Arcidiocesi di Matera-Irsina

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Arcidiocesi di Matera-Irsina
Archidioecesis Materanensis-Montis Pelusii
Chiesa latina
Matera0008.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo
Regione ecclesiastica Basilicata
Arcivescovo Salvatore Ligorio
Sacerdoti 94 di cui 74 secolari e 20 regolari
1.489 battezzati per sacerdote
Religiosi 23 uomini, 61 donne
Diaconi 1 permanenti
Abitanti 140.899
Battezzati 140.000 (99,4% del totale)
Superficie 2.020 km² in Italia
Parrocchie 52
Erezione X secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria della Bruna
Concattedrali Santa Maria Assunta
Indirizzo Piazza Duomo 7, 75100 Matera, Italia
Sito web www.matera-irsina.chiesacattolica.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia

L'arcidiocesi di Matera-Irsina (in latino: Archidioecesis Materanensis-Montis Pelusii) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo appartenente alla regione ecclesiastica Basilicata. Nel 2004 contava 140.000 battezzati su 140.899 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Salvatore Ligorio.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi comprende 13 comuni della provincia di Matera: Bernalda, Craco, Ferrandina, Grottole, Irsina, Matera, Miglionico, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Pisticci, Pomarico, Salandra e Scanzano Jonico.

Sede arcivescovile è la città di Matera, dove si trova la cattedrale di Santa Maria della Bruna. A Irsina sorge la concattedrale di Santa Maria Assunta.

Il territorio è suddiviso in 52 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sede di Montepeloso/Irsina[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Montepeloso fu eretta dai Bizantini tra la fine del X secolo e l'inizio dell'XI; nessun vescovo è noto di questo periodo. Scomparsa con la conquista normanna della città nel 1042, la sede, «anticamente ornata di dignità episcopale», fu ristabilita da papa Callisto III, come si evince da una sua bolla del 1123 al vescovo Leone. Nella stessa bolla il papa annulla l'unione di Montepeloso con Tricarico, stabilita dall'arcivescovo di Acerenza. All'abate del monastero di Santa Maria Callisto III concesse il doppio titolo di abate-vescovo. Tuttavia, la diocesi scomparve nuovamente una decina di anni dopo, quando nel 1133 la città fu ancora una volta distrutta dai Normanni.

Nel secolo successivo gli abitanti chiesero a più riprese ai papi la ricostituzione dell'antica sede, ma prima Celestino III, poi Innocenzo III ed infine Gregorio IX respinsero le loro richieste; Innocenzo III dovette persino cassare l'elezione di un vescovo (1240).

La diocesi fu infine ristabilita nel 1460 ricavandone il territorio dalla diocesi di Andria. I primi tre vescovi tuttavia sembrano essere contestualmente anche vescovi di Andria; forse fino al 1479 le due sedi erano unite. Martino Sotomayor, deceduto nel 1477, fu sepolto nella cattedrale di Andria, come ricorda l'epitaffio a lui dedicato nella cattedrale. La diocesi era immediatamente soggetta alla Santa Sede.

Il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori di papa Pio VII, che faceva seguito al concordato tra la Santa Sede ed il regno delle Due Sicilie, la diocesi fu unita aeque principaliter alla diocesi di Gravina.

L'11 ottobre 1976 a seguito della bolla Apostolicis Litteris di papa Paolo VI le due sedi furono separate, e la diocesi di Montepeloso (denominata Irsina dal 1898) fu unita aeque principaliter alla diocesi di Matera.

Sede di Matera[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il cronista Lupo Protospata ed alcuni scrittori dei Concili, risulterebbe la presenza di un vescovo di Matera al sinodo romano del 482 e alla conferenza di Cartagine del 484, ma tale ipotesi non è considerata molto attendibile. Lo storico Giuseppe Gattini[1], inoltre, riporta un elenco di 38 vescovi di Matera dal 600 al 1200.[2]

Tuttavia, il primo documento ufficiale che attesta l'esistenza della sede vescovile a Matera risale al 968, quando il patriarca di Costantinopoli impartì l'ordine di assoggettare le sedi vescovili di Acerenza, Matera, Gravina, Tursi e Tricarico all'arcivescovo greco-bizantino di Otranto.

