Ferrandina

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Ferrandina
comune
Ferrandina – Stemma Ferrandina – Bandiera
Ferrandina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
Sindaco Saverio D'Amelio dal 2011
Territorio
Coordinate 40°30′00″N 16°27′00″E / 40.5°N 16.45°E40.5; 16.45 (Ferrandina)Coordinate: 40°30′00″N 16°27′00″E / 40.5°N 16.45°E40.5; 16.45 (Ferrandina)
Altitudine 497 m s.l.m.
Superficie 215,55 km²
Abitanti 8 914[1] (settembre 2012)
Densità 41,35 ab./km²
Frazioni Macchia di Ferrandina
Comuni confinanti Craco, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico, Salandra, San Mauro Forte
Altre informazioni
Cod. postale 75013
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077008
Cod. catastale D547
Targa MT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ferrandinesi
Patrono santa Maria della Croce e san Rocco
Giorno festivo 8 maggio e 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ferrandina
Posizione del comune di Ferrandina nella provincia di Matera
Posizione del comune di Ferrandina nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Ferrandina (Frannéine in dialetto locale) è un comune italiano di 8.914 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata. Per il numero dei suoi abitanti è il sesto comune più popoloso della provincia e il tredicesimo di tutta la Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il paese sorge in collina a 482 m s.l.m. in Val Basento sulla sponda occidentale dell'omonimo fiume Basento nella parte centro-settentrionale della provincia. Per la sua altitudine Ferrandina fa parte della media Collina materana e Il territorio del comune ha un'estensione di 215,55 km2, il quarto per grandezza di tutta la Basilicata. I paesi limitrofi al Comune di Ferrandina sono: Pomarico e Miglionico (17 km), Salandra (18 km), Pisticci (22 km), Grottole (26 km), San Mauro Forte (31 km) e Craco (33 km). Dista 35 km da Matera e 77 km dal capoluogo di regione Potenza.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è tipico della media Collina materana, caratterizzato da estati molto calde e afose (a volte si registrano temperature non inferiori ai +30° anche in nottata) e inverni che variano tra freschi e freddi, dove le temperature possono scendere anche di alcuni gradi sotto lo zero (le minime assolute registrate sono intorno ai -8°) soprattutto in presenza di freddi venti da nord-est. Le escursioni termiche possono risultare molto ampie: lo scarto può raggiungere i 15° in estate (da +40° a +25°) ed i 10° in inverno (da +10° a 0°). Le precipitazioni sono concentrate principalmente tra ottobre e maggio e di inverno non mancano fenomeni di carattere nevoso. Caratteristica della zona è la presenza frequente di fitte nebbie in autunno-inverno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le radici di Ferrandina affondano nella Magna Grecia, attorno al 1000 a.C. Il suo nome era Troilia, mentre la sua acropoli-fortezza si chiamava Obelanon (Uggiano). Troilia fu costruita per ricordare e onorare la città distrutta dell'Asia Minore, Troia. Durante l'epoca romana Troilia e Obelanon furono centri importanti di cultura ellenica e sempre più lustro acquistarono in epoca bizantina. Con la caduta del dominio greco, Longobardi e Normanni si impossessarono della città.

Vista del paese

Il nome Ferrandina si deve a Federico d'Aragona che nel 1494 la battezzò così in onore di suo padre, re Ferrante (o Ferrantino). Nel 1507 Ferdinando il Cattolico le attribuì il titolo di "civitas".

Un tempo era nota per la produzione di tessuti in lana, tra cui la ferlandina o felandina, molto apprezzata e richiesta nel Regno di Napoli e dai domenicani, che proprio a Ferrandina si insediarono e crearono un centro agricolo e urbano molto organizzato tanto da erigere, nel 1546, la cupola del Monastero di San Domenico come simbolo di potere.

Ferrandina prese parte ai moti del 1820-21 e del 1860. Qui nel marzo del 1862 Carmine Crocco, a capo dei briganti, affrontò e distrusse una compagnia del 30º Rgt. Ftr. dell'esercito piemontese.

Nel 1921 Ferrandina fu teatro di violenze squadriste: il sindaco e consigliere provinciale socialista Nicola Montefinese venne ucciso.

Nel settembre del 1943 Ferrandina insorse contro i gerarchi fascisti. Lo spirito di ribellione non si attenuò sino al 2 agosto del 1945, quando i contadini diedero vita ad una sommossa per chiedere l'allontanamento dei latifondisti fascisti e l'assegnazione delle terre incolte. Nel corso dei tumulti venne assassinato Vincenzo Caputi, ritenuto il mandante dell'uccisione di Montefinese. Per timore che la protesta dilagasse, il paese restò isolato, con le linee elettriche e telefoniche tagliate. L'ordine fu ristabilito con l'invio, da parte del governo provvisorio di unità antifascista, di 100 carabinieri da Napoli, 250 alpini della divisione Garibaldi e l'arrivo a Ferrandina, il 4 agosto, del ministro Scelba.

