Cervia
| Cervia comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Roberto Zoffoli (PD) dal 15/06/2004 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°15′0″N 12°22′0″E / 44.25°N 12.36667°ECoordinate: 44°15′0″N 12°22′0″E / 44.25°N 12.36667°E | ||||
| Altitudine | 5 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 82,19 km² | ||||
| Abitanti | 29 180[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 355,03 ab./km² | ||||
| Frazioni | Cannuzzo, Castiglione di Cervia, Milano Marittima, Montaletto, Pinarella, Pisignano, Savio di Cervia, Tagliata, Tantlón, Terme, Villa Inferno | ||||
| Comuni confinanti | Cesena (FC), Cesenatico (FC), Ravenna | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 48015. I codici 48016 e 48010 non sono più in uso per le frazioni dal 2006 | ||||
| Prefisso | 0544 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 039007 | ||||
| Cod. catastale | C553 | ||||
| Targa | RA | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Nome abitanti | cervesi | ||||
| Patrono | san Paterniano | ||||
| Giorno festivo | 13 novembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Cervia nella provincia di Ravenna |
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| Sito istituzionale | |||||
| « Ravenna sta come stata è molt'anni: l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre cò suoi vanni. » |
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Cervia (Žíria o Zìrvia in dialetto romagnolo[2]) è un comune di 29.180 abitanti della provincia di Ravenna in Romagna.
Indice |
[modifica] Geografia
Località del comune di Cervia:
[modifica] Cannuzzo
La località è un centro prevalentemente agricolo. D'interesse turistico c'è la Chiesa della Madonna degli Angeli, la cui costruzione risale al 1600, in cui è conservato un affresco cinquecentesco con l'immagine della Madonna. Nel territorio circostante sono ancora presenti edifici rurali sottoposti a vincolo, la cui tipologia riprende il modello cesenate-riminese.
[modifica] Castiglione di Cervia
Castiglione è un centro agricolo a pochi km di distanza dal mare, in questa frazione sono degni di nota sotto l'aspetto storico-artistico l'Oratorio di S.Lorenzo, costruzione del 1794, su progetto di Camillo Morigia, Villa Ragazzena eretta nel 1562 dai Monaci Camaldolesi di Classe, la Chiesa di S.Giuseppe che risale al 1775 su progetto dell'architetto Domenico Barbiani. Gli abitanti stimati, sono all'incirca 1.280
[modifica] Milano Marittima
Nata agli inizi del Novecento come località turistica su iniziativa di una società milanese (la "Società Milano Marittima", per l'appunto). Milano Marittima è diventata negli anni un punto di riferimento per il divertimento sulla costa romagnola. Nell'ultimo decennio ha visto la propria popolarità crescere grazie alla presenza di diversi personaggi famosi, soprattutto dello sport, che hanno aperto locali e alberghi e partecipano all'annuale torneo di tennis "Vip Master".
[modifica] Montaletto
È una frazione situata a Sud-Ovest sul confine con la provincia di Forlì-Cesena, ed è un centro agricolo. Nella zona sono stati effettuati scavi archeologici con ritrovamenti di reperti di epoca romana in gran parte custoditi al Museo Nazionale di Ravenna. A Montaletto è presente una chiesa, nella via San Pellegrino,di proprietà privata e concessa in comodato gratuito alla Curia.
Montaletto è diviso in tre parti:
- Montaletto Chiesa, sulla strada che da Pisignano va a Villalta,
- Montaletto Scuole sulla statale che va da Cesena a Cervia,
- Borgo, che sorge sulla via Visdomina, una strada laterale che congiunge Montaletto Chiesa con la statale Adriatica (chiamata nel gergo locale "la via dei socialisti").
I fabbricati di Montaletto Chiesa con la chiesa di San Giorgio e il "bar Liberio" furono costruiti su ordinazione dei Marchesi Locatelli attorno al 1600, questa famiglia benestante di Cesena era anche proprietaria di numerosi poderi della zona ed ebbe fino alla fine del 1800 un'importante voce in capitolo nella vita dei mezzadri di Montaletto. Gli abitanti stimati in questa frazione, sono circa 300.
[modifica] Pinarella
Pinarella è nata turisticamente come naturale propaggine sud del comprensorio cervese. Ha conservato la pineta che si sviluppa lungo la spiaggia, caratterizzata dalla presenza di sentieri e di "percorsi vita", che separano la spiaggia dalla zona ad edilizia turistica, caratterizzata anche dalla presenza di colonie estive di enti pubblici italiani.
[modifica] Pisignano
Frazione del Comune di Cervia, centro agricolo, particolarmente interessante per la presenza della Pieve di Santo Stefano. L'origine risale al 977, ancora l'edificio conserva pregevoli affreschi attribuibili a Luca Longhi. Presso la frazione ha sede una base aerea militare: il «15º Stormo». 790, sono gli abitanti stimati in questa frazione.
[modifica] Savio di Cervia
È la frazione più a nord di tutto il comune, ed è un centro agricolo situato sulla SS 16. Percorrendo l'Adriatica nel tratto tra Rimini e Ravenna, appena superato il ponte sul fiume Savio, inizia invece la frazione di Savio di Ravenna. Una piccolissima parte di questa frazione si trova però anche nel territorio tra il fiume Savio e Cervia. Ad esempio la zona chiamata "Lunarda".
È in questo paese che ebbe luogo l'episodio chiave della cosiddetta Settimana Rossa (7-14 giugno 1914) ovvero il rapimento del generale Agliardi avvenuto sul ponte del fiume Savio.
A seguito degli scontri avvenuti ad Ancona tra forze dell'ordine e manifestanti durante un comizio antimilitarista, Emilia, Romagna e Marche furono investite da scioperi e agitazioni popolari che, anche se privi di precisi obiettivi, assunsero un carattere preinsurrezionale e furono repressi duramente. Successivamente, in seguito a trattative, il generale fu liberato senza conseguenze.
[modifica] Tagliata
Tagliata è la località più meridionale del comune. È delimitata a sud dal canale Tagliata che coincide anche con il confine con il comune di Cesenatico, a ovest dalla SS 16, mentre a nord confina con Pinarella. La località è dominata dalla rigogliosa pineta che si estende lungo la costa. L'associazione locale per la promozione turistica è la PROLOCO RIVIERA DEI PINI, che dal 2008 è coinvolta nell'organizzazione del festival internazionale dell'aquilone, manifestazione che richiama migliaia di persone da tutta Europa.
[modifica] Terme
Terme è una piccola frazione a nord del comune di Cervia, parallela a Milano Marittima. Questa zona è caratterizzata dalla presenza delle Terme e da un vasto parco naturale.
[modifica] Villa Inferno
Villa Inferno è un centro agricolo e artigianale. Da poco è stato istituito il "Museo dei Burattini e delle Figure" in cui si possono ammirare notevoli esempi di burattini padani di fine Ottocento, antichi copioni e attrezzi di scena, fondali dipinti, marionette del Settecento e Ottocento, pupi siciliani e teste di legno di metà Ottocento.
Si pensa che il nome derivi dal latino "infer" "basso" data la sua vicinanza con le saline di Cervia e quindi zona paludosa, per finire anche Villa Inferno ha una sua piccola frazioncina, definita più che frazione come "contrada" e si chiama Sant'Andrea di Villa Inferno. Gli abitanti stimati di questa frazione, sono all'incirca 640, mentre nella contrada di Sant'Andrea, risultano essere all'incirca 140.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Cervia. |
In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +2,9 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +22,5 °C; si contano, mediamente, 58 giorni di gelo all'anno.
Le precipitazioni medie annue, inferiori ai 700 mm e distribuite mediamente in 78 giorni, presentano un minimo relativo in inverno e in tarda primavera e un picco moderato tra l'estate e l'autunno, in un contesto di una distribuzione quantitativa annuale pittosto regolare[3][4][5].
[modifica] Storia
La storia di Cervia è legata alla produzione del sale. Le saline erano probabilmente già in funzione in periodo etrusco e sicuramente sviluppate in periodo romano[6]. È possibile che esistessero degli alloggi, o forse degli insediamenti, per gli addetti alle saline, anche stagionali.
Fino a tutta l'età romana la città ha mantenuto il suo nome di origine greca, Ficocle. Ficocle fu distrutta dall'esarca Teodoro nel 709 e in seguito, con il nome di Cervia, venne edificata come città forte, esattamente al centro delle saline. Nel 1697 Papa Innocenzo XII diede ordine di costruire la città attuale in un luogo più salubre.
[modifica] Età Antica
Tra storia e leggenda, Cervia venne probabilmente fondata da coloni greci, che si stabilirono pochi km più a nord dell'attuale abitato. Secondo una delle leggende la città di Ficocle sarebbe stata fondata da un prode condottiero etrusco, Ficol, discendente di Giano, Re dei Latini, che, desideroso di rovesciare la tirannia ravennate, avrebbe posto le fondamenta di una città che portava il suo nome, com'era uso per la fondazione delle città in quel tempo.
Lo storico ravennate Vincenzo Carrari lasciò scritto nella sua Storia di Romagna che il nome dell'antica Ficocle deriverebbe da un capitano greco, o dal prefetto di Filippo I di Macedonia, nominato Ficocle, di cui Livio spesse volte fa menzione, o da Ficocle Arconte degli ateniesi, o dai popoli Ficolesi che l'edificarono, posta da Plinio nella quinta Regione d'Italia, o piuttosto da Ficolea, palude in cui era posta.