Altro documento da cui si evince l'esistenza di una sede vescovile materana è una pergamena datata 16 maggio 1082 in cui l'arcivescovo di Acerenza Arnaldo concedeva «al diletto figlio in Cristo Dom. Stefano, venerabile Abate, di consacrare il nuovo tempio, riedificato ed ampliato, in onore del santo martire di Cristo Eustachio, con il consenso e la esplicita volontà del diletto fratello in Cristo il vescovo Benedetto, pastore della Chiesa materana e del suo clero». In quello stesso anno, dopo la morte del vescovo di Matera Benedetto, la Diocesi materana fu annessa ad tempus a quella acheruntina ed Arnaldo diventò così vescovo di Acerenza e Matera.

Secondo alcune ipotesi Matera venne in quell'occasione elevata al rango di arcidiocesi; in realtà il documento ufficiale che garantisce la promozione ad arcidiocesi è la bolla di papa Innocenzo III del 7 maggio 1203, che stabilisce l'unione aeque principaliter della Chiesa materana con l'arcidiocesi di Acerenza.

Questa unione durò oltre sette secoli, e non fu senza contrasti; nel 1440 infatti papa Eugenio IV separò le due diocesi, facendo amministrare Matera prima dal vescovo di Mottola e poi da un frate francescano, Maio (o Marsio) d'Otranto. Nel 1444 però fu ripristinata l'unione e nel 1471 papa Sisto IV decretò che l'arcivescovo assumesse il titolo di Acerenza e Matera quando dimorava in Acerenza, e viceversa il titolo di Matera e Acerenza quando dimorava in Matera. I contrasti continuarono tanto che papa Clemente VIII († 1605) stabilì che la precedenza del titolo spettava ad Acerenza, diocesi più antica, ed il soggiorno dell'arcivescovo fosse a Matera, a causa della sua maggiore comodità.

Papa Urbano VI è stato arcivescovo di Matera e Acerenza dal 1363 al 1377.

Nel 1818, con la bolla De utiliori, la sede di Matera fu soppressa ed il suo territorio unito a quello di Acerenza; l'errore fu riparato con due bolle del 18 marzo 1819 e del 9 novembre 1822.

Il 5 agosto 1910 agli arcivescovi di Acerenza e Matera fu concesso di aggiungere il titolo di abati di Sant'Angelo di Montescaglioso[3]. Dal 1954 questo titolo sarà appannaggio dei soli arcivescovi di Matera.

Il 2 luglio 1954 le chiese di Matera e Acerenza vennero definitivamente separate con la bolla Acherontia di papa Pio XII e furono costituite due province ecclesiastiche: la chiesa metropolitana di Matera e la chiesa metropolitana di Acerenza. A Matera furono assegnate le diocesi suffraganee di Anglona-Tursi e di Tricarico.

Il 21 agosto 1976 con la bolla Quo aptius di papa Paolo VI furono soppresse le due province ecclesiastiche, e Matera, assieme ad Acerenza, divenne una sede vescovile suffraganea dell'arcidiocesi di Potenza e Marsico Nuovo, contestualmente elevata a sede metropolitana.

L'11 ottobre 1976 la diocesi di Matera fu unita aeque principaliter alla diocesi di Montepeloso (Irsina).

Il 28 novembre 1977 fu restituito alla diocesi di Matera il titolo di arcidiocesi. I territori di Ginosa e Laterza passarono dall'arcidiocesi di Matera alla diocesi di Castellaneta.

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, l'unione tra Matera e Montepeloso è divenuta piena e la diocesi risultante ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Montepeloso[modifica | modifica wikitesto]