Nel novembre 2003 la comunità ferrandinese, organizzando presidi e blocchi stradali, ha partecipato attivamente alla protesta contro la decisione del governo Berlusconi di costruire il deposito unico di scorie nucleari a Scanzano Jonico.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— Roma, 15 marzo 2011[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa madre di Santa Maria della Croce: fu costruita a partire dal 1490 ed il suo interno è stato trasformato alla fine del XVIII secolo. La chiesa, che ha tre portali cinquecenteschi e tre cupole bizantineggianti, conserva all'interno una statua lignea della Madonna con bambino del 1530 e due statue dorate raffiguranti Ferrante d'Aragona e sua moglie, la regina Isabella di Chiaromonte.
  • Chiesa Madonna del Carmine in rione Purgatorio con portale cinquecentesco ad arco bugnato. La Chiesa del Purgatorio è stata la prima struttura completa di Chiesa. Essa fu costruita dai monaci domenicani venuti da Uggiano. Quando a causa di un terremoto la Chiesa subì dei danni, i domenicani lasciarono il Purgatorio e costruirono San Domenico. La Chiesa fu ricostruita dai monaci di San Pio dei Morti e venne chiamata Chiesa del Purgatorio. Tuttora conserva un San Vincenzo Ferreri della prima metà del Settecento, opera di Antonio Sarnelli, una Trinità ed un organo antico del 1600 dove possiamo guardare in cima alla ricca cassa barocca il marchio di San Pio dei Morti.L'rgano è stato restaurato da Tamburini nel 2003 e integrato come positivo italiano al grande organo Tamburini, che non ha facciata propria, infatti le canne sono celate dietro la cantoria ha a facciata seicentesca: l'organo ha 3 manuali (positivo espressivo e italiano, grand'organo e recitativo espressivo ed ha una pedaliera concavo-radiale da 32 note. la consolle è situata nella parte riservata al coro mentre le canne di facciata sono sulla cantoria barocca. complessivamente l'organo dispone di 56 registri reali e 3965 canne. Il monumentale Organo ha 8 ance di cui una da 32', un principale da 32'al pedale e un bordone da 16' al G.O. . Ha trasmissione digitale per la consolle in navata e meccanica per quella in cantoria. L'attuale organista titolare è Lisanti Michele Antonio. ll parroco della Chiesa è don Saverio Raj Susai.
  • Chiesa del Convento dei Cappuccini: all'interno vi sono alcune opere attribuite a Pietro Antonio Ferro come la Madonna con bambino ed i Santi Pietro e Francesco.
  • Complesso monastico di Santa Chiara: completato nel 1688, è un imponente edificio nel quale si innalza una torre che domina l'intera città. Al suo interno, oltre ad una Crocifissione di Pietro Antonio Ferro, è di grande pregio un dipinto raffigurante l'Immacolata attribuito a Francesco Solimena, risalente all'incirca al 1730[3].
  • Complesso monastico di San Domenico: risalente al 1517, fu ristrutturato in forme barocche e completato nel 1760. Conserva dipinti di scuola napoletana, un organo seicentesco funzionante, un coro ligneo ed un altare maggiore con marmi policromi.
  • Convento di San Francesco: fu fondato nel 1614 insieme alla chiesa a due navate e fino alle leggi napoleoniche ebbe grande splendore.
  • Cappella della Madonna dei Mali: chiesa rurale al cui interno vi sono diversi affreschi di Pietro Antonio Ferro risalenti al XVII secolo.
  • Altre chiese e cappelle rurali tra cui la chiesa di Sant'Antonio (1615), la chiesa dell'Addolorata, la chiesa di Santa Lucia, la cappella della Madonna di Loreto e la cappella di Santa Maria della Consolazione (in contrada La Foresta).
  • Chiesa di San Giovanni Battista (Ferrandina:è l'ultima chiesa costruita a Ferrandina nel 1990 circa. Ha delle vetrate simboliche, in altare in marmo e cemento e una cappella parzialmente in marmo.

