Pomarico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pomarico
comune
Pomarico – Stemma Pomarico – Bandiera
Pomarico – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
Sindaco Francesco Mancini (Centrosinistra Pomarico) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 40°31′00″N 16°33′00″E / 40.516667°N 16.55°E40.516667; 16.55 (Pomarico)Coordinate: 40°31′00″N 16°33′00″E / 40.516667°N 16.55°E40.516667; 16.55 (Pomarico)
Altitudine 458 m s.l.m.
Superficie 128 km²
Abitanti 4 207[1] (31-12-2012)
Densità 32,87 ab./km²
Comuni confinanti Ferrandina, Miglionico, Montescaglioso, Pisticci
Altre informazioni
Cod. postale 75016
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077022
Cod. catastale G806
Targa MT
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti pomaricani
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pomarico
Posizione del comune di Pomarico nella provincia di Matera
Posizione del comune di Pomarico nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Pomarico ([po'mariko]) è un comune italiano di 4.207 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il centro abitato sorge su un'altura tra i fiumi Bradano e Basento a 458 m s.l.m. nella zona centro-orientale della provincia. Confina a nord con il comune di Miglionico (10 km), ad est con Montescaglioso (16 km), a sud con Pisticci (27 km) e ad ovest con Ferrandina (17 km). Dista 27 km da Matera e 82 km dal capoluogo di regione Potenza. Ai margini dell'abitato si estende, per 500 ettari, il bosco della Manferrara, le cui piante tipiche sono il cerro, l'acero, l'orniello, il pino d'Aleppo, la rosa canina, l'agrifoglio, il mirto, il lentisco, il pungitopo, il biancospino. La fauna è costituita da volpi, faine, tassi, istrici, vipere e diverse specie di uccelli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La questione etimologica del toponimo Pomarico è alquanto complessa al punto da apparire a tratti confusa. Secondo il Giordano infatti deriverebbe dall'osco Posmum stlocus o secondo il Pasquale dalle voci latine Pomi ager, il Racioppi invece la ritiene originaria dalla fusione delle parole Pomaria locus formandosi così la parola Pomaricus. Il nome attuale di Pomarico non può avere questi termini quali etimi immediati, perché le leggi fonetiche della linguistica non giustificano un tale esito. Pomarico deriva invece da Pomarium (=pomario, pometo, campo di alberi da frutta) + il suffisso -icus che denota il significato di appartenenza. Il gonfalone è disegnato secondo le derivazioni ricostruite dal Pasquale: un albero di melo verdeggiante, tre monti, due pesci che rappresentano i fiumi Basento e Bradano, le lettere P ed A ai lati del fusto. Sulla identifiicazione del pomo, si è soliti indicarlo come mela. Orbene, il significato esatto del termine latino pomum è "frutto di forma tondeggiante" senza riferirsi ad uno in particolare. C'è da considerare, inoltre, che Pomarico non sembra essere stata mai famosa per le mele, mentre lo è stata per i fichi, sicché è in questo che va identificato il pomo del toponimo.

Le origini di Pomarico sono molto remote; nel suo territorio infatti si trovano due antichissimi centri, Pomarico vecchio e Castro Cicurio. Il primo, situato a circa 12 km dall'attuale città, fu un centro lucano fortificato, anteriore al V secolo a.C., che successivamente subì l'influenza delle colonie della Magna Grecia, poste sulla costa jonica a poca distanza dal centro stesso. Castro Cicurio, invece, fu un insediamento risalente al periodo della dominazione romana. L'attuale Pomarico fu fondata, invece, nel IX secolo dagli abitanti di Pomarico vecchio, dopo che quest'ultimo fu distrutto più volte dai Saraceni.

Durante il periodo normanno il centro appartenne come casale alla contea di Montescaglioso e successivamente fu a lungo sottoposto all'Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo; solo nel 1714 cessò tale contesa, quando all'Abbazia fu assegnata la parte di territorio dove si trovava Castro Cicurio. Numerosi furono i feudatari che possedettero la città nel corso dei secoli; da citare in particolare i Donnaperna che nella seconda metà del XVIII secolo costruirono il grande palazzo marchesale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Mentre dell'antichissimo Castello, nel quale si rifugiarono i primi abitanti di Pomarico, ci sono pervenuti soltanto pochi resti, altri monumenti sono ancora intatti, o quasi. Di seguito sono elencati i più importanti.

  • Il Palazzo Donnaperna (o Palazzo Marchesale): situato in pieno centro abitato, fu costruito tra la fine del seicento ed i primi del settecento. Ha una struttura imponente articolata intorno al cortile interno, ed al suo interno è da menzionare il Salone Rosa, con volte dipinte a tempera.
  • La chiesa madre di San Michele Arcangelo: fu costruita a partire dal 1748. Danneggiata in seguito al terremoto del 23 novembre 1980, fu sottoposta a un lungo restauro terminato nel 1994. Presenta una facciata barocca con un imponente campanile, ed il suo interno è a croce latina. Sono conservate tele di Pietro Antonio Ferro datate 1601 e Andrea Vaccaro, una statua lignea di San Michele risalente al 1400 e un pregevole antifonario del XVI secolo.
  • La chiesa di Sant'Antonio da Padova, annessa all'ex convento che ora ospita gli uffici del Comune. La chiesa, risalente al XVII secolo, conserva al suo interno un paliotto in marmo del 1700, alcuni altari barocchi, importanti tele del seicento e del settecento di Pietro Antonio Ferro (la Deposizione e la Madonna col Bambino coi santi Francesco e Antonio del 1625) e Domenico Guarino, tra cui una Maddalena penitente firmata da quest'ultimo e datata 1720, ed un coro ligneo intagliato.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

La festa del patrono, San Michele, è la principale manifestazione che si svolge ogni anno a Pomarico, dal 7 al 9 maggio. Durante questi giorni si rinnovano antiche tradizioni, come l'offerta della cera al Santo e la processione sul carro trionfale. L'offerta della cera è il simbolo commemorativo dell'evento che avvenne nel 1527, quando Pomarico rimase indenne da un'epidemia di peste e per ringraziare il suo santo protettore offrì trenta libbre di cera bianca lavorata; il gesto è molto significativo se si considera che all'epoca il prezzo di un chilo di cera equivaleva al prezzo di un quintale di grano.

Persone legate a Pomarico[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Pomarico ha 2 squadre di calcio: il F.C. Pomarico 2002, che milita nel campionato di Eccellenza Basilicata, nata nel 2002 e l'Atletico Pomarico che milita nel campionato di seconda categoria lucana. L'Atletico, nato nel 2013 da un gruppo di ragazzi tutti residenti del posto, al primo anno ha subito centrato la promozione dalla terza alla seconda categoria.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bilancio demografico 2012, dati Istat.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Conferenza Episcopale Italiana - Annuario dei membri della CEI ed emeriti. URL consultato il 14 ottobre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Giordano, Notizie storiche su la terra di Pomarico, Manduria, Ditta Lacaita, 1911.
  • Donato Pasquale, Cenni cronistorici di Pomarico, Matera, Lit. G. Liantonio, 1940.
  • Pietro Varuolo, Pomarico, Cronaca di tre secoli 1641-1945, Il Meridionale Italiano, 1979.
  • Mario Bruno Liccese, Pomarico, la sua storia, Matera, Lit. G. Liantonio, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Basilicata Portale Basilicata: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Basilicata