Salandra

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Salandra
Salandra - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Matera
Coordinate: 40°32′0″N 16°19′0″E / 40.53333, 16.31667Coordinate: 40°32′0″N 16°19′0″E / 40.53333, 16.31667
Altitudine: 598 m s.l.m.
Superficie: 77 km²
Abitanti:
3.007 12-2008
Densità: 39 ab./km²
Comuni contigui: Ferrandina, Garaguso, Grassano, Grottole, San Mauro Forte
CAP: 75017
Pref. telefonico: 0835
Codice ISTAT: 077024
Codice catasto: H687 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: salandresi 
Santo patrono: San Rocco 
Giorno festivo: 16 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Salandra è un comune di 3.007 abitanti[1] della provincia di Matera.

Indice

[modifica] Geografia

Il centro abitato sorge su una collina a 598 m s.l.m. in posizione dominante la valle del torrente Salandrella, che costituisce il corso iniziale del fiume Cavone. Il versante che si affaccia sulla valle della Salandrella è caratterizzato da strapiombi e dai caratteristichi calanchi argillosi, mentre invece il versante opposto del territorio comunale, quello che si affaccia sul torrente Gruso, è ricoperto da boschi di querce, che si estendono per oltre 1000 ettari, uliveti e frutteti. Confina con i comuni di Grassano e Grottole a nord, con Ferrandina ad est, con San Mauro Forte a sud-ovest e con Garaguso ad ovest. A tre chilometri dal centro abitato si trova una frazione di Salandra denominata Montagnola.

[modifica] Storia

Relativamente all'origine del nome vi sono due ipotesi; secondo la prima deriva dal greco Thalassa andros, nome composto che significa mare-uomini, e quindi dalla colonizzazione della Magna Grecia. La seconda ipotesi fa invece riferimento al dio greco Acheloo, divinità fluviale da cui prese il nome la Salandrella, l'antico Acalandro citato da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia; il toponimo Salandra potrebbe quindi derivare da Acheloo Andros, cioè uomini dell'Acheloo.

Il suo territorio fu abitato dagli Enotri sin dall'VIII secolo a.C., come testimoniato dai resti di un antico villaggio in località Monte Sant'Angelo. L'odierno abitato risale invece all'epoca normanna; le prime notizie ufficiali su Salandra si ritrovano in una bolla papale del 1060. Nel 1119 la contessa Emma di Sicilia, moglie di Rodolfo di Montescaglioso e figlia di Ruggero d'Altavilla, concesse in dono il feudo di Salandra all'Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo di Montescaglioso. Successivamente in epoca sveva Salandra fu proprietà del barone Gilberto da Salandra, mentre in epoca angioina passò alla famiglia Sangineto. Nel 1381, in seguito al matrimonio di Margherita di Sangineto con Venceslao Sanseverino, il feudo passò ai Sanseverino, conti di Tricarico. Nel 1485 Antonello Sanseverino, conte di Salerno e capo della Congiura dei Baroni, fu privato di tutti i suoi feudi dal re Ferdinando I di Napoli; il feudo di Salandra fu così venduto e ricomprato più volte negli anni successivi.

Nel 1544 Salandra fu acquistata definitivamente da Francesco Revertera, luogotenente della Regia Camera della Sommaria; i Revertera, diventati duchi di Salandra dal 1614, ne restarono proprietari fino al 1805. Nel 1656 il paese fu colpito dalla peste, ed a seguito di quella calamità fu proclamato patrono San Rocco, il santo taumaturgo. Nel 1799 partecipò attivamente ai moti per la Repubblica Partenopea con l'innalzamento dell'albero della libertà. Successivamente fu duramente colpita dal terremoto del 1857 che sconvolse la Basilicata. Nel 1861, durante il brigantaggio, Salandra fu assaltata dai briganti capeggiati da Crocco e da Borjes: anche se protetto dalla guardia nazionale, il paese fu invaso dai briganti in quanto il popolo, ostile ai signori, aprì un varco ai briganti consentendo loro di entrare nell'abitato.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

  • Il Convento dei Padri Riformati (o di San Francesco): attualmente sede del municipio, fu edificato a partire dal 1573 per volere di Francesco Revertera, signore di Salandra, e la sua costruzione fu sostenuta anche da numerose offerte da parte della popolazione. Il convento, dedicato inizialmente a Sant'Antonio e poi a San Francesco, comprendeva un seminario e fu a lungo sede di Università di Teologia. Vi fu educato anche padre Serafino da Salandra, definitore della provincia di Basilicata e custode dell'ordine dei Riformati, nonché poeta.
  • La chiesa di Sant'Antonio, annessa al convento. È caratterizzata da un elegante portale settecentesco abbellito da sculture raffiguranti due leoni in stile romanico. Al suo interno vi sono numerose opere di interesse artistico, tra cui un Polittico di Simone da Firenze del 1530 raffigurante l'Annunciazione, un altro Polittico del 1580 opera di Antonio Stabile ed una lunetta raffigurante la Madonna col Bambino opera di Pietro Antonio Ferro, il pregevole organo della cantoria datato 1570, uno dei più antichi tra quelli funzionanti in Italia, un altare del XVII secolo, e numerose tele e statue del XVI e XVII secolo.
  • La chiesa Madre: intitolata alla Santissima Trinità, fu edificata tra l'XI ed il XII secolo; fu quasi completamente distrutta dal terremoto del 1857 e ricostruita. La chiesa ha un piccolo campanile con tre campane e l'interno è ad una navata.
  • La chiesa della Madonna del Monte: si trova a 7 km dal paese sulla strada che porta alla stazione ferroviaria ed alla Basentana. La chiesetta sorge nel luogo dove la leggenda narra che un pastore, mentre abbatteva un albero, vide al suo interno l'immagine della Madonna. La cappella è stata ingrandita alla fine dell'ottocento, e l'immagine della Vergine è custodita nella nicchia dell'altare. La festa si celebra l'ultima domenica di maggio.
  • Il Castello, risalente al XII secolo, è situato nell'antico nucleo medioevale che si trova nella parte alta del paese. Oggi sono visibili i suoi ruderi, ed in particolare due arcate e pochi resti delle mura.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Giuseppe Soranno (centrosinistra) dal 04/04/2005
Centralino del comune: 0835 673961
Posta elettronica: info@comune.salandra.mt.it

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio demografico 2008, dati Istat. URL consultato il 24-06-2009.

[modifica] Bibliografia

  • Raffaele Tosti, Il mio paese: per una storia di Salandra, EDAD, 1982.
  • Daniele Ragone, Una perla della Basilicata - Salandra, Roma, 1983.
  • Raffaele Miglionico, Salandra dalla colonizzazione greca all'unità d'Italia, , 1990.
  • Raffaele Miglionico, La Salandrella era un letto di ciottoli roventi, Roma, Il Filo, 2007.

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali