Cristianesimo celtico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Patrizio

Il cristianesimo celtico è il cristianesimo praticato in Irlanda, Galles, Cornovaglia e Bretagna, e originato dalle missioni di san Patrizio e san Ninian nel V secolo (anche conosciuto come Vecchia chiesa britannica, Chiesa cattolica celtica, Chiesa culdee o Céli Dé). In Scozia fu invece portato da una missione del 563, mentre nell'Inghilterra anglosassone, dal 635 fino al sinodo di Whitby nel 664, fu fatto un tentativo di riconciliazione con il rito latino.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monachesimo irlandese e San Colombano.

Il cristianesimo venne introdotto nelle isole britanniche qualche tempo dopo la conquista da parte di Roma, probabilmente durante la cristianizzazione dell'Impero sotto Costantino I nel IV secolo. Si pensa che cristianesimo celtico o Chiesa celtica siano definizioni relative alla forma in cui la nuova fede religiosa fu ricevuta e praticata dalle comunità di fedeli in Irlanda e Gran Bretagna che parlavano le lingue celtiche.

I cristiani celtici delle origini osservavano pratiche di culto divergenti da quelle del resto d'Europa. La questione riguardante la struttura ecclesiastica adottata e il ruolo e l'influenza avuta sulla Chiesa cattolica, ovvero l'esistenza o meno di una distinta "Chiesa cristiana cattolica celtica", viene considerata importante in merito alla pretesa della Chiesa cattolica romana alla supremazia, rappresentando un secondo gruppo di cristiani con organizzazione distinta da questa, insieme alla Chiesa ortodossa. La questione è stata sollevata in particolare nel contesto di un rinnovato nazionalismo da parte di alcuni moderni movimenti ecclesiali e nella rinascita della cultura celtica in ambito neopagano.

Nel sinodo di Whitby del 664 furono rilevate le differenze delle pratiche celtiche rispetto a quelle romane. Queste differenze furono discusse In una serie di sinodi successivi, che si conclusero con il sinodo di Cashell del 1172, con il quale le pratiche di culto del cristianesimo celtico furono conformate a quelle della Chiesa cattolica romana.

Il dibattito sull'esistenza della Chiesa celtica[modifica | modifica sorgente]

Il dibattito teologico comprese la questione della preminenza della Chiesa romana in quanto fondata dall'apostolo Pietro, mentre il cristianesimo celtico non riconosceva tale supremazia, sulla base di una fondazione avvenuta da parte dello stesso Gesù Cristo, con il suo invio degli apostoli in tutto il mondo e dunque anche in Britannia, e sosteneva che le comunità sorte nei diversi luoghi si sviluppassero liberamente.

Le difficoltà nelle comunicazioni sorte dopo il crollo dell'Impero romano d'Occidente isolarono le chiese locali, in particolare quelle della Britannia, e resero inevitabile il sorgere di differenze nelle pratiche religiose, nella dottrina e nell'amministrazione delle diocesi. Queste differenze variavano tuttavia da luogo a luogo.