Pirro Ligorio attesta essersi trovata nel 116 dell'era cristiana, sotto le rovine del Foro di Traiano la seguente iscrizione:
| « IMP. CÆS. NERVÆ TRAJANO. DACICO. GER- |
In questa iscrizione con i più celebri ravennati e cesenati vengono ricordati anche i cervesi, ma molti eruditi archeologi e anche Ludovico Antonio Muratori[7] hanno posto in dubbio l'autorità di tale iscrizione. Probabilmente non è originale in quanto nessun altro scrittore antico fa menzione della città di Cervia, tale ipotesi è suffragata dallo scrittore Ferdinando Ughelli[8].
Girolamo Rossi nelle sue Storie Ravennati[9] vuole che Cervia fosse fra le cinque più nobili città componenti la pentapoli dell'Esarcato di Ravenna.
Il cardinale Ignazio Cadolini in una sua memoria stampata in Imola nel 1830 afferma che l'antica Ficocle avesse tratto la sua origine dai Pelasgi, ai quali si deve l'erezione non solo di essa, ma di anche molte città circostanti, tutte entro il territorio della Regione Adriatica.
Ipotizzando la non veridicità della lapide di Pirro Ligorio, restano i soli nomi di Ficocle o Ficode; ma questi nomi sembrano ignoti alla maggior parte degli scrittori antichi, o, se per caso sono menzionati da qualche parte, si pensa siano da riferire ad altre città e non all'antica Cervia.
Alcuni scrittori ritengono che il luogo fosse stato denominato Ficocle da parte di antichi greci per le proprietà particolari del posto. Di questa opinione è anche l'abate gesuita Pietro Antonio Zanoni che, nel suo "de Salinis Cerviensibus", a pagina 94 vi è scritto:
| (LA)
« Veteres consuevere Urbes denominare ab aliqua loci circumstantia, ut Pisaurum ab Isauro flumine Olana ab Olano. Hinc celebris haec nostra Urbs ex abundantia herbae marinae ab incolis dicta Biso, primum denominata est Phyclocle. »
|
(IT)
« Gli antichi erano soliti denominare le città a partire da caratteristiche nelle adiacenze del luogo, come Pesaro dal fiume Isauro, Olana dall'Olano. Donde questa nostra celebre città, in un primo momento denominata Ficocle dall'abbondanza delle erbe marine dagli abitanti fu denominata Biso. »
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(Pietro Antonio Zanoni - De salinis Cerviensibus - Pag. 94)
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Infatti Phicocle deriva dal greco φῦκος, "alga", e da κλέος, "fama"; come a dire luogo celebre per alga marina, e questa nasce spontaneamente ed in abbondanza lungo tutti i canali, e massime in quelli dello stabilimento salifero, nel cui mezzo giaceva Ficocle. Gli abitanti chiamano quest'erba in termine volgare biso, la quale non è che un'erba sottile, capillacea simile al fieno che annualmente si toglie dai canali delle saline perché sia libero il corso delle acque.
[modifica] Dagli albori del cristianesimo all'VIII secolo
Secondo gli statuti della città, il cristianesimo giunse intorno all'anno 50, per opera di Eleuterio, che fu il primo Vescovo inviato dall'Apostolo della Emilia Sant'Apollinare. La storia però non fornisce notizie certe che questo Eleuterio fosse il primo Vescovo di Ficocle, e non si conosce nessun altro che abbia ricoperto questo ruolo fino al 500, epoca in cui venne occupata da San Geronzio. La sua nomina è comprovata da documenti storici risalenti appunto a quell'anno, quando Papa Simmaco tenne un Concilio in Vaticano sull'invasione dei territori ecclestiastici e sulle vessazioni dei sacerdoti, al quale conciclio intervennero centotré vescovi, tra i quali è nominato appunto Geronzio Vescovo di Ficocle. Il medesimo vescovo partecipò al successivo consiglio a Roma, ma mentre faceva ritorno alla sua Chiesa fu ucciso presso Cagli. Di tale morte si ha traccia nel martirologio[10]. Nei Bollandisti si trova la vita di S. Geronzio, del quale il più che si parla è di Cagli, e specialmente del Monastero detto di San Geronzio, che esiste sin dal VII secolo, ed ha goduto di una certa fama per diversi secoli. L'esistenza di un Vescovo prova che a quell'epoca Ficocle era già città.
Dal martirio di San Geronzio non c'è nulla degno di nota nelle fonti storiche fino all'11 gennaio 595, quando, morto l'Arcivescovo di Ravenna, il suo successore si fregiava anche del titolo di Vescovo di Ficocle. Nello stesso anno, Maurizio Greco, tribuno dei soldati di Roma, compagno di Isacco, Esarca di Ravenna, lo denunciò di aver tentato di appropriarsi dell'Italia, e sotto questo pretesto, avendo simulato fedeltà all'Imperatore, si fece giurare fedeltà dai soldati, e dei cittadini Romani. Isacco, conosciuta la cosa, dopo aver mandato avanti le truppe a Roma, con grandi doni si ingraziò i soldati Mauriziani e li fece passare dalla sua parte; Maurizio, abbandonato dai suoi, fuggendo a Santa Maria Maggiore venne preso e mandato a Ravenna, e fu decapitato in loco cui Ficundae nomen est, che alcuni chiamano Ficocle, a dodici miglia da Ravenna.
