Garaguso

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Garaguso
comune
Garaguso – Stemma Garaguso – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
Sindaco Rocco Costanzo (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 40°33′00″N 16°14′00″E / 40.55°N 16.233333°E40.55; 16.233333 (Garaguso)Coordinate: 40°33′00″N 16°14′00″E / 40.55°N 16.233333°E40.55; 16.233333 (Garaguso)
Altitudine 492 m s.l.m.
Superficie 38,61 km²
Abitanti 1 108[1] (gennaio 2013)
Densità 28,7 ab./km²
Frazioni Parata
Comuni confinanti Calciano, Grassano, Oliveto Lucano, Salandra, San Mauro Forte
Altre informazioni
Cod. postale 75010
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077009
Cod. catastale D909
Targa MT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti garagusani
Patrono san Gaudenzio
Giorno festivo 14 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Garaguso
Posizione del comune di Garaguso nella provincia di Matera
Posizione del comune di Garaguso nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Garaguso è un comune italiano di 1.108 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è un centro agricolo dell'Appennino lucano situato nell'alta valle del fiume Cavone nella parte settentrionale della provincia. Più precisamente si trova su un colle a 492 m s.l.m. e confina a nord con il comune di Grassano (17 km), ad est con Salandra (11 km), a sud con San Mauro Forte (15 km), e ad ovest con Oliveto Lucano (7 km) e Calciano (7 km). Dista 58 km da Matera e 57 km dal capoluogo di regione Potenza. Fa parte della Comunità Montana Medio Basento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I risultati di indagini archeologiche indicano che la località fu abitata sin dall'età preistorica, poi dai lucani, e in età classica, di una certa rilevanza archeologica, il tempietto di Garaguso, riproduzione in scala di un tempio. Nel catalogo dei baroni, redatto sotto Guglielmo II, è nominato un Adam de Garagusa, mentre in una bolla del 1060, Garaguso viene incluso nella giurisdizione del vescovo di Tricarico. Fu inoltre feudo dei Sanseverino, dei Poderico e della Casa di Palo, ed infine dei Revertera. Dal territorio provengono importanti reperti, custoditi nel museo archeologico nazionale della Basilicata, che documentano una cultura indigena dall'età del ferro fino al V secolo a.C. ed alla successiva ellenizzazione.

1861 - Brigantaggio[modifica | modifica wikitesto]

il 13 novembre 1861 le bande capitanate da Carmine Crocco, da Accettura si diressero su Garaguso inseguite da una colonna di soldati del 50° e del 30° fanteria[2]. A Garaguso le formazioni di Crocco e di José Borjès si organizzarono a difesa ma non si verificarono scontri degni di nota. Tallonate da presso dalle truppe citate a da contingenti di guardie nazionali le formazioni di Crocco raggiunsero Grassano il 14 novembre.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, presso cui è il settecentesco palazzo Revertera con loggiato a tre arcate, conserva una scultura fittile del quattrocento raffigurante la Madonna della Puglia, un braccio reliquiario in argento, pure del quattrocento, e una tela del 1761 dipinta da frà Deodato da Tolve.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Cereali e legumi sono i principali prodotti della terra. Si allevano ovini e caprini e si lavorano lana e latte.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Garaguso che milita nel girone materano di Terza Categoria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico 2013, dati Istat. URL consultato il 27 agosto 2013.
  2. ^ Per maggiori dettagli vedi: G. Bourelly Brigantaggio nelle zone di Melfi e Lacedonia dal 1860 al 1865 – Napoli 1865. Ristampa Forni Editore. Pag 150
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Pennetti, Notizie storiche di San Mauro Forte e degli altri paesi del Mandamento, Accettura-Garaguso-Oliveto (in Basilicata), Avellino, tipo-litografia E. Pergola, 1909.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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