Plovdiv

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Plovdiv / Filippopoli
comune
Пловдив
Plovdiv / Filippopoli – Stemma Plovdiv / Filippopoli – Bandiera
Plovdiv / Filippopoli – Veduta
Localizzazione
Stato Bulgaria Bulgaria
Regione Plovdiv
Amministrazione
Sindaco Ivan Totev
Territorio
Coordinate 42°09′N 24°45′E / 42.15°N 24.75°E42.15; 24.75 (Plovdiv / Filippopoli)Coordinate: 42°09′N 24°45′E / 42.15°N 24.75°E42.15; 24.75 (Plovdiv / Filippopoli)
Altitudine 160 m s.l.m.
Superficie 53 km²
Abitanti 338 153[1] (1º febbraio 2011)
Densità 6 380,25 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 4000
Prefisso +359 032
Fuso orario UTC+2
Targa PB
Cartografia
Mappa di localizzazione: Bulgaria
Plovdiv / Filippopoli
Sito istituzionale

Plovdiv (cirillico Пловдив; in italiano Filippopoli; in greco Φιλιππούπολις Filipúpolis; in turco Filibe), è una città della Bulgaria di 339.129 abitanti[1] (678 860, nella omonima regione), capitale storica della Tracia e la seconda città del paese dopo la capitale Sofia. La città è da sempre punto di riferimento di varie culture e per le sue articolate e millenarie vicende storiche. Grazie alla bellezza del suo centro storico in stile rinascenza bulgara (ovvero il Rinascimento bulgaro di inizio Ottocento), uno dei meglio conservati della nazione, la città è nota anche con l'appellativo di Firenze bulgara[senza fonte]. La citta' e' sede dell'omonimo aeroporto.

Il 17 ottobre 2014 è stata designata, insieme a Matera, come Capitale europea della cultura 2019.[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città di Plovdiv è situata sulle sponde del fiume Maritsa, a circa 152 km a sud-est della capitale della BulgariaSofia – nella parte meridionale della Piana di Plovdiv, una pianura alluvionale che forma la parte occidentale dell'Alta Pianura di Tracia. Circondata dagli Antibalcani a nord-ovest e dai Monti Rodopi che la circondano a sud. L'area metropolitana di Plovdiv si estende su una superficie di 101 km², che è meno dello 0,1% della superficie totale della Bulgaria. Questo rende la città la più densamente popolata del paese con 3.776 abitanti per km².

Il territorio su cui sorge Plovdiv comprende sei colli di sienite, tradizionalmente chiamati dai suoi abitanti tepeta: Dzhendem, Bunardzhik, Sahat, Nebet, Dzhambaz e Taksim. Gli ultimi tre formano il nucleo centrale e antico della città. Fino all'inizio del XX secolo i colli erano sette ma il più piccolo (Markovo Tepe) è stato distrutto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima temperato è caratterizzato da un forte contrasto di temperature tra estate e inverno. Le estati sono in genere molto calde e secche, gli inverni sono, invece, spesso molto freddi. La temperatura media annua è di 12,3 °C mentre la temperatura massima media è nel mese di luglio (33 °C). L'umidità relativa media è del 73% ed è più elevata in dicembre (86%) e più bassa nel mese di agosto (62%). Le precipitazioni totali sono di 540 mm: i mesi più piovosi dell'anno sono maggio e giugno con una precipitazione media di 66,2 mm, mentre il più secco è agosto con una media di 31 mm. La profondità media della coltre di neve è di 2 a 4 cm., ma in alcuni inverni può raggiungere i 70 cm o più. Le nebbie sono frequenti nei mesi più freddi, soprattutto lungo le rive del Maritsa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Filippopoli: incisione dell'anfiteatro.
Filippopoli: Chiesa di Santa Marina. Affreschi del porticato esterno - esonartece.

L'importanza di Plovdiv risale all'età antica: capitale, con il nome Eumolpias, della tribù dei traci Odrisi; nel 341 a.C. fu presa da re Filippo II di Macedonia (padre di Alessandro Magno), che la ribattezzò "Φιλιππουπολις" (Filipúpolis).

Dopo la caduta dell'Impero macedone, la città riprese il ruolo di capitale degli Odrisi, in rapporto di discontinua amicizia con i romani insediatisi in Macedonia, che si impadronirono della città nel 46 d.C., dopo un'aspra battaglia condotta dall'imperatore Claudio.

Trimontium[modifica | modifica wikitesto]

Traiano la restaurò e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana fino al Danubio; cinse di mura i tre colli centrali e da questi denominò la città Trimontium, divenuta ben presto splendida e importante al punto da battere moneta.

