Arcidiocesi di Benevento

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Arcidiocesi di Benevento
Archidioecesis Beneventana
Chiesa latina
Benevento-Facciata Duomo.jpg
Regione ecclesiastica Campania
Diocesi suffraganee
Ariano Irpino-Lacedonia, Avellino, Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, Montevergine, Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
Arcivescovo metropolita Andrea Mugione
Arcivescovi emeriti Serafino Sprovieri
Sacerdoti 216 di cui 142 secolari e 74 regolari
1.250 battezzati per sacerdote
Religiosi 116 uomini, 250 donne
Diaconi 46 permanenti
Abitanti 272.000
Battezzati 270.000 (99,3% del totale)
Superficie 1.691 km² in Italia
Parrocchie 117
Erezione I secolo, elevata ad arcidiocesi il 26 maggio 969
Rito romano
Cattedrale Santa Maria de Episcopio
Santi patroni San Bartolomeo apostolo
Indirizzo Palazzo Arcivescovile, Piazza Orsini 27, 82100 Benevento, Italia
Sito web www.diocesidibenevento.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia
La basilica della Santissima Annunziata di Vitulano, chiamata popolarmente "chiesa di Sant'Antonio".

L'arcidiocesi di Benevento (in latino: Archidioecesis Beneventana) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2012 contava 270.000 battezzati su 272.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Andrea Mugione.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi comprende la città di Benevento e i comuni di Arpaise, San Bartolomeo in Galdo, Montemiletto, Pietradefusi, Pietrastornina, Reino, Fragneto l'Abate, Santa Croce del Sannio, San Giorgio la Molara, Cervinara, San Giorgio del Sannio, Roccabascerana, San Nicola Manfredi, Paduli, Petruro Irpino, Lapio, Foglianise, Torre Le Nocelle, Vitulano, Sant'Angelo a Cupolo, Pago Veiano, Torrecuso, Calvi, Colle Sannita, Ceppaloni, San Lupo, Montefusco, Baselice, San Leucio del Sannio, Morcone, San Marco dei Cavoti, Pannarano, Altavilla Irpina, Apollosa, Montefalcione, Montesarchio, San Nazzaro, Tufo, Apice, Pietrelcina, Molinara, Paupisi, Cautano, Colle Sannita, Venticano, Sant'Arcangelo Trimonte, San Martino Sannita, Sassinoro, Torrioni, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Buonalbergo, Castelpoto, Castelvetere in Val Fortore, Santa Paolina, Chianche, Montecalvo Irpino, Paolisi, San Martino Valle Caudina, Tocco Caudio, Fragneto Monforte, Circello, Rotondi, Foiano di Val Fortore, Campolattaro, Castelpagano, Pesco Sannita, Pontelandolfo.

Sede arcivescovile è la città di Benevento, dove si trova la cattedrale di Santa Maria de Episcopio.

Il territorio si estende su 1.691 km² ed è suddiviso in 117 parrocchie, raggruppate in 9 zone pastorali o foranie: Benevento, Miscano, Belvedere, Irpina, Sabatina, Caudina, Vitulanese, Tammaro e Fortorina.

Provincia ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

La provincia ecclesiastica di Benevento comprende le seguenti suffraganee:

Storia[modifica | modifica sorgente]

Soltanto da circa quattro secoli si è accertato che la Chiesa beneventana abbia avuto origine apostolica.

Lo scrittore ecclesiastico beneventano, Mario La Vipera, arcidiacono della Metropolitana, nel Catalogus Sanctorum Ecclesiae Beneventanae (1635) e nella Chronologia episcoporum et archiepiscoporum metropolitanae ecclesiae beneventanae (1636), afferma, che, antiqua traditione et ex maiorum nostrorum traditione, il primo vescovo sia stato san Fotino, greco, mandato da San Pietro nell'anno 40. Tuttavia non tutti i vescovi tramandati ex antiqua traditione hanno un fondamento storico e documentario.

L'ordinario di Benevento Landolfo fu il primo che ricevette il titolo di arcivescovo metropolita con la bolla Cum certum sit di papa Giovanni XIII del 26 maggio 969[1] L'arcivescovo godeva di particolari privilegi: sigillava i suoi diplomi con il bollo di piombo, come avviene nella Curia romana, e come lo stesso pontefice, usava il camauro e si faceva procedere nelle sante visite dalla Santissima Eucarestia.

L'uso del camauro, e la prerogativa di farsi precedere dall'Eucarestia, sono cessati nell'anno 1466, con l'arcivescovo Niccolò Piccolomini e sotto Paolo II.

L'arcidiocesi ebbe nel tempo fino a 32 chiese suffraganee: Acquaputrida, Sant'Agata dei Goti, Alife, Ariano, Ascoli, Avellino, Boiano, Bovino, Dragonara, Fiorentino, Frigento, Guardalfieri, Larino, Lesina, Limosano, Lucera, Montecorvino, Montemarano, Ordona, Quintodecimo, Sepino, Sessola, Telese, Termoli, Tocco Caudio, Tortivoli, Trivento, Trevico, Troia, Viccari, Volturara. Per un certo periodo, dal 668 al 1034, la cura pastorale della chiesa di Siponto fu affidata agli arcivescovi di Benevento.

Poi i vescovi suffraganei si ridussero a 24, sul cominciare del XII secolo o meglio nel concilio provinciale di Ugone Guidardi del 1374, come sono scolpiti sulla porta di bronzo del Duomo di Benevento.

Di questa vasta regione ecclesiastica, che andava dal mar Tirreno all'Adriatico, entravano a far parte paesi di cinque province: Benevento, Caserta, Campobasso, Foggia ed Avellino, cosicché esso rappresenta quasi il Ducato di Benevento, dopo la scissione di quelli di Salerno e di Capua.

Le chiese suffraganee poi, furono ridotte a tredici, rimaste in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale: Sant'Agata de' Goti, Ariano, Ascoli e Cerignola, Avellino, Boiano, Bovino, Cerreto (Telese), Larino, Lucera, Montevergine, Piedimonte (Alife), San Severo e Termoli.

Due cardinali, arcivescovi della città, salirono al trono pontificio: Paolo III e Benedetto XIII. La città di Benevento, poi, ha dato i natali a tre papi: Gregorio VIII, Felice IV, Vittore III.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica sorgente]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 272.000 persone contava 270.000 battezzati, corrispondenti al 99,3% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 333.500 335.000 99,6 371 267 104 898 187 370 161
1959 333.500 333.900 99,9 326 220 106 1.023 180 435 163
1970 319.495 321.114 99,5 317 193 124 1.007 192 469 163
1980 285.194 287.423 99,2 261 156 105 1.092 129 377 165
1990 266.000 270.000 98,5 209 118 91 1.272 3 119 208 120
1999 263.000 265.744 99,0 244 117 127 1.077 16 210 320 117
2000 263.100 265.800 99,0 250 130 120 1.052 18 197 324 116
2001 263.100 265.800 99,0 243 132 111 1.082 19 186 314 116
2002 263.100 265.800 99,0 250 142 108 1.052 19 179 291 116
2003 263.100 265.800 99,0 249 151 98 1.056 20 150 280 116
2004 265.000 266.300 99,5 251 154 97 1.055 20 150 280 116
2006 265.000 267.000 99,3 231 153 78 1.147 32 116 249 116
2012 270.000 272.000 99,3 216 142 74 1.250 46 116 250 117

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La bolla è riportata dal Cappelletti, op. cit., pp. 59-63.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]