Grassano

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Grassano
Grassano - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Basilicata
Provincia: stemma Matera
Coordinate: 40°38′0″N 16°17′0″E / 40.63333, 16.28333Coordinate: 40°38′0″N 16°17′0″E / 40.63333, 16.28333
Altitudine: 515 m s.l.m.
Superficie: 41 km²
Abitanti:
5.529 12-2008
Densità: 135 ab./km²
Comuni contigui: Calciano, Garaguso, Grottole, Irsina, Salandra, Tricarico
CAP: 75014
Pref. telefonico: 0835
Codice ISTAT: 077011
Codice catasto: E147 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: grassanesi 
Santo patrono: Sant'Innocenzo 
Giorno festivo: 22 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« ...bianco in cima ad un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto »

Grassano è un comune di 5.529 abitanti[1] in provincia di Matera.

Indice

[modifica] Geografia

È posto tra le valli del fiume Bradano e del Basento ed a poca distanza dal torrente Bilioso. L'altitudine del suo territorio varia da un minimo di 150 m s.l.m. nei fondovalle ad un massimo di 576 m s.l.m. sulla sommità del centro abitato. Confina con i comuni di Irsina a nord, Grottole ad est, Salandra e Garaguso a sud, e con Calciano e Tricarico ad ovest.

[modifica] Storia

Contrariamente a quanto ha affermato una certa storiografia, la comunità di Grassano ha antiche origini. La sua però non è una storia di grandi eventi ma è la lotta di un piccolo centro che attraverso i secoli, ha cercato di costruirsi una propria identità. Non si conosce l'epoca precisa della sua fondazione anche se nel 1123 viene menzionato per la prima volta tra i centri della Diocesi di Tricarico e in epoca angioina viene ricordato come "castellum quod vocatur Crassanum". Solo nel 1320 risulta essere delineato con caratteristiche di piccolo abitato vero e proprio con i suoi 12 fuochi tassati (tra i 47 e i 70 abitanti). In un'antica "platea" del XV secolo Grassano viene indicato come "casale della città di Tricarico" ubicato nell'omonima contrada del territorio tricaricese. Grassano non ha mai accettato di buon grado questo "dominio", soprattutto dopo l'arrivo dei Gerosolomitani, tanto che fu necessario far pronunciare sul punto il Re di Napoli, Ladislao d'Angiò-Durazzo. Il re con un atto ufficiale del 19 gennaio 1414, conosciuto come "sentenza della candela" ribadì: «...declaramus et decernimus praefatum casale Grassani fuisse, et esse de pertinentijs, territorio, et districtu dictae civitatis Tricarici...».

[modifica] Stemma

Dal '700 l'emblema del comune è costituito da due cornucopie ricolme di frutti, a simboleggiare la fertilità dei terreni che costeggiano il fiume Basento. A partire dall'800 nello stemma sono stati aggiunte tre colline, che raffigurano la "forma" del paese.

[modifica] La Commenda di Grassano

Il centro abitato di Grassano è uno degli esempi più importanti di insediamento urbano edificato dall'Ordine di Malta in Basilicata . Dai cabrei dell'Ordine di Malta la "Commenda di Grassano" risulta essere la più ricca della Basilicata: da essa dipendevano infatti ben 19 grancie (erano chiamate così le fattorie appartenenti a enti o ordini religiosi) che, ad eccezione della chiesa di San Giorgio di Gravina in Puglia, erano site per la maggior parte in Basilicata.

Le grangie pertinenti alla commenda di Grassano erano le seguenti:

A Grottole, Roccanova e Calciano la commenda possedeva invece solo terreni coltivati.

La scarsezza delle fonti non ci permette di formulare ipotesi certe circa il momento in cui i cavalieri di Malta si insediarono a Grassano. Una prima notizia relativa alla presenza dei Cavalieri ci è data da una lettera di papa Urbano V, datata 4 giugno 1368, con la quale si chiedeva di restituire la "Precettoria dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni Gerosolomitano" di Grassano al priore di Barletta. Un inedito scritto conservato presso l'archivio di Stato di Matera, ci informa sul nome del primo "commendatore" di Grassano, nell'anno 1365, un certo frà Trailo Sansone di Troia.

