Concilio di Epaon

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Il Concilio di Epaon fu un concilio nazionale della Chiesa cattolica presso i Burgundi, tenutosi nel 517 ad Epaon (oggi Saint-Romain-d'Albon). Fu presieduto da Alcimo Avito, arcivescovo di Vienne.

È ricordato per aver proibito per la prima volta gli altari lignei, esigendone la costruzione in pietra [1].

Il Concilio, nel canone XVI, permise agli eretici battezzati di essere ammessi nella Chiesa attraverso un rito di unzione crismale [2]. Questa pratica era già diffusa in Oriente, mentre in Italia l'ammissione avveniva attraverso l'imposizione delle mani. [3]

Inoltre vietò in tutto il regno l'ordinazione di diaconesse.[4]

Altri canoni proibivano la frequentazione di banchetti israelitici (canone XV) e agli ecclesiastici la caccia.

Ebbe conseguenze politiche la proibizione per i vedovi di sposare i parenti del congiunto. Stefano, ministro del re Sigismondo, sposò la sorella della defunta moglie e fu scomunicato. Il Re allora si infuriò con i vescovi, minacciandoli, e fu anch'egli scomunicato [5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) History of the Christian Altar in Catholic Encyclopedia, Encyclopedia Press, 1917.
  2. ^ «Presbyteros, . . . si conversionem subitam petant, chrismate subvenire permittimus»
  3. ^ (EN) Abjuration in Catholic Encyclopedia, Encyclopedia Press, 1917.
  4. ^ Texts on Ordination of Women
  5. ^ J. Favrod, Les Burgondes, Collection «Le savoir suisse», Presses polytechniques et universitaires romandes, Lausanne 2002, p. 106-108
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