Da quell'epoca fino al 649 non si ha altra notizia se non che Mauro, Arcivescovo di Ravenna, non potendo intervenire al Concilio di Roma, convocato dal Papa Martino, mandò in sua vece Mauro, Vescovo di Cesena, e Diodato, sacerdote Ravennate; ed al medesimo concilio intervennero molti vescovi soggetti a Ravenna, tra i quali è menzionato Bono Vescovo di Ficocle.
Nel 655 Pipino diede in dominio perpetuo al Pontefice Zaccaria la Pentapoli, le città dell'Emilia, e dell'Esarcato. La Pentapoli conteneva Ravenna, Cesena, Classe, Forlì e Forlimpopoli; e questa Pentapoli, secondo Rossi, era una parte dell'Esarcato: l'altra la chiamavano Emilia, la quale cominciando dal foro di Cornelio conteneva quelle città che dall'Appennino comprendono Bologna, Modena, Reggio, Parma, Piacenza e fino al Po.
Nel 709, in un'epoca piena di lotta e rancori, Ficocle subì la sorte solitamente destinata ai vinti. Infatti narrano gli storici che Giustiniano comandò a Teodoro, il quale, accresciuta la sua armata si stava recando in Sicilia, ad affrettarsi a Ravenna per sottomettere al Romano Pontefice Costantino l'arcivescovo Felice, reo di essersi ribellato. L'Arcivescovo ed i Capi della fazione, venuti a sapere della cosa, chiesero soccorso a tutte le città della Flaminia, e a tutto l'Esarcato, e dalle chiese soggette, tra le quali sono nominate, la Ficoclese, la Comacchiese, quella di Forlimpopoli, di Cesena, d'Imola e di Faenza.
Tomaso Tomai, storico di Ravenna, narrando di questo avvenimento scrisse:
| « [...] che i capi della fazione con ogni studio si sforzarono di chiamar aiuto da tutte le città di Romagna, come di Ficocle, allora grande città » | |
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(Tomaso Tomai)
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Fu in questa circostanza che Altobello Laschi, valoroso cittadino di Ficocle, andò con una milizia in soccorso di Ravenna e combatté l'esercito di Teodoro facendogli perdere molti uomini, ma questo sforzo fu di poco aiuto contro il numero dei soldati imperiali, di molto superiore alle sue poche forze. Il risultato che ne seguì fu il saccheggio della città di Ravenna.
Teodoro, a questo punto, si rivolse contro la cittadina romagnola e, poiché gli abitanti erano venuti a sapere dell'imminente sterminio ed erano fuggiti dalla città, trovandola vuota, si accanì contro le mura e la distrusse sin dalle fondazioni.
Questa distruzione non sancì la fine della piccola città di Ficocle, la quale risorse a poco a poco grazie ai cittadini superstiti.
[modifica] Dal cambio di nome al XV secolo
| La leggenda dell'origine del nome «Cervia» | ||||||
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Si narra che quando la città era interamente circondata dai boschi e dalle foreste, uno dei maggiori frequentatori di questi spazi verdi fosse il vescovo di Lodi e un giorno, mentre l'uomo passeggiava in pineta, un cervo, riconoscendolo come funzionario di Dio, gli si inginocchiò davanti in segno di devozione. Da quel giorno risultò naturale chiamare la città Cervia, non solo per ricordare lo straordinario avvenimento, ma anche considerando che nelle pinete limitrofe i cervi erano particolarmente numerosi. La versione sembrò convincente anche gli stessi cervesi, tanto che lo stemma della città rappresenta proprio un cervo dorato inginocchiato su terreno verde. Il Bricchi riporta il testo di una donazione fatta nel 815 al pontefice da Ludovico il Pio, successore di Carlo Magno, la quale, trovandosi negli archivi vaticani, asserisce:
Che il cambio di nome da Ficocle a Cervia sia avvenuto nell'VIII secolo, come questo documento riporta, è dubbio. Tuttavia è certo che ciò sia avvenuto fra il 900 e il 1000; a tal proposito è riportato in un Concilio di Ravenna del 997:
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Il 5 gennaio 1115 a Forlimpopoli, si narra che Enrico V, dopo la preghiera di Matilde e di altri principi influenti, avesse sottratto il Cenobio di S. Vitale di Ravenna al dominio degli Arcivescovi, così che quei Monaci fossero soggetti solo a lui medesimo, e tra i possedimenti confiscati se ne enumerano molti situati nel cervese.
Le prime immagini di Cervia sono di alcune mappe del XV secolo in cui appare come una città fortificata e circondata dalle saline. Ha tre ingressi collegati alla terra ferma da ponti levatoi, un Palazzo Priorale, ben sette chiese e una rocca difensiva voluta, secondo la leggenda, da Barbarossa[11].
[modifica] Dal XVI secolo al 1697
A partire dal XVI secolo le coste cervesi furono minacciate dalle incursioni dei pirati di stanza nei porti del Nordafrica (i «corsari») , all'epoca territorio dell'Impero ottomano. Le incusioni avevano come scopo la razzia sia di beni materiali che di esseri umani. Le persone fatte prigioniere venivano vendute come schiavi nel porto di Algeri [12]. Cervia fu attaccata perché famosa soprattutto per le sue saline.
La città risentì notevoli danni. Il primo avvistamento di una nave piratesca affacciata sul porto di Cervia risale al marzo 1573. Nel 1581 fu condotto il primo vero e proprio rapimento di uomini: fu eseguito su un naviglio proveniente da Venezia, di ritorno al porto romagnolo. L'equipaggio, dopo la cattura, fu portato a Valona (in Albania, quindi in territorio ottomano), poi condotto ad Algeri.
Anche durante il XVII secolo la minaccia corsara incombette su Cervia. In quel periodo la vita dei cervesi peggiorò anche a causa delle funesti condizioni ambientali. I canali che attraversavano la città e alimentavano le saline erano salmastri ed era scarsa l'acqua potabile. L'area che circondava le saline era dominata da aree acquitrinose, dette "valli", in cui erano diffusa la presenza della zanzara portatrice della malaria. Durante la stagione invernale le piogge e il gelo rendevano impraticabili le strade per cui anche gli spostamenti da e verso i vicini centri maggiori erano difficoltosi.
La crisi del XVII secolo colpì pesantemente l'abitato riducendone gli abitanti a poche centinaia. Si cominciò a pensare al trasferimento di Cervia vicino alla costa, in una posizione geografica più salutare. Finalmente, nel 1691 il potere politico prese una prima decisione. Il Tesoriere della Legazione di Romagna, Michelangelo Maffei, fece costruire sul bordo del corso d'acqua che oggi costituisce il porto canale una torre per difendere il porto e i magazzini del sale ad essi adiacenti. Egli stesso la fece intitolare a San Michele. Sulla sommità furono posti due cannoni e una campana da suonare in caso di avvistamento di navi corsare. Successivamente, il 9 novembre 1697, quando Papa Innocenzo XII, firmò il decreto che conteneva l'ordine e le modalità di ricostruzione della città nuova.
Il documento indicava esattamente il numero delle case da costruirsi, la posizione della Cattedrale, del Palazzo Vescovile e delle carceri per una spesa complessiva di 35-40.000 scudi. La città aveva l'aspetto di un'antica fortezza: era interamente circondata da mura difensive. Le porte di accesso erano solamente due, le quali venivano chiuse tutte le sere. All'interno, ampio spazio fu lasciato per i due Magazzini del Sale e la difensiva Torre San Michele. I magazzini si presentavano come edifici massicci, in mattone, con pochi ingressi e particolarmente ampi internamente in modo da potere contenere enormi quantitativi di sale, fino a 13.000 tonnellate.
[modifica] Da «Cervia nuova» all'unificazione d'Italia
[modifica] Dall'unità dell'Italia ad oggi
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Chiese
La città di Cervia ha numerose chiese anche se in un territorio limitato, ognuna con un'identità storica, artistica e di tradizione. Queste chiese non sono solo edifici, ma anche centri di comunità parrocchiali che diedero luogo in passato a forme di solidarietà e di difesa di valori irrinunciabili per l'uomo di ogni tempo.
- Chiesa di Sant'Antonio da Padova
- Santuario della Madonna del Pino
- Chiesa della Madonna della Neve
- Chiesa di Santa Maria Assunta, la cattedrale
- Chiesa di Santa Maria del Suffragio
- Chiesa di San Severo Vescovo
- Chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Villa Inferno
- Chiesa di Sant'Antonio Abate a Castiglione di Cervia
- Chiesa di San Giorgio a Montaletto
- Chiesa della Madonna degli Angeli a Cannuzzo
- Chiesa del Sacro Cuore a Pinarella
- Pieve di Santo Stefano a Pisignano
- Chiesa di Stella Maris a Milano Marittima
- Chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù a Tagliata
[modifica] Saline
La storia di Cervia è fortemente legata alla produzione del sale. La Riserva naturale Salina di Cervia è la testimonianza del legame della città alle sue Saline. All'interno del Parco si trova lo stabilimento di produzione del sale a raccolta industriale e l'antica Salina Camillone dove si continua a raccogliere il sale artigianalmente con il "metodo cervese". Il sale di Cervia, famosissimo in tutta Italia, è detto il "sale dolce", non perché con minore capacità salante, ma per una più limitata presenza dei sali amari, come i solfati di magnesio, di calcio, di potassio e il cloruro di magnesio, quindi di tutte quelle sostanze, per lo più insolubili, che forniscono al sale quel retrogusto tendente all'amaro e meno gradito al palato.