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Castello di Uggiano
  • Piazza Plebiscito
  • Diversi palazzi tra cui Palazzo Centola, Palazzo Lisanti, Palazzo Cantorio, Palazzo Scorpione, Palazzo Caputi, Palazzo Rago.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Nel Comune di Ferrandina sono presenti 4 scuole tra Istituto complessivo (3 materne, elementare e media), Istituto di istruzione secondaria (ITIS, IPSIA e Liceo scientifico) scuole private (Nido Laico e Materna Religiosa)

Associazioni culturali[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Ferrandina[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura è stata fino agli anni 60 la principale fonte economica. Dopo le lotte contadine e le relative leggi di riforma fondiaria si è assistito alla nascita di piccole e medie proprietà. La produzione continua ad essere legata alla conduzione di tipo familiare con una bassissima intensità di capitale. Negli ultimi anni però si è cominciato ad assistere ad un'inversione di tendenza grazie al sempre maggiore impiego delle macchine agricole e alla valorizzazione dei prodotti tipici che fa ben sperare.Va sottolineata l'eccellente qualità dei prodotti agricoli della zona che, oltre a comprendere frutta, verdura e ortaggi di ogni tipo, trova nell'olio e nel vino le sue perle più pregiate. Rinomata è la produzione di olio di oliva "Majatica di Ferrandina", caratterizzato da una bassa acidità, da un sapore dolce e dal color giallo, e anche delle tipiche olive al forno come da antica tradizione, che rientrano tra i prodotti Presidii Slow Food. Il vino può essere associato alla famiglia dei Primitivi, tipici per la loro prematura maturazione. Il Primitivo di Ferrandina è un vino molto corposo, dal colore rosso intenso, che in bocca si presenta rotondo offrendo a chi lo beve la possibilità di assaporarne le varie sfumature fruttate; un vino da abbinare ai saporiti piatti tipici della zona.

Nonostante la presenza di risorse agricole così importanti, l'economia di Ferrandina si basa prevalentemente sull'industria, sviluppatasi lungo la Val Basento per la scoperta di numerosi giacimenti di metano, negli anni ’60 del secolo scorso. Da ricordare l'insediamento a Ferrandina dal 1963 al 1978 della "Pozzi Ginori S.p.A." che con l'indotto dava lavoro ad un migliaio di operai, ricordiamo anche dal 1974 al 1979 la "Cemater S.p.A.", azienda statale che produceva manufatti in amianto. Adesso troviamo piccole aziende che lavorano nel campo chimico, meccanico, manifatturiero e del salotto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Cronologia dei sindaci di Ferrandina

  • Donato M. Scorpione, sindaco dal 1860 al 1861
  • Fedele Bitonti, sindaco dal 1861 al 1865
  • Lorenzo Lisanti, sindaco dal 1865 al 1868
  • Domenico Mastromattei, sindaco dal 1868 al 1871
  • Battista Trifogli, sindaco dal 1871 al 1877
  • Domenico Mastromattei, sindaco dal 1877 al 1878
  • Battista Trifogli, sindaco dal 1878 al 1879
  • Tommaso Morano, sindaco dal 1879 al 1880
  • Vincenzo Laudati, sindaco dal 1880 al 1881
  • Girolamo Candela, sindaco dal 1881 al 1882
  • Battista Trifogli, sindaco dal 1882 al 1885
  • Michele Susanna, sindaco nel 1885
  • Girolamo Candela, sindaco dal 1885 al 1888
  • Vincenzo Tilena, sindaco nel 1888
  • Donato Laviga, sindaco dal 1888 al 1889
  • Domenico Spirito, sindaco dal 1889 al 1891
  • Giuseppe D’Arecca, sindaco dal 1891 al 1892
  • Tommaso Morano, sindaco dal 1892 al 1893
  • Vincenzo Giuliani, sindaco dal 1893 al 1894
  • Domenico Spirito, sindaco dal 1894 al 1895
  • Rocco Pirretti, sindaco dal 1895 al 1896
  • Domenico Spirito, sindaco nel 1896
  • Egidio Marone, sindaco dal 1896 al 1899
  • Giuseppe Cantorio, sindaco dal 1899 al 1902
  • Filippo De Lizza, sindaco dal 1902 al 1903
  • Domenico Spirito, sindaco dal 1903 al 1906
  • Francesco Di Grottole, sindaco dal 1906 al 1912
  • Felice Piccinni, sindaco dal 1912 al 1914
  • Nicola Candela, sindaco dal 1914 al 1915
  • Barone Cristofaro Arcieri, sindaco dal 1915 al 1920
  • Nicola Montefinese, sindaco dal 1920 al 1921
  • Michele Lacarpia, sindaco nel 1921
  • Pasquale Melillo, commissario prefettizio nel 1921
  • Giuseppe Curatolo-Oliva, commissario prefettizio nel 1921
  • Michele Spirito, sindaco dal 1921 al 1925
  • Vincenzo Caputi, sindaco dal 1925 al 1926
  • Francesco Ventola, commissario prefettizio dal 1926 al 1927
  • Enrico Sindaco, Commissario prefettizio nel 1927
  • Lorenzo Rago, commissario prefettizio e podestà dal 1927 al 1933
  • Giuseppe Tornago, commissario prefettizio nel 1933
  • Raffaele Masciulli, commissario prefettizio e podestà dal 1933 al 1935
  • Vincenzo Tortorelli, commissario prefettizio dal 1935 al 1936
  • Pietro Gambacorta, podestà dal 1936 al 1938
  • Gennaro Volpe, commissario prefettizio nel 1938
  • Vincenzo Pizzolorusso, commissario prefettizio dal 1938 al 1939
  • Domenico Mormando, commissario prefettizio dal 1939 al 1940
  • Cristofaro Arcieri, podestà dal 1940 al 1944
  • Vincenzo Caputi, sindaco nel 1944
  • Pasquale Giannandrea, commissario prefettizio dal 1944 al 1945
  • Nicola De Filippis, commissario prefettizio e sindaco nel 1945
  • Antonio Salfi, commissario prefettizio nel 1945
  • Michele Curatelli, commissario prefettizio dal 1945 al 1946
  • Francesco Brancati, sindaco nel 1946
  • Maurizio D’Ercole, commissario prefettizio nel 1946


Sport[modifica | modifica sorgente]

  • Ferrandina Calcio - girone lucano di Promozione - Stadio: Santa Maria - Colori sociali: rosso ed azzurro. È nato nel 1949.
  • A.C.S. Real Ferrandina - girone lucano di 1° Categoria - Stadio: Santa Maria - Colori sociali: rosso e blu
  • A.S.D. Biciclub Ferrandina - Campione Regionale a squadra 2008 cat. Cicloturismo
  • A.S.D. Podistica Ferrandina
  • A.S.D. Troilia Ferrandina - Campionato Calcio a 5 Serie D
  • A.S.D. Icarus Bike Ferrandina - Associazione sportiva dilettantistica di Mountain Bike
  • A.S.D. Ferrandina Basket - Associazione Sportiva Dilettantistica affiliata alla FIP dal 1994.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Lo stemma comunale reca sei F. Il significato è: Fridericus Ferranti Filius Ferrandinam Fabbricare Fecit
  • Il 16 luglio 1895 la ferrandinese Maria Barbella, rinchiusa nel carcere di Sing-Sing, è stata la prima donna condannata alla sedia elettrica negli Stati Uniti d'America. La condanna, però, non fu eseguita in quanto dopo un'ulteriore indagine Maria Barbella fu dichiarata innocente e rilasciata. Per questo motivo Ferrandina dal novembre 2005 è inserita tra le "Città per la vita - Città contro la pena di morte", campagna di sensibilizzazione promossa dalla Comunità di Sant'Egidio.
  • Nella campagna ferrandinese sono state girate alcune riprese del film Cristo si è fermato a Eboli di Francesco Rosi
  • Nel 1998 a Ferrandina sono state girate parte delle riprese del film Del perduto amore con la regia di Michele Placido.
  • Ferrandina è stato luogo delle famose ricerche etnografiche di Ernesto De Martino sul lamento funebre lucano e sui comportamenti magici-religiosi
  • Dal marzo 2005 Ferrandina è un comune OGM Free (contro la coltivazione degli organismi geneticamente modificati).
  • Ferrandina fa parte dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio, grazie all'ottima qualità delle olive "Majatica di Ferrandina", ideali sia per la produzione di olio che da mensa. I

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bilancio demografico Istat 2012.
  2. ^ Decreto su comune.ferrandina.mt.it. 07-04-2013
  3. ^ Rossella Villani, I seguaci del Solimena nella Basilicata del Settecento. URL consultato il 23 febbraio 2011.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nicola Caputi, Cenno storico sull'origine, progresso e stato attuale della città di Ferrandina, tip G. Limongi, 1859, Napoli
  • Salvatore Centola, Ferrandina e le sue remote origini ellenico-lucane, - tip. Manzoni & De Lucia, 1931, Napoli
  • Nuccia Barbone Pugliese e Francesco Lisanti, Ferrandina, Recupero di un'identità culturale, 1987, Congedo Editore
  • Carlo Palestina, Ferrandina (5 volumi), 1994, Appia 2 Editrice - Venosa
  • “La Cupola Verde”, A ckìede tìembe..! 2011 Una pubblicazione in uscita per il 150º Anniversario dell’Unità d’Italia ((1861-2011) e per il decennale di fondazione dell’Associazione “La Cupola Verde” A cura di Nicola Pavese e Filippo Radogna"

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

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