Gallicianò

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Gallicianò
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Reggio Calabria-Stemma.png Reggio Calabria
Comune Condofuri-Stemma.png Condofuri
Territorio
Coordinate 38°01′00″N 15°53′11″E / 38.016667°N 15.886389°E38.016667; 15.886389 (Gallicianò)Coordinate: 38°01′00″N 15°53′11″E / 38.016667°N 15.886389°E38.016667; 15.886389 (Gallicianò)
Altitudine 620 m s.l.m.
Abitanti 60
Altre informazioni
Cod. postale 89030
Prefisso 0965
Fuso orario UTC+1
Patrono san Giovanni Battista
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gallicianò

Gallicianò è un borgo di circa 60 abitanti, frazione del Comune di Condofuri, in provincia di Reggio Calabria, definito anche l'Acropoli della Magna Grecia in Calabria, poiché è l'unico borgo tuttora interamente ellenofono, anche se il greco di Calabria anche qui permane utilizzato in un ambiente sempre più esclusivamente domestico. Gallicianò è nota in tutta l'area per l'alta conservatività delle tradizioni grecaniche, non solo in ambito linguistico ma anche musicale, gastronomico e rituale.

Nel X secolo d.C., appena dopo la fondazione dello stato Bulgaro, la città Bizantina di Καλλικόν (Callicòn), fondata dai romani nel I secolo a.C. come Callicum (l’attuale Kilkìs, che si trova nella Macedonia, in Grecia) viene attaccata e saccheggiata dai Bulgari. Allora diversi suoi abitanti decidono di trasferirsi in Calabria, che all’epoca era un Tema Bizantino, fondando così la cittadina Γαλλικιάνο – Galliciano.[senza fonte]

Attraverso un dromo (sentiero), composto da curve e strapiombi, si arriva alle prime case (vucita), e dopo qualche chilometro si giunge al paese, il cui nucleo abitativo si distribuisce attorno alla piazza con la chiesa di San Giovanni Battista, adagiato sulla montagna a 621 m s.l.m. Il santo patrono di Gallicianò è proprio San Giovanni Battista, festeggiato il 29 agosto.

Un tempo era fiorente l'allevamento del baco da seta. Nel anno 1999 è terminata la costruzione della piccola chiesa ortodossa di Panaghìa tis Elladas. La chiesetta Bizantina, di impianto contadino, edificata ristrutturando una casa in pietra nella parte alta del paese, è aperta al culto e rappresenta la testimonianza, in un rinnovato clima ecumenico, di un ritorno da pellegrini degli ortodossi in siti di culto greco. La ristrutturazione è dovuta alla figura dell’architetto Domenico Nucera di Gallicianò. Accanto alla chiesetta è stato costruito anche un piccolo anfiteatro che si affaccia sulla valle dell'Amendolea. Pochi anni fa vi si è ristabilita dopo secoli una piccola comunità di monaci greco-ortodossi.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Come per gli altri (ormai pochissimi) paesi della Calabria e Puglia che fanno parte della minoranza linguistica greca d'Italia, che un tempo copriva vaste zone di queste regioni e della Sicilia, è dibattuta tra i linguisti la questione dell'origine. Di certo il Meridione era grecofono durante il periodo delle colonie greche (almeno lungo le zone costiere), resta da stabilire se tale lingua sia sopravvissuta fino a noi, come sembrerebbe da alcuni indizi[1] e come sostenne Gerhard Rohlfs, o se si tratti dei residui di una reintroduzione del greco durante l'Impero Bizantino, o infine, una via di mezzo, ovvero la lingua sopravvisse ma fu molto influenzata dal greco medioevale bizantino. La lingua è comunque in grave rischio di estinzione.

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Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://grecosuditalia.it/
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