Concilio di Sardica

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Il Concilio di Sardica (oggi Sofia) nella provincia romana dell'Illirico si tenne nell'anno 343 e fu convocato dagli imperatori Costante (Augusto d'Occidente) e Costanzo (Augusto d'Oriente) [1] su richiesta di papa Giulio I.

Il concilio doveva essere ecumenico, cioè doveva riguardare tutti i vescovi della cristianità. Fu scelta Sardica poiché la città si trovava al confine delle due partizioni dell'impero.

Tuttavia l'assenza di molti vescovi orientali e l'abbandono di altri, lo rese un concilio provinciale, sebbene coinvolgesse anche i vescovi spodestati dagli ariani, fra cui Atanasio, vescovo di Alessandria e futuro dottore della Chiesa.

In tale concilio si confermò la fede nicena, contro Ario che negava la divinità del Figlio di Dio, e fu sostenuta la correttezza della posizione di Atanasio di Alessandria.

Altre decisioni disciplinari riguardarono l'assenza dei vescovi dalle proprie diocesi, che fu limitata a tre settimane, e accompagnata dalla raccomandazione ai vescovi di evitare di frequentare gli ambienti di corte, in un'epoca in cui il potere politico aveva una rilevante influenza sulla vita della Chiesa.

Padri Concilari[modifica | modifica sorgente]

Al Concilio di Sardica parteciparono 300 vescovi , dall' Italia, Africa, Pannonia, Britannia, Egitto, Siria, Tracia, Spagna, Cipro e Gallia. Tra questi:

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Marchetti, Del concilio di Sardica e de' suoi canoni..., pag.18.