Dalla documentazione esistente, formata in larga parte dai cabrei della "Commenda di Grassano" apprendiamo che il "commendatore" dell'ordine era anche "barone di Grassano" e possedeva "la suddetta Terra di Grassano, ... quale è capo della Commenda predetta della Sagra Religione Gerosolomitana sotto i titoli di S. Giovani Battista e S. Marco, … e tiene sotto di sé diecinove Grancie in diversi luoghi di essa Provincia di Basilicata, come altresì in quella di Bari…". Il "commendatore" deteneva inoltre sul paese e sul suo territorio "la giurisdizione civile… come altresì la mista .." ed "anche la giurisdizione spirituale" la quale "stà usurpata da' vescovi antipassati di Tricarico".

I Cavalieri di Malta furono per secoli padroni dell'abitato e del suo territorio che amministrarono dal "Castello Commendale" posto sulla cima dell'abitato sino alla promulgazione nel 1810 di una legge che sopprimeva le corporazioni "non di interesse sociale". Con la soppressione della Commenda gerosolomitana il paese decadde profondamente, per poi riprendersi nei secoli successivi.

[modifica] Carlo Levi e Grassano

Carlo Levi, politico, giornalista, scrittore e pittore italiano, causa la sua attività antifascista fu arrestato il 5 maggio 1935 a Torino e condannato a 3 anni di confino in Lucania. Il 3 agosto 1935 Levi giunse a Grassano. Qui ritroverà il gusto dei pennelli ma soprattutto l'accoglienza offertagli dalla splendida gente di Grassano e dal suo paesaggio.

« ...Grassano mi pareva quasi ricchezza, e la maggiore vivacità della gente, il diverso dialetto, con i suoi rapidi suoni pugliesi, mi davano l'impressione di essere quasi in una città piena di vita... »

Ed ancora, rivolgendosi alla madre:

« Cara Mamma cara, dunque, eccomi a Grassano. Credevo che anche Grassano fosse un paese di montagna, e me lo figuravo tra boschi e salite impervie: invece è in cima a un colle a lentissimo declivio, sì che dall'alto non si apprezza il dislivello, che pure è assai forte, col fondo della valle, che qui si è fatta larghissima; e par quasi d'essere in pianura. Le colline sono tutte coltivate a grano; pei campi lavoravano le trebbiatrici e passano a cavallo i contadini per recarsi ai campi lontani»

Già il 30 agosto 1935 il prefetto di Matera propose al Ministero degli Interni il trasferimento di Levi ad Aliano, un comune più isolato della provincia di Matera. Grassano non apparve adatta per un soggiorno di confino, causa la sua vicinanza allo scalo ferroviario della linea Potenza-Taranto; inoltre Carlo Levi si era messo in troppo evidente dimistichezza con la popolazione locale. Durante il periodo di confino grassanese dipinse almeno 70 tele. Oggi si tenta di ricucire lo strappo col passato e con la sua cultura attraverso un laborioso lavoro di ricerca e di recupero di quel patrimonio. Dal 2002 Grassano è sede, assieme ad Aliano, altro luogo del confino lucano di Carlo Levi, di un Parco Letterario a lui intitolato.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Chiese

  • Chiesa Madre : situata nel punto più alto del paese, era in origine una cappella del ben più ampio castello di proprietà del Commendatore di Malta. Sulla fondazione di questa chiesa non si hanno notizie precise anche se si afferma della sua esistenza già nel 1588 nella Santa Visita fatta dal vescovo Santonio. La struttura della Chiesa Madre ha subito vari rimaneggiamenti e ampliamenti; il più importante è stato realizzato nel '700 quando fu edificata la navata laterale di destra e, probabilmente venne anche invertito l'orientamento della chiesa. Al suo interno, oltre i prestigiosi affreschi settecenteschi, vi è custodito un organo del '700 perfettamente funzionante.
  • Chiesa Madonna della Neve : anche su questa chiesa no si hanno notizie precise della sua esistenza. Si presume che sia stata costruita intorno alla prima metà del 1500. Si presenta con due navate ed è affiancata da un caratteristico campanile con un tetto a cipolla. Tra i suoi arredi vanno segnalati un quadro del '700 di scuola napoletana e la bella acquasantiera seicentesca posta all'entrata.
  • Convento di Santa Maria del Carmine : le prime notizie certe riguardo la fondazione di questo convento risalgono al 1612. La chiesa si presenta con due navate ed è affiancata da un campanile costruito agli inizi del '900. Per gli amanti dell'arte sono da segnalare le belle tele del '600 e del '700 esposte in chiesa, il piccolo chiostro conventuale del '700 e l'antico refettorio dove si trovano due affreschi settecenteschi che raffigurano le nozze di Cana e l'Ultima Cena.
  • La Cappella Abbatangelo
  • La Cappella della Madonna di Pompei

