Grassano

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Grassano
comune
Grassano – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Territorio
Coordinate 40°38′00″N 16°17′00″E / 40.633333°N 16.283333°E40.633333; 16.283333 (Grassano)Coordinate: 40°38′00″N 16°17′00″E / 40.633333°N 16.283333°E40.633333; 16.283333 (Grassano)
Altitudine 559[1] m s.l.m.
Superficie 41 km²
Abitanti 5 285[2] (31-01-2013)
Densità 128,9 ab./km²
Comuni confinanti Calciano, Garaguso, Grottole, Irsina, Salandra, Tricarico
Altre informazioni
Cod. postale 75014
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077011
Cod. catastale E147
Targa MT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti grassanesi
Patrono sant'Innocenzo
Giorno festivo 22 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Grassano
Posizione del comune di Grassano nella provincia di Matera
Posizione del comune di Grassano nella provincia di Matera
Sito istituzionale
« ...bianco in cima ad un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto »
(Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli)

Grassano (Casalis Grassani in latino) è un comune italiano di 5.285 abitanti[2] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune è posto tra le valli del fiume Bradano e del Basento ed a poca distanza dal torrente Bilioso a 559 m s.l.m. nella parte settentrionale della provincia. La sua altitudine varia da un minimo di 150 m s.l.m. nei fondovalle ad un massimo di 576 m s.l.m. sulla sommità del centro abitato. Confina a nord con il comune di Irsina (22 km), ad est con Grottole (12 km), a sud con Garaguso (18 km) e Salandra (23 km) e ovest con Calciano (15 km) e Tricarico (18 km). Dista 37 km da Matera e 59 km da Potenza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Contrariamente a quanto affermato da una determinata storiografia, la comunità di Grassano ha antiche origini, anche se comunque la storia grassanese non è caratterizzata da grandi eventi; è semplicemente la lotta di un piccolo centro che attraverso i secoli ha cercato di costruirsi una propria identità. Non è nota l'epoca precisa della sua fondazione anche se nel 1123 viene menzionato per la prima volta tra i centri della Diocesi di Tricarico e in epoca angioina viene ricordato come "castellum quod vocatur Crassanum". Solo nel 1320 risulta essere delineato con caratteristiche di piccolo abitato vero e proprio con i suoi 12 fuochi tassati (tra i 47 e i 70 abitanti). In un'antica "platea" del XV secolo Grassano viene indicato come "casale della città di Tricarico" ubicato nell'omonima contrada del territorio tricaricese, anche se comunque il comune non ha mai accettato di buon grado questo "dominio", soprattutto dopo l'arrivo dei Gerosolimitani, tanto che fu necessario far pronunciare sul punto il Re di Napoli, Ladislao d'Angiò-Durazzo. Il re con un atto ufficiale del 19 gennaio 1414, conosciuto come "sentenza della candela" ribadì: «...declaramus et decernimus praefatum casale Grassani fuisse, et esse de pertinentijs, territorio, et districtu dictae civitatis Tricarici...».

Brigantaggio postunitario[modifica | modifica sorgente]

Il 10 novembre la banda capitanata da Carmine Crocco e José Borjes si scontrò con reparti di guardie nazionali e del 62° fanteria dando luogo alla battaglia di Acinello, per poi occupare Stigliano e quindi dirigersi su Garaguso. Le formazioni di Crocco il 14 novembre, inseguite e raggiunte a Grassano da una colonna di soldati del 50° e del 30° fanteria, nonché da contingenti di Guardie Nazionali, si attestarono sulle alture del paese, ove furono attaccate e costrette al combattimento fino al calar della sera, sganciandosi dal contatto la mattina seguente e dirigendosi verso San Chirico[3]. Nel combattimento si distinse il sottotenente del 50° fanteria Zanetti Demetrio decorato di Medaglia di Argento al Valore Militare con la motivazione: "Pel coraggio e sangue freddo spiegato in ogni circostanza; particolarmente nell'attacco alla baionetta contro briganti a Grassano";[4] nella stessa giornata furono concesse ad ufficiali e militari di truppa altre onorificenze e diverse menzioni onorevoli.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Dal Settecento l'emblema del comune è costituito da due cornucopie ricolme di frutti, a simboleggiare la fertilità dei terreni che costeggiano il fiume Basento. A partire dall'Ottocento nello stemma sono stati aggiunte tre colline, che raffigurano la "forma" del paese.

