzzo, Castiglione di Cervia, Milano Marittima, Montaletto, Pinarella, Pisignano, Savio di Cervia, Tagliata di Cervia, Tantlón, Terme, Villa Inferno
Comuni confinanti Cesena (FC), Cesenatico (FC), Ravenna
Altre informazioni
Cod. postale 48015. I codici 48016 e 48010 non sono più in uso per le frazioni dal 2006
Prefisso 0544
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039007
Cod. catastale C553
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cervesi
Patrono san Paterniano
Giorno festivo 13 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cervia
Posizione del comune di Cervia nella provincia di Ravenna
Posizione del comune di Cervia nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale
« Ravenna sta come stata è molt'anni:
l'aguglia da Polenta la si cova,
sì che Cervia ricuopre cò suoi vanni. »
(Dante Alighieri - Divina Commedia, Inferno, Canto XXVII)

Cervia (Žíria in romagnolo[2]) è un comune italiano di 29.180 abitanti della provincia di Ravenna in Romagna.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Cervia.

In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,9 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +22,5 °C; si contano, mediamente, 58 giorni di gelo all'anno.

Le precipitazioni medie annue, inferiori ai 700 mm e distribuite mediamente in 78 giorni, presentano un minimo relativo in inverno e in tarda primavera e un picco moderato tra l'estate e l'autunno, in un contesto di una distribuzione quantitativa annuale piuttosto regolare[3][4][5].

Storia[modifica | modifica sorgente]

La storia di Cervia è legata alla produzione del sale. Le saline erano probabilmente già in funzione in periodo etrusco e sicuramente sviluppate in periodo romano[6]. È possibile che esistessero degli alloggi, o forse degli insediamenti, per gli addetti alle saline, anche stagionali.

Fino a tutta l'età romana la città ha mantenuto il suo nome di origine greca, Ficocle. Ficocle fu distrutta dall'esarca Teodoro nel 709 e in seguito, con il nome di Cervia, venne edificata come città forte, esattamente al centro delle saline. Nel 1697 papa Innocenzo XII diede ordine di costruire la città attuale in un luogo più salubre.

Età Antica[modifica | modifica sorgente]

Tra storia e leggenda, Cervia venne probabilmente fondata da coloni greci, che si stabilirono pochi km più a nord dell'attuale abitato. Secondo una delle leggende la città di Ficocle sarebbe stata fondata da un prode condottiero etrusco, Ficol, discendente di Giano, Re dei Latini, che, desideroso di rovesciare la tirannia ravennate, avrebbe posto le fondamenta di una città che portava il suo nome, com'era uso per la fondazione delle città in quel tempo.

Lo storico ravennate Vincenzo Carrari lasciò scritto nella sua Istoria di Romagna che il nome dell'antica Ficocle deriverebbe da un capitano greco, o dal prefetto di Filippo I di Macedonia, nominato Ficocle, di cui Livio spesse volte fa menzione, o da Ficocle Arconte degli ateniesi, o dai popoli Ficolesi che l'edificarono, posta da Plinio nella quinta Regione d'Italia, o piuttosto da Ficolea, palude in cui era posta.

Pirro Ligorio attesta essersi trovata nel 116 dell'era cristiana, sotto le rovine del Foro di Traiano la seguente iscrizione:

« IMP. CÆS. NERVÆ
TRAJANO. DACICO. GER-
MANICO. PARTHICO
PONT. MAX. TRIB. POT. XVIII
IMP. VII. COS. VI. P.P. OPTIMO
PRINCIPI
RAVENNATI. CÆRE-
VIANI. CÆSENNATI
CUR. VIAR. TRA......
FAM........ »

In questa iscrizione con i più celebri ravennati e cesenati vengono ricordati anche i cervesi, ma molti eruditi archeologi e anche Ludovico Antonio Muratori[7] hanno posto in dubbio l'autorità[non si dice "autenticità"?] di tale iscrizione. Probabilmente non è originale in quanto nessun altro scrittore antico fa menzione della città di Cervia, tale ipotesi è suffragata dallo scrittore Ferdinando Ughelli[8].

Girolamo Rossi nelle sue Storie Ravennati[9] vuole che Cervia fosse fra le cinque più nobili città componenti la pentapoli dell'Esarcato di Ravenna.

Il cardinale Ignazio Cadolini in una sua memoria stampata in Imola nel 1830 afferma che l'antica Ficocle avesse tratto la sua origine dai Pelasgi, ai quali si deve l'erezione non solo di essa, ma di anche molte città circostanti, tutte entro il territorio della Regione Adriatica.

Ipotizzando la non veridicità della lapide di Pirro Ligorio, restano i soli nomi di Ficocle o Ficode; ma questi nomi sembrano ignoti alla maggior parte degli scrittori antichi, o, se per caso sono menzionati da qualche parte, si pensa siano da riferire ad altre città e non all'antica Cervia.

