Calciano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Calciano
comune
Calciano – Stemma
Calciano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Arturo De Filippo (lista civica Calciano nel cuore) dal 25-05-2014
Territorio
Coordinate 40°35′00″N 16°12′00″E / 40.583333°N 16.2°E40.583333; 16.2 (Calciano)Coordinate: 40°35′00″N 16°12′00″E / 40.583333°N 16.2°E40.583333; 16.2 (Calciano)
Altitudine 425 m s.l.m.
Superficie 48 km²
Abitanti 784[1] (30-09-2012)
Densità 16,33 ab./km²
Frazioni Parata
Comuni confinanti Accettura, Albano di Lucania (PZ), Campomaggiore (PZ), Garaguso, Grassano, Oliveto Lucano, Tricarico
Altre informazioni
Cod. postale 75010
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077004
Cod. catastale B391
Targa MT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti calcianesi
Patrono Maria SS. della Serra
Giorno festivo 8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calciano
Posizione del comune di Calciano nella provincia di Matera
Posizione del comune di Calciano nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Calciano (Cauchëscìanë in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 784 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Calciano sorge in collina a 425 m s.l.m. nella parte nord-occidentale della provincia al confine con la parte centro-orientale della provincia di Potenza. Il suo territorio risulta compreso tra 183 m s.l.m. e i 1.151 m s.l.m. Il paese è considerato la "porta" del Parco Naturale di Gallipoli Cognato, data l'estrema vicinanza dall'area naturalistica protetta che comprende altri quattro comuni. Fa parte della Comunità montana Medio Basento. Il comune di Calciano confina con i comuni di Garaguso (7 km), Oliveto Lucano (12 km), Tricarico (14 km), Grassano (15 km), Accettura (19 km), Campomaggiore (PZ) (26 km) e Albano di Lucania (PZ) (33 km). Dista 57 km da Matera e 53 km dal capoluogo di regione Potenza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio si trovano presenze umane preistoriche e sembra che dal V secolo a.C. sia esistito un insediamento laddove sorge attualmente, fino al 383 a.C., quando fu distrutto da un'alluvione. La popolazione, organizzatasi intorno al castello e alla Chiesa della Beata Vergine Maria (ora in ruderi), cominciò a crescere fino all’alluvione del 1235 e al terremoto del 1248, quando i cittadini si rifugiarono in casali vicini, mentre il territorio viene aggregato a quello di Tricarico. Passa dunque dagli Sforza nel 1382 ai Sanseverino nel 1458, che poi ne perdono il possesso a causa della loro partecipazione alle congiure del 1485 contro re Ferdinando I.

Durante il XVI secolo, la popolazione, che agli inizi si aggira intorno alle 1500 unità, si dota della Chiesa Madre, dedicata alla Beata Vergine Maria e il paese viene governato da diversi feudatari, fino a giungere ai De Leyra e nel 1606 ai Revertera. Partecipa alla rivolta nel periodo del brigantaggio (molti attacchi furono effettuati sotto il comando di capi calcianesi). Secondo la tradizione, nel XVIII-XIX secolo, la popolazione si trasferì nella parte superiore del paese a causa di continue alluvioni e frane e costruì la nuova chiesa parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista. Il nuovo paese si sviluppa intorno alla chiesa già esistente in onore di Maria SS. della Serra.

Nel 1861 le formazioni brigantesche di Carmine Crocco e del generale catalano José Borjes dopo aver messo a sacco Trivigno si diressero su Calciano che raggiunsero il 5 novembre 1861, così come riportato nelle memorie di Crocco[3]: «la mia banda occupò senza colpo ferire il piccolo villaggio di Calciano sulla destra del fiume Basento ove si moltiplicarono gli atti brutali senza riguardo a persone e cose. M'imbatto sulla pubblica via in una donna barbaramente trucidata e vedo tutto all'intorno innalzarsi un denso fumo, sono i miserabili casolari di quei coloni posti a fuoco dopo il saccheggio. Il paese è povero, ciò non pertanto impongo qualche piccola taglia e raccolgo denari».

Il sacco del paese è descritto anche da Borjès nel suo diario[4] ove annotò alcuni particolari sul saccheggio: “Ci imbattiamo in otto guardie nazionali che inseguiamo fino a Caliciana (Calciano); là ci arrestiamo: è stato saccheggiato tutto, senza distinzione a realisti o a liberali in modo orribile: è stata anche assassinata una donna, e, a quanto mi dicono, tre o quattro contadini”. Raccolto il bottino le bande proseguirono la loro marcia verso Potenza dirigendosi a Garaguso e Salandra che raggiunsero il 6 novembre 1861.