La Commenda di Grassano[modifica | modifica sorgente]

Il centro abitato di Grassano è uno degli esempi più importanti di insediamento urbano edificato dall'Ordine di Malta in Basilicata. Dai cabrei dell'Ordine di Malta la "Commenda di Grassano" risulta essere la più ricca della Basilicata: da essa dipendevano infatti ben 19 grancie (erano chiamate così le fattorie appartenenti a enti o ordini religiosi) che, ad eccezione della chiesa di San Giorgio di Gravina in Puglia, erano site per la maggior parte in Basilicata.

Le grangie pertinenti alla commenda di Grassano erano le seguenti:

A Grottole, Roccanova e Calciano la commenda possedeva invece solo terreni coltivati.

La scarsezza delle fonti non permette di formulare ipotesi certe circa il momento in cui a Grassano è avvenuto l'insediamento dei cavalieri di Malta. Una prima notizia relativa alla presenza dei Cavalieri si deduce da una lettera di papa Urbano V, datata 4 giugno 1368, con la quale si chiedeva di restituire la "Precettoria dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni Gerosolimitano" di Grassano al priore di Barletta. Un inedito scritto conservato presso l'archivio di Stato di Matera, dà informazioni sul nome del primo "commendatore" di Grassano, nell'anno 1365, un certo frà Trailo Sansone di Troia.

Dalla documentazione esistente, formata in larga parte dai cabrei della "Commenda di Grassano" si apprende che il "commendatore" dell'ordine era anche "barone di Grassano" e possedeva "la suddetta Terra di Grassano, ... quale è capo della Commenda predetta della Sagra Religione Gerosolimitana sotto i titoli di S. Giovani Battista e S. Marco, … e tiene sotto di sé diecinove Grancie in diversi luoghi di essa Provincia di Basilicata, come altresì in quella di Bari…". Il "commendatore" deteneva inoltre sul paese e sul suo territorio "la giurisdizione civile… come altresì la mista .." ed "anche la giurisdizione spirituale" la quale "stà usurpata da' vescovi antipassati di Tricarico".

I Cavalieri di Malta furono per secoli padroni dell'abitato e del suo territorio che amministrarono dal "Castello Commendale" posto sulla cima dell'abitato sino alla promulgazione nel 1810 di una legge che sopprimeva le corporazioni "non di interesse sociale". Con la soppressione della Commenda gerosolimitana il paese decadde profondamente, per poi riprendersi nei secoli successivi.

/*Cfr. Nicola Montesano, Antonella Pellettieri, La Commenda di Grassano attraverso un inedito cabreo del 1737, in [Quaderni, 2] del Centro Studi Melitensi, Taranto 2004*/

Carlo Levi e Grassano[modifica | modifica sorgente]

Carlo Levi, politico, giornalista, scrittore e pittore italiano, causa la sua attività antifascista fu arrestato il 5 maggio 1935 a Torino e condannato a 3 anni di confino in Lucania. Il 3 agosto 1935 Levi giunse a Grassano. Qui ritroverà il gusto dei pennelli ma soprattutto l'accoglienza offertagli dalla gente di Grassano e dal suo paesaggio.

« ...Grassano mi pareva quasi ricchezza, e la maggiore vivacità della gente, il diverso dialetto, con i suoi rapidi suoni pugliesi, mi davano l'impressione di essere quasi in una città piena di vita... »

Ed ancora, rivolgendosi alla madre:

« Cara Mamma cara, dunque, eccomi a Grassano. Credevo che anche Grassano fosse un paese di montagna, e me lo figuravo tra boschi e salite impervie: invece è in cima a un colle a lentissimo declivio, sì che dall'alto non si apprezza il dislivello, che pure è assai forte, col fondo della valle, che qui si è fatta larghissima; e par quasi d'essere in pianura. Le colline sono tutte coltivate a grano; pei campi lavoravano le trebbiatrici e passano a cavallo i contadini per recarsi ai campi lontani»

Citazione|:"Il giorno dopo, ero invitato a colazione dal signor Orlando,(noto antifascista),(Carlo Levi, cambio' il nome di Ortensio Ruggiero),fratello di un noto giornalista che abitava a New York(Amerigo Ruggiero). Era un uomo alto, serio e malinconico. Viveva ritirato in un suo palazzetto, in una parte isolata del paese,(il Levi si riferisce al settecentesco Palazzo Ruggiero)e,avversario degli attuali potenti,si teneva lontano il più possibile dalle questioni locali. Io avevo disegnato la copertina di un libro di suo fratello sull'America("L'America al bivio"G.Einaudi Editore,Torino,1934): questo era stato il pretesto della nostra conoscenza, ed egli mi aveva usato ogni sorta di cortesie. Aveva ancora gli antichi costumi lucani:sua moglie non mangio' a tavola con noi,e ci lascio' soli. Parlammo dei contadini, della malaria, dell'agricoltura, dei vari aspetti della questione meridionale......I pochi giorni di Grassano passarono così, fra la pittura, il teatro e gli amici, in un lampo, e dovetti ripartire."

Già il 30 agosto 1935 il prefetto di Matera propose al Ministero degli Interni il trasferimento di Levi ad Aliano, un comune più isolato della provincia di Matera. Grassano non apparve adatta per un soggiorno di confino, causa la sua vicinanza allo scalo ferroviario della linea Potenza-Taranto; inoltre Carlo Levi si era messo in troppo evidente dimistichezza con la popolazione locale. Durante il periodo di confino grassanese dipinse almeno 70 tele. Oggi si tenta di ricucire lo strappo col passato e con la sua cultura attraverso un laborioso lavoro di ricerca e di recupero di quel patrimonio. Dal 2002 Grassano è sede, assieme ad Aliano, altro luogo del confino lucano di Carlo Levi, di un Parco Letterario a lui intitolato.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Madre : situata nel punto più alto del paese, era in origine una cappella del ben più ampio castello di proprietà del Commendatore di Malta. Sulla fondazione di questa chiesa non si hanno notizie precise anche se si afferma della sua esistenza già nel 1588 nella Santa Visita fatta dal vescovo Santonio. La struttura della Chiesa Madre ha subito vari rimaneggiamenti e ampliamenti; il più importante è stato realizzato nel Settecento quando fu edificata la navata laterale di destra e, probabilmente venne anche invertito l'orientamento della chiesa. Al suo interno, vi è custodito un organo del Settecento perfettamente funzionante.
  • Chiesa Madonna della Neve : anche su questa chiesa non si hanno notizie precise della sua esistenza. Si presume che sia stata costruita intorno alla prima metà del Cinquecento. Unica notizia certa è data dalla Visita Pastorale voluta da Monsignor Santonio nel 1588, in seguito al Concilio di trento che istituiva tale prassi come obbligatoria da parte dei vescovi titolari delle diocesi. Si presenta con due navate ed è affiancata da un caratteristico campanile con un tetto a cipolla. Tra i suoi arredi vanno segnalati un quadro del Settecento di scuola napoletana e la bella acquasantiera seicentesca posta all'entrata.
  • Convento di Santa Maria del Carmine : le prime notizie certe riguardo alla fondazione di questo convento risalgono al 1612. La chiesa si presenta con due navate ed è affiancata da un campanile costruito agli inizi del Novecento. Per gli amanti dell'arte sono da segnalare le belle tele del Seicento e del Settecento esposte in chiesa oltre i prestigiosi affreschi settecenteschi ed una Via Crucis di Domenico Guarino, il piccolo chiostro conventuale del Settecento e l'antico refettorio dove si trovano due affreschi settecenteschi che raffigurano le nozze di Cana e l'Ultima Cena.
  • La Cappella Abbatangelo
  • La Cappella della Madonna di Pompei