[modifica] Palazzi

  • Palazzo Materi
  • Palazzo Ruggiero
  • Palazzo Ferri
  • La Torretta

[modifica] Monumenti

  • Statua in onore dell'illustre Arcangelo Ilvento posta in P.zza A. Ilvento
  • Statua in onore di Padre Pio posta in P.zza della Repubblica
  • Statua in bronzo dedicata al seminatore posta in P.zza della Libertà
  • Scultura dedicata agli emigranti posta in P.zza Mazzini
  • Monumento ai caduti posto in P.zza del Purgatorio
  • Abside dell'ex chiesa del Purgatorio (abbattuta nei primi anni '70 dello scorso secolo)

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] La popolazione

Nel 1958, la popolazione superava i 9.000 abitanti ma poi, come tutti i paesi del Sud, Grassano ha visto emigrare, soprattutto a partire dagli anni '60, moltissimi suoi cittadini, in cerca di migliori fortune. Nonostante tutto, la popolazione di Grassano, con i suoi circa 5.600 abitanti, resta tra i comuni più popolati a ridosso della Val Basento.

[modifica] Cultura

[modifica] Personaggi illustri di Grassano

  • Francesco Paolo Materi (1842-1910),politico
  • Gaetano Briganti (1875-1934),onorevole
  • Orlando Orlandi (1875-1935), pubblicitario
  • Arcangelo Ilvento (1877-1936),medico igienista
  • Ortensio Ruggieri (1880-1973),possidente

[modifica] Il paese

Grassano sorge a ridosso dell'imponente Chiesa Madre, dove vi è la parte più antica del paese. Infatti qui, tra il 1200 ed il 1700, edificarono le loro dimore contadini e pastori. A partire dal 1700 e fino a tutto il 1800 il centro abitato si espanse fino a Corso Umberto I. Successivamente, l'espansione si portò fino in via Meridionale prima e, verso Serra Martella e via Capitano Pirrone poi. Negli ultimi 50 anni il centro abitato è all'incirca se non di più raddoppiato nella sua estensione. Infatti oggi Grassano può ospitare più di 10.000 abitanti; basti pensare che un'ampia zona della parte vecchia del paese è disabitata. Osservandolo dalla valle del Basento, Grassano non sembra un paese di soli 6.000 abitanti.

[modifica] Distanze dalle principali località

  • Matera = 35 km
  • Potenza = 65 km
  • Bari = 100 km
  • Napoli = 220 km
  • Roma = 450 km

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Vito Magnante (L'Ulivo) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 0835 527811
Posta elettronica: info@comune.grassano.mt.it

[modifica] Sport

Impianti sportivi

  • Stadio Comunale Via Tilea
  • Palazzetto dello Sport Comunale
  • Campo di calcetto Via Marruggio
  • Campo da tennis Via Rocco Scotellaro

Società sportive

[modifica] Note

  1. ^ Bilancio demografico 2008, dati Istat. URL consultato il 24-06-2009.

[modifica] Bibliografia

  • Gaetano Ambrico (a cura di). Povertà e storia nella Comunità di Grassano, in «Atti della commissione parlamentare di inchiesta sulla miseria in Italia e sui mezzi per combatterla», vol. XIV, Roma, ed. Arti Grafiche, 1954.
  • Domenico Bolettieri. Grassano ieri. Matera, Grafiche Paternoster, 1987.
  • Giuseppe Gattini. Note storiche sulla comunità di Grassano. A cura di Innocenzo Pontillo, Grassano, Quaderni Grassanesi, 1997.
  • Antonella Pellettieri. Nicola Montesano. La Commenda di Grassano attraverso un inedito cabreo del 1737, Taranto, Centro Studi Melitensi, 2004.
  • Alfonso Pontrandolfi. Storia di Grassano, Matera, Deputazione di storia patria per la lucania, 2006.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali