Arcidiocesi di Ancona-Osimo

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Arcidiocesi di Ancona-Osimo
Archidioecesis Anconitana-Auximana
Chiesa latina
Ancona catedrale.jpg
Regione ecclesiastica Marche
  Arcidiocesi di Ancona-Osimo.svg
Diocesi suffraganee
Fabriano-Matelica, Jesi, Loreto, Senigallia
Arcivescovo metropolita Edoardo Menichelli
Vicario generale Paolo Paolucci Bedini
Arcivescovi emeriti Franco Festorazzi
Sacerdoti 128 di cui 89 secolari e 39 regolari
1.545 battezzati per sacerdote
Religiosi 45 uomini, 86 donne
Diaconi 18 permanenti
Abitanti 225.441
Battezzati 197.851 (87,8% del totale)
Superficie 500 km² in Italia
Parrocchie 72
Erezione III secolo (Ancona)
VII secolo (Osimo)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Cattedrale Metropolitana di San Ciriaco
Concattedrali San Leopardo
Indirizzo piazza del Senato 7, C.P. 419, 60121 Ancona, Italia
Sito web www.diocesi.ancona.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia
Il palazzo arcivescovile

L'arcidiocesi di Ancona-Osimo (in latino: Archidioecesis Anconitana-Auximana) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Marche. Nel 2012 contava 197.851 battezzati su 225.441 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Edoardo Menichelli.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi ha una superficie di 505 km² e si estende per intero nella provincia di Ancona. Comprende le località di Ancona, Osimo, Falconara Marittima, Numana, Camerano, Camerata Picena, Castelfidardo, Polverigi, Staffolo, Filottrano, Grancetta di Chiaravalle, Agugliano, Sirolo, Offagna.

A nord confina con la diocesi di Senigallia, ad ovest con la diocesi di Jesi, sia a sud che ad ovest con la diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, a sud con la prelatura di Loreto, ad est con il mare Adriatico.

I monumenti più significativi dell'arcidiocesi sono: ad Ancona la cattedrale di San Ciriaco, la chiesa di Santa Maria della Piazza, le abbazie di Portonovo e di San Pietro al Conero, San Francesco alle Scale e San Domenico; ad Osimo la concattedrale di San Leopardo, il battistero, la basilica di San Giuseppe da Copertino, il santuario di Campocavallo.

Il territorio è suddiviso in 72 parrocchie.

La provincia ecclesiastica comprende anche le diocesi suffraganee di Fabriano-Matelica, Jesi, Senigallia e la prelatura territoriale di Loreto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale arcidiocesi è frutto dell'unione di due antiche sedi, ognuna con una propria millenaria storia.

Ancona[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie sulla vita cristiana di Ancona si riferiscono alla memoria di santo Stefano della quale parla sant'Agostino in uno dei suoi scritti, mentre da papa Gregorio Magno si ha la notizia che anche la prima cattedrale di Ancona era dedicata a questo santo.

Un'antica tradizione vuole che le spoglie di san Ciriaco furono trasferite da Gerusalemme, dove il santo aveva subito il martirio, e sepolte nel corso del IV secolo nella cattedrale di Santo Stefano e da qui trasferite nella cattedrale attuale nel corso del X secolo. Scavi effettuati nella cattedrale nel 1979 per ordine del vescovo Carlo Maccari hanno dato credito a questa tradizione.

Le reliquie dei martiri Pellegrino e Flaviano sono conservate nella chiesa di San Pellegrino e San Filippo Neri, mentre quelle delle martiri Palazia e Laurenzia sono conservate nella cattedrale.

Tra i vescovi che si sono distinti bisogna ricordare: per il periodo delle origini san Primiano e san Marcellino; la figura del beato Antonio Fatati, vescovo nel XV secolo, per la santità della sua vita; Vincenzo Lucchi e il cardinale Carlo Conti per loro opera di riorganizzazione nel periodo successivo al concilio di Trento; i cardinali D'Aste e Marcinforte nel XVIII secolo per la loro vita evangelica e per la loro saggezza pastorale; e il cardinale Achille Manara all'inizio del XX secolo, ultimo vescovo cardinale.