Nel 1866 il capitano Blancuzzi da Calciano, della Guardia Nazionale, combatté nei boschi di questo territorio contro il brigantaggio e fece prigioniero il famoso brigante Francolino. Apparteneva alla banda del brigantaggio anche il celebre brigante calcianese Percoco, il quale fu ucciso nell’agro di Stigliano.

Nell'Ottocento il comune è stato unito a Garaguso ed Oliveto Lucano fino al 1913, quando raggiunge l'autonomia con legge 11 giugno n.699, e la popolazione, letteralmente cresciuta, sfiora i mille abitanti, per poi superare i 1500 nell'immediato secondo dopoguerra. A causa dell´emigrazione degli anni '60 si segna un calo fino agli appena 800 attuali.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo Calciano è di origine antroponimica e potrebbe derivare dai personali latini Capius/Caltius o Calcidius con suffisso -anus, oppure dal termine medioevale Caucium (luogo basso e paludoso). Secondo il Flechia, il toponimo deriverebbe da Caucigianum in riferimento al gentilizio Calcidius con l'aggiunta del suffisso -anus (che nella lingua latina denota appunto appartenenza) alla radice del nome proprio. La sua ipotesi è suffragata dal fatto che, ancora oggi nel dialetto locale, la località è chiamata Cauchëscìanë (foneticamente molto simile a Caucigianum).

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Matera.
Stemma del Comune di Calciano.

Blasonatura stemma[5]

« Lo stemma raffigura due colli verdi adiacenti sormontati da un’aquila ad ali aperte, con capo cerchiato, sovrastata da stella dorata splendente a cinque punte. Il tutto racchiuso in uno scudo a sette lati con fondo azzurro sormontato da corona a nove torri. »

Monumenti e Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La facciata della chiesa di S. Giovanni Battista
  • Chiesa della Rocca (XIII secolo-XIV secolo): Tipologia Normanna. Il luogo sacro probabilmente è appartenuto ai monaci che vivevano in un convento (oggi diventato frantoio detto "Chiusa del Trappeto") collegato alla Chiesa.
  • Chiesa Matrice di San Giovanni Battista (XVI secolo): Non si hanno informazioni precise in merito alla costruzione della chiesa, presumibilmente è stata costruita sull'antica chiesa in onore di Maria SS. della Serra. In essa sono custoditi gli affreschi provenienti dalla Chiesa della Rocca, raffiguranti la Vergine, una Madonna col Bambino, alcuni Santi e l'Eterno Padre. Vi si trovano anche un crocifisso in rame di stile bizantino del '300 e una Sedia Presidenziale risalente al '700. Custodita in una grande teca l'Annunziata del 1300 dello scultore Nicola Pisano. Nell'abside è situato il prezioso Trittico olio su tavola del 1503 di Bartolomeo da Pistoia raffigurante la Madonna con il Bambino, San Nicola di Bari e San Giovanni Battista. Gelosamente custodito nella sacrestia un crocifisso di legno Policromo, opera scultorea dei Francescani meridionali tra il '500 ed il '600.
  • Chiesa Maria SS. di Serra Cognato (1100): In località Tremolo, a circa 10 km da Calciano, fondata da S.Guglielmo da Vercelli ritiratosi con S.Giovanni da Matera in meditazione.

Ruderi[modifica | modifica sorgente]

I ruderi dell'antica Calciano.
  • U' castidd o Rocca: Posto poca distanza dall'abitato di Calciano, è di origine sconosciuta. L'ipotesi che i ruderi che vengono chiamati dai calcianesi u'castidd (il castello) siano in realtà i resti dell'antico monastero greco-bizantino della Théotokos, intorno al quale era sorto un Corion, un borgo non fortificato (l'antica Calciano situata in località Paese di Pede), prende spunto da due documenti bizantini, rispettivamente dell'anno 1002 e dell'anno 1023 [6].

Insediamenti rupestri e fortificazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riserva naturale Monte Croccia.

