Concilio

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Il concilio o sinodo è, nella vita di alcune chiese cristiane, come quella Ortodossa o Cattolica, una riunione di rappresentanti delle diverse chiese locali, per raggiungere un consenso attorno a un argomento riguardante la fede o per prendere decisioni di natura pastorale.

Il termine sinodo deriva dal greco synodos, composto dalla particella syn (che significa: insieme) e dal sostantivo odòs (che significa: cammino). Questa etimologia fa capire immediatamente che il sinodo è un organismo avente il preciso scopo di permettere una partecipazione ampia di tutte le componenti ecclesiali (per esempio, tra Cattolici e Ortodossi: vescovi, presbiteri, diaconi, religiosi, laici) alla vita della Chiesa: attraverso il sinodo, cioè, il "cammino" viene percorso "insieme". L'equivalente latino di synodos è concilium.

Indice

[modifica] I Concili particolari o Sinodi

Fin dall'antichità, i vescovi locali di una provincia o di una regione erano soliti riunirsi in assemblea per affrontare problemi locali, sia dogmatici, che morali, e soprattutto di disciplina o giurisdizione ecclesiastica. Nascono così i sinodi o concili locali o particolari, di cui è costellata la storia della Chiesa. Di solito questi concili, che spesso avevano un carattere nazionale, venivano convocati dal metropolita della regione; non è raro il caso di concili locali presieduti da legati papali.

Per indicare i concili particolari in genere si utilizza il termine "sinodo", per distinguerlo da "concilio", utilizzato per lo più per indicare i Concili ecumenici.

Il primo sinodo della storia della Chiesa si svolse nel I secolo a Gerusalemme e ne abbiamo testimonianza grazie agli Atti degli Apostoli.

[modifica] Elenco di alcuni Sinodi locali

Cinque diversi Pontefici organizzano cinque Concili a Melfi nel giro di 78 anni, tra il 1059 e il 1137. Nel I concilio del 1059, papa Niccolò II riconobbe i possedimenti conquistati dai Normanni e nominò Roberto il Guiscardo duca di Puglia e Calabria,[1] divenendo vassallo della Chiesa.

Il papa Alessandro II dal primo agosto 1067 presiede il II Concilio di Melfi; riceve in udienza durante il Sinodo il Principe longobardo di Salerno, Gisulfo secondo, ed i fratelli Roberto il Guiscardo e Ruggero Altavilla. Nel III Sinodo di Melfi indetto da Urbano II nel 1089, oltre a varie regole ecclesiastiche indette dal Papa come l'ennesimo richiamo all'obbligo di celibato per il clero, venne bandita la Prima Crociata in Terra Santa.[2]

Pasquale II nel 1101 convoca il Concilio di Melfi IV; Innocenzo II nel 1137 convoca il Concilio di Melfi V, ultimo della serie.

[modifica] Sinodo nella Chiesa cattolica

Nella Chiesa cattolica, a seconda della propria conformazione e del proprio ambito di intervento, si distingue il Sinodo dei vescovi dal Sinodo diocesano.

[modifica] Sinodo dei vescovi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sinodo dei vescovi.

È una riunione a cui non partecipano tutti i vescovi, ma solo alcuni, secondo il criterio della rappresentanza. Si differenzia dunque dal Concilio ecumenico. Nella Chiesa moderna si configura come un'istituzione permanente, creata da papa Paolo VI il 5 settembre 1965 con il motu proprio Apostolica sollicitudo, per rendere stabile e reale il vincolo di comunione tra i vescovi e la loro corresponsabilità nella guida della Chiesa. In seguito è stato disciplinato dai canoni 342-348 del Codice di diritto canonico e dal canone 46 del Codice dei canoni delle chiese orientali. I canoni stabiliscono che il sinodo è formato da vescovi ed è sotto la diretta autorità del Pontefice; si riunisce:

  • in assemblea generale ordinaria, quando sono convocati vescovi rappresentanti di tutte le Conferenze episcopali del mondo.
  • in assemblea generale straordinaria, quando sono convocati solo alcuni vescovi a motivo della loro specifica competenza, per trattare questioni che richiedono una soluzione rapida.
  • in assemblea speciale, quando sono convocati i soli vescovi appartenenti ad una particolare regione o continente, per il quale il Sinodo viene indetto.

[modifica] Sinodo diocesano

Viene previsto e regolamentato dal Codice di diritto canonico ai canoni 460-468; tali norme vanno ampiamente integrate con quanto previsto dalla "Istruzione sui sinodi diocesani" pubblicata congiuntamente dalla Congregazione per i vescovi e dalla Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli nel 1997 (vedi il testo integrale).

[modifica] La normativa del Codice di Diritto Canonico

Il Codice di Diritto Canonico disciplina i concili particolari nei cann. 439-446, situato nel Libro II (Il Popolo di Dio), parte II (Costituzione Gerarchica della Chiesa), Sezione II (Le chiese particolari e i loro raggruppamenti), titolo II (I raggruppamenti di chiese particolari), capitolo III (I concili particolari).

Invece tratta dei concili ecumentici nei cann. 336-341 dello stesso Libro II, parte II, alla Sezione I (La suprema autorità della Chiesa), capitolo I (Il romano pontefice e il collegio dei vescovi), articolo II (il collegio dei vescovi).

[modifica] Sinodo nella Chiesa ortodossa

Nelle chiese ortodosse i sinodi sono riunioni di vescovi; sono lo strumento fondamentale per l'elezione dei vescovi e lo stabilimento di norme ecclesiastiche inter-diocesane. Il più importante sinodo russo fu il Santo Sinodo.

[modifica] Note

  1. ^ Enrico Artifoni, Storia medievale , pag. 336, Donzelli Editore, 1998. ISBN 8879894064
  2. ^ AA. VV, Basilicata Atlante Turistico, pag.16, Istituto Geografico De Agostini, 2006.

[modifica] Voci correlate

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