Lorenzo Tiepolo (doge)

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Lorenzo Tiepolo
Basilica dei santi Giovanni e Paolo - Arca di Jacopo e Lorenzo Tiepolo.
Basilica dei santi Giovanni e Paolo - Arca di Jacopo e Lorenzo Tiepolo.
Doge di Venezia
Doge Lorenzo Tiepolo.png
In carica 1268-1275
Predecessore Reniero Zeno
Successore Jacopo Contarini

Lorenzo Tiepolo (Venezia, ... – Venezia, 15 agosto 1275) è stato il quarantaseiesimo doge della Repubblica di Venezia, dal 23 luglio 1268 sino alla morte.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del doge Jacopo Tiepolo, crebbe all'ombra del potente padre dimostrando, al pari del genitore, una forte tempra ed una predisposizione per gli affari e la conduzione dello stato.

Durante la sua vita accrebbe le fortune famigliari e giunse al punto di sposare, in seconde nozze, Marchesina, la figlia del re di Serbia Boemondo di Brienne[1][2].

Dai suoi matrimoni ebbe due figli, anch’essi accasati con ricche dame.

Il Tiepolo, lungi dall’esser famoso solo per i meriti altrui, dimostrò d’esser un abile condottiero quando, nel 1257, durante la guerra con Genova, alla guida della flotta da guerra veneziana si presentò nel porto di San Giovanni d'Acri. Qui spezzò le catene messe dai genovesi per impedire l'accesso al porto e penetrato all'interno, diede fuoco alle navi avversarie[3]. Occupata la città la presidiò per circa un anno fino a che la flotta genovese non si presentò a San Giovanni d'Acri nel giugno 1258. I veneziani, benché in inferiorità numerica, dopo una perfetta campagna marittima affondarono metà della flotta avversaria e catturarono numerosi prigionieri[4]. Alla conclusione di tutto Genova fu esclusa dai preziosi mercati del Libano.

Nel 1268, alla morte del doge Reniero Zeno, apparve subito chiaro che l’unico vero pretendente alla massima soglia fosse lui e, infatti, venne eletto il 23 luglio 1268.

Dogato[modifica | modifica wikitesto]

Venne eletto il 23 luglio 1268 con 25 voti su 41; la nuova soglia minima di voti infatti fu stabilita proprio in quell’occasione mentre, in precedenze, bastavano appena 21 voti (la maggioranza semplice) per l’elezione. Il numero non sarebbe più cambiato fino alla caduta della Repubblica.

Se il popolo lo amò e gli tributò grandi feste ed onori, d’altro canto i nobili ed i responsabili dello stato veneziano non poterono approvare certi suoi comportamenti di chiaro indirizzo nepotistico (cariche ed onori concessi ai figli) e, per questo, gli s’affiancò un “Cancellier Grande” col compito di controllarlo (questa carica sarebbe esistita fino alla caduta della Repubblica).

Il dogato del Tiepolo non fu semplice dal punto di vista della politica estera visto che, se da un lato si firmò la pace con Genova (1270) dopo la lunga guerra che aveva visto le due potenza coinvolte sotto il dogato di Reniero Zeno, dall’altro Venezia dovette lottare per farsi veder riconosciuto il primato sull’Adriatico, conteso da altre potenze minori.

Nel 12701273 dovette affrontare una lega (composta da Bologna, Treviso, Verona, Mantova, Ferrara, Cremona, Recanati, Ancona ed altre città minori) a seguito di dispute commerciali e, dopo una fase negativa, vinse la guerra giungendo ad un proficuo accordo.

Sotto il suo dogato, nel 1271, Marco Polo, con i suoi famigliari, partì per la Cina; sarebbe ritornato solo attorno al 1295. Lorenzo Tiepolo morì il 15 agosto 1275, compianto da moltissimi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Brunetti, Enciclopedia Italiana Treccani, 1937.
    «Il T. moriva il 16 agosto 1274. Aveva sposato, in seconde nozze, Marchesina, figlia di Boemondo di Brienne, re di Serbia».
  2. ^ Università degli Studi di Padova, Pubblicazioni della Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Padova pagina 557, CEDAM, 1971.
  3. ^ Frederic C. Lane, Storia di Venezia, Edizioni Einaudi, 1978, Torino, pag.88: "Il Tiepolo infranse la catena con cui i genovesi cercavano di impedirgli di entrare in porto, incendiò le loro navi e riprese il monastero conteso."
  4. ^ Frederic C. Lane, Storia di Venezia, Edizioni Einaudi, 1978, Torino, pag.88: "La vittoria veneziana fu schiacciante: i genovesi persero meta delle navi, ed ebbero 1700 fra morti e prigionieri."

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Doge di Venezia Successore
Reniero Zeno 12681275 Jacopo Contarini