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Ruggiero
  • Palazzo Ferri
  • La Torretta

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Statua in onore dell'illustre Arcangelo Ilvento posta in P.zza A. Ilvento
  • Statua in onore di Padre Pio posta in P.zza della Repubblica
  • Statua in bronzo dedicata al seminatore posta in P.zza della Libertà
  • Scultura dedicata agli emigranti posta in P.zza Mazzini
  • Monumento ai caduti posto in P.zza del Purgatorio
  • Abside dell'ex chiesa del Purgatorio (abbattuta nei primi anni settanta dello scorso secolo)

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Nel 1958, la popolazione superava i 9.000 abitanti ma poi, come tutti i paesi del Sud, Grassano ha visto emigrare, soprattutto a partire dagli anni sessanta, moltissimi suoi cittadini, in cerca di migliori fortune. Nonostante tutto, la popolazione di Grassano, con i suoi circa 5.600 abitanti, resta tra i comuni più popolati a ridosso della Val Basento.

Persone legate a Grassano[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Paolo Materi (1842-1910), politico e imprenditore agricolo
  • Gaetano Briganti (1875-1934), maestro di agricoltura e professore di scienze agrarie Università degli Studi di Napoli-Portici
  • Orlando Orlandi (1875-1935), pubblicitario
  • Arcangelo Ilvento (1877-1936), medico igienista e legislatore
  • Ortensio Ruggiero (1880-1973), possidente e fratello di Amerigo,giornalista inviato del Corriere della Sera a New York
  • Gaetano Ambrico (1917-2007), politico
  • Michele Mulieri, avventuriero "l'uomo che fondò Repubblica autonoma di Piani Sottani"
  • Alfonso Pontrandolfi (1938), politico
  • Francesco Artese (1957), pittore, scultore, presepista
  • Giovanni Bronzino (1916-1990), studioso e professore di Storia Medioevale all'Università di Bologna
  • Nicolò Siggillino (1901-1981), poeta
  • Maddalena Pontrandolfi (1899-1920), suora "mirabile esempio di devozione"
  • Bill de Blasio (1961 -), sindaco di New York

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Grassano sorge a ridosso dell'imponente Chiesa Madre, dove vi è la parte più antica del paese. Infatti qui, tra il 1200 ed il 1700, edificarono le loro dimore contadini e pastori. A partire dal Settecento e fino a tutto l'Ottocento il centro abitato si espanse fino a Corso Umberto I. Successivamente, l'espansione si portò fino in via Meridionale prima e, verso Serra Martella e via Capitano Pirrone poi. Negli ultimi 50 anni il centro abitato è praticamente raddoppiato nella sua estensione territoriale. Potenzialmente potrebbe ospitare più di 10.000 abitanti; basti pensare che un'ampia zona della parte vecchia del paese è disabitata.

Volontariato[modifica | modifica sorgente]

Stemma Misericordia Grassano

La Misericordia di Grassano[modifica | modifica sorgente]

Esercitazione decennale associazione
Emergenza neve

La Confraternita Misericordia di Grassano è un’associazione di volontariato senza scopo di lucro, costituitasi il 7 giugno 2001 è iscritta alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia al n° 892, all’albo Regionale delle associazioni ONLUS al n° 2454 e iscritta nell’elenco delle Organizzazioni di Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile DPR 194/01.