Nel 1419 papa Martino V decise di unire alla diocesi di Ancona quella di Numana (detta anche Umana). L'unione fu sancita dalla bolla Ex supernae majestatis del 19 ottobre 1422 e la diocesi prese il nome di diocesi di Ancona e Umana (Anconitana et Numanensis). Contrariamente al solito l'unione delle due diocesi non fu aeque principaliter e Numana non conservò nessuna prerogativa vescovile, anzi la sua cattedrale fu ridotta a semplice parrocchia. Nei secoli successivi i vescovi di Ancona tralasciarono il titolo di vescovi di Umana, fino a quando il 22 aprile 1770 papa Benedetto XIV impose loro con una bolla di adottare il doppio titolo.

Nel 1796 un'immagine della Vergine esposta nella cattedrale fu vista aprire e chiudere gli occhi per quattro mesi da una grande folla, stimata in circa sessantamila persone. Nel febbraio dell'anno successivo Napoleone Bonaparte venne in città e volle personalmente istituire un processo intorno a questo fatto, con l'intento di por fine ad una presunta superstizione. Esaminò scrupolosamente l'immagine, interrogò i canonici, volle destinare a opere di carità la collana di perle che ornava l'immagine e traslarla in un monastero, ma per rispetto del popolo che l'aveva venerata cambiò decisione sulla collana e acconsentì che l'immagine tornasse in cattedrale.

Il 14 settembre 1904 la sede fu elevata al rango di arcidiocesi honoris causa immediatamente soggetta alla Santa Sede con il decreto Honoribus et privilegiis della Congregazione Concistoriale. Il 15 agosto 1972 fu ulteriormente elevata ad arcidiocesi metropolitana da papa Paolo VI con la bolla Qui apostolico; le furono assegnate come suffraganee le diocesi di Osimo e di Jesi.

Alcuni momenti bui della diocesi sono stati il periodo dell'occupazione francese della fine del XVIII secolo, i bombardamenti della seconda guerra mondiale, il terremoto del 1972 e la frana del 1982.

Risale al periodo dell'occupazione francese, nel 1796, il prodigio della Madonna del Duomo, la cui immagine è ancora oggi venerata dagli anconetani.

Ad Ancona sono nati San Costanzo e il beato Gabriele Ferretti.

Osimo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione fu il martire san Feliciano a diffondere la fede cristiana nel territorio di Osimo alla metà del III secolo. Nel 303, nel corso delle persecuzioni ordinate da Diocleziano, ad Osimo subirono il martirio i santi Fiorenzo, Sisinio e Dioclezio, nel luogo del martirio fu eretta una chiesa a loro dedicata ancora oggi esistente.

Il primo vescovo di Osimo di cui si hanno notizie fu san Leopardo vissuto in epoca incerta, probabilmente nel IV o V secolo. Nel 599, papa Gregorio Magno affidò la chiesa osimana, «diu pastorali sollecitudine destitutam» (ossia, da tempo vacante), alle cure pastorali del vescovo Sereno di Ancona.

Il 22 maggio 1240 papa Gregorio IX con la bolla Recte considerationis examine a motivo di una ribellione soppresse la diocesi di Osimo e ne incorporò il territorio nell'erigenda diocesi di Recanati. Il 15 novembre dello stesso anno Osimo passò sotto la giurisdizione del vescovo di Numana, come compensazione per la perdita della potestà vescovile su Recanati. Il 13 marzo 1264 papa Urbano IV con la bolla Recti statera judicii ripristinò la sede vescovile di Osimo.

Nel 1320 Osimo si ribellò nuovamente e incarcerò il vescovo Berardo II. Allora papa Giovanni XXII privò nuovamente Osimo della dignità episcopale, ma poiché gli altri centri della diocesi avevano osteggiato la ribellione, concesse per questi un proprio vescovo con il titolo di episcopus dioecesis ecclesiae Auximanae, olim cathedralis. Come cattedrale fu in uso la chiesa di Santa Maria di Cingoli. Il 12 luglio 1368 papa Urbano VI concesse la restituzione della cattedra vescovile a Osimo con la bolla Sancta Mater Ecclesia.[1]

Nel 1586 papa Sisto V trasferì a Recanati i territori di Castelfidardo e di Montecassiano appartenenti in precedenza ad Osimo.