Nel percorrere il tratto di strada che collega la Statale Basentana al centro abitato, si notano i resti del vecchio paese (Paese di Pede) medioevale Caucium, comprendenti una fortificazione (Castello o Rocca), la Chiesa della Rocca (dedicata a S. Maria della Rocca) e la Cinta di Santa Caterina. La fortificazione di origine Osca è perforata da grotte un tempo abitate ed attualmente in via di recupero. Sul lato destro si trovano i ruderi della Chiesa della Rocca, di origine Normanna e con struttura abbaziale. Sul versante sinistro, sovrastante il burrone della Venicella, si trova la Cinta di Santa Caterina, con due piccole grotte scavate nel tufo e affrescate dall'icona di Santa Caterina, la figura di Lucifero e quella di S. Antonio Abate, tutte non facilmente decifrabili.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]


In una platea compilata per volontà del conte Geronimo Sanseverino si legge che nel 1745 la popolazione residente a Calciano ammontava a circa 750 abitanti. Nel 1642, a causa di una frana rovinosa che distrusse l'antico centro abitato o di una pestilenza, la popolazione scese fino ad appena 160 abitanti. Fino al 1811, anno in cui la comunità fu associata a quelle di Garaguso ed Oliveto Lucano, la crescita fu molto lenta, per poi subire una forte impennata nel 1917, con l'indipendenza dagli altri due comuni, quando gli abitanti censiti erano pari a 1096. Il comune di Calciano ha fatto registrare il suo picco di abitanti nel 1951 (1683 residenti). Il censimento del 1991 ha rilevato una popolazione pari a 1.049 abitanti mentre quello del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 893 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991-2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -14,87%.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Veduta del "Paese di Mezzo", la parte bassa di Calciano
  • 13 giugno: S. Antonio da Padova - Processione della Statua con “ceri” votivi di candele.
  • 7 e 8 settembre: Festa patronale in onore di San Rocco e della Madonna della Serra con processione della Statua e dei "ceri" votivi di candele e spari di mortaretti lungo il percorso.
  • Carnevale: Sfilata di maschere con trasporto su carro del fantoccio di Carnevale e della consorte Quaremma, processo a Carnevale e falò conclusivo.
  • 19-20 marzo: Falò di S. Giuseppe e sagra dei fagioli con la cotica.
  • agosto: Serate all'aperto con canti e balli. Sagre varie e rassegne di pittura e fotografia.

Per tradizione il centro urbano di Calciano è "diviso" in tre parti: il "Paese di sopra" e il "Paese di mezzo" separate dal "Muraglione", e la "Tempa", una zona sopraelevata rispetto al resto del paese.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

I "gnummuridd"

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Lagane con fagioli o ceci, "Gnummuridd" (involtini di agnello e capretto), "U' P'pdegn" (Pannocchia cotta in acqua e sale), Rafanata (frittata con rafano), Trittico calcianese (cavatelli, orecchiette e fusilli fatti a mano) con "pezzente" (salsiccia realizzata con le parti meno nobili del maiale: fegato, cuore, polmoni ecc.).

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Dal 4 al 10 agosto 2008 ha fatto da splendida cornice alla Rupe Nazionale 2008 dell'Assoraider, cioè il primo raduno nazionale della branca LUPI dell'associazione[8].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Calciano dalla località Serre.
  • La SS 407 Basentana collega principalmente il capoluogo di regione Potenza a Metaponto; è possibile prendere l'uscita di Calciano al km 40. Il comune è servito dalla linea ferroviaria Battipaglia-Potenza-Metaponto, aveva una propria stazione non più in funzione, la fermata in attività più vicina è quella di Grassano-Garaguso-Tricarico. Gli aeroporti più vicini sono quello di Bari-Palese "Karol Wojtyla" (125 km) e quello di Napoli International (206 km).

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Calciano è amministrato dal sindaco dott. Giuseppe Arturo De Filippo sostenuto dalla lista civica "Calciano nel Cuore" vincitrice delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014 con il 50,95% delle preferenze.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bilancio demografico 2011, dati Istat.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 115.
  3. ^ Io, Brigante - Con la controbiografia di Basilide Del Zio –supplemento a “Il Mattino” – Capone Editore/Edizioni del Grifo
  4. ^ Da Frà Diavolo a Borjès – Con il diario del generale spagnolo - supplemento a “La Sicilia” – Capone Editore/Edizioni del Grifo
  5. ^ Fonte:Statuto del Comune di Calciano, Art. 4
  6. ^ I ruderi di Calciano e i confini della città di Tricarico, Rocco Stasi, 2002
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Rupe nazionale Fonte Assoraider

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rocco Stasi, I ruderi di Calciano e i confini della città di Tricarico: quale storia?. Articolo intero

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Basilicata Portale Basilicata: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Basilicata