  • Il metodo per calcolare la data della Pasqua, che veniva celebrata all'equinozio di primavera e che in seguito fu celebrata la prima domenica dopo la prima luna piena successiva all'equinozio.
  • Il metodo di tonsura, praticato dai monaci: nel cristianesimo celtico si radeva la fronte da un orecchio all'altro, ma accettato in seguito di radere la corona al centro della testa.
  • L'autorità dei vescovi era concepita in modo diverso: nel cristianesimo celtico era generalmente attribuita agli abati o alle badesse dei monasteri[1], ovvero a persone che non necessariamente avevano l'ordine sacerdotale. In seguito gli abati furono eletti vescovi delle diocesi. Il ruolo delle donne nell'organizzazione ecclesiastica fu parimenti ridimensionato[2].
  • L'esenzione dalla macchia del peccato originale riguardava secondo il cristianesimo celtico non solo Gesù e Maria, concepiti senza peccato per volere di Dio, e san Giovanni Battista, nato senza peccato originale in seguito all'essere stato "ripieno di Spirito Santo quando era ancora nel ventre materno, ma anche altri personaggi, come il biblico Giosuè, ai quali questa qualità non era riconosciuta dalla Chiesa romana.
  • Il cristianesimo celtico aveva elaborato i concetti dell'Immacolata Concezione e dell'Assunzione di Maria, derivati dalla dottrina dell'esenzione di Maria dal peccato originale (affermando :"Decuit, potuit, fecit" , ovvero "Era appropriato, [Dio] poteva, [Dio] lo fece"). L'Immacolata Concezione divenne dogma della Chiesa cattolica nel 1854 l'Assunzione di Maria nel 1950.
  • I bambini morti senza battesimo secondo l'affermazione teologica espressa dal Sinodo di Cartagine nel 418 su pressione di sant'Agostino di Ippona erano destinati all'inferno, dove tuttavia subivano sofferenze e punizioni estremamente blande, ed erano pertanto sepolti in terreno non consacrato come i suicidi, i criminali e gli eretici. Il cristianesimo celtico riteneva invece che "la pioggia che cadeva dai cornicioni delle chiese" li avrebbe battezzati.
  • Il battesimo era celebrato nel cristianesimo celtico quattro volte l'anno, ma in seguito si praticò il battesimo dei bambini entro gli otto giorni dalla nascita.
  • La confessione personale privata fu inventata nel cristianesimo celtico, sconosciuta altrove prima del VI secolo, mentre la Chiesa romana richiedeva una penitenza pubblica[3](Nota Bene: Lo status di penitente era pubblico, non era pubblica l'accusa dei peccati che avveniva privatamente, davanti al solo vescovo)[4]
  • Secondo la Chiesa romana, questa era alimentata dal sangue dei martiri, mentre la Chiesa celtica non aveva "né martiri, né autorità": Roma inviò per questo motivo in dono numerose reliquie.
  • La persecuzione della stregoneria non fu mai attuata: in Irlanda il primo sinodo di Patrick aveva comminato la scomunica contro chi perseguitasse le streghe[senza fonte][5] e l'accusatore dell'unico processo contro le streghe avvenuto in Irlanda nel XIV secolo, fu a sua volta processato per eresia e dovette fuggire ad Avignone presso papa Giovanni XXII[6]. La persecuzione contro le streghe non ebbe luogo neppure in Scozia.
  • Il cristianesimo celtico utilizzava il simbolo della croce celtica, una croce simmetrica sovrapposta ad un cerchio, tuttora utilizzata anche come simbolo della cultura celtica[senza fonte].

Data della Pasqua[modifica | modifica sorgente]

Il metodo appropriato da usare per calcolare la data in cui cadrà la Pasqua in un certo anno era stato elaborato da Vittorio d'Aquitania nel 457, quando il cristianesimo celtico aveva perduto già i contatti con Roma in seguito all'abbandono romano della Britannia. Quando i contatti ripresero le chiese locali si adeguarono prontamente al nuovo metodo, che venne applicato nel 632 in Irlanda Meridionale, con il sinodo di Whitby del 664 in Northumbria, con il concilio di Birr del 697 nell'Irlanda del Nord, nel 716 presso il monastero di Iona e nel 768 in Galles.

Santi celti[modifica | modifica sorgente]

Alcuni studiosi, come J.N.L. Myres e John Morris[senza fonte], hanno sostenuto che Pelagio avrebbe avuto un'influenza diretta sugli inizi dello sviluppo del cristianesimo celtico in Britannia. Altri, incluso Charles Thomas[senza fonte], hanno replicato che questa ipotesi è inesatta e basata sulla proiezione di una visuale contemporanea su un'epoca precedente e antica.

Il cristianesimo era presente in Britannia fin quasi dalle sue origini e le abbazie di Glastonbury e Whithorn sono attestate già alla fine del V secolo. La sua espansione fu dovuta al susseguirsi di alcuni re locali che divennero monaci e sacerdoti durante il V ed il VI secolo, fondando molte abbazie e chiese, e venendo in seguito onorati come santi dopo la loro morte. Il cristianesimo era presente anche in Irlanda e vi erano significativi rapporti sociali tra le chiese delle due isole. I più famosi santi irlandesi che predicarono estesamente in Britannia furono santa Brigida d'Irlanda, (chiamata anche Brigitta, Bryd, Bride), nata nel 451 e morta nel 525, e san Columba di Iona (Chaluim Cille o Colum Cille in Gaelico irlandese), nato nel 521 e morto nel 597. Nella direzione inversa, san Patrizio, nato nel 387 e morto nel 493, originario della Scozia, si stabilì ad Armagh e divenne "apostolo dell'Irlanda".

Il primo capo cristiano britannico chiaramente ricordato dopo la partenza delle legioni romane dalla Britannia fu san Dyfrig (in Latino Dubricius), ritenuto figlio del re Pabai o Pepiau dell'Ercych (ora Herefordshire) e di Euriddyl . Egli fondò monasteri a Henllan ("Vecchia Chiesa"), ora Hentland-on-Wye, 7 km a nord-ovest di Ross-on-Wye, a Mochros, ora Moccas, nella valle del fiume Wye, 16 km a ovest di Hereford, a Ynys Pyr (in Inglese Caldey Island), al largo di Tenby nella contea di Pembrokeshire, e probabilmente due chiese a Porlock e vicino a Luscombe, sulla costa dell'Exmoor, nel Somerset. Egli era vescovo, ma sembra che fosse tale solo con la funzione di ordinare i sacerdoti, non come capo amministrativo della chiesa in una determinata area geografica. Vi è una leggenda che afferma che celebrò il matrimonio tra re Artù e Ginevra.

Dyfrig fu maestro di sant'Illtud (circa 425 - circa 505), il fondatore della grande abbazia, scuola e seminario di Llanilltud Fawr (in Inglese "Llantwit Major"), nel South Glamorgan occidentale, in Galles. Illtud fu considerato la persona più istruita della Britannia, esperto conoscitore anche di matematica, grammatica, filosofia, retorica e della Bibbia. Egli era un druido per nascita, e gli vennero attribuite doti profetiche. In un'epoca in cui l'istruzione era un privilegio riservato solo a pochissime persone, la scuola di Illtud sembra essere stata quella che maggiormente si avvicinava all'idea di una scuola superiore moderna. Fra i suoi allievi ci furono i santi Pol Aurelian (in latino "Paulinus Aurelianus"), Samson, Gildas e Dewi ("David").

Paolo Aureliano, figlio di un capoclan britanno ed uno dei sette santi fondatori della Britannia, fondò alcune chiese vicino a Llandovery nella contea di Dyfed, nel Carmarthenshire, e prima (nel 518) aveva fondato un'abbazia a Yr Henllwyn ("Old Bush" in Inglese) chiamata "Ty Gwyn" ("Chiesa bianca"). Più tardi fondò dei monasteri in Bretagna e fu il primo vescovo di Saint-Pol-de-Léon. Sua sorella fu santa Sidwell di Exeter.

Samson era nato nella contea di Dyfed ed era cugino primo di Illtud e pronipote del santo re Tewdrig ("Tudor" in Inglese) del Morganwg (Glamorgan). Da ragazzo aveva studiato a Llanilltud Fawr ed era stato mandato poi all'abbazia di Ynys Pyr, diventandone abate di lì a poco. Qualche tempo dopo il 545 subentrò temporaneamente nella direzione dell'abbazia di Llanilltud Fawr al posto di Illtud. Quando il cugino rientrò nell'abbazia, Samson si mise in viaggio raggiungendo dapprima la Cornovaglia ed in seguito la Bretagna, fondando alcune chiese in entrambi i luoghi e un'abbazia a Dol-de-Bretagne, dove morì, circa nel 565. È anche considerato l'evangelizzatore dell'isola di Guernsey, nel Canale della Manica.