Il 20 agosto 1725 con la bolla Romana Ecclesia di papa Benedetto XIII la sede vescovile di Cingoli fu ristabilita ricavandone il territorio dalla diocesi di Osimo ed unita aeque principaliter alla stessa sede di Osimo.

Il 15 agosto 1972 le diocesi di Osimo e Cingoli entrarono a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ancona.

L'ultimo cambiamento territoriale prima della piena unione ad Ancona risale al 1984 quando papa Giovanni Paolo II decise l'unione di Castelfidardo ad Osimo e l'unione di Montefano e di Appignano rispettivamente a Recanati e a Macerata.

Fra i vescovi di Osimo si ricordano: i santi vescovi Vitaliano nell'VIII secolo e Benvenuto nel XII secolo; il cardinale Antonio Maria Galli per la sua opera successiva al concilio di Trento; Pompeo Compagnoni nel XVIII secolo per la sua grande erudizione; il cardinale Guido Calcagnini durante il cui episcopato nel 1796 avvenne il prodigio del crocifisso ligneo nel duomo; il cardinale Giovanni Soglia Ceroni segretario di stato di papa Pio IX. L'ultimo vescovo a risiedere ad Osimo fu Domenico Brizi, morto nel 1964.

Ad Osimo sono nati papa Pio VIII, san Silvestro Guzzolini, fondatore dell'ordine dei Silvestrini, e san Bonfiglio e vi è morto san Giuseppe da Copertino.

Ancona-Osimo[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 settembre 1972, Carlo Maccari, già arcivescovo di Ancona e Numana, fu nominato anche vescovo di Osimo, unendo così in persona episcopi le tre sedi.

Il 5 luglio 1975, in forza del decreto Ex historicis documentis della Congregazione per i Vescovi, su richiesta dell'arcivescovo Carlo Maccari fu soppresso il vetusto titolo di Numana[2]; l'arcidiocesi assunse così la denominazione di arcidiocesi di Ancona, mentre Numana contestualmente divenne una sede titolare vescovile.

L'11 febbraio 1976 Francesco Tarcisio Carboni fu nominato vescovo di Cingoli, che in questo modo venne formalmente separata da Osimo ed unita in persona episcopi a Macerata e Tolentino, Recanati, Treia. Da questo momento rimasero le sole sedi di Ancona ed Osimo.

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, è stata stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale, mantenendo la dignità metropolitica.

L'11 marzo 2000 la provincia ecclesiastica di Ancona-Osimo fu ingrandita con l'aggiunta delle sedi di Loreto, di Senigallia e di Fabriano-Matelica.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Ancona[modifica | modifica wikitesto]

