Greci (Italia)

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Greci
comune
Greci – Stemma Greci – Bandiera
Greci – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.png Avellino
Amministrazione
Sindaco Donatella Martino (PD) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°15′10″N 15°10′12″E / 41.252778°N 15.17°E41.252778; 15.17 (Greci)Coordinate: 41°15′10″N 15°10′12″E / 41.252778°N 15.17°E41.252778; 15.17 (Greci)
Altitudine 821 m s.l.m.
Superficie 30,58 km²
Abitanti 716[1] (30-11-2013)
Densità 23,41 ab./km²
Comuni confinanti Ariano Irpino, Castelfranco in Miscano (BN), Faeto (FG), Montaguto, Orsara di Puglia (FG), Savignano Irpino
Altre informazioni
Cod. postale 83030
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064037
Cod. catastale E161
Targa AV
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti grecesi
Patrono San Bartolomeo apostolo
Giorno festivo 25 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Greci
Sito istituzionale

Greci (pronuncia: Grèci, IPA: /ˈgrɛʧi/[2]; Katundi in arbëresh) è un comune italiano di 716 abitanti della provincia di Avellino, in Campania.

Situato a un'altitudine di 821 m s.l.m., è un paese di antiche tradizioni identitarie arbëreshë, l'unico di tutta la regione Campania, che ha conservato immutato nei secoli l'antica lingua arbëreshë, la cultura, i costumi e le varie tradizioni degli antenati.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Greci è circondato da vasti boschi. Il bosco in località Porcino, che si estende su circa 80 ettari, ha interessanti specie vegetali, tipiche della Querceta mista e animali, come la lepre, la beccaccia e la volpe. Altri rilevanti boschi sono quelli in località Serrone, che si estende per circa 20 ettari, e ha come specie vegetali essenzialmente conifere, e il bosco in località Ripitella, che si estende su circa 40 ettari, con le tipiche Querceta mista.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

A carattere quasi torrentizio, il fiume Cervaro nasce tra i comuni limitrofi e sfocia nel mare Adriatico, nei pressi di Siponto-Manfredonia. Il laghetto collinare Luz Aquafet ha estensione di 3.500 m² circa nella località "Luzza Aqua Fets"[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel luogo in cui sorge Greci vi erano stati i bizantini. Nel 535, l'imperatore di Costantinopoli Giustiniano, impegnato nelle guerre contro i Goti, inviò in Italia il proprio generale Belisario il quale vi fondò un gran numero di colonie, tra cui appunto Greci. Distrutto dai Saraceni (908), il borgo fu ricostruito nel 1039 per ordine di Pandolfo III, principe di Benevento. Nei secoli che seguirono, il territorio di Greci, pur rivalutato in termini di estensione ed importanza militare (divenne feudo di tre soldati), subì le vessazioni di baroni e principi locali che di volta in volta ne assunsero il controllo limitandone lo sviluppo economico e demografico. Il preesistente borgo cadde così in abbandono.

Posizione del Comune di Greci

Nella seconda metà del XV secolo il centro fu interessato da una massiccia migrazione di popolazioni albanesi provenienti dai Balcani meridionali, chiamate arbëreshë, che giunte in Italia a seguito del condottiero Giorgio Castriota Scanderbeg, costruirono un nuovo borgo in una zona scarsamente popolata. Scanderbeg sbarcò in Italia nel 1459 per aiutare Ferdinando I, re di Napoli, figlio del suo amico e protettore Alfonso d'Aragona nella lotta contro il rivale Giovanni d'Angiò ed i baroni suoi alleati. Le truppe di Scanderbeg, unitisi all'esercito di Ferdinando, contribuirono in maniera decisiva alla vittoria di quest'ultimo, in particolare in occasione della battaglia combattuta nel territorio di Terrastrutta, nei pressi di Greci, il 18 agosto 1461 e il cui esito segnò la fine delle aspirazioni angioine al trono di Napoli.

Il re, in segno di gratitudine, permise, a quanti tra gli esuli albanesi di rito greco lo desiderassero, di restare in Italia e di ripopolare il luogo. Tale invito rispondeva anche ad esigenze pratiche: gli arbëreshë avrebbero potuto vigilare sui vicini insediamenti di origine franco-provenzale di Faeto e Celle San Vito, ancora fedeli agli angioini. Nei secoli successivi, centinaia di uomini e donne, a seguito dalla progressiva conquista ottomana dei territori albanesi, giunsero sulle coste pugliesi dalla sponda opposta dell'Adriatico e di qui a Greci ed in altri centri dell'Italia meridionale, importandovi la lingua.