[modifica] Musei
- MUSA - Il Museo del Sale si trova nel Magazzino del sale "Torre". Qui si conservano documenti, fotografie, attrezzi utilizzati per produrre il sale, oltre che un plastico delle saline di Cervia. Qui è conservato anche un cristallo di sale che pesa circa 15 kg.
[modifica] Pineta
Cervia ha una grande pineta, di circa 260 ettari e comprende le zone di Milano Marittima, Cervia, Pinarella e Tagliata.
La pineta è sempre stata caratteristica di questi luoghi, insieme a quella di Classe. Dopo il canale del Porto, infatti fino a tempi abbastanza recenti esisteva solo la chiesa di S. Antonio con l'adiacente convento dei Frati Minori Osservanti. La pineta iniziava subito dopo la chiesa, e comprendeva pini, ginepri, querce, frassini, salici. Il sottobosco era perlopiù composto da rovi, olivelle, ligustri, prugni, viti selvatiche e rose.
[modifica] Il mare
Un progetto con l'ente locale ARPA è attivo per il controllo dell'acqua, in diversi punti fra la spiaggia di Milano Marittima e quella di Pinarella. I risultati che ne sono conseguiti evidenziano che la qualità dell'acqua è tale da aver garantito alla città la Bandiera Blu della Foundation for Environmental Education per il nono anno consecutivo (dal 1997)[13].
I livelli di queste acque reflue sono stati sempre ottimali negli ultimi anni[14], tranne qualche piccolo rilevamento del 2004 e 2002 che hanno fatto scattare gli allarmi e sono stati previsti altri controlli, che hanno verificato la qualità delle acque, tornata subito a livelli entro la norma.
Ultimamente, tuttavia, è stato frequente d'estate il fenomeno dell'eutrofizzazione e la conseguente venuta a riva della mucillagine, che dal 1729 (prima documentazione storica) ha colpito le acque del Mar Adriatico 26 volte[15].
[modifica] Piste ciclabili
A Cervia sono già attivi alcuni percorsi ciclabili. In prospettiva sarà attraversata dalla lunga ciclabile costiera, la Ciclovia Adriatica, prevista nella rete nazionale BicItalia.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Popolazione
La popolazione del Comune, al 31 dicembre 2007, ammontava a 28.057 abitanti, registrando un aumento di 564 persone e 2,01% percentuale rispetto all'anno precedente.
L'incremento della popolazione è stato favorito dal costante afflusso di migranti da altre parti d'Italia e d'Europa, nonché diversi extracomunitari, che hanno contenuto il saldo negativo del movimento naturale.[16]
| Anno | Abitanti | Variazione | Italiani | Variazione | Stranieri | Variazione |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31/12/2007 | 28.057 | 25.872 | 2.185 | |||
| 31/12/2008 | 28.542 | +1,73% | 25.950 | +0,30% | 2.592 | +18,63% |
Fonte: Servizio statistico della Provincia di Ravenna.
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti erano: 3.171. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 1.440 4,93%
Albania 400 1,37%
[modifica] Cultura
[modifica] Cervia e la letteratura
- Premio letterario Cervia
Ideato dall'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Cervia, allo scopo di valorizzare la stagione balneare (la serata di premiazione, infatti, fu fissata in agosto). Potevano essere presentate opere di qualsiasi genere letterario (poesia, narrativa, teatro, ecc.). La manifestazione fu interrotta nel 1940 a causa dell'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale. I vincitori:
- 1934: Rodolfo De Mattei (Polvere di Roma) (giuria presieduta dallo storico Gioacchino Volpe, membro dell'Accademia d'Italia[17]. Tra i giurati: Antonio Baldini, Aldo Capasso, Marcello Gallian, Telesio Interlandi, Giuseppe Ungaretti e Giambattista Vicari.
- 1935: Giovanni Cenni (Vita di un precursore. Il dramma di Alfredo Oriani) ex aequo con Mariani Dell'Anguillara (Cesare)
- 1936: Francesco Formigari (Classe di ferro)
- 1937: Stanis Ruinas (La montagna) (tra i partecipanti figura Indro Montanelli)
- 1938: Ugo D'Andrea (Mussolini motore del secolo) ex aequo con Ezio Camuncoli (L'agenzia Felsner) (presidente di giuria fu Rino Alessi)
- 1939: Ermanno Amicucci (Nizza e l'Italia)
Nel 1956 nacque a Cervia il primo Trebbo poetico della poesia italiana. L'idea di presentare la lettura di testi poetici a contatto col pubblico (anticipatrice delle moderne letture pubbliche, o reading, in lingua inglese) fu dovuta a due giovani appassionati di poesia: Antonio (Toni) Comello e Walter Della Monaca. I due si ispirarono alla tradizione romagnola del trebbo (treb in dialetto)[18]. La manifestazione contribuì a diffondere la cultura poetica a livello nazionale.