La fondazione dell'associazione

Sin dalla costituzione, i volontari della Misericordia operano nell’ambito del trasporto infermi (con ambulanza), dei servizi sociali trasportando i dializzati e i bambini portatori di handicap dalle case a scuola (con furgone monovolume 8 posti) e nell’ambito della Protezione Civile in collaborazione con la Regione Basilicata partecipando alle campagne antincendio ininterrottamente dal 2007 al 2012 con un automezzo TATA pick-up 4x4 ed un QUAD 4x4 con moduli AIB che ha comprato grazie al contributo del Dipartimento Infrastrutture O.O.P.P. e Mobilità della Regione Basilicata ed il contributo dell’associazione stessa. Destinatari di questi servizi sono tutti i cittadini della comunità di Grassano e delle comunità limitrofe (Garaguso, Calciano, Tricarico).

Formazione e attivita'

Dal 2001 ad oggi sono stati effettuati oltre n° 500 soccorsi tra sanitari e sociali. La finalità dell’associazione è di formare una cittadinanza attiva e proiettata verso coloro che hanno bisogno. I volontari della Misericordia di Grassano, oltre a svolgere la quotidiana missione, hanno partecipato nel 2002 ad un campo di Protezione Civile a Siena organizzato dalle Misericordie d’Italia. Nel 2003 e negli anni successivi n° 80 confratelli e consorelle hanno partecipato al corso e conseguito l’attestato in BLS-D (Basic Life Support Defibrillation) rilasciato dal Centro di Formazione IRC di BASILICATA SOCCORSO (118); Il 20 settembre 2003 ha organizzato il progetto “Giornata del volontariato” che verteva in una simulazione di Protezione Civile divisa in due momenti: un'evacuazione di un edificio scolastico a seguito di un terremoto e un incidente stradale tra due veicoli. Intervengono: Polizia, Vigili del Fuoco, i volontari delle Misericordie, Basilicata soccorso (118), l’ACI. Nel 2004, in collaborazione con altre associazioni, ha organizzato un convegno su Grassano città melitense.

Nel 2005 ha organizzato un corso per il conseguimento della patente europea di informatica. Ha in corso un progetto denominato “Terra e fuoco” finanziato dalla Fondazione per il Sud in partnership con il Parco di Gallipoli Cognato ed altre associazioni. Il progetto verte sulla prevenzione, avvistamento e AIB rivolto al territorio del Parco. Nel 2008 si è costituito il Gruppo di Protezione Civile dei ragazzi (età 10-13 anni) Nel 2009 dieci volontari hanno prestato la propria opera in Abruzzo in occasione del terremoto sia con i tecnici della Regione Basilicata e presso il campo delle Misericordie d’Italia. Alla data odierna i soci sono n° 35 alcuni dei quali hanno l’attestato di autista di mezzi di soccorso rilasciato dall’Università degli Studi di Firenze l’attestato di istruttore autista in “comportamento e sicurezza nella guida in emergenza” di mezzi di soccorso rilasciato dalla Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia. Nel 2010 tutti i soci sono stati formati in base alla L.81/08 sulla "Sicurezza nei luoghi di lavoro".

Sport[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Comunale Via Tilea
  • Palazzetto dello Sport Comunale
  • Campo di calcetto Via Marruggio
  • Campo da tennis Via Rocco Scotellaro

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

  • A.S.D. Grassano calcio (1ª categoria)
  • Grassano calcio a 5 (Serie C1)
  • Cestistica Grassano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Measured as Google Earth data.
  2. ^ a b Bilancio demografico Istat 2013.
  3. ^ Per maggiori dettagli sul combattimento di Grassano vedi: G. Bourelly Brigantaggio nelle zone di Melfi e Lacedonia dal 1860 al 1865 – Napoli 1865. Ristampa Forni Editore. Pag 150
  4. ^ motivazione ottenuta dall’Istituto del Nastro Azzurro
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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