Duomo di Ancona

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Coordinate: 43°37′31″N 13°30′37″E / 43.62528°N 13.51028°E / 43.62528; 13.51028

Cattedrale di San Ciriaco
Duomo di Ancona
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Marche
Località Ancona-Stemma.png Ancona
Religione cristiana cattolica
Diocesi Arcidiocesi di Ancona-Osimo
Anno consacrazione
Architetto
Stile architettonico romanico
Inizio costruzione 996 (su edificio precedente)
Completamento 1017
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web

Il Duomo di Ancona è dedicato a San Ciriaco ed è la cattedrale dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo. È una delle chiese medioevali più interessanti d'Italia, fusione di stile Romanico e di pianta e decorazioni bizantine. Sorge in scenografica posizione alla sommità del colle Guasco, già occupata dall'Acropoli della città dorica, da dove domina tutta la città di Ancona e il suo Golfo.

Il 30 maggio 1999 si è festeggiato il millenario della cattedrale con la visita, nel capoluogo dorico, di papa Giovanni Paolo II.

Indice

[modifica] Storia

Il duomo di Ancona

Già dal III secolo a.C. era presente nella zona un tempio dorico probabilmente dedicato ad Afrodite, come è stato accertato dai resti rinvenuti negli scavi del 1948. Sopra questo tempio è stata costruita, nel VI secolo una basilica paleocristiana dedicata a San Lorenzo. Era formata da tre navate con ingresso verso sud-est (dove attualmente è presente la cappella del Crocifisso), alcune parti sono rimaste nel pavimento in mosaico e nelle mura perimetrali. Tra il 996 e il 1015 si provvede alla ricostruzione della nuova chiesa, ampliando l'edificio ma mantenendo le tre navate. Nel 1017 i corpi di San Marcellino di Ancona e di San Ciriaco vengono trasferiti all'interno della Basilica. Importanti lavori di ampliamento vengono eseguiti tra la fine del XII secolo e la prima metà del XIII secolo, scegliendo di aggiungere un corpo trasversale a formare uno croce col basilicale primitivo e di aprire un ingresso verso sud-ovest. Con questa nuova geniale composizione la pianta della chiesa viene resa a croce greca, con transetti absidati e sopraelevati, e la rivolse al porto e alla nuova strada d'accesso alla città. Tra il XIII e il XIV secolo la basilica viene dedicata a San Ciriaco patrono di Ancona, martire e, secondo la tradizione, vescovo della città.

Nel 1883 la basilica subì un primo restauro. All'inizio della prima guerra mondiale, il 24 maggio 1915, gravi danni furono inflitti alla chiesa dalla flotta austro-ungarica. Si tentò di rimediare con un restauro nel 1920, ma i bombardamenti aerei anglo-americani della seconda guerra mondiale mutilarono il Duomo del transetto destro provocando la distruzione della sottostante Cripta delle Lacrime e dei tesori artistici ivi ricoverati. Lo stesso transetto venne ricostruito per anastilosi ed il sacro edificio venne solennemente riaperto nel 1951. Altri danni furono provocati dal terremoto del 1972. Nuovi lavori di restauro e consolidamento permisero la riapertura ai fedeli nell'autunno del 1977.

[modifica] Arte

Interno
La cupola del XIII secolo
Edicola del Vanvitelli

Il duomo rappresenta un alto esempio di arte romanica a cui si mescolano elementi bizantini e gotici; costituisce uno dei più importanti esempi di questo stile in Italia.

[modifica] Facciata, protiro e portale

La facciata, tripartita, è preceduta da ampia scalinata, al di sopra della quale si alza il duecentesco protiro strombato romanico, formato da un arco a sesto pieno sorretto da quattro colonne. Quelle anteriori poggiano su leoni di marmo rosso di Verona, mentre quelle posteriori, aggiunte in seguito dal Vanvitelli, poggiano su basamento. Nel sottarco sono quattro rilievi rappresentati i simboli degli Evangelisti. Il portale, attribuito a Giorgio da Como, (1228 circa), è in stile romanico-gotico e costruito in pietra bianca del Conero e marmo rosso di Verona. Presenta una profonda strombatura ed è ornato di fasci di colonne reggenti una serie di archi ogivali nel cui giro sono rilievi con busti di Santi, figure di animali e motivi vegetali. Al di sopra del protiro si può trovare un grande oculo con cornice romanica, e ai lati, due monofore.

[modifica] Esterni

Tutt'intorno, l'edificio, si presenta come una poderosa e luminosa massa in pietra bianca del Conero movimentata dalle abside sporgenti dei transetti e dell'alzarsi del piano della navata mediana; il tutto incentrato sullo slancio della cupola nella crociera. Una fine decorazione ad archetti pensili di gusto lombardo profila tutte le superfici e crea bei giochi di chiaroscuri. Isolato dal corpo principale sorge il campanile di cui si hanno notizie fin dal 1314 e che sorge sulla base di una torre militare tardo-duecentesca.

[modifica] Cupola

San Ciriaco vanta una delle più antiche cupole d'Italia. Di forma ogivale con tamburo dodecagonale poggiante su una base quadrata decorata ad archetti, venne alzata nell'incrocio dei bracci nel XIII secolo, da alcuni attribuita a Margaritone d'Arezzo (1270). Rappresenta uno degli sporadici esempi nell'architettura del periodo, insieme alle venete Basilica di Sant'Antonio da Padova e San Marco a Venezia, dove vede una cupola posta a coronamento di una chiesa, e non di un battistero. Nel XVI secolo venne realizzata la copertura in rame che ancor oggi la caratterizza nel panorama cittadino.

[modifica] Interno

L'interno è a croce greca e tutti i bracci sono divisi in tre navate su colonne romane di reimpiego che terminano su bei capitelli bizantini. Al centro della crociera è la slanciata cupola dodecagonale costolonata, con pennacchi sorretti da figure bizantineggianti di angeli oranti. Poggia su pilastri cruciformi polistili. I bracci laterali dei transetti terminano con absidi sopraelevate su cripte mentre il braccio centrale del presbiterio ha perso l'abside originale durante i lavori di ampliamento attuati durante il XVIII secolo. Tutte le navate centrali sono coperte da pregiate volte veneziane a carena, lignee e dipinte, del XV secolo. All'inizio della navata laterale sinistra è il monumento a un guerriero fermano del 1530.

Il transetto destro ospita la Cappella del Crocifisso, dove le transenne sono composte da preziose formelle graffite di plutei risalenti al 1189, opera di un Leonardo. Riportano, sulla sinistra, figure di Santi: San Geremia e Sant’Abacuc; l'Eterno Padre e la Vergine; un Angelo e San Giovanni Evangelista; San Ciriaco; e sulla destra, figure di animali: due gru su un melograno; un'aquila; due pavoni su un albero; due grifoni. Nella sottostante Cripta delle Lacrime, ricostruita dopo le distruzioni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, è possibile accedere alle vestigia degli antichi edifici precedenti.

Il braccio del presbiterio conserva, nella navata laterale sinistra, il monumento sepolcrale del Beato Girolamo Ginelli, pregevole opera del 1509 eseguita da Giovanni Dalmata.

Il transetto sinistro ospita la Cappella della Madonna, con sfarzosa edicola marmorea del 1739, opera del Vanvitelli e ospitante la venerata immagine seicentesca della "Madonna". La cripta sottostante contiene le urne di San Ciriaco, in marmo imezio, quelle di San Liberio e San Marcellino, in diaspro tenero di Sicilia, ed inoltre le ceneri di Santa Palazia. Le urne furono ridisegnate e realizzate tra il 1757 e il 1760 con una fastosa decorazione a festoni bronzei dorati da Gioacchino Varlè.

[modifica] Prodigio della Madonna del Duomo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Miracolo mariano di San Ciriaco.
Quadro della Madonna del Duomo

Il quadro della Madonna è stato donato al Duomo di Ancona nel 1615 da un marinaio veneziano, come ringraziamento per aver salvato suo figlio dal mare in tempesta. Da allora il quadro della Vergine è oggetto di profonda devozione da parte di molti fedeli anconetani.

Alcuni cronisti parlano di un miracolo avvenuto la sera del 25 giugno 1796, davanti ad alcuni i fedeli che stavano celebrando le litanie alla Madonna. Secondo queste cronache il quadro avrebbe aperto gli occhi e sorriso, anche nei giorni seguenti. In quel periodo si era diffusa in città la notizia della vittoria di Napoleone Bonaparte e la firma dell'armistizio che prevedeva la cessione di Bologna, Ferrara ed Ancona e la possibilità, da parte dei francesi, di confiscare i beni della chiesa.

In base alla testimonianza del Vicario Generale e di altri testimoni, la Chiesa cattolica, ancora sotto minaccia napoleonica, decise di interpretare il prodigio come una protezione dal cielo sulla città, sperando di rinforzare gli animi della fazione anti-francese.

L'11 gennaio 1797 Napoleone Bonaparte, arrivato ad Ancona, decise di non confiscare i gioielli e gli ornamenti del Duomo. Secondo alcuni storici ciò fu dovuto ad un mero calcolo politico: i francesi volevano evitare attriti con la fazione cattolica della città, cercando di trovare un accordo. Tra l'altro un esponente della municipalità filofrancese, l'israelita Sansone Costantini sembra influì positivamente per la salvaguardia del simulacro, memore della reazione della gente del porto subita anni addietro a causa della rimozione da lui effettuata di un'immagine della Vergine già posta all'esterno di una casa che aveva acquistato. Per altri questa decisione fu presa per un intervento divino.

Il 13 maggio 1814 Papa Pio VII incorona il prodigioso quadro.

[modifica] Il furto del quadro

La notte tra il 16 ed il 17 dicembre 1936 il quadro di Maria Regina di tutti i Santi custodito presso l'episcopio fu rubato da ignoti e ritrovato un mese dopo circa, spogliato degli ornamenti, nella cappella di Tor Mezzavia di Albano Laziale. Fu riportato in Ancona il 31 gennaio 1937.

[modifica] Altre immagini


[modifica] Bibliografia

  • M. Luisa Polichetti. San Ciriaco. La Cattedrale di Ancona. Genesi e sviluppo. Federico Motta Editore, 2003. ISBN 88-7179-353-6, EAN 9788871793535.
  • Celso Battaglini. Il prodigio della Madonna del Duomo. Falconara, Errebi, 1996.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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