  • Leone † (1123 - ?)
    • Sede soppressa (1133-1460)
  • Antonello, O.F.M. † (1460 - ?)
  • Rogerio di Atella, O.F.M. † (1463 - ?)
  • Martino Sotomayor, O.Carm. † (18 settembre 1471 - 1477 deceduto)
    • Donato † (24 maggio 1479 - ? dimesso) (vescovo eletto)
  • Antonio de Maffeis † (25 giugno 1479 - 1482 deceduto)
  • Giulio Cesare Cantelmi † (20 marzo 1482 - 1491 dimesso)
  • Leonardo Carmini † (10 gennaio 1491 - 21 novembre 1498 nominato vescovo di Trivento)
  • Marco Copula, O.S.B. † (26 novembre 1498 - 1527 deceduto)
  • Agostino Landolfi, O.S.A. † (23 marzo 1528 - 1532 dimesso)
    • Giovanni Domenico de Cupis † (13 novembre 1532 - 11 aprile 1537 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Bernardino Tempestini † (11 aprile 1537 - 1540 dimesso)
  • Martino Croce † (15 novembre 1540 - 1546 deceduto)
  • Paolo de Cupis † (27 gennaio 1546 - 25 febbraio 1548 nominato vescovo di Recanati)
  • Ascanio Ferrari † (25 febbraio 1548 - 1550 dimesso)
  • Vincenzo Ferrari † (5 novembre 1550 - 1561 dimesso)
  • Luigi di Campania † (5 dicembre 1561 - 5 luglio 1566 nominato vescovo di Mottola)
  • Vincenzo Ferrari † (16 ottobre 1564 - 2 giugno 1578 nominato vescovo di Umbriatico) (per la seconda volta)
  • Lucio Maranta † (2 giugno 1578 - 1592 deceduto)
  • Gioia Dragomani † (27 novembre 1592 - 1596 dimesso)
  • Camillo de Scribani † (20 ottobre 1596 - 1600 deceduto)
  • Ippolito Manari, O.S.M. † (20 marzo 1600 - 17 dicembre 1604 deceduto)
  • Franciscus Persico † (3 agosto 1605 - 1615 deceduto)
  • Tommaso Sanfelice, C.R. † (2 dicembre 1615 - 12 dicembre 1621 deceduto)
  • Onorio Griffagni, O.S.B. † (17 marzo 1621 - 1623 deceduto)
  • Diego Merino, O.Carm. † (20 novembre 1623 - 24 agosto 1626 nominato vescovo di Isernia)
  • Teodoro Pelleoni, O.F.M.Conv. † (1º marzo 1627 - ? deceduto)
  • Gaudio Castelli † (12 gennaio 1637 - ottobre 1637 deceduto)
  • Attilio Orsini † (1º marzo 1638 - 1654 deceduto)
  • Filippo Cesarini † (5 luglio 1655 - 12 marzo 1674 nominato vescovo di Nola)
  • Raffaele Riario Di Saono, O.S.B. † (7 maggio 1674 - settembre 1683 deceduto)
  • Fabrizio Susanna † (24 aprile 1684 - novembre 1705 deceduto)
  • Antonio Aiello † (22 febbraio 1706 - gennaio 1714 deceduto)
  • Domenico Potenza † (10 gennaio 1718 - 4 maggio 1739 deceduto)
  • Cesare Rossi † (15 luglio 1739 - 23 febbraio 1750 nominato vescovo di Gerace)
  • Bartolomeo Coccoli † (27 aprile 1750 - febbraio 1761 deceduto)
  • Francesco Paolo Carelli † (6 aprile 1761 - 14 aprile 1763 deceduto)
  • Tommaso Agostino de Simone † (18 luglio 1763 - gennaio 1781 deceduto)
    • Sede vacante (1781-1792)
  • Francesco Saverio Saggese † (27 febbraio 1792 - prima del 6 dicembre 1794 deceduto)
  • Michelangelo Lupoli † (18 dicembre 1797 - 25 maggio 1818 nominato arcivescovo di Conza e Campagna)

Vescovi di Matera[modifica | modifica wikitesto]

  • Anonimo † (menzionato nel 968)
  • Benedetto † (? - 1082 deceduto)

Arcivescovi di Acerenza e Matera[modifica | modifica wikitesto]

Arcivescovi di Matera (di Matera e Irsina dal 1976)[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcidiocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 140.899 persone contava 140.000 battezzati, corrispondenti al 99,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1970  ? 136.764  ? 125 94 31  ? 34 62 39
1980 138.900 139.900 99,3 86 54 32 1.615 2 34 143 50
1990 139.000 141.800 98,0 86 56 30 1.616 32 113 50
1999 140.600 141.653 99,3 83 64 19 1.693 22 81 51
2000 140.600 141.653 99,3 92 73 19 1.528 21 81 51
2001 140.600 141.653 99,3 95 80 15 1.480 17 81 51
2002 140.000 140.899 99,4 84 69 15 1.666 1 18 63 52
2003 140.000 140.899 99,4 92 72 20 1.521 1 23 61 52
2004 140.000 140.899 99,4 94 74 20 1.489 1 23 61 52

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe Gattini, op. cit., p. 217 e sgg.
  2. ^ Cronotassi dei vescovi. URL consultato il 29 gennaio 2010.
  3. ^ Vedi AAS 2 (1910), p. 649

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Diocesi di Montepeloso[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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