Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno

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Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno
Archidioecesis Salernitana-Campaniensis-Acernensis
Chiesa latina
Salerno 2013-05-17 09-37-10.jpg
Regione ecclesiastica Campania
Diocesi suffraganee
Amalfi-Cava de' Tirreni, Nocera Inferiore-Sarno, Santissima Trinità di Cava de' Tirreni, Teggiano-Policastro, Vallo della Lucania
Arcivescovo metropolita e primate Luigi Moretti
Arcivescovi emeriti Gerardo Pierro
Sacerdoti 344 di cui 224 secolari e 120 regolari
1.569 battezzati per sacerdote
Religiosi 139 uomini, 165 donne
Diaconi 45 permanenti
Abitanti 552.000
Battezzati 540.000 (97,8% del totale)
Superficie 1.398 km² in Italia
Parrocchie 163
Erezione VI secolo (Salerno)
19 giugno 1525 (Campagna)
XII secolo (Acerno)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Santa Maria degli Angeli e San Matteo Apostolo
Concattedrali Santa Maria della Pace
San Donato
Santi patroni Matteo apostolo
Antonino di Sorrento
Donato d'Arezzo
Indirizzo Via Roberto il Guiscardo 2, 84125 Salerno, Italia
Sito web www.diocesisalerno.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * *
Chiesa cattolica in Italia
Organo a canne realizzato nel 1759 della concattedrale di Santa Maria della Pace di Campagna
Facciata della concattedrale di San Donato di Acerno

L'arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno (in latino: Archidioecesis Salernitana-Campaniensis-Acernensis) è una sede metropolitana della regione ecclesiastica Campania. Nel 2010 contava 540.000 battezzati su 552.000 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Luigi Moretti.

L'arcivescovo di Salerno si fregia, dal 1098 del titolo, attualmente puramente onorifico, di primate del Regno di Napoli.

Patroni[modifica | modifica wikitesto]

I santi patroni sono:

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi di Salerno comprende comuni appartenenti alle province di Salerno e Avellino.

Sede arcivescovile è la città di Salerno, dove si trova la cattedrale di Santa Maria degli Angeli e San Matteo Apostolo. A Campagna sorge la concattedrale di Santa Maria della Pace, mentre ad Acerno è la concattedrale di San Donato.

Il territorio è suddiviso in 163 parrocchie.

Appartengono alla metropolia:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Risale agli inizi dell'era cristiana la diffusione del cristianesimo a Salerno. La tradizione tramanda i nomi di alcuni santi vescovi salernitani. Tuttavia il primo vescovo storicamente documentato è Gaudenzio, presente al sinodo romano del 499.

In una data imprecisata fra giugno e luglio 983 fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana; primo arcivescovo fu Amato I. In due bolle papali del 994 e del 1012 sono citate le diocesi suffraganee di Salerno: Paestum, Acerenza, Nola, Bisignano, Malvito, Cosenza e Conza. Nel 1058 sono annoverate fra le suffraganee di Salerno anche Martirano e Cassano.[1]

Tra i principali arcivescovi, è da citare Alfano I, nominato nel 1058, che con l'aiuto del re normanno Roberto il Guiscardo, eresse l'attuale cattedrale. Ad Alfano si deve, su mandato del papa, l'erezione delle diocesi di Sarno, di Nusco e di Acerno, che divennero nuove suffraganee. Durante il suo episcopato, fu accolto a Salerno in esilio papa Gregorio VII, che consacrò la nuova cattedrale.

Il 20 luglio 1098, in forza della bolla Singulare semper di papa Urbano II all'arcivescovo di Salerno fu concesso il titolo di primate, anticamente riservato al massimo prelato della Chiesa nelle singole realtà nazionali. Originariamente i diritti primaziali di Salerno si estendevano alle arcidiocesi di Conza e di Acerenza: «Tibi tuisque successoribus super Consanam et Acheruntinam ecclesias et earum suffraganeos primatum gerere ex Apostolicae Sedis liberalitate concedimus». Questo titolo viene mantenuto ancora oggi, anche se la sua funzione è puramente onorifica.

Il concordato del 29 giugno 1529 garantì al re di Napoli il diritto di presentazione degli arcivescovi di Salerno.

All'arcivescovo Gaspar Cervantes de Gaete (1564-1568) si deve l'istituzione del seminario diocesano, affidato nel 1635 ai Gesuiti, e l'attuazione delle principali direttive del concilio di Trento, opera nella quale si impegnarono i suoi successori.

Agli inizi dell'Ottocento Salerno aveva otto diocesi suffraganee: Acerno, Campagna, Capaccio, Marsico, Nocera, Nusco, Policastro e Sarno.

Il 27 giugno 1818 in forza della bolla De utiliori di papa Pio VII la diocesi di Acerno fu data in amministrazione perpetua agli arcivescovi pro tempore di Salerno, che assunsero da quel momento il titolo di arcivescovi di Salerno e amministratori perpetui di Acerno.

Nel 1849 l'arcivescovo Marino Paglia accoglie in città il papa Pio IX, che visitò la cattedrale, il seminario ed il monastero di San Giorgio, fermandosi poi a colazione in episcopio.

Il 4 marzo 1877 la Santa Sede elesse arcivescovo Valerio Laspro, che era vescovo di Lecce. Il governo italiano rifiutò l'exequatur, rivendicando il diritto di presentazione che era stato concesso alla Corona di Napoli. A queste pretese la Santa Sede obiettò che i concordati con gli stati preunitari erano stati abrogati con l'unità nazionale. La causa civile terminò con la sentenza del 13 marzo 1879, favorevole alla Santa Sede. Dopo due anni l'arcivescovo poté accedere al palazzo arcivescovile, che gli era stato negato dall'autorità civile.

Il 30 settembre 1986 in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi le tre sedi di Salerno, Campagna e Acerno sono state unite con la formula plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica sorta dall'unione ha assunto il nome di arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi ed arcivescovi di Salerno[modifica | modifica wikitesto]