Trimontium fu il crocevia di importanti strade imperiali provenienti dal nord e dall'ovest dei Balcani. Qui le strade si unificavano e conducevano direttamente a Bisanzio, tra cui la fondamentale Via Militaris. All'inizio del IV secolo vi furono martirizzati 38 cristiani, in parte del luogo e in parte provenienti da Bisanzio. In questa florida epoca Filippopoli si dotò di terme, teatri e grandiosi edifici pubblici, in parte ancora visibili.

L'assalto dei barbari ebbe inizio nel 251 con la comparsa dei Goti; nel 447 gli Unni la distrussero quasi del tutto e un secolo più tardi Giustiniano la riedificò e riarmò di mura. Nel 679, di fronte alla minaccia costituita dai bulgari, gli imperatori di Costantinopoli vi fecero affluire una folta colonia di armeni e siriani non ortodossi, dai quali si sarebbe presto propagata l'eresia bogomila (poi passata in Serbia e da qui in Occidente, come eresia catara); nell'812 il khan bulgaro Krum riusciva a entrare a Filippopoli, che fu definitivamente conquistata nell'834 e ribattezzata Pàldin. Il ritorno dei bizantini si ebbe alla fine del X secolo con la vittoria dell'imperatore Giovanni I Zimisce sui bulgari e sui russi conquistatori delle regioni danubiane; nel 1018 Filippopoli ridiventava bizantina.

La città subì gravi distruzioni in occasione del passaggio delle Crociate: nel 1096 (Goffredo di Buglione), nel 1147 l'imperatore di Germania Corrado III di Hohenstaufen), nel 1189 (Federico Barbarossa) e nel 1203 (Impero latino di Costantinopoli). A questo periodo risale anche il ritorno dei bulgari, che s'impadronirono nuovamente della città nel 1206. Da questa data al 1322 Filippopoli passò di mano fra i bulgari e i bizantini non meno di undici volte. Nel 1364 la città fu conquistata dai turchi di Murad I: dopo un breve, tragico periodo di lotte tra principi turchi, la città venne ribattezzata Filibè e fu fatta capitale del beilicato di Rumelia. Da allora la città conobbe una grande prosperità, grazie ai commerci che si spingevano ben oltre i confini dell'Impero Ottomano, rotta solo dalle lotte religiose tra i siro-armeni pauliciani (riunitisi a Roma alla fine del XVI secolo) e i greco-bulgari ortodossi. Filibè, divenuta nel 1636 Plovdiv, fu presa dall'armata russa del generale Iosif Gurko il 16 gennaio 1878 e il Congresso di Berlino (13 luglio 1878) la fece capitale del principato indipendente della Rumelia orientale, sotto lo scettro del principe Alessandro Bogoridi.

Uno scorcio della città antica.

Solamente nel 1885, anno in cui la Rumelia orientale si unificò col principato di Bulgaria, Filippopoli tornò sotto sovranità bulgara.

In seguito alla seconda guerra mondiale la Bulgaria entrò nell'orbita dell'Unione Sovietica, ma Plovdiv rimase un centro vitale del movimento democratico, che fece cadere il regime comunista nel 1989.

La città è stata sede di tre esposizioni internazionali nel 1981, 1985 e 1991.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Museo etnografico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo etnografico (Plovdiv).

Il museo etnografico si trova in un ricco palazzo del 1847 nel tipico stile della rinascenza bulgara,dove accoglie una ricca collezione etnografica costituita da materiale proveniente dalla regione di Plovdiv.

Museo archeologico regionale di Plovdiv[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo archeologico regionale di Plovdiv.
Il tesoro trace

Il Museo archeologico regionale di Plovdiv è una delle prime istituzioni culturali bulgare, inaugurato nel 1882. Possiede una delle più ricche collezioni di 100.000 reperti del patrimonio culturale di Plovdiv e del suo territorio. Il museo custodisce uno dei tesori traci di maggior rilievo e importanza della Bulgaria. Composto da oggetti in oro che appartenevano a un sovrano trace sconosciuto della tribù Odrisi che regnava alla fine del IV secolo e l'inizio del III secolo a.C., prodotto a Lampsaco città dell'Asia Minore, è composto da un set di nove oggetti d'oro per riti cerimoniali con un peso complessivo di 6,100 kg. Il set comprende una phiale (un piatto) e otto rhyta (contenitori) di forme diverse: zoomorfe (a testa di cervo e ariete) e antropomorfe (a testa di amazzone). Il tesoro è stato rinvenuto nel 1949 in una tomba trace vicino alla città di Panagyurishte in provincia di Plovdiv. Inoltre il museo espone una ricca e variegata collezione di antiche opere d'arte greca, romana e bizantina.

Cattedrale cattolica di San Luigi dei Francesi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di San Luigi dei Francesi (Plovdiv).
Chiesa di S. Luigi dei Francesi

La cattedrale cattolica di Plovdiv è dedicata a San Luigi dei Francesi. L'edificio è stato realizzato nel 1861 in stile barocco e vi fu installato il primo organo in Bulgaria.

