San Mauro Forte

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San Mauro Forte
comune
San Mauro Forte – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
Sindaco Francesco Di Biase (Rinascita per San Mauro Forte) dal 6-5-2012
Territorio
Coordinate 40°29′00″N 16°15′00″E / 40.483333°N 16.25°E40.483333; 16.25 (San Mauro Forte)Coordinate: 40°29′00″N 16°15′00″E / 40.483333°N 16.25°E40.483333; 16.25 (San Mauro Forte)
Altitudine 540 m s.l.m.
Superficie 86,89 km²
Abitanti 1 658[1] (30-09-2012)
Densità 19,08 ab./km²
Comuni confinanti Accettura, Craco, Ferrandina, Garaguso, Oliveto Lucano, Salandra, Stigliano
Altre informazioni
Cod. postale 75010
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077026
Cod. catastale I029
Targa MT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sanmauresi
Patrono san Mauro abate
Giorno festivo 16 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Mauro Forte
Posizione del comune di San Mauro Forte nella provincia di Matera
Posizione del comune di San Mauro Forte nella provincia di Matera
Sito istituzionale

San Mauro Forte è un comune italiano di 1.658 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata. È affiliato all'Associazione Nazionale Città dell'Olio.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il centro abitato sorge su una collina a 540 m s.l.m. nella parte centro-occidentale della provincia; il suo territorio confina a nord con i comuni di Salandra (14 km), Oliveto Lucano (15 km) e Garaguso (17 km), ad est con Ferrandina (31 km), a sud con Craco (25 km) e Stigliano (31 km), e ad ovest con Accettura (14 km). Dista 70 km da Matera e 66 km dal capoluogo di regione Potenza.

San Mauro Forte è compresa nel territorio della Comunità Montana Collina Materana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il centro ha origini molto antiche, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti avvenuti sul territorio; in località Timponi è stata scoperta una costruzione risalente all'VIII secolo a.C. ed in località Priati alcune tombe del IV secolo a.C. L'attuale centro risale all'epoca normanna, presumibilmente al 1060, ed il suo nome deriva da un antico Convento benedettino intitolato a San Mauro intorno al quale si sviluppò l'abitato, che fu completamente fortificato; l'accesso al paese era garantito da quattro porte, una delle quali presente ancora oggi, mentre sul lato est fu costruita una torre a tre piani, situata in quella che oggi è la piazza principale. L'aggettivo Forte fu aggiunto successivamente al nome San Mauro per ricordare come il paese riuscì a respingere le bande di briganti dello spagnolo Borjes nel 1861. San Mauro Forte appartenne alla contea di Montescaglioso ed a partire dal '400 passò sotto il dominio degli Orsini Del Balzo prima, e successivamente dei Sanseverino, dei Carafa e dei Colonna. Nel 1751 San Mauro riuscì a liberarsi dal giogo feudale, quando fu riscattato da quattro acquirenti, già amministratori dei vecchi feudatari, che investiti del titolo di baroni si stabilirono in paese costruendovi le loro residenze all'interno delle mura medievali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santa Maria Assunta[modifica | modifica sorgente]

Alle spalle della torre è situata la chiesa di Santa Maria Assunta, la cui costruzione risale al 1553, che conserva una croce astile del XVI secolo ed una tela del 1700.

La chiesa dell'Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Fu costruita a partire dalla fine del XV secolo dai francescani, insieme al grande Convento, alto cinque piani ed occupante un'area di 4000 m².

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Rocco
  • Cappella di Santa Maria del Rosario

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

La torre normanna[modifica | modifica sorgente]

La torre cilindrica a tre piani, con base circondata da un bastione poligonale, è ciò che resta dell'antico castello normanno-svevo, che fu ristrutturato dagli Angioini. Tale torre per secoli è stata riprodotta in dipinti e stemmi familiari del luogo e, negli anni '80, nella serie filatelica dei castelli.

I palazzi nobiliari[modifica | modifica sorgente]

Numerosi sono i palazzi nobiliari risalenti al settecento: tutti presentano pregiati elementi ornamentali come portali in pietra, fregi floreali, e testimoniano il rapporto che i proprietari ebbero con la cultura napoletana, documentato in particolare da dipinti di ispirazione partenopea presenti nelle cappelle private. I palazzi più importanti sono:

  • Palazzo Arcieri/Bitonti, con portale monumentale.
  • Palazzo Lauria, con portale barocco del 1770, cappella privata, e diversi mobili antichi all'interno, tra cui due scrigni veneziani del 1600.
  • Palazzo Del Turco
  • Palazzo Acquaviva, con cappella.
  • Palazzo Deufemia
  • Palazzo Scalese
  • Palazzo Montesano di Montemurro
  • Palazzo Di Mase
  • Palazzo Disanza
  • Palazzo Onorati

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

  • La sagra del Campanaccio[3]: festa di antichissima tradizione, si svolge a partire dal 16 gennaio ed ha origine sia nei riti pagani propiziatori legati al culto della terra ed alla transumanza e sia nelle celebrazioni sacre in onore di Sant'Antonio Abate. Gruppi numerosi di uomini girano rumorosamente per le strade del paese con grossi campanacci, che suonano tenendoli tra le gambe. I campanacci sono di sesso maschile e femminile, i primi più lunghi, i secondi più larghi; hanno funzioni propiziatorie, di fecondità dei campi e di sollievo dai malanni. I campanari iniziano il loro peregrinare con tre giri intorno alla chiesa di San Rocco, dove è custodita l'immagine di Sant'Antonio Abate; i rumorosi cortei si fermano di tanto in tanto quando i campanari sostano nei pressi delle cantine o di punti di ristoro dove vengono loro offerti bicchieri di vino o salsiccia ed altri prodotti derivati dall'uccisione del maiale, e poi ripartono con il loro fragoroso trambusto fino a notte fonda[4][5].
  • La processione del Venerdì Santo: il corteo, che parte dal vecchio monastero francescano, è aperto dall'Addolorata, seguita dal Cristo morto e dal Calvario. Il percorso è caratterizzato da un antico lamento funebre, e percorre le strade principali del paese sostando in tutte le chiese.

Persone legate a San Mauro Forte[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 maggio 2007 6 maggio 2012 Francesco Diluca Casa delle Libertà Sindaco
7 maggio 2012 in carica Francesco Di Biase lista civica Rinascita per San Mauro Forte Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bilancio demografico 2010, dati istat. URL consultato il 14 giugno 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Sagra del Campanaccio a San Mauro Forte. URL consultato il 14 dicembre 2012.
  4. ^ Nicola Scaldaferri, Santi, animali e suoni: feste dei campanacci a Tricarico e San Mauro Forte, Udine, Nota, 2005, ISBN 88-01-30540-0.
  5. ^ Brochure APT Basilicata. URL consultato il 18 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Pennetti, Notizie storiche di San Mauro Forte e degli altri paesi del Mandamento, Accettura-Garaguso-Oliveto (in Basilicata), Avellino, tipo-litografia E. Pergola, 1909.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Comune di San Mauro Forte [1]
  • Il Campanaccio | San Mauro Forte [2]
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