  • San Bonosio † (39-73)
  • San Grammazio † (? - 25 gennaio 490 deceduto)[2]
  • San Vero †
  • San Valentiniano †
  • Gaudenzio † (menzionato nel 499)
  • Sant'Asterio (o Eusterio ?) † (prima del 536 - dopo il 555)
  • Gaudioso † (menzionato nel 640 circa)
  • Luminoso † (menzionato nel 649)
  • Zaccaria †
  • Colombo †
  • Lupo †
  • Renovato †
  • Benedetto I †
  • Talarico †
  • Andemario †[3]
  • Rodoperto] † (774 - dopo il 787)
  • Rodoaldo †
  • Pietro I †
  • Ractolo] †
  • Mainaldo †
  • Teupo †
  • Aione † (menzionato nell'agosto 841)
  • Landemario] † (metà del IX secolo)
  • Bernaldo † (metà del IX secolo)
  • Pietro II † (metà del IX secolo)
  • Rachenaldo † (862 o 863 - dopo l'866)
  • Pietro III † (prima dell'880 - dopo l'886)
  • Pietro IV † (menzionato nel 917)
  • Giovanni I † (menzionato nel 918)
  • Pietro V † (prima del 936 - dopo il 949)
  • Bernardo † (menzionato il 6 maggio 954)
  • Pietro VI † (prima del 958 - dopo il 974)
  • Giovanni II † (prima del 977 - dopo il 18 aprile 982)
  • Amato I † (prima del 18 agosto 982 - dopo giugno 992)
  • Dauferio † (menzionato nel 993)
  • Grimoaldo † (prima del 25 marzo 994 - 26 maggio 1011 deceduto)
  • Michele † (maggio 1012 - 29 maggio 1015 deceduto)
  • Benedetto II † (25 aprile 1016 - 7 giugno 1019 deceduto)
  • Amato II † (27 dicembre 1019 - 12 giugno 1031 deceduto)
  • Amato III † (marzo 1032 - circa 1046 deceduto)
  • Giovanni III † (18 febbraio 1047 - circa 1057 deceduto)
  • Alfano I † (8 marzo 1058 - 9 ottobre 1085 deceduto)
  • Alfano II † (1085 o 1086[4] - 29 agosto 1121 deceduto)
  • Romualdo I Guarna † (15 settembre 1121 - 21 gennaio 1137 deceduto)
  • Guglielmo da Ravenna † (1137 - 7 luglio 1152 deceduto)
  • Romualdo II Guarna † (1153 - 1º aprile 1181 deceduto)
  • Niccolò d'Aiello † (1181 - 10 febbraio 1221 deceduto)
    • Sede vacante (1221-1225)
  • Cesario d'Alagno † (25 settembre 1225 - 31 agosto 1263 deceduto)
  • Matteo della Porta † (17 novembre 1263 - 25 dicembre 1272 o 1273 deceduto)
    • Sede vacante (1273-1286)
  • Filippo Capuano † (7 marzo 1286 - 1298 deceduto)
  • Guglielmo de Godonio † (3 ottobre 1298 - 4 settembre 1305 deceduto)
  • Guido de Collemedio † (22 gennaio 1306 - circa maggio 1306 deceduto)
  • Berardo di Ponte † (4 giugno 1306 - 7 agosto 1307 deceduto)
  • Isarno Morlane † (12 giugno 1310 - 1310 deceduto)
  • Roberto Arcofate de Malovicino † (14 novembre 1310 - 6 agosto 1313 nominato arcivescovo di Aix)
  • Onofrio † (6 agosto 1313 - 1320 deceduto)
  • Bertrand de La Tour † (3 settembre 1320 - 19 dicembre 1320 dimesso)
  • Arnaud Royard † (30 aprile 1321 - 27 giugno 1330 nominato vescovo di Sarlat)
  • Orso Minutolo † (27 giugno 1330 - 3 dicembre 1333 deceduto)
  • Benedetto de Palmiero † (18 febbraio 1334 - 1347 deceduto)
  • Ruggero Sanseverino † (23 maggio 1347 - prima del 2 ottobre 1348 deceduto)
  • Bertrando di Castronovo † (7 gennaio 1349 - 8 gennaio 1364 nominato arcivescovo di Embrun)
  • Guglielmo Sanseverino † (15 gennaio 1364 - 24 novembre 1378 deceduto)
  • Guglielmo de Altavilla † (dicembre 1378 - 23 luglio 1389 deceduto)
    • Giovanni Acquaviva † (24 novembre 1378 - 1382 deceduto) (antivescovo)
    • Roberto † (2 luglio 1382 - ?) (antivescovo)[5]
    • Sede vacante (1389-1394)
  • Ligorio Maiorino, O.S.B. † (7 agosto 1394 - 15 febbraio 1400 eletto arcivescovo di Rodi)
  • Bartolomeo d'Aprano † (7 marzo 1400 - 9 settembre 1414 deceduto)
  • Nicola Piscicelli I, O.Cist. † (21 febbraio 1415 - 1440 o 1441 deceduto)
  • Barnaba Orsini † (8 marzo 1440 o 1441 - 1449 deceduto)
  • Nicola Piscicelli II † (21 aprile 1449 - 1471 deceduto)
  • Pedro Guillermo de Rocha † (30 agosto 1471 - 18 ottobre 1482 deceduto)
  • Ottaviano Bentivoglio † (10 maggio 1486 - 1500 deceduto)
  • Juan de Vera † (10 luglio 1500 - 4 maggio 1507 deceduto)
  • Federigo Fregoso † (5 maggio 1507 - 1533 dimesso)[6]
  • Luis de Torres † (19 dicembre 1548 - 13 agosto 1553 deceduto)
  • Girolamo Seripando, O.E.S.A. † (30 marzo 1554 - 16 aprile 1563 deceduto)
  • Gaspar Cervantes de Gaete † (1º marzo 1564 - 23 luglio 1568 nominato arcivescovo di Tarragona)
  • Marcantonio Colonna † (13 ottobre 1568 - 1574 dimesso)
  • Marco Antonio Marsilio Colonna † (25 giugno 1574 - 24 aprile 1589 deceduto)
  • Mario Bolognini † (7 gennaio 1591 - 24 febbraio 1605 deceduto)
  • Juan Beltrán Guevara y Figueroa † (4 dicembre 1606 - 28 novembre 1611 nominato arcivescovo, titolo personale, di Badajoz)
  • Lucio Sanseverino † (19 novembre 1612 - 25 dicembre 1623 deceduto)
  • Gabriel Trejo y Paniagua † (9 giugno 1625 - 28 aprile 1627 nominato arcivescovo, titolo personale, di Málaga)
  • Giulio Savelli † (28 gennaio 1630 - 15 settembre 1642 dimesso)
  • Fabrizio Savelli † (15 settembre 1642 - 1º aprile 1658 dimesso)
  • Giovanni de Torres † (1º aprile 1658 - settembre 1662 deceduto)
  • Gregorio Carafa, C.R. † (23 giugno 1664 - 23 febbraio 1675 deceduto)
  • Alfonso Álvarez Barba Ossorio, O.C.D. † (22 giugno 1676 - 28 ottobre 1688 deceduto)
  • Gerolamo Passarelli † (14 novembre 1689 - 14 novembre 1690 deceduto)
  • Marco de Ostos, O. de M. † (25 giugno 1692 - 19 novembre 1695 deceduto)
  • Bonaventura Poerio, O.F.M.Obs. † (11 novembre 1697 - 18 novembre 1722 deceduto)
  • Pablo Vilana Perlas † (12 maggio 1723 - 7 maggio 1729 deceduto)
  • Fabrizio de Capua † (11 dicembre 1730 - 1º marzo 1738 deceduto)
  • Casimiro Rossi † (5 maggio 1738 - 27 dicembre 1758 deceduto)
  • Isidoro Sánchez de Luna, O.S.B. † (28 maggio 1759 - 13 marzo 1783 dimesso)
  • Giulio Pignatelli, O.S.B. † (25 giugno 1784 - 26 agosto 1796 deceduto)
  • Salvatore Spinelli, O.S.B. † (18 dicembre 1797 - 8 gennaio 1805 deceduto)
  • Fortunato Pinto † (26 giugno 1805 - 27 giugno 1818 nominato arcivescovo di Salerno e amministratore perpetuo di Acerno)

Arcivescovi di Salerno e amministratori perpetui di Acerno[modifica | modifica wikitesto]

Arcivescovi di Salerno-Campagna-Acerno[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2010 su una popolazione di 552.000 persone contava 540.000 battezzati, corrispondenti al 97,8% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 276.900 276.950 100,0 332 229 103 834 133 544 164
1970 367.642 367.842 99,9 383 196 187 959 239 730 177
1980 399.701 402.701 99,3 346 176 170 1.155 1 203 538 184
1990 483.000 498.000 97,0 338 204 134 1.428 41 160 492 187
1999 517.000 532.000 97,2 330 208 122 1.566 61 125 370 164
2000 535.000 550.000 97,3 335 213 122 1.597 61 125 378 163
2004 534.000 550.000 97,1 333 211 122 1.603 60 131 309 163
2010 540.000 552.000 97,8 344 224 120 1.569 45 139 165 163

Istituti religiosi presenti in diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 contavano case in diocesi i seguenti istituti religiosi:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quest'ultima diocesi appare per la prima ed unica volta nella bolla all'arcivescovo Alfano I.
  2. ^ Una lapide, con l'indicazione della data di morte, fu rinvenuta nel 1670, in occasione della demolizione di una chiesa a lui dedicata.
  3. ^ I vescovi da Zaccaria a Andemario sono citati in una lista episcopale dell'XI secolo, senza nessun altro riscontro documentario.
  4. ^ Consacrato il 21 marzo 1087 a Capua da papa Vittore III.
  5. ^ I due antivescovi furono nominati dall'antipapa Clemente VII.
  6. ^ Il 28 luglio 1508 è nominato vescovo di Gubbio.
  7. ^ Ordini religiosi maschili. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  8. ^ Congregazioni religiose maschili. URL consultato il 5 ottobre 2013.
  9. ^ Comunità religiose femminili. URL consultato il 5 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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