Alcuni scrittori ritengono che il luogo fosse stato denominato Ficocle da parte di antichi greci per le proprietà particolari del posto. Di questa opinione è anche l'abate gesuita Pietro Antonio Zanoni che, nel suo "de Salinis Cerviensibus", a pagina 94 vi è scritto:

(LA)
« Veteres consuevere Urbes denominare ab aliqua loci circumstantia, ut Pisaurum ab Isauro flumine Olana ab Olano. Hinc celebris haec nostra Urbs ex abundantia herbae marinae ab incolis dicta Biso, primum denominata est Phyclocle. »
(IT)
« Gli antichi erano soliti denominare le città a partire da caratteristiche nelle adiacenze del luogo, come Pesaro dal fiume Isauro, Olana dall'Olano. Donde questa nostra celebre città, in un primo momento denominata Ficocle dall'abbondanza delle erbe marine dagli abitanti fu denominata Biso. »
(Pietro Antonio Zanoni - De salinis Cerviensibus - Pag. 94)

Infatti Phicocle deriva dal greco φῦκος, "alga", e da κλέος, "fama"; come a dire luogo celebre per alga marina, e questa nasce spontaneamente ed in abbondanza lungo tutti i canali, e massime in quelli dello stabilimento salifero, nel cui mezzo giaceva Ficocle. Gli abitanti chiamano quest'erba in termine volgare biso, la quale non è che un'erba sottile, capillacea simile al fieno che annualmente si toglie dai canali delle saline perché sia libero il corso delle acque.

Dagli albori del cristianesimo all'VIII secolo[modifica | modifica sorgente]

Secondo gli statuti della città, il cristianesimo giunse intorno all'anno 50, per opera di Eleuterio, che fu il primo Vescovo inviato dall'Apostolo della Emilia Sant'Apollinare. La storia però non fornisce notizie certe che questo Eleuterio fosse il primo Vescovo di Ficocle, e non si conosce nessun altro che abbia ricoperto questo ruolo fino al 500, epoca in cui venne occupata da San Geronzio. La sua nomina è comprovata da documenti storici risalenti appunto a quell'anno, quando Papa Simmaco tenne un Concilio in Vaticano sull'invasione dei territori ecclestiastici e sulle vessazioni dei sacerdoti, al quale conciclio intervennero centotré vescovi, tra i quali è nominato appunto Geronzio Vescovo di Ficocle. Il medesimo vescovo partecipò al successivo consiglio a Roma, ma mentre faceva ritorno alla sua Chiesa fu ucciso presso Cagli. Di tale morte si ha traccia nel martirologio[10]. Nei Bollandisti si trova la vita di S. Geronzio, del quale il più che si parla è di Cagli, e specialmente del Monastero detto di San Geronzio, che esiste sin dal VII secolo, ed ha goduto di una certa fama per diversi secoli. L'esistenza di un Vescovo prova che a quell'epoca Ficocle era già città.

Dal martirio di San Geronzio non c'è nulla degno di nota nelle fonti storiche fino all'11 gennaio 595, quando, morto l'Arcivescovo di Ravenna, il suo successore si fregiava anche del titolo di Vescovo di Ficocle. Nello stesso anno, Maurizio Greco, tribuno dei soldati di Roma, compagno di Isacco, Esarca di Ravenna, lo denunciò di aver tentato di appropriarsi dell'Italia, e sotto questo pretesto, avendo simulato fedeltà all'Imperatore, si fece giurare fedeltà dai soldati, e dei cittadini Romani. Isacco, conosciuta la cosa, dopo aver mandato avanti le truppe a Roma, con grandi doni si ingraziò i soldati Mauriziani e li fece passare dalla sua parte; Maurizio, abbandonato dai suoi, fuggendo a Santa Maria Maggiore venne preso e mandato a Ravenna, e fu decapitato in loco cui Ficundae nomen est, che alcuni chiamano Ficocle, a dodici miglia da Ravenna.

Da quell'epoca fino al 649 non si ha altra notizia se non che Mauro, Arcivescovo di Ravenna, non potendo intervenire al Concilio di Roma, convocato dal Papa Martino, mandò in sua vece Mauro, Vescovo di Cesena, e Diodato, sacerdote Ravennate; ed al medesimo concilio intervennero molti vescovi soggetti a Ravenna, tra i quali è menzionato Bono Vescovo di Ficocle.

Nel 655 Pipino diede in dominio perpetuo al Pontefice Zaccaria la Pentapoli, le città dell'Emilia, e dell'Esarcato. La Pentapoli conteneva Ravenna, Cesena, Classe, Forlì e Forlimpopoli; e questa Pentapoli, secondo Rossi, era una parte dell'Esarcato: l'altra la chiamavano Emilia, la quale cominciando dal foro di Cornelio conteneva quelle città che dall'Appennino comprendono Bologna, Modena, Reggio, Parma, Piacenza e fino al Po.