Il programma del Trebbo poetico prevedeva un discorso inziale, in cui Della Monaca o Comelio spiegava il significato delle poesie in programma (il pubblico dei trebbi era variegato ed eterogeneo). Seguiva una prima parte, dedicata alla lettura di poesie del passato (da Dante a Giovanni Pascoli), e una seconda parte, dedicata alla lettura di testi di poeti contemporanei. L'iniziativa riscosse subito uno straordinario successo, tanto che i due ideatori riuscirono a riproporla in tutte le regioni d'Italia. Effettuarono anche diverse puntate all'estero, nei paesi in cui era rilevante la presenza di immigrati italiani. La storia del Trebbo poetico terminò nel 1960, quando il sodalizio tra Comello e Della Monica si sciolse.
- Premio Cervia
Nato nel 1956 con il nome "Premio Trebbo Poetico Città di Cervia", nel 1960 prese la denominazione definitiva. I vincitori (dalla seconda edizione veniva giudicata non la singola opera, ma la migliore raccolta inedita di poesie):
- 1956: Metropoli di Mario Cicognani (giuria presieduta da Giuseppe Ungaretti. Tra i giurati anche Alfonso Gatto e Giovanni Titta Rosa)
- 1957: Elena Vanoni (nella giuria, ai precedenti si aggiunge Alberto Mondadori)
- 1958: Siro Angeli (L'ultima libertà)
- 1959: il Premio Trebbo Poetico diventa itinerante e lascia Cervia.
- 1960: la prima edizione del Premio Cervia (il regolamento è lo stesso del Premio Trebbo Poetico) va ad Alberico Sala con la raccolta Sempre più difficile (della giuria fanno parte ancora una volta Giuseppe Ungaretti come presidente, Alfonso Gatto e Giovanni Titta Rosa)
- 1961: Roberto Sanesi (Oberon in catene), Ungaretti presiede la giuria per l'ultima volta
- 1962: Elio Filippo Accrocca (Porta Ninfina) ex aequo con Umberto Bellintani (Ventotto poesie) (presidente di giuria è il critico letterario Giuseppe Ravegnani)
- 1963: primo premio non assegnato
- 1964: Enzo Fabiani (Dopo la battaglia) (dopo la scomparsa di Giuseppe Ravegnani il nuovo presidente della giuria è Carlo Bo, che manterrà l'incarico fino all'ultima edizione del premio)
- 1965: Margherita Guidacci (Un cono d'ombra)
- 1966: Cesare Vivaldi (Quindici poesie)
- 1967: Silvio Ramat (Con le mie stesse armi)
- 1968: Giovanni Giudici (24 inediti)
- 1969: Sandro Boccardi (Filo conduttore)
- 1970: Grytzko Mascioni (Una certa serenità)
Le uniche tre cittadinanze onorarie attribuite dal Comune di Cervia sono andate a tre poeti: Grazia Deledda (1927), Giuseppe Ungaretti (1958) e Mario Luzi (1999)[19].
[modifica] Eventi e ricorrenze
- 5 gennaio: Concerto di fuochi d'artificio
- 6 gennaio: "Pasqualotti"
- 11-13 aprile: RaiRadio3 "InFestival"
- Due ricorrenze furono istituite dal vescovo Pietro Barbo (divenuto poi papa Paolo II):
- Consegna del salfiore al Pontefice (fine novembre). Pietro Barbo fu nominato vescovo di Cervia da Papa Eugenio IV. Per ringraziare il pontefice, nel 1444 gli volle fare un dono. A giugno fece raccogliere il salfiore, ovvero il "fiore della salina", che è il più pregiato prodotto delle saline. Poi inviò una delegazione in Vaticano per donarlo al Papa. La missione si ripeté ogni anno: il salfiore divenne così "il sale del Papa". L'oro bianco giunse sulla mensa pontificia sino al 1870, quando cadde lo Stato della Chiesa (di cui anche Cervia fece parte fino al 1859). La tradizione della Consegna è ripresa nel 2003.
- Sposalizio del mare (prima domenica di maggio). La tradizione risale al 1445, quando il vescovo, rientrando da Venezia s'imbatté nella tempesta. Accorgendosi che stava per affondare, il vescovo invocò Dio e gettò in acqua l'anello episcopale affinché placasse la furia delle acque. E così avvenne. Da quell'anno ogni prima domenica di maggio il vescovo ripete il lancio dell'anello nel mare come gesto beneaugurale[20]. Per tradizione i bagnini e pescatori della Riviera si tuffano in acqua per recuperare l'anello. A chi lo trova viene dedicata la festa della serata sul porto.
- 10 agosto: San Lorenzo con spettacolo pirotecnico nella spiaggia libera.
[modifica] Personalità legate a Cervia
- Rino Alessi (1885 - 1970), giornalista e scrittore.
- Tolmino Baldassari, poeta.
- Simone Bianchetti, velista, navigatore solitario. Il piazzale antistante il porto è intitolato alla sua memoria.
