Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova

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Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova
Archidioecesis Rheginensis-Bovensis
Chiesa latina
Reggio calabria duomo.jpg
Regione ecclesiastica Calabria
  ReggioBova diocesi.png
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Diocesi suffraganee
Locri-Gerace, Oppido Mamertina-Palmi, Mileto-Nicotera-Tropea
Arcivescovo metropolita Giuseppe Fiorini Morosini, O.M.
Vicario generale Antonino Carmelo Iachino
Arcivescovi emeriti Vittorio Luigi Mondello
Sacerdoti 182 di cui 118 secolari e 64 regolari
1.530 battezzati per sacerdote
Religiosi 70 uomini, 324 donne
Diaconi 37 permanenti
Abitanti 282.240
Battezzati 278.500 (98,7% del totale)
Superficie 1.004 km² in Italia
Parrocchie 119
Erezione I secolo
Rito romano
Cattedrale Maria Santissima Assunta in cielo
Concattedrali San Teodoro
Santi patroni principale: Paolo apostolo
secondario: Stefano di Nicea
compatrono: san Leo
Indirizzo Via Tommaso Campanella, 63
89127 Reggio di Calabria
Sito web www.reggiobova.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia
(GRC)
« ΠΕΡΙΕΛΘΟΝΤΕΣ ΚΑΤΗΝΤΗΣΑΜΕΝ ΕΙΣ ΡΕΓΙΟΝ »
(IT)
« Costeggiando, raggiungemmo Reggio »
(Iscrizione in greco all'ingresso della Cattedrale - Dagli Atti degli Apostoli 28,13)

L'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova (in latino: Archidioecesis Rheginensis-Bovensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Calabria. Nel 2010 contava 278.500 battezzati su 282.240 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Giuseppe Fiorini Morosini, O.M.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende 25 comuni della provincia di Reggio di Calabria: Bagaladi, Bagnara Calabra, Bova, Bova Marina, Brancaleone, Calanna, Campo Calabro, Cardeto, Condofuri, Fiumara, Laganadi, Melito di Porto Salvo, Montebello Ionico, Motta San Giovanni, Palizzi, Reggio di Calabria, Roccaforte del Greco, Roghudi, San Lorenzo, San Roberto, Sant'Alessio in Aspromonte, Santo Stefano in Aspromonte, Scilla, Staiti, Villa San Giovanni.

Sede arcivescovile è la città di Reggio, dove si trova la cattedrale di Maria Santissima Assunta in cielo, il più grande edificio religioso della Calabria. A Bova si trova la concattedrale della Madonna della Presentazione.

Il territorio si estende su 1.004 km² ed è suddiviso in 119 parrocchie.

La provincia ecclesiastica di Reggio Calabria-Bova comprende 3 suffraganee:

Elenco delle parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parrocchie dell'Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Arcidiocesi di Reggio Calabria[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi di Reggio affonda le sue radici nella predicazione dell'apostolo Paolo nell'anno 61. Secondo il racconto degli Atti degli Apostoli (28,13), nel suo viaggio verso Roma, Paolo, dopo essere salpato da Siracusa, approdò a Reggio ove passò la notte per ripartire il giorno dopo. Secondo la tradizione, Paolo ebbe il tempo di predicare il vangelo e convertire molti alla nuova fede: alla nascente comunità lasciò come primo vescovo uno dei suoi compagni di viaggio, Stefano di Nicea, insieme a Suera. La liturgia celebra questi avvenimenti il 21 maggio ed il 5 luglio.

Reggio divenne così il centro di diffusione del vangelo in tutta la Calabria.

Primo vescovo documentato storicamente è Lucio, a cui seguì Bonifacio, destinatario di diverse lettere di Gregorio Magno. Da queste veniamo a sapere: che la diocesi di Carina (si trattava in realtà della diocesi di Carini, in Sicilia) in stato di abbandono, fu annessa a quella di Reggio (settembre 595, nel 602 risultava già ristabilita con un proprio vescovo);[1] che il patrimonio ecclesiastico della Chiesa di Roma in Calabria era amministrato dal notaio Pietro (591-594) e dall'arcidiacono Sabino (599); che la sede di Reggio aveva una certa preminenza sulle altre chiese calabresi, senza tuttavia che sia ancora menzionata come sede metropolitana.

Durante la sua dipendenza da Costantinopoli, a partire dal 733, era sede del metropolita e ne dipendevano quasi tutte le diocesi della Calabria bizantina.[2] Secondo la Notitia Episcopatuum redatta dall'imperatore bizantino Leone VI (886-912) e databile all'inizio del X secolo (verso 901-902), da Reggio dipendevano le seguenti suffraganee: Vibona, Tauriana, Locri, Rossano, Squillace, Tropea, Amantea, Crotone, Cosenza, Nicotera, Bisignano e Nicastro. Successivamente furono annesse alla metropolia di Reggio anche le diocesi di Bova, di Cassano, di Martirano e di Oppido. Tuttavia, già sul finire del X secolo, con la fondazione della sede metropolitana di Salerno (di rito latino) le Provinciali romane e una bolla di papa Giovanni XV del 994 assegnano alla sede campana le diocesi di Bisignano e di Cosenza. Questo è un indice del conflitto giurisdizionale fra i due patriarcati di Roma e di Costantinopoli, che vide lo scontro soprattutto nel nord della Calabria.

Con la conquista normanna della regione, tutte le chiese ritornarono sotto la dipendenza della Chiesa di Roma. In questo contesto, nell'XI secolo Reggio cedette alcuni territori a vantaggio dell'erezione delle nuove diocesi normanne di Bova e di Oppido.

Gregorio VII nel 1081 e Alessandro III nel 1165 riconobbero a Reggio i diritti di sede metropolitana della Calabria, con gli stessi antichi vescovadi suffraganei. I diritti metropolitici venivano anche riconosciuti all'arcidiocesi di Santa Severina fino all'anno 1952, quando la Santa Sede ne soppresse la giurisdizione trasferendo a Reggio, come unica sede metropolitana della Calabria, la diocesi suffraganea di Cariati. Negli stessi anni 1080 fu introdotto a Reggio il rito romano.

La riforma delle circoscrizioni ecclesiastiche del Regno delle Due Sicilie attuata il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori di papa Pio VII non apportò sostanziali modifiche alla provincia ecclesiastica di Reggio. Furono confermate le suffraganee di Bova, Catanzaro, Crotone, Gerace, Nicastro, Oppido, Squillace, Nicotera e Tropea; unica modifica fu l'unione aeque principaliter di queste due ultime diocesi.

Il 6 marzo 1980, con il breve Cum Rheginensis Ecclesia di papa Giovanni Paolo II, san Paolo Apostolo è stato dichiarato patrono principale dell'arcidiocesi, mentre patrono secondario è stato dichiarato santo Stefano da Nicea.

La chiesa cattedrale è dedicata a Maria Santissima Assunta in Cielo; la festa della dedicazione si celebra il 2 settembre. Con decreto della Sacra Congregazione dei Riti del 26 agosto 1752 fu dichiarata patrona della città Maria Santissima Madre della Consolazione, che viene festeggiata il martedì dopo il secondo sabato di settembre; compatrono della città è san Giorgio Martire, celebrato il 23 aprile.

Diocesi di Bova[modifica | modifica wikitesto]

Monsignor Dalmazio D'Andrea, vescovo di Bova dal 1856 al 1871

La diocesi di Bova appare per la prima volta nell'XI secolo[3] e fu sempre suffraganea dell'arcidiocesi di Reggio Calabria come risulta dalla bolla Sicut in humanis di papa Alessandro III del 19 novembre 1162 e dalla De utiliori di papa Pio VII del 27 giugno 1818. È incerta l'origine della sede, che per alcuni autori è stata eretta solo dopo l'arrivo dei Normanni, mentre per altri risale all'epoca bizantina.

Il primo vescovo di cui si ha notizia è Luca nel 1094. Nel 1574 il vescovo Stauriano soppresse il rito greco-bizantino e instaurò il rito latino.

Nel territorio di Bova vi furono molti monasteri greci quali San Leone, San Pantaleone, Santa Maria di Tridetti, San Nicola di Africo ecc.

Il 12 marzo 1941 Enrico Montalbetti, già arcivescovo di Reggio Calabria, fu nominato anche vescovo di Bova, unendo così in persona episcopi le due sedi.[4] Questa prima unione durò fino al 1960, ma fu poi ristabilita nel 1973 con il vescovo Giovanni Ferro.

Il patrono di Bova è san Leo monaco greco, nativo di Bova secondo alcuni o di Africo secondo altri. Le reliquie di san Leo si venerano a Bova nel santuario a lui dedicato. La chiesa concattedrale è dedicata a Santa Maria dell'Isodia.[5]

Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, le due sedi di Reggio Calabria e di Bova, già unite in persona episcopi dal 1973, sono state unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. Per effetto dello stesso decreto la cattedrale di Bova ha assunto il titolo di concattedrale e san Leo è divenuto compatrono della nuova circoscrizione diocesana.

Il 30 gennaio 2001 la Santa Sede ha provveduto al riordino delle province ecclesiastiche con la bolla Maiori Christifidelium di papa Giovanni Paolo II, con la quale all'arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova sono state assegnate le odierne suffraganee.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Reggio di Calabria[6][modifica | modifica wikitesto]

Storia di Reggio Calabria
Città del Mediterraneo
Stemma
Storia di Reggio Calabria
Storia urbanistica di Reggio Calabria
Aschenez e gli Aschenazi
Anassila, tiranno dello Stretto
L'antica Giudecca cittadina
Culto nella polis
La Scuola Pitagorica di Reggio
Punta Calmizzi, Acroterio d'Italia
Via Popilia (Capua-Rhegium)
La Colonna Reggina
Il Poseidonio
La Torre di Giulia
Il Ducato di Calabria
La «Canzone d'Aspromonte»
Madonna della Consolazione
Gran Sigillo dell'Urbe Rhegina
Sindaci dal Medioevo ad oggi
Vescovi da San Paolo ad oggi
Terremoto del 1908
La «Grande Reggio»
I Fatti di Reggio del 1970

Sede di Bova[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca † (menzionato nel 1094)
  • Stefano † (menzionato nel 1222)
  • Cipriano † (menzionato nel 1296)
  • Luca † (menzionato nel 1305)
  • Biagio † (? - 1341 deceduto)
  • Nicola, O.S.B.I. † (6 maggio 1341 - 10 luglio 1342 nominato vescovo di Gerace)
  • Andrea † (10 luglio 1342 - ? deceduto)
  • Nicodemo, O.S.B.I. † (24 luglio 1346 - ? deceduto)
  • Basilio I † (1º aprile 1362 - 1364 deceduto)
  • Erasmo, O.S.B.I. † (17 aprile 1364 - ? deceduto)
  • Serafino, O.P. † (27 aprile 1365 - ?)[7]
  • Guglielmo (o Giuliano) † (5 dicembre 1375 - ? deceduto)
    • Giovanni Mela † (7 maggio 1384 - ?) (antivescovo)
  • Basilio II † (circa 1384 - ?)
  • Stefano † (? - 1405 deceduto)
  • Gualtiero, O.E.S.A. † (13 aprile 1405 - dopo il 1414)[8]
    • Pietro I † (24 febbraio 1410 - ? deceduto) (vescovo eletto)
    • Giovanni Dominici † (21 aprile 1412 - ?) (amministratore apostolico)
  • Pietro II ? † (circa 1420)
  • Matteo della Scaglia, O.E.S.A. † (12 aprile 1424 - ?)
  • Filippo Costulfaria † (27 luglio 1425 - 1435 deceduto)
  • Agostino Carapelle, O.E.S.A. † (14 febbraio 1435 - 22 agosto 1435 deceduto)
  • Sanzio † (23 settembre 1435 - 22 settembre 1441 nominato vescovo titolare di Sebaste)
  • Jacobello, O.F.M. † (22 settembre 1441 - 1483 deceduto)
  • Procolo Curiale † (7 novembre 1483 - 1523 dimesso)
  • Donato Curiale † (13 aprile 1524 - 1549 dimesso)
  • Achille Brancia † (21 agosto 1549 - 23 agosto 1570 dimesso)
  • Giulio Staurieno, O.F.M. † (19 marzo 1571 - 1577 deceduto)
  • Giulio, O.P. ? † (2 ottobre 1577 - 9 ottobre 1577 deceduto)
  • Marcello Franci † (9 ottobre 1577 - ? deceduto)
  • Bartolomeo (o Tolomeo) Corsini † (25 febbraio 1587 - 1590 o 1592 deceduto)
  • Giovanni Camerota † (23 settembre 1592 - 1622 deceduto)
  • Nicola Maria Madaffari † (2 maggio 1622 - 1627 deceduto)
  • Fabio Olivadisi † (20 settembre 1627 - 16 luglio 1646 nominato vescovo di Catanzaro)
  • Martino Megali † (10 settembre 1646 - luglio 1656 deceduto)
  • Bernardino d'Aragona † (19 febbraio 1657 - 12 luglio 1669 deceduto)
  • Marcantonio Contestabili † (9 settembre 1669 - 19 luglio 1699 deceduto)
  • Francesco Antonio Gaudiosi † (5 ottobre 1699 - febbraio 1714 deceduto)
    • Sede vacante (1714-1718)
  • Paolo Stabile, O.M. † (8 giugno 1718 - novembre 1729 deceduto)
  • Giuseppe Barone † (23 dicembre 1729 - 5 marzo 1731 nominato vescovo dei Marsi)
  • Tommaso Giosafat Molina † (9 aprile 1731 - 30 maggio 1735 deceduto)
  • Domenico de Marzano † (27 luglio 1735 - 24 giugno 1752 deceduto)
  • Stefano Morabito † (27 novembre 1752 - 7 maggio 1764 dimesso)
  • Antonio Spedalieri † (20 agosto 1764 - 3 aprile 1791 deceduto)
  • Giuseppe Martini † (26 marzo 1792 - 15 febbraio 1802 deceduto)
    • Sede vacante (1802-1819)
  • Nicola Maria Laudisio, C.SS.R. † (4 giugno 1819 - 3 maggio 1824 nominato vescovo di Policastro)
  • Giovanni Corcione † (3 maggio 1824 - 18 dicembre 1830 deceduto)
  • Giuseppe Maria Giove, O.F.M. † (2 luglio 1832 - 19 dicembre 1834 nominato vescovo di Gallipoli)
Giuseppe Maria Giove, nominato vescovo di Gallipoli

Sede di Reggio Calabria-Bova[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 282.240 persone contava 278.500 battezzati, corrispondenti al 98,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
arcidiocesi di Reggio Calabria
1949 211.900 212.476 99,7 201 167 34 1.054 52 365 100
1969 230.471 231.218 99,7 210 151 59 1.097 69 550 103
1980 245.000 247.000 99,2 201 146 55 1.218 59 547 116
diocesi di Bova
1949 26.856 26.948 99,7 22 20 2 1.220 3 34 17
1959 30.100 30.450 99,9 25 19 6 1.204 8 33 18
1970 25.100 25.174 99,7 17 14 3 1.476 3 46 19
1980 21.500 21.702 99,1 16 8 8 1.343 9 27 19
arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova
1990 263.000 269.050 97,8 180 126 54 1.461 1 57 625 135
1999 270.420 278.820 97,0 175 118 57 1.545 18 66 601 136
2000 270.420 288.501 93,7 164 107 57 1.648 17 66 601 136
2001 270.420 288.501 93,7 164 107 57 1.648 27 66 601 136
2002 270.420 288.501 93,7 175 118 57 1.545 27 73 601 136
2003 270.420 288.500 93,7 174 117 57 1.554 28 75 598 136
2004 277.219 279.418 99,2 169 106 63 1.640 27 78 601 121
2010 278.500 282.240 98,7 182 118 64 1.530 37 70 324 119

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DBI
  2. ^ Potere e monachesimo, p. 12
  3. ^ Alcuni autori hanno attribuito a Bova un vescovo Luminosus, che avrebbe partecipato al sinodo romano del 649; in realtà, questo prelato non fu vescovo di Bova (Bovensis), ma di Bologna (Bonensis episcopus). Cfr. Lanzoni, p. 344; Gams, p. 675.
  4. ^ AAS 33 (1941), p. 123.
  5. ^ La cattedrale della Madonna dell'Isodia
  6. ^ Reggio sino al 1860
  7. ^ Menzionato da Gams, ma assente in Eubel.
  8. ^ Secondo Eubel, potrebbe essere ritornato sulla sede di Croia prima del 1410; mentre per Gams a Gualtiero succede Pietro II nel 1420 circa.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Reggio Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Bova[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]