Nel 709, in un'epoca piena di lotta e rancori, Ficocle subì la sorte solitamente destinata ai vinti. Infatti narrano gli storici che Giustiniano comandò a Teodoro, il quale, accresciuta la sua armata si stava recando in Sicilia, ad affrettarsi a Ravenna per sottomettere al Romano Pontefice Costantino l'arcivescovo Felice, reo di essersi ribellato. L'Arcivescovo ed i Capi della fazione, venuti a sapere della cosa, chiesero soccorso a tutte le città della Flaminia, e a tutto l'Esarcato, e dalle chiese soggette, tra le quali sono nominate, la Ficoclese, la Comacchiese, quella di Forlimpopoli, di Cesena, d'Imola e di Faenza.

Tomaso Tomai, storico di Ravenna, narrando di questo avvenimento scrisse:

« [...] che i capi della fazione con ogni studio si sforzarono di chiamar aiuto da tutte le città di Romagna, come di Ficocle, allora grande città »
(Tomaso Tomai)

Fu in questa circostanza che Altobello Laschi, valoroso cittadino di Ficocle, andò con una milizia in soccorso di Ravenna e combatté l'esercito di Teodoro facendogli perdere molti uomini, ma questo sforzo fu di poco aiuto contro il numero dei soldati imperiali, di molto superiore alle sue poche forze. Il risultato che ne seguì fu il saccheggio della città di Ravenna.

Teodoro, a questo punto, si rivolse contro la cittadina romagnola e, poiché gli abitanti erano venuti a sapere dell'imminente sterminio ed erano fuggiti dalla città, trovandola vuota, si accanì contro le mura e la distrusse sin dalle fondazioni.

Questa distruzione non sancì la fine della piccola città di Ficocle, la quale risorse a poco a poco grazie ai cittadini superstiti.

Dal cambio di nome al XV secolo[modifica | modifica sorgente]

La leggenda dell'origine del nome «Cervia»

Si narra che quando la città era interamente circondata dai boschi e dalle foreste, uno dei maggiori frequentatori di questi spazi verdi fosse il vescovo di Lodi e un giorno, mentre l'uomo passeggiava in pineta, un cervo, riconoscendolo come funzionario di Dio, gli si inginocchiò davanti in segno di devozione.

Da quel giorno risultò naturale chiamare la città Cervia, non solo per ricordare lo straordinario avvenimento, ma anche considerando che nelle pinete limitrofe i cervi erano particolarmente numerosi.

La versione sembrò convincente anche gli stessi cervesi, tanto che lo stemma della città rappresenta proprio un cervo dorato inginocchiato su terreno verde. Il Bricchi riporta il testo di una donazione fatta nell'815 al pontefice da Ludovico il Pio, successore di Carlo Magno, la quale, trovandosi negli archivi vaticani, asserisce:

« Io Lodovico Imperatore concedo a te Pietro Apostolo, Principe degli Apostoli, e per te al tuo Vicario ed ai suoi successori perpetuamente la città di Roma [...] ed anche tutto l'Esarcato della città di Ravenna, secondoché l'Imperatore Carlo mio Padre di pia memoria, e parimente Pipino nostro Avolo nel passato concedettero all'Apostolo S. Pietro, cioè Ravenna, Bobio, Emilia, Forlimpopoli, Forlì, Faenza ... »
ed in ultimo nomina Cervia.

Che il cambio di nome da Ficocle a Cervia sia avvenuto nell'VIII secolo, come questo documento riporta, è dubbio. Tuttavia è certo che ciò sia avvenuto fra il 900 e il 1000; a tal proposito è riportato in un Concilio di Ravenna del 997:

(LA)
« Leo Episcopus Phycodensis, quae nunc Cervia vocatur »
(IT)
« Leo vescovo di Ficocle, che ora è chiamata Cervia »
(Concilio di Ravenna)

Il 5 gennaio 1115 a Forlimpopoli, si narra che Enrico V, dopo la preghiera di Matilde e di altri principi influenti, avesse sottratto il Cenobio di S. Vitale di Ravenna al dominio degli Arcivescovi, così che quei Monaci fossero soggetti solo a lui medesimo, e tra i possedimenti confiscati se ne enumerano molti situati nel cervese.

Le prime immagini di Cervia sono di alcune mappe del XV secolo in cui appare come una città fortificata e circondata dalle saline. Ha tre ingressi collegati alla terra ferma da ponti levatoi, un Palazzo Priorale, ben sette chiese e una rocca difensiva voluta, secondo la leggenda, da Barbarossa[11].

Pianta di Cervia vecchia e saline. Anonimo, XVII secolo.

Dal XVI secolo al 1697[modifica | modifica sorgente]

Mappa del territorio di Cervia. Si vedono la città vecchia e quella nuova. Anonimo, XVIII secolo.

A partire dal XVI secolo le coste cervesi furono minacciate dalle incursioni dei pirati di stanza nei porti del Nordafrica (i «corsari»), all'epoca territorio dell'Impero ottomano. Le incursioni avevano come scopo la razzia sia di beni materiali che di esseri umani. Le persone fatte prigioniere venivano vendute come schiavi nel porto di Algeri[12]. Cervia fu attaccata perché famosa soprattutto per le sue saline.