  • San Primiano † (III secolo)
  • San Ciriaco † (? - 363 deceduto)
  • Marco † (menzionato nel 462 o 465)[3]
  • Anonimo † (menzionato nel 496)[4]
  • San Trasone I † (menzionato nel 500)[5]
  • San Marcellino I † (VI secolo)
  • Tommaso † (VI secolo)
  • Sereno † (prima del 598 - 603 deceduto)
  • Fiorentino † (603 - ?)[6]
  • Giovanni I † (629 o 633 - ?)
  • Mauroso † (menzionato nel 649)
  • Giovanni II † (menzionato nel 679)
  • Senatore † (menzionato nel 743)
  • Natale † (VIII secolo ?)[7]
  • Tigrino † (menzionato nell'826)
  • Leopardo † (menzionato nell'861)
  • Paolo † (menzionato nell'878)
  • Bolongerio o Benolergio † (menzionato nell'887)
  • Erfermario † (menzionato nel 967)
  • Trasone II † (menzionato nel 996)
  • Stefano † (menzionato nel 1030)
  • Grimaldo o Grimoaldo † (menzionato nel 1051)
  • Gerardo I † (menzionato nel 1069)
  • Transberto † (menzionato nel 1090 circa)
  • Marcellino II † (menzionato nel 1101 circa)
  • Anonimo † (menzionato nel 1118)
  • Bernardo † (menzionato nel 1127)
  • Anonimo † (menzionato nel 1146)
  • Lamberto † (menzionato nel 1150 o 1158)
  • Tommaso ? † (menzionato nel 1172)
  • Gentile † (menzionato nel 1179)
  • Rodolfo, O.S.B.Cam. † (1180 - dopo il 1185)
  • Berolado † (prima del 1186 - dopo il 1192)
  • Gerardo II, O.S.B.Cam. † (prima del 1204 - dopo il 1228)
  • Persevallo † (prima del 1239 - circa 1242 deceduto)
  • Giovanni Boni † (8 gennaio 1244 - ?)
  • Pietro di Romanuccio Capocci † (10 maggio 1284 - 24 agosto 1286 nominato vescovo di Viterbo e Toscanella)
  • Berardo dal Poggio † (27 agosto 1286 - 4 febbraio 1296 nominato vescovo di Rieti)
  • Nicolò degli Ungari, O.F.M. † (28 settembre 1299 - 1326 deceduto)
  • Tommaso dal Muro † (16 giugno 1326 - ? deceduto)
  • Francesco ? † (menzionato nel 1330)[8]
  • Nicolò Frangipane † (18 luglio 1342 - ? deceduto)
  • Agostino dal Poggio † (6 febbraio 1344 - ? deceduto)
  • Ugone, O.S.B. † (1348 - 1348 dimesso) (vescovo eletto)
  • Lanfranco de Saliverti, O.F.M. † (3 ottobre 1348 - 23 ottobre 1349 nominato vescovo di Bergamo)
  • Giovanni Tedeschi, O.E.S.A. † (23 ottobre 1349 - 1380 deceduto)
  • Bartolomeo Uliari, O.S.B. † (1381 - 9 dicembre 1385 nominato vescovo di Firenze)
  • Guglielmo Dallavigna, O.S.B. † (6 febbraio 1386 - 12 giugno 1405 nominato vescovo di Todi)
  • Carlo degli Atti, O.S.B. † (12 giugno 1405 - 1405 o 1406 deceduto)
  • Lorenzo Ricci † (26 maggio 1406 - 1410 deposto)[9]
  • Simone Vigilanti, O.E.S.A. † (5 aprile 1410 - 6 marzo 1419 nominato vescovo di Senigallia)[10]
  • Astorgio Agnesi † (6 marzo 1419 - 19 ottobre 1422 nominato vescovo di Ancona e Numana)

Sede di Ancona e Numana[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Osimo[modifica | modifica wikitesto]