Gildas (circa 491 - circa 570) fu allievo di sant'Illtud e acquistò celebrità come studioso al pari del maestro, al punto che venne chiamato "Gildas Sapiens" (il "Saggio"). Svolgeva l'attività di costruttore di campane. Nel 520 fece un pellegrinaggio a Roma, poi trascorse sette anni all'abbazia di Rhuys in Bretagna ed ebbe un incarico per un anno all'abbazia di Llancarfan mentre l'abate, san Cadoc, si trovava in viaggio. Dopo il 528 si recò a Street (vicino a Glastonbury, nel Somerset) e si costruì da solo un "lan" (un eremo comprendente una chiesa e un luogo per la clausura). Più tardi (circa nel 544) fece ritorno a Rhuys, dove rimase fino alla morte, a parte una visita in Irlanda che gli "Annales Cambriae" (una cronaca trovata in un manoscritto con una versione della "Historia Brittonum") datano al 565.

Dewi (circa 512 - 587) era figlio di un re di Ceredigion, presumibilmente Gwyddno e fu istruito all'abbazia di Ty Gwyn, di cui divenne abate assai presto, essendo ancora giovanissimo (nel 528). In seguito egli spostò l'abbazia a Glyn Rhosyn, che divenne la città e la cattedrale di Saint David's (Tyddewi, attualmente la più piccola città del Regno Unito la cui cattedrale è la prima chiesa Normanna costruita in Gran Bretagna, nel 1115), nel Pembrokeshire. Egli progettò e applicò una regola monastica assai austera. Si pensa che abbia fondato un gran numero di chiese in un'ampia zona del Galles centrale e meridionale, nel Cerniw (Kernyw, un regno dipendente dalla Dumnonia, che comprendeva la Cornovaglia, il Devon, gran parte del Somerset e parte del Dorset) ed in Bretagna. Partecipò anche al sinodo di Llanddewi Brefi.

Un notevole personaggio cristiano, contemporaneo e in un certo senso rivale di Dewi, fu san Cadoc, che era figlio di Gwladys e di suo marito, il re Gwyllyw di Gwyllwg (in Inglese Glywysing), nipote sia del re Brychan di Powys che del re Glywys di Glwysing (Gloucestershire), e discendente di san Keyne, l'eremita che visse prima a Keynsham, nel Somerset, e più tardi in Cornovaglia, al Monte di San Michele. Dopo essere stato istruito da Pol, Cadoc si costruì un eremo a Llancarfan, nel sud della contea di Glamorgan, che si sviluppò divenendo presto un vero e proprio monastero, e successivamente un altro eremitaggio a Llanspyddid, a 3 km da Brecon. Si pensa che abbia costruito diverse chiese nel Dyfed, in Cornovaglia ed in Bretagna. Verso il 528, dopo la morte del padre, costruì un monastero di pietra sotto il Monte Bannauc (generalmente ritenuto la collina a sudovest di Stirling, dove scorre il fiume Bannock Burn). È stato ipotizzato da alcuni che il monastero si trovasse dove è ora situata la città di Saint Ninians, 2 chilometri a sud di Stirling. Cadoc andò in pellegrinaggio sia a Gerusalemme che a Roma e fu afflitto dal non aver potuto partecipare al sinodo di Llanddewi Brefi, che si tenne durante la sua assenza. Si trovò in conflitto con i re Arthur, Maelgwn di Gwynedd, e Rhain di Brycheiniog e fu assassinato nel 580 nella città di "Beneventum", che è stata da alcuni identificata con il borgo fortificato di origine romana "Bannaventa", 5 km ad est di Daventry, nel Northamptonshire. Circa le cause della sua morte, si avanza l'ipotesi che la città sia stata invasa dai Sassoni, il che spiegherebbe sia il suo assassinio che il divieto per i Britanni di entrare in città per recuperarne la salma. Cadoc, con Illtud, è uno dei tre cavalieri che si narra diventassero i custodi del Santo Graal.