La città risentì notevoli danni. Il primo avvistamento di una nave piratesca affacciata sul porto di Cervia risale al marzo 1573. Nel 1581 fu condotto il primo vero e proprio rapimento di uomini: fu eseguito su un naviglio proveniente da Venezia, di ritorno al porto romagnolo. L'equipaggio, dopo la cattura, fu portato a Valona (in Albania, quindi in territorio ottomano), poi condotto ad Algeri.

Anche durante il XVII secolo la minaccia corsara incombette su Cervia. In quel periodo la vita dei cervesi peggiorò anche a causa delle funesti condizioni ambientali. I canali che attraversavano la città e alimentavano le saline erano salmastri ed era scarsa l'acqua potabile. L'area che circondava le saline era dominata da aree acquitrinose, dette "valli", in cui erano diffusa la presenza della zanzara portatrice della malaria. Durante la stagione invernale le piogge e il gelo rendevano impraticabili le strade per cui anche gli spostamenti da e verso i vicini centri maggiori erano difficoltosi.

La crisi del XVII secolo colpì pesantemente Cervia, riducendone gli abitanti a poche centinaia. Si cominciò a pensare al trasferimento di Cervia vicino alla costa, in una posizione geografica più salutare. Finalmente, nel 1689 il potere politico prese una prima decisione. Il Tesoriere della Legazione di Romagna, Michelangelo Maffei, fece costruire sul bordo del corso d'acqua che oggi costituisce il porto canale una torre per difendere il porto dagli attacchi dei pirati. Egli stesso la fece intitolare a San Michele. Sulla sommità furono posti due cannoni e una campana da suonare in caso di avvistamento di navi corsare. Per assicurare lo stivaggio del sale prodotto nelle saline, nel 1691 fu costruito, adiacente alla Torre San Michele, un magazzino del sale ("Magazzino Torre"). Era un edificio massiccio, in mattone, con pochi ingressi e particolarmente ampio internamente, in modo da potere contenere enormi quantitativi di sale, fino a 13.000 tonnellate. Successivamente, il 9 novembre 1697, Papa Innocenzo XII firmò il decreto di costruzione della città nuova.

Il documento indicava esattamente il numero delle case da costruire, la posizione della Cattedrale, del Palazzo Vescovile e delle carceri per una spesa complessiva di 35-40.000 scudi. La città fu costruita come una fortezza: era interamente circondata da mura difensive. Le porte di accesso erano solamente due, le quali venivano chiuse tutte le sere. All'interno, ampio spazio fu lasciato per il Magazzino del Sale e la difensiva Torre San Michele.

Da «Cervia nuova» all'unificazione d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1712 fu costruito un secondo magazzino del sale ("Magazzino Darsena"), nel Piazzale dei Salinari.

Dall'unità dell'Italia ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

La città di Cervia ha numerose chiese anche se in un territorio limitato, ognuna con un'identità storica, artistica e di tradizione. Queste chiese non sono solo edifici, ma anche centri di comunità parrocchiali che diedero luogo in passato a forme di solidarietà e di difesa di valori irrinunciabili per l'uomo di ogni tempo.

La Cattedrale in un giorno di pioggia

Saline[modifica | modifica sorgente]

Le saline di Cervia.

La storia di Cervia è fortemente legata alla produzione del sale. La Riserva naturale Salina di Cervia è la testimonianza del legame della città alle sue Saline. All'interno del Parco si trova lo stabilimento di produzione del sale a raccolta industriale e l'antica Salina Camillone dove si continua a raccogliere il sale artigianalmente con il "metodo cervese". Il sale di Cervia, famosissimo in tutta Italia, è detto il "sale dolce", non perché con minore capacità salante, ma per una più limitata presenza dei sali amari, come i solfati di magnesio, di calcio, di potassio e il cloruro di magnesio, quindi di tutte quelle sostanze, per lo più insolubili, che forniscono al sale quel retrogusto tendente all'amaro e meno gradito al palato.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Uno degli antichi Magazzini del Sale. Si notino la piccola darsena e la torretta. Un tempo era in funzione una teleferica su cui veniva traportato il sale dalle burchielle ai magazzini e dai magazzini alle barche degli acquirenti. Il cavo della teleferica terminava sulla torretta.
  • MUSA - Il Museo del Sale si trova nel Magazzino del sale "Torre". Qui si conservano documenti, fotografie, attrezzi utilizzati per produrre il sale, oltre che un plastico delle saline di Cervia. Qui è conservato anche un cristallo di sale che pesa circa 15 kg.

Pineta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pineta di Cervia.

Cervia ha una grande pineta, di circa 260 ettari e comprende le zone di Milano Marittima, Cervia, Pinarella e Tagliata.

La pineta è sempre stata caratteristica di questi luoghi, insieme a quella di Classe. Dopo il canale del Porto, infatti fino a tempi abbastanza recenti esisteva solo la chiesa di S. Antonio con l'adiacente convento dei Frati Minori Osservanti. La pineta iniziava subito dopo la chiesa, e comprendeva pini, ginepri, querce, frassini, salici. Il sottobosco era perlopiù composto da rovi, olivelle, ligustri, prugni, viti selvatiche e rose.

Il mare[modifica | modifica sorgente]

Immagine di fine Ottocento-inizi Novecento delle terme.

Un progetto con l'ente locale ARPA è attivo per il controllo dell'acqua, in diversi punti fra la spiaggia di Milano Marittima e quella di Pinarella. I risultati che ne sono conseguiti evidenziano che la qualità dell'acqua è tale da aver garantito alla città la Bandiera Blu della Foundation for Environmental Education per il nono anno consecutivo (dal 1997)[13].

I livelli di queste acque reflue sono stati sempre ottimali negli ultimi anni[14], tranne qualche piccolo rilevamento del 2004 e 2002 che hanno fatto scattare gli allarmi e sono stati previsti altri controlli, che hanno verificato la qualità delle acque, tornata subito a livelli entro la norma.

Ultimamente, tuttavia, è stato frequente d'estate il fenomeno dell'eutrofizzazione e la conseguente venuta a riva della mucillagine, che dal 1729 (prima documentazione storica) ha colpito le acque del Mar Adriatico 26 volte[15].

Piste ciclabili[modifica | modifica sorgente]

A Cervia sono già attivi alcuni percorsi ciclabili. In prospettiva sarà attraversata dalla lunga ciclabile costiera, la Ciclovia Adriatica, prevista nella rete nazionale BicItalia.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[16]

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

La popolazione del Comune, al 31 dicembre 2008, ammontava a 28.542 abitanti, registrando un aumento di 485 persone e 1,73% percentuale rispetto all'anno precedente.
L'incremento della popolazione è stato favorito dal costante afflusso di migranti da altre parti d'Italia e d'Europa, nonché diversi extracomunitari, che hanno contenuto il saldo negativo del movimento naturale[17].

Anno Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2007 28.057 25.872 2.185
31/12/2008 28.542 +1,73% 25.950 +0,30% 2.592 +18,63%

Fonte: Servizio statistico della Provincia di Ravenna.

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti erano: 3.171. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Romania Romania 1440
2 Albania Albania 400
3 Senegal Senegal 228
3 Ucraina Ucraina 169
5 Polonia Polonia 113
6 Marocco Marocco 110
7 Moldavia Moldavia 96
8 Tunisia Tunisia 95
9 Bangladesh Bangladesh 58
10 Brasile Brasile 45

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cervia e la letteratura[modifica | modifica sorgente]

Premio letterario Cervia

Ideato dall'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cervia, allo scopo di valorizzare la stagione balneare (la serata di premiazione, infatti, fu fissata in agosto). Potevano essere presentate opere di qualsiasi genere letterario (poesia, narrativa, teatro, ecc.). La manifestazione fu interrotta nel 1940 a causa dell'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale. I vincitori:

Nel 1956 nacque a Cervia il primo Trebbo poetico della poesia italiana. L'idea di presentare la lettura di testi poetici a contatto col pubblico (anticipatrice delle moderne letture pubbliche, o reading, in lingua inglese) fu dovuta a due giovani appassionati di poesia: Antonio (Toni) Comello e Walter Della Monaca. I due si ispirarono alla tradizione romagnola del trebbo (treb in dialetto)[19]. La manifestazione contribuì a diffondere la cultura poetica a livello nazionale.

Il programma del Trebbo poetico prevedeva un discorso iniziale, in cui Della Monaca o Comelio spiegava il significato delle poesie in programma (il pubblico dei trebbi era variegato ed eterogeneo). Seguiva una prima parte, dedicata alla lettura di poesie del passato (da Dante a Giovanni Pascoli), e una seconda parte, dedicata alla lettura di testi di poeti contemporanei. L'iniziativa riscosse subito uno straordinario successo, tanto che i due ideatori riuscirono a riproporla in tutte le regioni d'Italia. Effettuarono anche diverse puntate all'estero, nei paesi in cui era rilevante la presenza di immigrati italiani. La storia del Trebbo poetico terminò nel 1960, quando il sodalizio tra Comello e Della Monica si sciolse.