  • San Leopardo †
    • Sede vacante (599)
  • Fortunato † (menzionato nel 649)
  • Giovanni † (menzionato nel 680)
  • San Vitaliano † (menzionato nel 745)
  • Germano † (menzionato nell'826)
  • Leone † (menzionato in un anno fra l'835 e l'847)
  • Andrea † (menzionato nell'853)
  • Pietro † (menzionato nell'887)
  • Attingo o Astingo † (menzionato nel 967 circa)
  • Cloroardo † (menzionato nel 996)
  • Ghislerio † (prima del 1022 - dopo il 1037)
  • Azzo o Atto † (menzionato nel 1062)
  • Lotario † (prima del 1066 - dopo il 1096)
  • Guarnerio † (prima metà del XII secolo)
  • Grimoaldo † (prima del 1151 - dopo il 1157)
  • Gentile † (prima del 1177 - dopo il 1205)
  • Anonimo † (menzionato nel 1208)
  • Anonimo † (menzionato nel 1211)
  • Sinibaldo I † (prima del 1218 - circa 1239 deceduto)
  • Rinaldo † (prima dell'8 settembre 1240 - 22 dicembre 1240 nominato vescovo di Recanati)
    • Sede soppressa (1240-1264)
  • San Benvenuto Scotivoli † (13 marzo 1264 - 22 marzo 1282 deceduto)
  • Berardo Berardi † (18 gennaio 1283 - 16 maggio 1288 nominato vescovo di Palestrina)
  • Monaldo † (31 gennaio 1289 - febbraio 1292 deceduto)
  • Beato Giovanni d'Uguccione † (24 marzo 1295 - 1319 deceduto)
  • Berardo II † (29 febbraio 1320 - prima del 24 novembre 1320 deceduto)
    • Sede soppressa
  • Sinibaldo II, O.F.M. † (25 luglio 1326 - 1341 o 1342 deceduto)
    • Corrado teutonico † (menzionato nel 1328) (antivescovo)
  • Alberto Boson, O.P. † (25 agosto 1342 - 1347 deceduto)
  • Luca Mannelli, O.P. † (5 novembre 1347 - 22 gennaio 1358 nominato vescovo di Fano)
  • Pietro Massei, O.P. † (24 gennaio 1358 - 1381 deceduto)
  • Pietro III † (19 luglio 1381 - aprile o luglio 1400 deceduto)
    • Jean Rousseau † (2 maggio 1382 - ?) (antivescovo)
  • Giovanni Grimaldeschi † (3 settembre 1400 - 1419 dimesso)
  • Pietro Ercolani, O.F.M. † (30 gennaio 1419 - 1422 deceduto)
  • Nicolò Bianchi, O.S.B. † (21 luglio 1422 - 1434 deceduto)
  • Andrea da Montecchio † (29 ottobre 1434 - 1454 deceduto)
  • Giovanni de' Prefetti † (30 agosto 1454 - 27 luglio 1460 deceduto)
  • Gaspare Zacchi † (1º settembre 1460 - 23 novembre 1474 deceduto)
  • Luca Carducci, O.S.B.Cam. † (2 dicembre 1474 - agosto o settembre 1484 deceduto)
  • Paride Ghirardelli † (15 settembre 1484 - 1º settembre 1498 deceduto)
  • Antonio Sinibaldi † (19 ottobre 1498 - 13 giugno 1515 dimesso)
  • Giambattista Sinibaldi † (13 giugno 1515 - 9 aprile 1547 deceduto)
  • Cipriano Senili † (15 maggio 1547 - 19 luglio 1551 deceduto)
  • Bernardino de Cupis † (24 agosto 1551 - 1574 dimesso)
  • Cornelio Firmano † (15 gennaio 1574 - 5 luglio 1588 deceduto)
  • Teodosio Fiorenzi † (27 luglio 1588 - 19 maggio 1591 deceduto)
  • Antonio Maria Galli † (19 luglio 1591 - 30 marzo 1620 deceduto)
  • Agostino Galamini, O.P. † (29 aprile 1620 - 6 settembre 1639 deceduto)
  • Girolamo Verospi † (10 febbraio 1642 - 5 gennaio 1652 deceduto)
  • Lodovico Betti † (1º luglio 1652 - 26 ottobre 1655 deceduto)
  • Antonio Bichi † (6 marzo 1656 - 21 febbraio 1691 deceduto)
  • Opizio Pallavicini † (8 agosto 1691 - 11 febbraio 1700 deceduto)
    • Sede vacante (1700-1709)
  • Michelangelo dei Conti † (24 gennaio 1709 - 1º agosto 1712 nominato vescovo di Viterbo e Tuscania)
  • Orazio Filippo Spada † (17 gennaio 1714 - 28 giugno 1724 deceduto)
  • Agostino Pipia, O.P. † (20 dicembre 1724 - 20 agosto 1725 nominato vescovo di Osimo e Cingoli)

Sede di Osimo e Cingoli[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Ancona-Osimo[modifica | modifica wikitesto]

Istituti religiosi presenti in diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 contavano case in diocesi i seguenti istituti religiosi:

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 225.441 persone contava 197.851 battezzati, corrispondenti all'87,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
arcidiocesi di Ancona (e Numana)
1959 129.500 130.000 99,6 161 71 90 804 105 238 46
1969 153.000 153.428 99,7 177 89 88 864 100 280 52
1980 152.500 153.500 99,3 157 82 75 971 1 98 209 58
diocesi di Osimo e Cingoli
1949 37.445 37.445 100,0 124 86 38 301 40 165 39
1969 55.247 55.272 100,0 114 73 41 484 49 157 39
1980 55.413 55.541 99,8 96 61 35 577 43 119 39
arcidiocesi di Ancona-Osimo
1990 204.310 208.218 98,1 203 111 92 1.006 4 140 244 71
1999 205.214 206.831 99,2 190 108 82 1.080 8 101 206 72
2000 205.682 207.220 99,3 197 115 82 1.044 8 99 203 72
2001 206.598 208.747 99,0 189 110 79 1.093 15 94 196 72
2002 205.682 207.220 99,3 190 108 82 1.082 15 96 192 72
2003 210.062 212.875 98,7 184 108 76 1.141 15 89 173 72
2004 205.204 212.340 96,6 181 109 72 1.133 16 82 165 72
2006 206.541 216.858 95,2 175 100 75 1.180 17 88 124 72
2012 197.851 225.441 87,8 128 89 39 1.545 18 45 86 72

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo della bolla in Cappelletti, op. cit., pp. 532-535.
  2. ^ Così scrive il decreto: Archiepiscopus Anconitanus et Numanensis expostulavit, ut, dimisso titulo Episcopi Numanae, in posterum archiepiscopus tantum Anconitanus appellaretur.
  3. ^ Secondo Lanzoni (op. cit., p. 385), che riprende la seconda edizione dell'Italia Sacra di Ferdinando Ughelli, questo Marco non compare, come invece si pretenderebbe, negli atti del sinodo romano del 462 o 465.
  4. ^ Un "pontifex anconitanus" è menzionato in una lettera di papa Gelasio I del 496; cfr. Lanzoni, op. cit., p. 385.
  5. ^ Per Lanzoni, Trasone I è da identificare con Trasone II del X secolo, a cui si deve il ritrovamento delle reliquie di San Liberio.
  6. ^ Presunto successore di Sereno, non ammesso da Lanzoni, in quanto le lettere di papa Gregorio I non parlano esplicitamente di lui come vescovo successore di Sereno.
  7. ^ Il nome di «Natalis peccator ep[episcopu]s Anc[onae]» appare su un sarcofago conservato nella cattedrale di Rimini, databile prima del X secolo. Cfr. Lanzoni, op. cit., pp. 453-454.
  8. ^ Assente in Eubel, per il quale alla morte di Tommaso succede Nicolò, è menzionato, con un punto interrogativo, da Gams.
  9. ^ Il 19 dicembre 1412 fu nominato antivescovo di Senigallia.
  10. ^ Rafael Lazcano, Episcopologio agustiniano. Agustiniana. Guadarrama (Madrid) 2014, vol. I, p. 478.
  11. ^ Ferretti secondo Gams, Liberotti secondo Eubel.
  12. ^ Vescovo di Segna, non acconsentì al trasferimento ad Ancona.
  13. ^ Secondo Eubel, questo vescovo, menzionato da Gams, è assente negli atti della Santa Sede.
  14. ^ Gams dice 24 febbraio, mentre Eubel scrive solo "febbraio 1585".
  15. ^ Dal 21 novembre 1800 al 4 giugno 1808 è segnalato come amministratore apostolico Francesco Saverio Passari, arcivescovo titolare di Larissa.
  16. ^ Dal 5 luglio 1975 Carlo Maccari fu arcivescovo di Ancona, essendo stato soppresso il vetusto titolo di Numana.
  17. ^ Dall'11 febbraio 1976 Carlo Maccari fu vescovo solo di Osimo, essendo Cingoli stata unita in persona episcopi con Macerata e Tolentino.
  18. ^ Comunità religiose femminili. URL consultato il 22 ottobre 2013.
  19. ^ Comunità religiose maschili. URL consultato il 22 ottobre 2013.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Ancona[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Osimo[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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