- Alessandro Bianchi, calciatore.
- Lorenzo Caleppi, cardinale.
- Bruno Casanova, pilota di motomondiale classi 80, 125 e 250.
- Grazia Deledda, poetessa, premio Nobel, soggiornò per molti anni a Cervia, che in ricordo le ha dedicato un tratto del lungomare.
- Piero Focaccia, cantante.
- Giovanni Fusconi, partigiano e politico.
- San Geronzio, vescovo, patrono della città di Cagli.
- Isotta Gervasi, medico.
- Maria Goia, politica e sindacalista, a cui è dedicata la biblioteca cittadina.
- Lallo Gori, compositore.
- Giovannino Guareschi, scrittore e giornalista.
- Alberto Missiroli, medico igienista.
- Giuseppe Palanti, pittore
- San Paterniano, patrono di Cervia.
- Stefano Pillastrini, allenatore di pallacanestro.
- Nicoletta Zanini, soprano.
- Andrea Dallamora, giocatore di pallacanestro.
[modifica] Sport
[modifica] Società sportive
- La principale squadra di calcio è l'AS Cervia, che nelle stagioni 2004-2005 e 2005-2006 è stata protagonista del reality show Campioni, il sogno con l'allenatore Francesco Graziani. Nella stagione 2006-2007 la squadra ha disputato la Serie D e per la prima volta la Coppa Italia maggiore, venendo eliminata al primo turno per 6-0 dall'Ascoli. Al termine della stagione è arrivata la retrocessione in Eccellenza, categoria nella quale il Cervia torna dopo due anni.
- La squadra di beach soccer è il Cervia Beach Soccer
- La squadra di pallacanestro è il Basket Cervia, che possiede una sezione maschile e una femminile.
- Dal 1997 è attiva Sportur, un'associazione sportiva che organizza manifestazioni sportive per professionisti, dilettanti o semplici amatori. La struttura si avvale della collaborazione di importanti atleti di livello nazionale e internazionali per i propri corsi: Davide Cassani e Paola Pezzo per il ciclismo, Mauro Pelaschier per la vela, Luca Sacchi per il nuoto.
[modifica] Eventi
Per tre volte Cervia è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1955, l'ultima nel 1997.
- Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Cervia
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1955 | 14ª | Ancona | 173 | ||
| 1985 | 6ª | Vittorio Veneto | 237 | ||
| 1997 | 2ª | Mestre | 211 |
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Roberto Zoffoli (PD) dal 15/06/2004
[modifica] Galleria fotografica
-
La Cattedrale
[modifica] Bibliografia
- Ferdinando Forlivesi, Cervia: cenni storici, Bologna, Tipografia Zanichelli, 1889
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 196.
- ^ Medie climatiche 1961-1990
- ^ Dati climatologici medi
- ^ Tabelle e grafici climatici
- ^ Storia delle Saline
- ^ Ludovico Antonio Muratori - Novus Thesaurus veterum inscriptionum - Tom. secun. edit. Mediolani 1740 pag 1095
- ^ Storia Sacra - Tom. II, pagina 485, edit. Rom 1644
- ^ Girolamo Rossi - Storie ravennati - Libro 2, pagina 69 - Libro 4, pagina 155
- ^ Martirologio - die 9 Maii pag 1886, edit. Paris 1645
- ^ Di questi edifici oggi non sono rimaste tracce visibili
- ^ Per dare un esempio dell'attività di tali corsari basti ricordare che nel 1585 si trovavano ad Algeri 22.000 schiavi cristiani.
- ^ Località italiane insignite della Bandiera Blu
- ^ Qualità delle acque di balneazione
- ^ Speciale mucillagine. URL consultato il 19-08-2007.
- ^ Statistiche demografiche ufficiali del Comune di Cervia
- ^ Ciò denota che la manifestazione fu controllata dal regime fin dalla sua fondazione.
- ^ Il trebbo era una consolidata tradizione della civiltà contadina che veniva tramandata inalterata da una generazione all'altra. Si svolgeva nelle serate invernali: una famiglia ospitava tutti i vicini. Ci si riuniva nella stanza più calda per passare assieme le serate invernali. La differenza tra il trebbo vero e proprio e il trebbo poetico è la seguente: durante un trebbo accadevano più cose: l'ascolto di storie fantastiche raccontate da un fulèsta (cantastorie), che veniva chiamato per l'occasione; l'esecuzione di canti tradizionali; la recitazione di poesie, ecc. L'espressione "trebbo poetico" indica invece una riunione dedicata alla sola recitazione di poesie.
- ^ Natascia Ferrini, Cinquant'anni fa il primo Trebbo Poetico della poesia italiana di ogni tempo, Cervia, 2007.
- ^ Dal 1947 Cervia non è più sede vescovile, essendo stata associata alla diocesi di Ravenna. È quindi il vescovo di Ravenna a compiere il rito.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Cervia su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Cervia")