Premio Cervia

Nato nel 1956 con il nome "Premio Trebbo Poetico Città di Cervia", nel 1960 prese la denominazione definitiva. I vincitori (dalla seconda edizione veniva giudicata non la singola opera, ma la migliore raccolta inedita di poesie):

  • 1956: Metropoli di Mario Cicognani (giuria presieduta da Giuseppe Ungaretti. Tra i giurati anche Alfonso Gatto e Giovanni Titta Rosa)
  • 1957: Elena Vanoni (nella giuria, ai precedenti si aggiunge Alberto Mondadori)
  • 1958: Siro Angeli (L'ultima libertà)
  • 1959: il Premio Trebbo Poetico diventa itinerante e lascia Cervia.
  • 1960: la prima edizione del Premio Cervia (il regolamento è lo stesso del Premio Trebbo Poetico) va ad Alberico Sala con la raccolta Sempre più difficile (della giuria fanno parte ancora una volta Giuseppe Ungaretti come presidente, Alfonso Gatto e Giovanni Titta Rosa)
  • 1961: Roberto Sanesi (Oberon in catene), Ungaretti presiede la giuria per l'ultima volta
  • 1962: Elio Filippo Accrocca (Porta Ninfina) ex aequo con Umberto Bellintani (Ventotto poesie) (presidente di giuria è il critico letterario Giuseppe Ravegnani)
  • 1963: primo premio non assegnato
  • 1964: Enzo Fabiani (Dopo la battaglia) (dopo la scomparsa di Giuseppe Ravegnani il nuovo presidente della giuria è Carlo Bo, che manterrà l'incarico fino all'ultima edizione del premio)
  • 1965: Margherita Guidacci (Un cono d'ombra)
  • 1966: Cesare Vivaldi (Quindici poesie)
  • 1967: Silvio Ramat (Con le mie stesse armi)
  • 1968: Giovanni Giudici (24 inediti)
  • 1969: Sandro Boccardi (Filo conduttore)
  • 1970: Grytzko Mascioni (Una certa serenità)

Le uniche tre cittadinanze onorarie attribuite dal Comune di Cervia sono andate a tre poeti: Grazia Deledda (1927), Giuseppe Ungaretti (1958) e Mario Luzi (1999)[20].

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

  • 5 gennaio: Concerto di fuochi d'artificio;
  • 6 gennaio: «Pasqualotti»;
  • «Fiera di San Giuseppe» e Sagra della Seppia (terza domenica di marzo). Concorso di aquiloni sulla spiaggia libera; fuochi d’artificio e accensione della focarina di primavera.
  • «Chocolat» (terzo week end di marzo), manifestazione dedicata alla cultura del cioccolato; si svolge a Milano Marittima.
  • 11-13 aprile: RaiRadio3 «InFestival»
  • «Festival Internazionale dell'Aquilone» (penultimo week end di marzo). Nato nel 1981 da un'idea di Claudio Capelli, il festival si svolge sulla Spiaggia Libera di Lungomare Grazia Deledda e richiama numerosi ospiti stranieri.
  • «Festa delle cozze» (terzo week end di giugno). Caratterizzata da concerti, spettacoli e stand gastronomici nel borgo dei pescatori.
  • Due ricorrenze furono istituite dal vescovo Pietro Barbo (divenuto poi papa Paolo II):
  1. «Consegna del salfiore al Pontefice» (fine novembre). Pietro Barbo fu nominato vescovo di Cervia da Papa Eugenio IV. Per ringraziare il pontefice, nel 1444 gli volle fare un dono. A giugno fece raccogliere il salfiore, ovvero il "fiore della salina", che è il più pregiato prodotto delle saline. Poi inviò una delegazione in Vaticano per donarlo al Papa. La missione si ripeté ogni anno: il salfiore divenne così "il sale del Papa". L'oro bianco giunse sulla mensa pontificia sino al 1870, quando cadde lo Stato della Chiesa (di cui anche Cervia fece parte fino al 1859). La tradizione della Consegna è ripresa nel 2003.
  2. «Sposalizio del mare» (prima domenica di maggio). La tradizione risale al 1445, quando il vescovo, rientrando da Venezia s'imbatté nella tempesta. Accorgendosi che stava per affondare, il vescovo invocò Dio e gettò in acqua l'anello episcopale affinché placasse la furia delle acque. E così avvenne. Da quell'anno ogni prima domenica di maggio il vescovo ripete il lancio dell'anello nel mare come gesto beneaugurale[21]. Per tradizione i bagnini e pescatori della Riviera si tuffano in acqua per recuperare l'anello. A chi lo trova viene dedicata la festa della serata sul porto.
  • «Festival della Romagna» (fine settimana del solstizio d'estate);
  • 10 agosto: Spettacolo pirotecnico, nella spiaggia libera, durante la notte di San Lorenzo;
  • 31 dicembre: «Incendio del Magazzino Darsena» (area Magazzini del Sale). Uno spettacolo di fuochi d'artificio, accompagnato da musiche, che si conclude con suggestivi effetti speciali fra cui "l'incendio" del Magazzino del Sale Darsena.

Persone legate a Cervia[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica: frazioni[modifica | modifica sorgente]

Cannuzzo[modifica | modifica sorgente]

La località è un centro prevalentemente agricolo. D'interesse turistico c'è la Chiesa della Madonna degli Angeli, la cui costruzione risale al 1600, in cui è conservato un affresco cinquecentesco con l'immagine della Madonna. Nel territorio circostante sono ancora presenti edifici rurali sottoposti a vincolo, la cui tipologia riprende il modello cesenate-riminese.

