Papa Giovanni XV

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Papa Giovanni XV
Pope John XV.jpg
137º papa della Chiesa cattolica
Elezione agosto 985
Consacrazione agosto 985
Fine pontificato 1º aprile 996
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Giovanni XIV
Successore papa Gregorio V
Nascita Roma, ?
Morte 1º aprile 996
Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano

Giovanni XV, nato Giovanni di Gallina Alba (Roma, ... – 1º aprile 996), fu il 137º papa della Chiesa cattolica dall'agosto 985 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Viene generalmente riconosciuto come successore dell'antipapa Bonifacio VII, il "Papa Giovanni XV" o "Ioannes XIV Bis" che si disse avesse regnato per quattro mesi dopo papa Giovanni XIV, e che viene oggi omesso dalla lista dei papi.

Giovanni XV era figlio di Leone, un presbitero romano. All'epoca in cui salì al soglio pontificio, Giovanni Crescenzi II (+998) - figlio di Crescenzio II (+984) - che patrocinò la sua elezione, era patricius Romanorum ma, anche se la sua influenza sulle cose religiose fu molto limitata, la presenza dell'imperatrice Teofano a Roma, dal 989 al 991, ridusse anche la sua influenza sulle cose temporali. Giovanni Crescenzi, il cui titolo di patricius gli era stato confermato proprio da Teofano, amministrava la giustizia civile assieme al fratello Crescenzio III (+1020) in un vero e proprio traffico di sentenze, screditando l'autorità di papa Giovanni e, più in generale, del soglio di Pietro.

Ad un sinodo romano tenutosi in Laterano il 31 gennaio 993, Papa Giovanni XV canonizzò solennemente il vescovo Ulrico di Augusta, un evento che il Papa annunciò ai vescovi francesi e tedeschi con una bolla datata 3 febbraio. Fu la prima volta nella storia che una canonizzazione solenne veniva fatta da un papa.

All'inizio di aprile del 996, il Papa, la cui venialità e nepotismo lo avevano reso impopolare tra la cittadinanza, morì di febbre, mentre l'imperatore Ottone III era in viaggio in Italia per ottenere l'incoronazione dal Papa; saputa la notizia, Ottone restò fino al 12 aprile a Pavia, dove celebrò la Pasqua. Ottone III elevò quindi il suo parente Bruno alla dignità papale col nome di Gregorio V. A suo credito, Giovanni fu nominato patrono e protettore dei monaci riformatori di Cluny.

Origine della controversia sull'investitura[modifica | modifica sorgente]

Durante il papato di Giovanni XV sorse una seria disputa sull'investitura del Re di Francia e quindi sulla deposizione dell'arcivescovo di Reims.

L'intervento del Papa non portò inizialmente a un risultato definitivo. Questa disputa viene talvolta vista come l'origine dei conflitti tra i Papi e i nuovi Re di francia che culminarono successivamente nella lotta per le investiture, vale quindi la pena di relazionarla in alcuni dettagli.

Ugo Capeto, al momento Re di Francia, nominò Arnolfo Arcivescovo di Reims nel 988, anche se Arnolfo era nipote del suo acerrimo rivale, Carlo di Lorena. Carlo mosse l'esercito verso Reims e riuscì a conquistala, facendo prigioniero l'arcivescovo. Ugo, comunque, considerò Arnolfo alleato di Carlo e chiese al Papa la sua deposizione.

Ma gli eventi si succedevano molto rapidamente: Ugo Capeto catturò sia Carlo che l'arcivescovo Arnolfo e convocò un sinodo a Reims nel giugno 991, che, ossequente, depose Arnolfo e scelse come suo successore l'abate Gerberto (futuro papa Silvestro II).

Queste risoluzioni vennero ripudiate da Roma, anche se un secondo sinodo ratificò i decreti emessi a Reims. Il Papa convocò i vescovi francesi a un sinodo indipendente al di fuori del reame, ad Aquisgrana, per riconsiderare il caso. Però questi si rifiutarono, vennero convocati a Roma, ma qui protestarono che le condizioni instabili, sia lungo il percorso che a Roma, rendevano la cosa impossibile.

Il Papa inviò quindi un legato con istruzioni per convocare un concilio di vescovi francesi e tedeschi a Mousson. Solo i secondi si presentarono: i francesi vennero infatti fermati lungo il tragitto da Ugo e Roberto. Attraverso gli sforzi del legato, la deposizione di Arnolfo venne infine dichiarata illegale.

Dopo la morte di Ugo Capeto (23 ottobre 996), Arnolfo venne liberato dalla prigionia, e ben presto venne restaurato nelle sue funzioni. Gerberto invece venne inviato alla corte imperiale a Magdeburgo, e divenne il precettore dell'imperatore Ottone III. Giovanni XV era morto da sei mesi, e gli era succeduto Gregorio V.

Giovanni XV o Giovanni XVI?[modifica | modifica sorgente]

Gli storici del Medioevo posero, tra Giovanni XV e il suo predecessore Giovanni XIV, un Papa Giovanni in più mai esistito, chiamato poi dagli storici Ioannes XIV Bis, così che Giovanni XV, XVII, XVIII e XIX furono poi rinominati XVI, XVIII, XIX e XX, e l'Antipapa Giovanni XVI fu chiamato Papa Giovanni XVII. Il papa fittizio Ioannes XIV Bis nacque dal fatto che Giovanni XIV passò metà del suo pontificato, quattro mesi su otto, in prigione, e il Liber Pontificalis registrò queste due fasi distinte del pontificato in due blocchi, generando confusione. Si pensò che questo "Giovanni XIV Doppio" fosse stato escluso dalle liste in quanto eletto e morto subito prima di essere consacrato, nell'agosto 985; di lui esiste un ritratto in San Paolo fuori le mura tra Bonifacio VII e Giovanni XV che lì è chiamato Giovanni XVI. Lo storico Luigi Ferrucci sostiene che l'equivoco è stato rafforzato anche dal fatto che è esistito davvero un cardinale diacono Giovanni figlio di Roberto che, sostenuto dal popolo, si oppose a Bonifacio VII dopo la morte di Giovanni XIV, ma Bonifacio lo punì accecandolo. E infatti lo storico Mariano Scoto, assieme a Goffredo da Viterbo e ad altri, sostiene che Ioannes XIV Bis era filius Robberti cioè figlio di un tal Roberto. A causa di questi errori, oggi manca un Giovanni XX.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Giovanni XIV agosto 985 - marzo 996 Papa Gregorio V

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