Nel 1931 un incendio danneggiò gravemente la chiesa distruggendo l'organo. Dopo l'incendio, l'edificio fu di nuovo ricostruito. Fu affrescata dall'artista Stamatov Krusty. La facciata attuale in stile neoclassico fu opera dell'architetto Kamen Petkov.

Il campanile fu costruito nel 1898 ed è dotato di 5 campane dono di Papa Leone XIII, prodotte a Bochum in Germania.

La chiesa racchiude la tomba di Maria Luisa di Borbone-Parma (1870-1899), prima moglie di Ferdinando I di Bulgaria.

Foro romano[modifica | modifica wikitesto]

Filippopoli: l'odeon.

Costruito nel II secolo, il foro era il centro economico, politico e culturale di Filippopoli. Di forma quadrata, misurava 184m. per 136m. ed era circondato da un portico colonnato. Ai lati orientale, meridionale e occidentale sorgevano magazzini, a nord si trovavano gli edifici più importanti, alcuni in parte riportati alla luce. Nella parte nord-orientale del foro sorgono i resti dell'Odeon.

Teatro romano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro romano (Plovdiv).
Filippopoli: il teatro romano.

Fu eretto tra il 114 e il 117, sotto Traiano, come risulta da un'iscrizione ivi scoperta. La cavea allo stato originale era in grado di accogliere dai 5.000 sino a 7.000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era divisa la città. Attualmente della cavea si sono conservate quattordici gradinate, che insieme ai resti della scena e del proscenio testimoniano ancora la ricchezza decorativa dell'edificio.

Filippopoli: lo stadio romano.

Ippodromo (stadio) romano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio antico (Plovdiv).

L'antico stadio di Filippopoli si trova nella centralissima piazza Džumaja e fu originariamente usato per lo svolgimento dei giochi atletici. Qui ebbero luogo i giochi di Kendrijski e Alessandria, in onore del dio Apollo e Alessandro Magno. Solo alla fine del IV secolo, lo stadio cominciò ad essere utilizzato come pista da gara per le corse dei carri, perché l'imperatore Teodosio proibì i giochi atletici. L'antico circo romano poteva ospitare circa 30.000 spettatori e fu uno degli edifici più imponenti e indicativi della fiorente città di Filippopoli.

Trakart[modifica | modifica wikitesto]

In un passaggio aperto sotto il bulevard Car Boris III, fra le rovine dei palazzi risalenti all'epoca del dominio romano, si trova il centro culturale Trakart, il cui interno custodisce mosaici del III secolo, notevoli per dimensione e stato di conservazione. Furono rinvenuti in loco negli anni ottanta del Novecento, scavando fra i resti di una grande casa ricostruita dopo la devastazione gota del 251. Dell'abitazione, che era collegata alla vicina basilica, nel IV secolo sede di un importante concilio economico, non rimangono che le fondamenta, utili comunque per leggere la planimetria: si distinguono l'ingresso principale della casa, le stanze e parte del quadriportico.

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

I dintorni di Plovdiv[modifica | modifica wikitesto]

Monastero di Bačkovo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monastero di Bačkovo.

A poca distanza da Plovdiv, il monastero venne fondato nel 1083. Secondo per importanza storica e valore artistico solo al monastero di Rila. Al centro del complesso monastico si trovano due chiese unite fra loro: la più piccola, dedicata agli arcangeli Michele e Gabriele) è del XII secolo; la grande dedicata alla Vergine, è del 1604. Principale attrattiva della chiesa è l'icona della Vergine (di fattura bizantina), ritenuta miracolosa e che potrebbe risalire all'VII secolo. Il suo rivestimento venne prodotto nel 1819 dalla scuola di gioielleria dello stesso monastero. Fuori dal recinto monastico si trova la cappella ossario della Santa Trinità, a due piani dell'XI secolo. La cappella reca influenze orientali, armene, siriane e georgiane; l'alternanza di pietra e cotto nella muratura esterna è propria dello stile del primo regno bulgaro. All'interno sono custoditi affreschi della seconda metà del Trecento, tra i più alti esempi di arte bizantina.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Plovdiv è gemellata con le seguenti città:

Ha accordi internazionali con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre principali della città sono il Profesionalen Futbolen Klub Lokomotiv Plovdiv e il Profesionalen Futbolen Klub Botev Plovdiv.

Personaggi celebri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Население към 01.02.2011 година в област Пловдив, Nsi.bg. URL consultato il 3 luglio 2011.
  2. ^ Capitale Europea della Cultura 2019, designata Matera, repubblica.it. URL consultato il 19 ottobre 2014.

2.http://www.nsi.bg/otrasalen.php?otr=53&a1=1583&a2=1584&a3=1585#cont

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]