Castiglione di Cervia[modifica | modifica sorgente]

Castiglione è un centro agricolo a pochi km di distanza dal mare, in questa frazione sono degni di nota sotto l'aspetto storico-artistico l'Oratorio di S.Lorenzo, costruzione del 1794, su progetto di Camillo Morigia, Villa Ragazzena eretta nel 1562 dai Monaci Camaldolesi di Classe, la Chiesa di S. Giuseppe che risale al 1775 su progetto dell'architetto Domenico Barbiani. Gli abitanti stimati, sono all'incirca 1.280

Milano Marittima[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Milano Marittima.

Nata agli inizi del Novecento come località turistica su iniziativa di una società milanese (la "Società Milano Marittima", per l'appunto). Milano Marittima è diventata negli anni un punto di riferimento per il divertimento sulla costa romagnola. Nell'ultimo decennio ha visto la propria popolarità crescere grazie alla presenza di diversi personaggi famosi, soprattutto dello sport, che hanno aperto locali e alberghi e partecipano all'annuale torneo di tennis "Vip Master".

Montaletto[modifica | modifica sorgente]

È una frazione situata a Sud-Ovest sul confine con la provincia di Forlì-Cesena, ed è un centro agricolo. Nella zona sono stati effettuati scavi archeologici con ritrovamenti di reperti di epoca romana in gran parte custoditi al Museo Nazionale di Ravenna. A Montaletto è presente una chiesa, nella via Confine, di proprietà privata e concessa in comodato gratuito ai fedeli per funzioni religiose.
Montaletto è diviso in tre parti:

  1. Montaletto Chiesa, sulla strada che da Pisignano va a Villalta,
  2. Montaletto Scuole sulla statale che va da Cesena a Cervia,
  3. Borgo, che sorge sulla via Visdomina, una strada laterale che congiunge Montaletto Chiesa con la statale Adriatica (chiamata nel gergo locale "la via dei socialisti").

I fabbricati di Montaletto Chiesa con la chiesa di San Giorgio e il "bar Liberio" furono costruiti su ordinazione dei Marchesi Locatelli attorno al 1600, questa famiglia benestante di Cesena era anche proprietaria di numerosi poderi della zona ed ebbe fino alla fine del 1800 un'importante voce in capitolo nella vita dei mezzadri di Montaletto. Gli abitanti stimati in questa frazione, sono circa 300.

Pinarella[modifica | modifica sorgente]

Pinarella è nata turisticamente come naturale propaggine sud del comprensorio cervese. Ha conservato la pineta che si sviluppa lungo la spiaggia, caratterizzata dalla presenza di sentieri e di "percorsi vita", che separano la spiaggia dalla zona ad edilizia turistica, caratterizzata anche dalla presenza di colonie estive di enti pubblici italiani.

Pisignano[modifica | modifica sorgente]

Frazione del Comune di Cervia, centro agricolo, particolarmente interessante per la presenza della Pieve di Santo Stefano. L'origine risale al 977, ancora l'edificio conserva pregevoli affreschi attribuibili a Luca Longhi. Presso la frazione ha sede una base aerea militare: il «15º Stormo». 790, sono gli abitanti stimati in questa frazione.

Savio di Cervia[modifica | modifica sorgente]

È la frazione più a nord di tutto il comune, ed è un centro residenziale situato sulla SS 16. Percorrendo l'Adriatica nel tratto tra Rimini e Ravenna, appena superato il ponte sul fiume Savio, inizia invece la frazione di Savio di Ravenna. Una piccolissima parte di questa frazione si trova però anche nel territorio tra il fiume Savio e Cervia. Ad esempio la zona chiamata "Lunarda".

È in questo paese che ebbe luogo l'episodio chiave della cosiddetta Settimana Rossa (7-14 giugno 1914) ovvero il rapimento del generale Agliardi avvenuto sul ponte del fiume Savio.

A seguito degli scontri avvenuti ad Ancona tra forze dell'ordine e manifestanti durante un comizio antimilitarista, Emilia, Romagna e Marche furono investite da scioperi e agitazioni popolari che, anche se privi di precisi obiettivi, assunsero un carattere preinsurrezionale e furono repressi duramente. Successivamente, in seguito a trattative, il generale fu liberato senza conseguenze.

Tagliata[modifica | modifica sorgente]

Tagliata è la località più meridionale del comune. È delimitata a sud dal canale Tagliata che coincide anche con il confine con il comune di Cesenatico, a ovest dalla SS 16, mentre a nord confina con Pinarella. La località è dominata dalla rigogliosa pineta che si estende lungo la costa. L'associazione locale per la promozione turistica è la PROLOCO RIVIERA DEI PINI, che dal 2008 è coinvolta nell'organizzazione del festival internazionale dell'aquilone, manifestazione che richiama migliaia di persone da tutta Europa.

Terme[modifica | modifica sorgente]

Terme è una piccola frazione a nord del comune di Cervia, parallela a Milano Marittima. Questa zona è caratterizzata dalla presenza delle Terme e da un vasto parco naturale.