Un fratello del re Gwynllyw fu san Petroc, che fu istruito in Irlanda. Egli trascorse gran parte della sua vita adulta a Padstow, in Cornovaglia, dove fondò alcune chiese. Ne fondò altre anche nel Devon e nel Somerset, che allora facevano parte del regno di Cerniw, incorporato nel più vasto reame di Dumnonia, incluse Petherton del sud e del nord (da lui deriva il nome di questi due luoghi, situati nel Somerset occidentale e meridionale). Petroc convertì il re Costantino di Dumnonia nell'anno 586 e morì nel 590. Con san Piran egli è tra i santi della Cornovaglia maggiormente conosciuti.

All'epoca il principale esponente del cristianesimo celtico nel nord della Britannia romanizzata fu san Mungo, conosciuto anche come San Kentigern (Cyndeyrn in lingua gallese), considerato l'apostolo del regno scozzese di Strathclyde e del Galloway prima che vi giungesse san Columba. Egli nacque nel 518 da Owain mab Urien (Owen), sovrano del regno di Rheged che regnò tra il 560 ed il 590, e Thenaw (Thaney), figlia di Lot Luwddoc (Lloyd, in Latino Lothus, da cui prese nome la provincia di Lothian), sovrano del Gododdin. Il nome Mungo deriva dal termine gaelico Munghu (in Gallese, Mwyn-gu), che significa "caro", un nomignolo famigliare. Mungo fu il fondatore della cattedrale di Glasgow e il primo vescovo della città. Morì a Glasgow nel 603.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Abthain" o "abthane", termine delle Lowlands scozzesi derivato dal latino medievale "abthania", in gaelico "abdhaine", che significava "abbazia".
  2. ^ La stessa badessa Ilda di Whitby nel sinodo di Whitby del 664 argomentò contro l'autorità delle donne nella Chiesa.
  3. ^ Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, all'articolo 1447 (testo on-line) si afferma che "durante il VII secolo i missionari irlandesi, ispirati dalla tradizione monastica orientale, portarono nell'Europa continentale la pratica della penitenza privata".
  4. ^ Augé M., Liturgia, Storia, celebrazione, teologia, spiritualità, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1992".
  5. ^ L'articolo 16 del primo sinodo di Patrick recita[senza fonte]: "Un cristiano che crede che nel mondo esistano le incantatrici, ossia le streghe, e che accusa una persona di esserlo, deve essere scomunicato e non può essere più accolto in chiesa fino a quando - per sua stessa affermazione - abbia revocato la criminale accusa ed abbia di conseguenza fatto debita penitenza con pieno rigore".
  6. ^ Nel 1324 Richard de Lendrede tentò di accusare e processare Alice Kyteler per stregoneria. Egli non riuscì ad arrestarla, ma fece bruciare sul rogo la sua domestica, Petronilla di Meath. Il vescovo metropolita Alexander de Bickor in conseguenza di ciò accusò Richard de Lendrede di eresia. Egli fuggì ad Avignone dove il papa Giovanni XXII gli diede un certificato che dichiarava la sua innocenza, ma i suoi possedimenti vennero confiscati. Egli fece ritorno in Irlanda nel 1339, ma nel 1349 fu nuovamente accusato di eresia.[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giona di Bobbio. La vita di San Colombano. Bobbio, VII secolo.
  • Dio è corazza dei forti. Testi del cristianesimo celtico (VI-X sec.). Rimini, Il Cerchio, 1998
  • Nuccio D'Anna, Il Cristianesimo celtico, Edizioni dell'Orso, Alessandria 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]