A Greci il rito bizantino, che pur ancora sopravvive in altri comuni italo-albanesi dell'Italia meridionale, fu abolito, tal volta anche con atti molto violenti, dall'autorità dei paesi limitrofi, sia civile che religiosa, con azioni di forza come quella operata dal cardinale di Benevento Orsini, in seguito divenuto Papa Benedetto XIII. Tali azioni non impedirono tuttavia di preservare l'identità e la lingua arbëreshe, ancora parlata dagli abitanti. Tra le personalità più illustri spicca Leonardo De Martino (1840-1923), cantore della letteratura scutarina, infaticabile missionario apostolico in Albania, maestro di lingua albanese e spiritualità cristiana, che nacque a Greci da una distinta famiglia albanese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Storicamente importanti le "Halive", anche "Kalive", dall'albanese capanna, che sono antiche costruzioni tipiche arbëreshë, rimaneggiate nel tempo ma risalenti alla prima e alla seconda ondata migratoria dall'Albania (XV secolo-XVI secolo).

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Madre, dedicata al patrono San Bartolomeo Apostolo: ricostruita alla fine del Seicento in stile romanico e a tre navate, la chiesa professava il rito bizantino. La sua semplice architettura di tipo orientale fu stravolta nel XVII secolo, quando fu regolata secondo il rito latino e non più bizantino.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

I Palazzi storici[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Lauda (XVIII secolo), palazzo settecentesco, appartenne alla famiglia Lauda, arrivata a Greci con le migrazioni arbëreshe.
  • Palazzo Caccese (XIX secolo), palazzo ottocentesco, appartenne alla famiglia Caccese, originaria di Montecalvo Irpino. I Caccese, che rivendicano origini normanne, ebbero diverse proprietà tra Greci, Montecalvo e Gesualdo.
  • Palazzo De Maio (XVIII secolo), palazzo che appartenne ai discendenti di Michele De Maio, governatore dei luoghi confinanti al tempo della dominazione spagnola.
  • Palazzo Lusi (XVI secolo), palazzo cinquecentesco con cortile interno, rimaneggiato nel XVII secolo, venduto nel XX secolo dagli eredi Lusi al Comune di Greci e da allora divenuta sede municipale. La famiglia Lusi è stata tra le più importanti famiglie di Greci, già presente nel XIV secolo ad Ariano Irpino. La famiglia Lusi è di origine greco-albanese (Louzis/Λούζης), originaria probabilmente dell’isola di Corfù.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2010 risultano residenti nel territorio di Greci 15 cittadini stranieri, pari all'1,94% della popolazione comunale, di 2 etnìe diverse:

dati istat

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Oggi Greci, l'unico comune arbëreshë della Campania, vive un periodo di intensa ripresa culturale, basato sulla riscoperta e la rivalutazione della lingua e delle antiche origini albanesi, in primo luogo grazie all'attività dell'associazione culturale "Katundi Zëmbra Jonë". La rappresentazione nella piazza principale del paese, in albanese o in italiano, del dramma di San Bartolomeo, in occasione della festa patronale del 24 agosto, costituisce un evento religioso e culturale di grande interesse per la comunità, che richiama anche un gran numero di turisti.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Danze e canti tradizionali Arbëreshë

A Greci si parla l'antico albanese, detto arbëresh. Per esempio, infatti, benvenuti si dice mirë se na erdhët, oppure ciao è falemi, si è uej e no è jo, e così via dicendo. I suoi abitanti la chiamano in albanese "Katundi", che significa "la città" (il nome Greci è stato indicato dai paesi limitrofi, che scambiavano i suoi abitanti, a causa del rito ortodosso, per greci e non per albanesi/arbëreshë).

Musei[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Greci[modifica | modifica sorgente]

  • Michele De Maio, governatore al tempo della dominazione spagnola.
  • Luigi Lauda (18241892), abate, storico e scrittore, autore del dramma sacro di San Bartolomeo e di scritti che contribuirono a porre la questione albanese al centro del dibattito europeo. Riconosciuto è, infatti, il suo impegno per la diffusione della cultura albanese e per l’indipendenza dell’Albania.
  • Giovanni de Maio (18241900), sacerdote e patriota del risorgimento italiano, fu pro-sindaco di Greci dal 1875 al 1876.
  • Leonardo De Martino (18401923), sacerdote bi-ritualista, latino-bizantino, scrittore e poeta, fu missionario apostolico in Albania e dedicò la sua vita alla terra d'origine dove vi fondò le prime scuole cattoliche. Autore de "L'Arpa d'un Italo-Albanese" in lingua albanese, è il cantore e padre della letteratura scutarina, maestro dell'albanese Gjergj Fishta.
  • Gerardo Conforti (18631928), sacerdote di rito bizantino, teologo e insegnante, fu rettore del seminario regionale di Catanzaro e del Seminario Albanese di San Demetrio Corone. Insegnò nel seminario di Ariano e alla morte volle lasciare parte della sua Biblioteca. Appoggio il movimento politico per l’indipendenza dell’Albania, attraverso attività pastorali e giornalistiche nei primi decenni del '900, creò il "Comitato politico albanese" di Napoli e fu redattore del giornale “La Nuova Albania”. Ha scritto gli "Appunti di storia cronologica di Greci-Katundi".
  • Giuseppe Vedovato (19122012), politico.
  • Joseph J. DioGuardi (1940), politico italo-albanese d'America, membro nella Camera dei Rappresentanti degli Usa e presidente della Lega Civica americana albanese.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il rito bizantino a Greci si è conservato intatto sino al XVII secolo, il periodo della sua oppressione da parte del clero latino italiano. Il rito greco-ortodosso fu trasmesso dai primi albanesi, e per un periodo dopo la venuta in Italia degli albanesi, si conservarono i contatti con il Patriarca di Costantinopoli. Il rito bizantino, insieme alla lingua e ai costumi albanesi, rappresenta una colonna dell'identità arbëreshe. Quasi tutti i centri albanesi d'Italia e Sicilia conservano il rito bizantino, a eccezione di Greci e di qualche comunità albanese del Molise, sempre a causa dell'oppressione religiosa nei secoli, specialmente nel XVII-XVIII secolo, da parte dei non arbëreshë, che non sopportavano di non poter aver il controllo religioso e linguistico del centro.

Dell'antico rito d'origine ortodosso resta il rito popolare del Vën Kurorë, il canto della Kalimera e la presenza di poche icone, come l'icona bizantina di S. Nicolò di Mira, con distici greco-albanesi.

Rito del matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Le tradizioni folcloristiche albanesi sono particolarmente vive durante il rito del matrimonio (martesia) religioso a Greci, e si svolge in questo modo: all'uscita dalla chiesa (klisha) gli sposi con gli invitati in corteo si recano a casa dello sposo, dove i genitori di questo offrono agli sposi da mangiare un pezzetto di pane e da bere del vino in un unico boccale, questo subito va distrutto, perché nessun altro possa bervi e per indicare l'indissolubilità del vincolo del Sacramento del Matrimonio. La tradizione ha origini ortodosse, appunto dalle quali provengono gli albanesi.

Kalimera[modifica | modifica sorgente]

Il Canto della "Kalimera", si svolge la sera del Venerdì Santo (E Prëmtja e Madhe) in chiesa. È un canto che, con motivo tra la nenia ed il pianto, rievoca la passione del Cristo dall'Ultima Cena alla morte in Croce sul Golgota. Il Canto è in lingua arbëreshe (albanese antico).

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Funerale[modifica | modifica sorgente]

Durante il funerale (në lip-in lutto) invece i più stretti parenti piangono il defunto ed a voce alta in lingua albanese (come gli antichi greci nelle tragedie greche) e declamano i pregi e le virtù del defunto.

Il Dramma di San Bartolomeo[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, in concomitanza con la festa patronale del 25 agosto, viene rappresentato dagli abitanti di Greci il Dramma Sacro di San Bartolomeo Apostolo, una rielaborazione teatrale del martirio del Santo. La rappresentazione affonda le proprie radici nel tardo Medioevo, quando il dramma veniva improvvisato da attori locali seguendo canovacci di ispirazione popolare. Alla fine del XIX secolo, il dramma fu messo in versi dall'Abate Luigi Lauda. Questi adottò come riferimento il Saul di Alfieri, da cui trasse ispirazione per la metrica ed il linguaggio. Una prima edizione dell'opera fu stampata nel 1881, mentre quella attualmente adottata fu pubblicata nel 1941 a New York ad opera di emigranti del paese. L'opera, che si compone di cinque atti, narra in primo luogo dell'arrivo di San Bartolomeo in Armenia e della conversione del re Polimio al Cristianesimo. Poi della cattura del Santo da parte del fratello di Polimio, l'usurpatore Astiage, che, istigato dai sacerdoti locali, condanna al martirio l'Apostolo. Infine del duello tra Polimio ed Astiage, della morte di quest'ultimo e della definitiva conversione del regno al cristianesimo.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Greci basa la propria economia sul primario (pastorizia ed agricoltura) e sul turismo. È noto nella zona per la produzione di formaggi, in particolar modo per l'ottimo caciocavallo.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

La sua posizione domina la valle del Cervaro, tra i monumenti di maggiore rilievo storico ci sono la chiesa di San Bartolomeo in stile romanico della fine del Seicento, il Palazzo Lusi del Seicento, attuale sede del Municipio e la Masseria di Tre Fontane, antica stazione di posta sul Tratturello Camporeale-Foggia, diramazione del più importante Tratturo Pescasseroli-Candela. Greci è meta anche del turismo culturale di studiosi e linguisti, che mirano a studiare le caratteristiche fonetiche e linguistiche dell'arcaica lingua albanese parlata dagli abitanti (per esempio a Greci la parola "lingua" si dice "gluha", nell'albanese moderno di dice "gjuha", oppure "arrivederci" è "mirë se u pam", nell'albanese moderno "mirupafshim", ecc.).

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Il comune fa parte della Comunità montana dell'Ufita.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Cfr., nel Dizionario d'ortografia e di pronunzia, [1].
  3. ^ Luz dal greco loutsa (Λούτσα), a sua volta dal latino lutum (si pronuncia luzzum), con il significato di "pozza", "laghetto".
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ PLEAG su museincampania.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

G. Conforti, Appunti di Storia Cronologica di Greci, Napoli, 1922.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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