Villa Inferno[modifica | modifica sorgente]

Villa Inferno (Cervia) è un centro agricolo e artigianale. Da poco è stato istituito il "Museo dei Burattini e delle Figure" in cui si possono ammirare notevoli esempi di burattini padani di fine Ottocento, antichi copioni e attrezzi di scena, fondali dipinti, marionette del Settecento e Ottocento, pupi siciliani e teste di legno di metà Ottocento.

Si pensa che il nome derivi dal latino "infer" "basso" data la sua vicinanza con le saline di Cervia e quindi zona paludosa, per finire anche Villa Inferno ha una sua piccola frazioncina, definita più che frazione come "contrada" e si chiama Sant'Andrea di Villa Inferno. Gli abitanti stimati di questa frazione, sono all'incirca 640, mentre nella contrada di Sant'Andrea, risultano essere all'incirca 140.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni sportive[modifica | modifica sorgente]

Per tre volte Cervia è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1955, l'ultima nel 1997 in occasione del trecentesimo anniversario della fondazione di Cervia Nuova.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Cervia
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1955 14ª Ancona 173 Italia Giuseppe Minardi Francia Raphaël Géminiani
1985 Vittorio Veneto 237 Belgio Frank Hoste Italia Roberto Visentini
1997 Mestre 211 Italia Mario Cipollini Italia Mario Cipollini

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 2004 Massimo Medri Partito Comunista Italiano/Partito Democratico della Sinistra/Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2014 Roberto Zoffoli Democratici di Sinistra/Partito Democratico Sindaco
2014 in carica Luca Coffari Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Germania Aalen. Il rapporto di amicizia tra le città di Cervia e di Aalen si inserisce nell'ambito delle relazioni fra la provincia di Ravenna e la provincia tedesca dell'Ostalbkreis, gemellate dal 1990. Nel corso di questi 20 anni le relazioni tra le due province hanno favorito la promozione del territorio ravennate in Germania e, inoltre, hanno promosso la nascita di nuovi e concreti rapporti di amicizia tra diversi comuni italiani e tedeschi. I rapporti tra Cervia e Aalen si sono intensificati grazie allo Sposalizio del Mare del 2009. In quell'occasione è stato siglato il «Patto di amicizia», preludio del gemellaggio siglato il 4 giugno 2011. Cervia diventa il nono comune della provincia di Ravenna a gemellarsi con città della provincia dell'Ostalbkreis.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 196.
  3. ^ Medie climatiche 1961-1990
  4. ^ Dati climatologici medi
  5. ^ Tabelle e grafici climatici
  6. ^ Storia delle Saline
  7. ^ Ludovico Antonio Muratori - Novus Thesaurus veterum inscriptionum - Tom. secun. edit. Mediolani 1740 pag 1095
  8. ^ Storia Sacra - Tom. II, pagina 485, edit. Rom 1644
  9. ^ Girolamo Rossi - Storie ravennati - Libro 2, pagina 69 - Libro 4, pagina 155
  10. ^ Martirologio - die 9 Maii pag 1886, edit. Paris 1645
  11. ^ Di questi edifici oggi non sono rimaste tracce visibili
  12. ^ Per dare un esempio dell'attività di tali corsari basti ricordare che nel 1585 si trovavano ad Algeri 22.000 schiavi cristiani.
  13. ^ Località italiane insignite della Bandiera Blu
  14. ^ Qualità delle acque di balneazione
  15. ^ Speciale mucillagine. URL consultato il 19 agosto 2007.
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Statistiche demografiche ufficiali del Comune di Cervia
  18. ^ Ciò denota che la manifestazione fu controllata dal regime fin dalla sua fondazione.
  19. ^ Il trebbo era una consolidata tradizione della civiltà contadina che veniva tramandata inalterata da una generazione all'altra. Si svolgeva nelle serate invernali: una famiglia ospitava tutti i vicini. Ci si riuniva nella stanza più calda per passare assieme le serate invernali. La differenza tra il trebbo vero e proprio e il trebbo poetico è la seguente: durante un trebbo accadevano più cose: l'ascolto di storie fantastiche raccontate da un fulèsta (cantastorie), che veniva chiamato per l'occasione; l'esecuzione di canti tradizionali; la recitazione di poesie, ecc. L'espressione "trebbo poetico" indica invece una riunione dedicata alla sola recitazione di poesie.
  20. ^ Natascia Ferrini, Cinquant'anni fa il primo Trebbo Poetico della poesia italiana di ogni tempo, Cervia, 2007.
  21. ^ Dal 1947 Cervia non è più sede vescovile, essendo stata associata alla diocesi di Ravenna. È quindi il vescovo di Ravenna a compiere il rito.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ferdinando Forlivesi, Cervia: cenni storici, Tipografia Zanichelli, Bologna, 1889
  • Vittorio Bassetti, Cervia e porto di Cesenatico. Momenti storici vissuti sotto la dominazione pontificia (sec. XIV), <<Studi Romagnoli>>, LXI (2010), pp. 45-57.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]